27 March 2026

Ao Hostels: pernottamenti in calo di oltre il 50% ma c’è luce in fondo al tunnel

“Pensavamo di poter festeggiare il nostro ventesimo anniversario in maniera diversa ma abbiamo comunque cercato di fare del nostro meglio e siamo fieri di com’è andata, nonostante tutto”. E’ il commento del ceo di Ao Hostels, Oliver Winter, ai dati della compagnia nell’anno terribile dell’industria del turismo.

Rispetto al 2019, il gruppo ha in particolare registrato 2,5 milioni di pernottamenti, per un calo di oltre il 50%. L’azienda ha cercato comunque di compensare parzialmente la perdita, grazie a 200 mila soggiorni alternativi garantiti dalla collaborazione con aziende, comuni e istituzioni coinvolte nel sociale.

Nel corso dell’anno, durante i momenti in cui è stato possibile farlo, Ao Hostels ha sempre mantenuto attivi i propri ostelli, dando la possibilità agli ospiti di prenotare e soggiornare in piena sicurezza, grazie anche al piano di misure anti-Covid messe subito in atto in tutte le strutture. “ Il fatto di essere sempre prenotabili, ci ha portato tanta visibilità e il brand ne ha giovato molto – prosegue Winter -. C’è stato un magnifico lavoro di squadra ed è grazie al forte impegno di tutti, e a un prodotto a prova di recessione, che oggi siamo ancora qua”.

I processi e i prodotti sono stati infatti ottimizzati e hanno permesso ai clienti di effettuare le prenotazioni, il check-in e l’ingresso in camera in maniera contactless, riducendo al minimo il contatto con il personale dell’ostello. Per la fine del 2021 Ao Hostels prevede quindi di installare altri totem per il self check-in e di rendere disponibile la room key digitale tramite app in altre strutture.

Nel corso del 2020 sono stati inoltre inaugurati tre nuovi ostelli a Varsavia, Budapest e Copenaghen, mentre il piano di espansione prevede lo sviluppo del brand in altre 50 città europee entro la fine del 2023, tra cui Lisbona, Istanbul, Roma e Reykjavik.

Vediamo la luce in fondo al tunnel – conclude Winter -. Ci aspettiamo una ripresa del mercato soprattutto nella seconda parte del 2021, almeno per quanto riguarda il traffico domestico”. Ma c’è grande attesa anche per la ripresa delle gite scolastiche e dei viaggi di gruppo in primavera: un segmento che di solito rappresenta il 35% del giro d’affari Ao Hostels.

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Ma chi ne paga e ne pagherà le conseguenze sarà il nostro settore.\r\n\r\nSeconda amarissima osservazione. Per la prima volta nella storia di questo Paese il turismo è stato sulla bocca di tutti, giornali nazionali, telegiornali, nelle chiacchiere, ovunque. Ma non per l'importanza che ha, ma per una questione squisitamente politica. Che follia.\r\nBilancio\r\nInfine il bilancio di tre anni e qualche mese di Santanchè al ministero. Senza dubbio Daniela Santanchè è arrivata a guidare il dicastero senza sapere nulla del turismo. Lentamente qualcosa l'ha imparato, ma naturalmente non ha potuto colmare le lacune che aveva ab origine. Ricordo che in una sala di 1600 agenti outgoing chiese di far arrivare in massa turisti in Italia. Ho ancora impressi nella testa gli sguardi sconcertati degli agenti di viaggio. Di queste situazioni ce ne sono state parecchie e questo giornale ha cercato di riportarle sempre con una certa precisione.\r\n\r\nUna cosa bisogna riconoscergliela. Nel momento il cui l'Europa si stava convincendo ad approvare la nuova direttiva pacchetti, l'unico ministro ad opporsi è stata la Santanchè. E meno male, perché quella direttiva, per come era scritta avrebbe fatto più danni del Covid.\r\n\r\nPer il resto troppa visibilità con il suo tagliare nastri ad ogni evento, che si trattasse del Ttg di Rimini, o della fiera delle biciclette. E quando prendeva il microfono iniziava la fiera delle banalità: siamo italiani, dobbiamo essere ottimisti ecc, ecc.\r\n\r\nInsomma questo è il quadro in sintesi. Il prossimo ministro (si parla di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni) prima di prendere in mano la situazione dovrà cercare di capire in che mondo è capitato. E non sarà facile. Mentre il turismo se la deve sbrigare da solo. 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