2 settembre 2015 15:28
«Il quadro disegnato dal Presidente Renzi, con l’importante alleggerimento del carico fiscale sui cittadini, risponde ad una esigenza ormai imprescindibile per il rilancio del Paese – dice Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi –. E’ però necessario anche un intervento che allenti la “zavorra” che condiziona le aziende alberghiere e il settore turistico in generale, in primis un alleggerimento della tassazione immobiliare. Tasi, Tari e IMU hanno visto negli ultimi anni livelli di incremento che condizionano la competitività e, in alcuni casi la sopravvivenza stessa delle imprese alberghiere. Guardando all’IMU, nell’attesa di una auspicabile eliminazione, urge una misura che quanto meno aumenti la soglia di deducibilità oggi ferma al solo 20%. Inoltre, per il turismo in generale e con un’ovvia attenzione al settore alberghiero, va necessariamente ricordata l’esigenza di un intervento di equità sull’Irap per i lavoratori a termine nel settore. Le nostre imprese sono oggi ingiustamente penalizzate con inevitabili riflessi anche sugli effetti occupazionali. Il settore può e deve crescere, ma per farlo va liberato dal carico che ne condiziona lo sviluppo».
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Ci sono destinazioni che sembrano avere un momento perfetto per essere visitate, poi c’è l’Egitto: un Paese capace di regalare emozioni in ogni stagione dell’anno.
Con un viaggio in Egitto, puoi scoprire le meraviglie della terra dei faraoni scegliendo il periodo più adatto alle tue esigenze.
Ogni stagione offre un volto diverso dell’Egitto: alcuni mesi sono ideali per esplorare templi e siti archeologici, altri per vivere il fascino del deserto, mentre altri ancora sono perfetti per una rilassante crociera sul Nilo tra paesaggi unici e antiche città faraoniche. Ecco cosa vedere e quali esperienze vivere durante tutto l’anno.
Inverno: la stagione dei templi e delle tombe
Da dicembre a febbraio l'Egitto vive il suo momento migliore per l'archeologia. Le giornate sono limpide, le temperature nella valle del Nilo restano piacevoli e camminare tra i templi è un piacere puro dalla mattina alla sera.
Cosa vedere assolutamente in questi mesi:
Le Piramidi di Giza e la Sfinge — l'inverno regala la luce migliore dell'anno sull'altopiano. Il sole basso allunga le ombre e la pietra assume tonalità dorate che d'estate non si vedono.
Il Grande Museo Egizio — il museo archeologico più grande al mondo dedicato a un'unica civiltà, con la collezione completa di Tutankhamon finalmente riunita in un solo luogo.
La Valle dei Re — le tombe dipinte si visitano scendendo sottoterra, e l'inverno rende la discesa molto più confortevole. I colori sulle pareti sono ancora quelli originali, dopo più di tremila anni.
Il tempio di Karnak — il complesso religioso più vasto dell'antichità. La sala ipostila, con le sue centotrentaquattro colonne, va vista al mattino presto, quando la luce entra di taglio tra i pilastri.
Il Cairo storico — con il clima fresco la città si esplora a piedi: la Cittadella di Saladino, la moschea di Mohammed Ali, i vicoli di via al-Muizz e il mercato di Khan el-Khalili.
È il periodo più amato da chi programma un viaggio in Egitto completo, tra archeologia, città e navigazione fluviale.
Primavera: la stagione del deserto e delle oasi
Marzo, aprile e maggio portano una luce nuova. Le rive del Nilo si tingono di verde, l'aria è limpida e le temperature nel deserto diventano finalmente vivibili.
Cosa vedere in primavera:
L'oasi di Siwa — a ridosso del confine libico, tra palmeti sterminati, sorgenti naturali e le rovine del Tempio dell'Oracolo, dove secondo la tradizione Alessandro Magno venne proclamato figlio di Amon.
