13 May 2026

Cambi al vertice per The Leading Hotels of the World

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The Leading Hotels of the World ha annunciato i nuovi cambi d’asset aziendali: Daniel Neumann è stato nominato senior vice president e direttore finanziario, Claudia Kozma Kaplan senior vice president marketing e comunicazione, Lee Andrews consulente legale, mentre la posizione di direttore operativo, coperta da Welf Ebeling, è stata eliminata, integrando le varie responsabilità di pianificazione strategica in altre aree. «L’impegno per l’anno in corso è quello di focalizzarci sul nostro core business che presuppone un legame sempre più stretto con ciascuno degli hotel associati – ha commentato il presidente Ted Teng -, un incremento di fatturato da portare ai nostri alberghi e un sempre maggior apprezzamento da parte dei nostri clienti. Proprio per raggiungere questi obiettivi strategici è stato attuato un riallineamento delle cariche direttive». Inoltre, Kim Moffitt-Hehir vice president della pianificazione strategica lascerà la compagnia, già lasciata da Marshall Calder, già senior vice president marketing. «Lavorerò a stretto contatto con questo nuovo e talentuoso team di direzione – ha concluso Teng -. Del resto, con questa riorganizzazione vogliamo dare un chiaro segnale di rinnovato impegno ed efficienza ai nostri clienti, agli hotel associati e agli operatori in genere».

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Mantengono una posizione rilevante anche le low cost, in particolare Ryanair ed EasyJet, mentre Emirates conquista spazio sulle tratte a lungo raggio, scelta dal 6% del campione. Sul fronte aeroportuale, Milano Malpensa si conferma il principale hub business italiano, indicato dal 27% dei travel manager, seguito da Milano Linate (22%) e Roma Fiumicino (20%). Più distanti Venezia (7%) e Catania (5%).\r\nTra i principali disagi segnalati durante i viaggi d’affari spiccano la lentezza dei controlli aeroportuali, indicata dal 28% degli intervistati, la congestione dei voli con conseguenti ritardi (13%), le code ai check-in (13%) e i lunghi tempi di riconsegna dei bagagli (12%). Non sorprende quindi che i servizi più apprezzati siano quelli che consentono di risparmiare tempo: due travel manager su tre indicano come prioritari il fast track per i controlli di sicurezza e l’imbarco, mentre il 18% valorizza gli spazi lounge e il 12% le aree dedicate al lavoro.\r\n\r\nHotel e AI\r\nLe grandi catene internazionali dominano i viaggi all’estero: Accor è il brand più utilizzato (24%), seguito da Marriott (17%) e Hilton (16%). Per le trasferte in Italia, accanto alle grandi catene trovano spazio anche hotel indipendenti, scelti dal 18% dei viaggiatori, e B&B (12%).\r\nLa categoria preferita resta quella dei 4 stelle, mentre il prezzo continua a rappresentare il principale criterio di scelta della struttura per il 36% dei travel manager. Tra le principali criticità emerge la limitata disponibilità di camere nei periodi di picco, segnalata da circa metà del campione.\r\nSempre più automatizzati i sistemi di prenotazione. Oltre il 50% dei travel manager dichiara che gran parte della popolazione viaggiante della propria azienda già utilizza i self booking tool messi a disposizione dalla Travel management company. I principali vantaggi riconosciuti a queste piattaforme sono la possibilità di visualizzare le policy aziendali (25%), la gestione integrata di voli, treni e alloggi in un’unica interfaccia (24%) e la reportistica avanzata (20%). La criticità più rilevante riguarda invece la difficoltà di modificare le prenotazioni.\r\nTra le Travel Management Company più apprezzate per l’offerta di questi sistemi figurano Gattinoni, Uvet e Cisalpina, Aci Blueteam, Amex, e Frigerio. Oggi il 52% dei travel manager utilizza carte corporate per la gestione delle trasferte.","post_title":"Viaggi d'affari: l'AI sfonda. 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