14 April 2026

Covivio chiude un buon 2021. Hotel non più zavorra dei conti della società

“Successo della pipeline di sviluppo, anno record per la commercializzazione di immobili a uso ufficio, forte crescita dei valori e dei canoni nel settore residenziale tedesco, ripresa e prospettive positive per gli hotel: registriamo risultati positivi sull’intero fronte delle nostre attività”. Così l’amministratore delegato di Covivio, Christophe Kullmann, commenta i risultati 2021 della compagnia, che ha chiuso l’anno con redditi dalle attività operative (Epra earnings) per 410 milioni di euro, in crescita del +6,6% rispetto al 2020. Buone notizie dunque giungono anche dal comparto alberghiero, ancora sorvegliato speciale, ma non più zavorra dei conti del gruppo che vede quale prima azionista la Delfin di Leonardo Del Vecchio, come invece era accaduto l’anno precedente.

Nel dettaglio, gli investimenti alberghieri della società, dopo un primo semestre sul quale hanno pesato ancora fortemente la crisi sanitaria e le differenti restrizioni governative, hanno beneficiato di un secondo semestre molto dinamico, talvolta superando le performance del 2019. Complessivamente, in Europa il mercato si è mantenuto su livelli ben superiori al 2020, con un aumento dei ricavi medi per camera disponibile (revpar) del +42%, pur rimanendo complessivamente sotto del -54% rispetto al 2019. Le performance hanno confermato il forte rimbalzo dei Paesi che hanno un’importante clientela domestica, in particolare la Francia, il Regno Unito e la Germania, che rappresentano la principale quota di ricavi nel settore alberghiero di Covivio e che hanno confermato i buoni fondamentali del settore alberghiero, soprattutto nel segmento leisure.

A livello patrimoniale, Covivio ha registrato una crescita dei valori degli asset a perimetro costante pari al 4%, per complessivi 27 miliardi di euro, di cui 17,7 miliardi di pertinenza del gruppo.  Nel settore alberghiero, il valore del patrimonio è rimasto sostanzialmente stabile rispetto a fine 2020 (-0,3% a perimetro costante per un totale di 2.6 miliardi di euro di pertinenza): il rimbalzo delle performance nel secondo semestre ha reso tuttavia possibile una serie di rinnovi con una crescita di valori per gli immobili in locazione fissa (+1,3% negli ultimi sei mesi dell’anno) e la stabilizzazione degli immobili a reddito variabile (+0,2% sempre nel secondo semestre).

I ricavi dell’attività alberghiera in Europa, in ribasso del -20% nel primo semestre rispetto al primo semestre 2020, hanno recuperato il ritardo nella seconda parte dell’anno, registrando un aumento complessivo del +27% a perimetro costante sul 2020, trainati dalla crescita del +146% dei canoni variabili (35% del patrimonio alberghiero è locato prevalentemente ad AccorInvest) e dal forte rimbalzo delle licenze di attività, pari al +356% (20% del patrimonio alberghiero). Infine, gli immobili in locazione fissa (45% del patrimonio alberghiero) segnano una lieve contrazione del -1% a perimetro costante, a causa degli sconti concessi nel 2020 e 2021 in cambio di un’estensione della durata del contratto. La percentuale di incasso dei canoni raggiunge il 96% (85% compresi i pagamenti differiti e gli sconti concessi).

Da segnalare che all’inizio del 2022, Covivio e InterContinental Hotels Group hanno rivisto i loro contratti sul portafoglio di 12 hotel ubicati nelle zone prime al centro delle principali metropoli britanniche (Londra, Edimburgo, Glasgow…, per 344 mln di euro di quota di pertinenza del gruppo e 2% del patrimonio Covivio). Le parti hanno siglato un accordo relativo alla conclusione di addenda ai contratti di locazione. Tale accordo prevede un adeguamento del canone minimo garantito e l’introduzione di un canone variabile indicizzato al fatturato, oltre che delle verifiche delle performance. A fine marzo dovrebbe essere firmata una nuova locazione. L’accordo consente di puntare a un rendimento su questo portafoglio nell’ordine del 6%, una volta superata la fase di ripresa dell’attività.

In conclusione per il 2022, le prospettive di società di consulenza come Str, Mkg o Tourism economics prevedono un ritorno dei pernottamenti al livello del 2019 entro il 2023-2024. Rispetto ai ricavi del 2019, ci sarebbero quindi potenzialità di crescita per 54 mln di euro.

 

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