9 maggio 2012 08:09

Benedetta Mazzini, figlia d’arte e innamorata dell’Africa australe, accompagna in via esclusiva il tour di gruppo organizzato da Il Diamante in partenza il 23 giugno per la Namibia. La maggior parte dei pernottamenti è prevista nei lodge e campi tendati di Wilderness Safaris. Il viaggio ”Namibia … Benedetta” di 13 giorni/10 notti, parte dall’Italia per Windhoek, via Monaco o Francoforte ed entra subito nel vivo dell’Africa con la visita del Children day care di Mammadu: chi lo desidera può acquistare cibo e materiale necessario ai bambini. Si prosegue per il deserto del Namib con sistemazione al Kulala Desert Lodge, 24 chalet con veranda che si affaccia su una pozza d’acqua frequentata dagli animali e successivamente al Doro Nawas Camp, un lodge di soli 16 chalet e all’Andersson’s Camp. Dal parco Etosha si riparte alla volta del Cheetah Conservation Fund, per la salvaguardia e la riabilitazione dei felini. Il pernottamento è previsto presso l’Epako Game Lodge, ideale per avvistare i rinoceronti bianchi. Il viaggio termina al mercato artigianale di Okahandja e a Windhoek. Quote da 3 mila 800 euro a persona, tasse aeroportuali di circa 545 e quota di iscrizione di 90 euro.
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Il sentiment verso la destinazione è molto positivo, anche grazie alle novità della programmazione CaboVerdeTime che, da marzo 2027, permette di raggiungere Boa Vista partendo in autonomia da diverse città italiane. Lo afferma Pietro Dusi, responsabile commerciale e vendite di CaboVerdeTime, che a Torino, in occasione del Tod, ha tracciato l’andamento d’inizio anno, influenzato da fattori esterni. «La stabilità dell’area ha favorito un aumento della domanda, anche per riprotezioni da destinazioni come Dubai e Oman, oggi percepite come più rischiose. In meno di una settimana sono stati riempiti i voli di marzo e quasi completati quelli di aprile».
Il nodo prezzi
Nonostante la soddisfazione, Dusi evidenzia una situazione complessa, con pochi ma comprensibili casi di cancellazione legati al clima di incertezza. Pesano anche l’aumento dei costi del carburante e la conseguente revisione dei prezzi, con margini ridotti.
L’operatore, che quest'anno festeggia i 30 anni di attività, guarda già al 2027: «È recente l’avvio della partnership con il nuovo Robinson Boa Vista, con soggiorni da marzo 2027 – annuncia Dusi –. Un prodotto tailor made già in vendita, che consentirà partenze individuali con voli di linea di varie compagnie. Sarà la prima struttura resort cinque stelle che avremo su Boa Vista dopo anni e consoliderà il rapporto con Robinson, di cui commercializziamo anche la struttura di Sal, servita dal charter del sabato da Bergamo».
La promozione passa anche attraverso il circuito dei Tod: «Il format ci permette o di incontrare le agenzie riducendo costi e complessità organizzative – conclude il manager -. Ogni anno cerchiamo di cambiare località. L’attività per ora si concentra nel Nord Italia, in particolare su Lombardia, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta, Trentino e parte dell’Emilia-Romagna. In futuro, si vedrà».
(Federica De Luca)
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[post_content] => Una destinazione, quattro player, un obiettivo comune: portare Boston al centro della programmazione delle agenzie di viaggio italiane. È questo il messaggio lanciato dalla conferenza stampa congiunta che ha riunito Going, JetBlue, Meet Boston e Lonely Planet Italia.