Il Deserto Bianco — formazioni calcaree modellate dal vento in forme che sembrano scolpite: funghi, torri, animali di pietra. Dormire lì sotto un cielo stellato è un'esperienza che resta.
Il Deserto Nero e Bahariya — colline di basalto scuro che si alternano alle dune chiare, in un contrasto cromatico che sorprende chiunque.
Sham el-Nessim — la festa con cui gli egiziani accolgono la primavera, celebrata da migliaia di anni. Le famiglie si riversano nei parchi e lungo il fiume: è l'occasione di vedere l'Egitto contemporaneo che vive una tradizione nata all'epoca dei faraoni.
Abu Simbel — i colossi scavati nella roccia sono spettacolari tutto l'anno, ma in primavera il viaggio verso sud è particolarmente piacevole.
Estate: la stagione dei siti tutti per te
L'estate egiziana riserva una sorpresa bellissima: i siti archeologici sono quasi tutti tuoi. Il clima è secco e luminoso, e organizzando le visite nelle ore più belle della giornata si vive un Egitto che pochi hanno la fortuna di vedere.
Cosa vedere in estate:
I templi all'alba — il tempio di Hatshepsut alle sette del mattino, con la roccia che si scalda lentamente e nessuno attorno, è uno di quei ricordi che non si dimenticano. Lo stesso vale per Karnak e per la Valle dei Re.
Il volo in mongolfiera su Luxor — decolla prima del sorgere del sole, quando l'aria è fresca. Dall'alto si vedono contemporaneamente il Nilo, i campi coltivati, i templi della riva occidentale e il deserto che comincia di colpo.
Il Cairo di sera — d'estate la capitale si anima dopo il tramonto. Le terrazze sul fiume si riempiono, i mercati restano aperti fino a tardi e la città rivela un ritmo notturno che negli altri mesi non si coglie.
Alessandria d'Egitto — affacciata sul Mediterraneo, con la sua atmosfera diversa dal resto del Paese: la Biblioteca moderna, le catacombe di Kom el-Shoqafa e la brezza mediterranea che accompagna ogni passeggiata.
Il bello dell'estate sta nel ritmo della giornata: visite all'alba con la luce più morbida dell'anno, pausa rigenerante nelle ore centrali e ripresa nel tardo pomeriggio, quando i templi si accendono di oro.
E nell'agosto 2027 l'Egitto avrà un motivo in più: il 2 agosto un'eclissi solare totale attraverserà il Paese, con oltre sei minuti di totalità proprio sopra Luxor. Un fenomeno di questa durata non tornerà prima del prossimo secolo.
Autunno: la stagione della navigazione sul Nilo
Settembre, ottobre e novembre sono forse i mesi più sottovalutati. Le giornate sono lunghe e luminose, l'aria è dolce e il fiume è al suo massimo splendore. È il momento perfetto per vivere il Nilo.
Cosa vedere in autunno:
La crociera sul Nilo tra Luxor e Assuan — tre o quattro giorni di navigazione lenta, con le rive che scorrono tra palme e villaggi. Ci si sveglia con un paesaggio diverso ogni mattina.
Il tempio di Edfu — dedicato al dio falco Horus, è il tempio meglio conservato di tutto l'Egitto. Si raggiunge dalla riva del fiume ed entrarci è come entrare in un edificio ancora intatto.
Il tempio di Kom Ombo — unico perché doppio: una metà dedicata a Sobek, il dio coccodrillo, l'altra a Haroeris. Affacciato direttamente sull'acqua, al tramonto è magnifico.
Il tempio di Philae ad Assuan — smontato pietra per pietra e ricostruito su un'isola per salvarlo dalle acque. Sembra galleggiare, e la visita si raggiunge in barca.
I villaggi nubiani — case dipinte di azzurro e giallo lungo il fiume, con un'ospitalità e una tradizione musicale completamente diverse dal resto dell'Egitto.