Il volo diretto
Dal 12 maggio 2026 JetBlue inaugura il collegamento stagionale diretto tra Milano Malpensa e il Logan International Airport di Boston, con frequenza giornaliera fino a ottobre. Il volo è operato con Airbus A321 neo LR da 138 posti e si posiziona in una fascia intermedia tra vettore tradizionale e low cost: tariffe competitive abbinate a un prodotto di bordo con componenti premium, tra cui wi-fi gratuito e ultraveloce su tutto l’aeromobile e una business class Mint con suite completamente reclinabili. «JetBlue è stata fondata con la missione di portare umanità nel trasporto aereo» ha spiegato Gabriele Mannucci, direttore vendite di JetBlue per l’Italia. Per le agenzie, il volo diretto elimina uno dei principali ostacoli alla vendita della destinazione e apre la possibilità di costruire pacchetti più competitivi, sia su Boston città che sull’intero New England.
Going ha costruito attorno a Boston una programmazione articolata pensata per rispondere a profili di clientela diversi. L’offerta spazia dai city break sui quartieri storici e il waterfront ai fly & drive nel New England — con itinerari che toccano Massachusetts, New Hampshire, Maine, Connecticut, Vermont e Rhode Island — fino ai tour ferroviari verso New York e Washington e alle combinazioni con i Caraibi.
«Il lusso oggi è il tempo - ha dichiarato Maurizio Casabianca, chief commercial & operations officer di Going -. I dieci, quindici giorni che dedichiamo a una vacanza sono il nostro vero tesoro, e il ruolo del tour operator è ottimizzarli, indirizzando il viaggiatore verso esperienze che rispondano davvero alle sue esigenze». Sul fronte degli strumenti, Going ha appena rinnovato il sito going.it con un approccio ricco di contenuti esperienziali e continua a investire nella formazione delle agenzie, con l’obiettivo di intercettare anche il cliente che torna negli Stati Uniti per la seconda o terza volta e che rischia di uscire dal canale trade.
Meet Boston: gli eventi del 2026
Per le agenzie, il 2026 offre su Boston una serie di eventi con forte appeal commerciale. La città ospita sette partite della Fifa World Cup al Gillette Stadium, tra cui due a eliminazione diretta, un argomento di vendita immediato per la clientela sportiva. A metà luglio andrà in scena Sail Boston 2026, con trenta velieri storici nel porto cittadino e la partecipazione dell’Amerigo Vespucci: Going ha già costruito un pacchetto dedicato con hotel selezionati nella zona del waterfront. Il tutto si inserisce nelle celebrazioni di America 250, che ricorda i 250 anni della dichiarazione d’indipendenza. «Boston è probabilmente l’unica città statunitense che si gira a piedi» ha ricordato Olga Mazzoni, trade representative di Meet Boston, sottolineando come la destinazione si presti naturalmente a un turismo lento e di qualità, con un aeroporto a cinque chilometri dal centro raggiungibile via water taxi. Elementi che facilitano la costruzione di proposte ad alto valore percepito per il cliente finale.
Completa il quadro la nuova guida Pocket Boston di Lonely Planet, in libreria dal 20 marzo. Strutturata in 23 quartieri e firmata da un’autrice che vive in città da 25 anni, può diventare un utile strumento di corredo alla proposta dell’agenzia, capace di trasferire al cliente la profondità e la varietà della destinazione. «Oggi non si tratta più di fare un elenco di cose da vedere, ma di capire cosa sono in grado di suscitarti e lasciarti» ha dichiarato Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia. Una filosofia che si allinea con la direzione che il trade sta cercando di imprimere alla vendita delle destinazioni americane: meno catalogo, più esperienza.
(Micòl Rossi)
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[post_content] => Ytl Hotels alza l’asticella. Il gruppo malese, divisione alberghiera di Ytl Corporation Berhad che propone una rosa di 38 hotel e resort a 5 stelle in tutto il mondo (15 in Malesia), mira a ridefinire il concetto stesso di lusso e guarda con rinnovato interesse al mercato italiano.
«Ogni destinazione propone un concetto di lusso su misura, profondamente radicato al territorio nel quale si inserisce. Da qui la presenza di caratteristiche uniche e distintive in ognuno degli hotel che proponiamo, che consentono di entrare in contatto con la realtà locale dando vita a esperienze autentiche» spiega Pei Xien Yeoh, vice president strategy & transformation di Ytl Hotels & Properties incontrata durante un evento trade organizzato al The Westin Palace Milan.