La dahabeya — in autunno tornano più facilmente disponibili le imbarcazioni tradizionali a vela: poche cabine, navigazione silenziosa e soste in punti dove le navi grandi non arrivano.
Chi cerca il miglior equilibrio tra clima, tranquillità e disponibilità trova spesso proprio in autunno la finestra ideale per delle vacanze Egitto ben pianificate.
In sintesi: quale stagione fa per te?
Inverno — se il sogno sono le Piramidi, i templi di Luxor e le tombe dipinte, con il clima più comodo dell'anno.
Primavera — se il richiamo è il deserto, le oasi e il silenzio delle dune, con la possibilità di assistere alle feste locali.
Estate — se vuoi camminare tra i colossi quasi da solo, volare in mongolfiera all'alba e scoprire il Cairo notturno.
Autunno — se il desiderio è navigare lentamente lungo il fiume che ha creato questa civiltà, tra templi che appaiono sulle rive.
Una costante che vale in ogni mese
Cambiano le stagioni, cambiano gli itinerari, ma una cosa resta identica tutto l'anno: l'accoglienza.
In Egitto il viaggiatore viene ricevuto con una curiosità sincera che sorprende sempre. Ti offrono un tè, ti chiedono da dove vieni, ti raccontano qualcosa di sé. E spesso è proprio questo, più ancora dei monumenti, il ricordo che si porta a casa.
Perché l'Egitto è un Paese che si continua a scoprire, stagione dopo stagione, e che ha la bellissima abitudine di far tornare chi lo visita una prima volta.
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[post_content] => A luglio 2026 si registrano oltre 4 milioni di presenze in più e 1 milione di arrivi in più rispetto allo stesso mese del 2025.
Le presenze aumentano complessivamente del 4,4%, con una crescita del 2,3% della componente italiana e del 6,0% di quella estera. Anche gli arrivi evidenziano una dinamica favorevole, registrando un incremento complessivo del 4,5%, determinato dall’aumento della componente italiana del 3,8% e di quella estera del 5,1%. Cresce sia la componente alberghiera (+2,5%) sia quella extra alberghiera (+6,7%). Risultati, quelli di luglio, in continuità con il primo semestre, chiuso a +4,9% di presenze e +4,4% di arrivi. È quanto emerge dai dati della piattaforma Alloggiati Web del ministero dell’interno analizzati dall’Ufficio statistica del ministero del turismo.
E ancora il Centro Studi di Confindustria/Federturismo comunica che nei mesi clou di luglio e agosto la presenza di turisti stranieri in Italia cresce dell’8,3%.
Anche le stime sull’intera stagione estiva (15 giugno-15 settembre) – prosegue lo studio elaborato dall’Ufficio statistica del Mitur – confermano il trend positivo: il tasso medio di saturazione ota, che indica la percentuale di occupazione rispetto all’offerta disponibile sui grandi portali internazionali di viaggio online, è al 58,9%, +10,8 punti percentuali sul 2025, con tariffe medie più basse.
Ad agosto, il dato tocca quota 58,5%, in aumento anche in questo caso di 10,8 punti percentuali, con tariffe mediamente in calo. Nella settimana di Ferragosto si tocca il picco del 65,4%.
Numeri che collocano l’Italia davanti ai principali competitor con 6,7 punti percentuali in più rispetto alla Spagna (52,2%) e 16,1 in più rispetto alla Francia (42,8%) se si considera l’intera estate e 4,5 punti in più sulla Spagna (54%) e 17,5 in più sulla Francia (41%) ad agosto, mentre se ci si concentra solo sulla settimana di Ferragosto l’Italia segna 5,6 punti percentuali in più sulla Spagna (59,8%) e addirittura 19 punti in più sulla Francia (46,4%).