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Focus sul mercato italiano
All'insegna di "Treasured places, treasured moments”, Ytl Hotels mira a un posizionamento più deciso sul mercato italiano, sul quale ritiene di avere le carte in regola per ottenere brillanti risultati. «Si tratta di un bacino chiave, che vorremmo far crescere incrementandone il peso fra i principali mercati europei. Attualmente quello italiano si trova in quarta posizione, dopo Uk, Francia e Germania, ma le potenzialità di sviluppo sono notevoli».
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In particolare, la manager concentra l’attenzione di tour operator e agenzie di viaggio su tre strutture in Malesia: «Il Pangkor Laut Resort, situato su un’isola privata della west coast, è senza dubbio il più conosciuto, quello dal quale è partita la nostra avventura e una delle punte di diamante dell’offerta firmata Ytl. Ma di grande appeal per la clientela italiana sono anche il Gaya Island Resort nel Borneo e il Tanjong Jara Resort, lungo la east coast. Tre modi diversi e complementari di scoprire la Malesia, ognuno con le sue peculiarità, che spaziano da fondali intatti dove praticare diving e snorkeling, a foreste tropicali ricche di fauna ideali per i trekking. Senza dimenticare il ricco patrimonio culturale».
L'attenzione all'ambiente
Fra le iniziative di maggior valore, quella del Gaya Island Resort. «L'isola di Gaya si trova all'interno del parco marino Tunku Abdul Rahman, un gruppo di 5 isole situate al largo di Kota Kinabalu, ciascuna con barriere coralline frangiate – inteviene Mohannad Shaweesh, director of sales & marketing di Ytl Hotels -. Situato nella baia di Tavajun, il Gaya Island Resort Marine Centre è raggiungibile in barca in 5 minuti dal molo del Gaya Island Resort o tramite il Tavajun trek di 45 minuti. Dalla sua inaugurazione nell'ottobre 2013, il centro marino ha salvato e curato numerose tartarughe marine verdi in via di estinzione e una tartaruga embricata in grave pericolo di estinzione. A oggi, il centro si occupa del salvataggio delle tartarughe, del ripristino delle barriere coralline e della conservazione attraverso l'educazione». Un modo in più per manifestare la speciale attenzione che Ytl riserva alla sostenibilità e alle buone pratiche per restituire valore al territorio.
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La serata organizzata in collaborazione con Tourism Malaysia Italy rappresentato dalla marketing representative Vincenza Andreini, ha visto la partecipazione del partner Turkish Airlines con Latif Sahin, sales and marketing specialist per l'Italia.
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[post_content] => A una settimana dal pienone registrato al Meliá Milano, il Tove – Travel Open Village Evolution 2026 continua a far parlare di sé. Se il 9 e il 10 febbraio i numeri avevano raccontato un’edizione oltre le aspettative – con 400 agenti di viaggio partecipanti – oggi sono le voci dei protagonisti a confermare la portata dell’evento.
Il dato quantitativo si intreccia con un elemento più strutturale: la necessità di dialogo tra le due anime del turismo organizzato, operatori e agenzie, che al Tove hanno trovato uno spazio concreto di confronto, molto orientato al business, come ci confermano le testimonianze degli operatori.
Per Gigi Torre, titolare Gioco Viaggi, il Tove «è stata una vera riscoperta sull’onda dei Tod fatti nel 2025. Abbiamo incontrato “solo” agenzie selezionate e interessate a conoscerci e ad approfondire i nostri prodotti».
Soddisfazione anche da parte di Chiara Lagioni, product manager e responsabile prodotto crociere di Gioco Viaggi: «Siamo soddisfatti, perché abbiamo incontrato tante agenzie in questi due giorni, abbiamo potuto scambiare idee con loro e abbiamo potuto raccontare le novità delle nostre compagnie».
Per Carla Diamanti, Grand Tour, «sono stati due giorni intensissimi dove abbiamo incontrato tantissimi agenti di viaggio e quindi ci siamo divisi tra questo che è un appuntamento molto business e poi la BIT».