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Il governo francese e Groupe ADP – la società che gestisce, tra gli altri, gli aeroporti di Parigi – hanno raggiunto un accordo fondamentale su un nuovo Accordo di regolazione economica, che apre la strada a un programma di investimenti record da 8,2 miliardi di euro per gli aeroporti di Parigi-Charles de Gaulle e Parigi-Orly nei prossimi otto anni.
L'accordo, che richiede ancora l'approvazione delle autorità competenti prima di entrare in vigore il 1° gennaio 2027, mira a rafforzare la competitività dei due principali scali internazionali francesi, mantenendo al contempo sotto controllo le tariffe aeroportuali.
Il piano di investimenti
Il piano di investimenti è il più ingente mai proposto per gli aeroporti parigini e giunge al termine di mesi di negoziati che hanno coinvolto il Ministero francese dell'Aviazione Civile, i rappresentanti delle compagnie aeree e l'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART). L'amministratore delegato di Groupe ADP, Philippe Pascal, ha dichiarato che il pacchetto trova un equilibrio tra investimenti, competitività e sostenibilità finanziaria.
Ha inoltre affermato che il programma da 8,2 miliardi di euro rafforzerà il ruolo degli aeroporti di Parigi come infrastrutture strategiche a sostegno dell'economia e dell'attrattiva internazionale della Francia, consentendo al contempo alla società di continuare a investire nella crescita futura.
L'accordo entra ora in una fase di consultazione finale con le compagnie aeree, prevista per settembre, prima di essere sottoposto all'ART per il parere vincolante. L'approvazione definitiva è attesa entro la fine di novembre. Groupe ADP stima una crescita media annua del traffico dell'1,9% nel periodo compreso tra il 2026 e il 2034.
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[post_content] => Centinaia di piloti che hanno lavorato per Ryanair hanno avviato un'azione legale collettiva contro la compagnia a basso costo irlandese, sostenendo di non aver mai ricevuto la retribuzione per i giorni di ferie. La causa è stata depositata presso il tribunale commerciale di Londra.
Al centro della contestazione c’è l’inquadramento contrattuale: i piloti sarebbero stati assunti tramite agenzie interinali del settore aeronautico come lavoratori autonomi e non come dipendenti. Secondo i ricorrenti, questa scelta li avrebbe esclusi illegittimamente da diritti riconosciuti ai colleghi assunti direttamente, tra cui la paga per le vacanze.
Richard Phillips
L’azione è stata promossa da Richard Phillips, che ha lavorato per Ryanair per quattro anni fino al 2012, ed è sostenuta da altri 261 piloti. Oltre alla compagnia, sono state citate in giudizio anche le agenzie Storm Global e Brookfield Aviation International, nonché la società di consulenza fiscale dublinese Scanlon Associates.
La class action punta a fare leva su una sentenza della Corte d’appello dello scorso anno, che ha stabilito come un pilota della compagnia, ingaggiato tramite agenzia e basato all’aeroporto londinese di Stansted, dovesse essere considerato a tutti gli effetti un lavoratore dipendente, nonostante non fosse stato assunto direttamente.
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dichiara Amedeo Conte, ceo di Worldtours e presidente di Sistema Trasporti Campania. «Il punto è che una stagione distribuita su dieci mesi non è una stagione lunga: è una stagione diversa, che richiede un'organizzazione diversa. Nel comparto dei servizi questo significa riprogrammare flotte, contratti e personale su un calendario che non ha più un centro».
Secondo l'indagine di Confindustria Alberghi tra le imprese associate, diffusa nei giorni scorsi, il tasso di occupazione medio atteso in Italia per agosto si colloca intorno al 71%, in crescita di oltre sei punti rispetto al 64,8% dello stesso periodo del 2025. Le destinazioni urbane restano sotto la media, al 68,6%, con il 41,7% delle strutture che segnala una flessione delle prenotazioni. Napoli si distingue con un'occupazione attesa dell'87%, che sale al 90% nella settimana di Ferragosto, sostenuta secondo la stessa rilevazione dalla componente italiana della domanda.
È su quest'ultimo elemento che si concentra la lettura di Worldtours. «Agosto a Napoli oggi tiene, e tiene bene, ma tiene grazie al mercato interno, mentre tutta la crescita di quest'anno è arrivata dall'estero», prosegue il ceo. «Il turista straniero è quello che si sta spostando con più decisione su aprile, maggio e settembre, e lo fa anche per ragioni climatiche. Se la programmazione della città insegue quel movimento e basta, agosto resta scoperto proprio nel segmento che cresce».
I dati dell'Osservatorio Turistico Urbano del Comune di Napoli indicano per gennaio 1.750.000 presenze e per febbraio 1.700.000, in mesi tradizionalmente di bassa stagione, mentre per settembre la stima è di circa 2,2 milioni. Sul piano nazionale l'indice StagioMetro elaborato da Demoskopika registra le presenze del periodo giugno-settembre in calo al 56,9% del totale, con i mesi primaverili e autunnali arrivati a raccogliere quasi il 30% delle preferenze.
«Su settembre c'è la Coppa America e c'è un'attenzione che si costruisce da sola. Agosto no: agosto è l'unico mese che nessun grande evento presidia e che nessuna promozione considera un problema, perché i numeri di adesso rassicurano», conclude Conte. «La destagionalizzazione è la sfida da affiancare all'America's Cup, non da contrapporle. Ma affrontarla significa anche decidere che cosa Napoli offre in un mese in cui il caldo penalizza la visita urbana e i grandi appuntamenti sono altrove»
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[post_content] => Wizz Air e Gesap hanno celebrato l’apertura della base del vettore all’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo con una cerimonia che ha coinvolto istituzioni, stakeholder aeroportuali, equipaggi e passeggeri.
Alla presenza del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, la compagnia ha scelto il volo Palermo –Torino per celebrare questo importante traguardo attraverso il tradizionale taglio del nastro e un momento dedicato ai passeggeri in partenza.
La scelta del collegamento conferma il ruolo centrale delle rotte domestiche nella strategia di Wizz Air, pensata per rafforzare la mobilità tra la Sicilia e le principali città italiane. Da Palermo, Wizz Air collega oggi il capoluogo siciliano con Milano Malpensa, Bologna, Venezia, Torino, Roma Fiumicino e Pisa, offrendo soluzioni di viaggio accessibili sia a chi si sposta per lavoro sia alle numerose persone che mantengono legami familiari e personali tra la Sicilia e il resto del Paese. Il collegamento Palermo-Torino attualmente operato ogni giorno e passerà a due voli giornalieri dal 14 settembre.
L’apertura della base porta al Falcone Borsellino due Airbus A321neo e accompagna l’avvio di un nuovo programma di collegamenti nazionali e internazionali.
Con la recente aggiunta del volo trisettimanale verso Tirana (ogni martedì, giovedì e sabato dal prossimo 27 ottobre), Wizz Air offrirà da Palermo 18 rotte verso 13 Paesi, mettendo a disposizione nel 2026 oltre 1,3 milioni di posti. La compagnia diventerà così il secondo vettore dello scalo palermitano, con una quota di mercato prevista di circa il 16%. Praga, Marrakech e Dortmund saranno inoltre destinazioni operate in esclusiva da Wizz Air dal Falcone Borsellino.
L’investimento produrrà ricadute significative anche sotto il profilo economico e occupazionale. I tre aeromobili basati a Palermo consentiranno la creazione complessiva di 120 posti di lavoro diretti e sosterranno oltre 1.050 posti di lavoro indiretti nell’indotto locale, interessando in particolare i settori dell’aviazione, del turismo, della logistica e dei servizi.
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[post_content] => Il gruppo Ethiopian Airlines ha registrato un fatturato annuo di 9,1 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2025/26, un record per la compagnia, che centra una crescita del +20% rispetto all’anno precedente nonostante le sfide geopolitiche che hanno fatto lievitare i costi operativi.
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I risultati confermano la validità della strategia “Vision 2035” di Ethiopian, che punta a raggiungere un fatturato di 25 miliardi di dollari e 67 milioni di passeggeri all’anno.
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All'interno dello storico complesso di Palazzo Marini, ex sede di uffici e servizi della Camera dei deputati a Roma, prenderà vita il nuovo Four Seasons Hotel Rome, struttura di super lusso. L'intervento complessivo, come si legge sul Corriere della Sera, non riguarderà soltanto il recupero dell'edificio, iniziato nel 2021, ma interesserà anche la riqualificazione dell'intera piazza San Silvestro, con l'obiettivo di renderla più vivibile e valorizzarne il contesto urbano. In relazione a quest'ultima il sindaco Roberto Gualtieri spiega: «Abbiamo aperto un dialogo con la sovrintendenza per la piantumazione di alberi». Tema importante per il Campidoglio per contrastare le isole di calore urbane dovute all'aumento delle temperature estive e ai cambiamenti climatici.
«Vorremmo provare proprio lì - ha spiegato il sindaco - a sperimentare i nuovi modelli di alberature di zone monumentali che altre città, penso a Parigi nella zona dell'Hotel De Ville, hanno realizzato». Il progetto iniziale di molte alberature è stato ridimensionato a seguito del confronto con le soprintendenze e dell'applicazione delle regole di tutela previste per le aree storico - monumentali.
Il valore dell'investimento
Dopo l'acquisizione di Palazzo Marini per 165 milioni di euro nel 2022 da parte di Cascade Investments (Bill Gates), il valore complessivo dell'investimento, comprensivo del restauro, della riqualificazione e della realizzazione del nuovo hotel, è stimato in circa 531 milioni di euro. Secondo le stime, è prevista la creazione di 4.792 posti di lavoro a tempo pieno nel periodo compreso tra il 2023 e il 2030. Inoltre, si stima un gettito fiscale complessivo di 641 milioni di euro.
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Il futuro hotel ospiterà 124 camere e suite, ristoranti, spazi dedicati agli eventi, sale riunioni, cortili e terrazze verdi, candidandosi a diventare una delle strutture ricettive di lusso più prestigiose della capitale. Dopo alcuni rinvii rispetto alle previsioni iniziali, il completamento dell'intervento e l'apertura dell'hotel sono attesi nel corso del 2027.
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[post_content] => All Nippon Airways ha ordinato altri otto Embraer 190-E2, con l’obiettivo di “rispondere in modo flessibile” alla futura domanda di viaggi domestici. L’ordine si aggiunge a quello già esistente per un massimo di 20 E190-E2, annunciato nel 2025 (15 ordini fermi e cinque opzioni).
Secondo quanto comunicato da Ana Holdings, il valore dell’ultimo ordine si attesta a circa 105 miliardi di yen (642 milioni di dollari). La consegna dei velivoli aggiuntivi è prevista a partire dall’anno fiscale 2029, che avrà inizio il 1° aprile 2029, fino al 2032.
I nuovi aeromobili saranno gestiti da Ibex Airlines, partner in codeshare con sede a Tokyo, nell’ambito dei piani di Ana volti a “esternalizzare” le proprie operazioni nazionali. L’equipaggio di Ibex opererà questi voli con i codici di volo Ana.
I due vettori “svilupperanno” inoltre il loro attuale accordo di codeshare trasformandolo in una “partnership commerciale completa”. Sono in corso i preparativi con l’obiettivo di avviare l’accordo nel 2029.
L’accordo consentirà sia ad Ana che a Ibex di «utilizzare in modo efficace le proprie risorse gestionali», permettendo al contempo ad ANA di mantenere la propria rete nazionale e di raggiungere l’efficienza operativa.
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