Prima partecipazione al Tove per Luca Riminucci, managing director Travel Friends, che parla di «grande successo in termini di affluenza di agenti». Per Travel Friends «è stata una ottima occasione per presentare il nostro portale e fare nuove partnership con le agenzie che si sono subito codificate per iniziare a creare i loro pacchetti all’interno della nostra piattaforma».
Per Loris Giusti, key account Azemar, «il Tove 2026 è stato un vero successo, grande partecipazione da parte delle agenzie viaggi, e gestito alla perfezione nei minimi dettagli e con un’organizzazione impeccabile». Giusti ha aggiunto «un plauso davvero meritato a tutto lo staff di Travel Quotidiano».
Durante la terza serata, Marco Ghidoni di Viaggialdo ha sottolineato il rapporto di lungo periodo con il gruppo Travel: «Ringrazio la squadra di Travel che segue la nostra nascita dall’inizio ed è sempre stato un ottimo e grande partner».
Per Amo il Mondo, con Daria Boglietti e Claudia Villa, il dialogo diretto resta centrale: per un tour operator specializzato nel tailor made «il confronto diretto consente di intercettare le esigenze del mercato e sviluppare soluzioni personalizzate, rafforzando al contempo la collaborazione con il trade».
Dal lato hotellerie, Francesco Proietti, ufficio commerciale Club Esse Hotels & Resorts, ha parlato di «grande successo in termini di affluenza e partecipazione». Ha voluto sottolineare «l’ottimo lavoro svolto da tutto il team di Travel Quotidiano» e il valore di un workshop che «ha permesso di sviluppare, attraverso il tempo dedicato agli incontri, ottime opportunità di sinergia e collaborazione», con «interesse reciproco nell’ascoltare e condividere idee e proposte sulla prossima stagione estiva».
Per Fabio Candiani, Msc Crociere, «Msc Crociere ha sempre creduto sin dalla sua nascita nella formula del TOVE». Candiani ha ricordato come l’evento sia cresciuto nel tempo, attraversando anche «periodi difficili per il nostro settore», sottolineando che l’edizione 2026 è stata «importante, fatta di numerose presenze ma anche di qualità degli interlocutori», senza perdere «il driver principale della relazione umana, che per noi fa sempre la differenza». E ha già confermato la continuità: MSC sarà protagonista anche nei Travel Open Day durante l’anno e alla prossima edizione 2027.
Per Viviana Vukelic, direttrice dell’ente nazionale croato per il turismo, la due giorni milanese «è stata un grande successo sotto ogni punto di vista», con «organizzazione impeccabile» e «continua sinergia positiva con tour operator e agenti di viaggio», in una Milano che, anche alla luce dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, «si conferma la cornice ideale per ospitare un evento B2B di tale portata».
Ana Villamarzo, Direttrice Revenue & Vendite Climia Hotels ha commentato: «Il trattamento è stato impeccabile e l’iniziativa è stata davvero ben organizzata. Tutti gli agenti con cui abbiamo interagito sono stati molto ricettivi e interessati. Sono certa che questo incontro ci aiuterà a consolidare i rapporti e ad aprire nuove opportunità di collaborazione. Vista l’ottima accoglienza, valuteremo con piacere la partecipazione a prossimi eventi. Il mercato italiano, infatti, sta assumendo un ruolo sempre più importante nella nostra distribuzione e per noi è fondamentale continuare a investire in attività di questo tipo».
Infine, Pietro Dusi, responsabile commerciale e vendite CaboVerdeTime, ha parlato di «evento ben organizzato, con incontri utili e un clima di lavoro davvero stimolante», sottolineando di tornare a casa «con contatti di valore e nuove idee da trasformare in progetti concreti».
L'approfondimento sul numero in occasione della BMT di Napoli.
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[post_content] => La Stamperia Benedetti di Pescia (Pistoia) è la più antica stamperia della Toscana ed una delle più antiche d’Italia. Un luogo magico, ricco di storia e a disposizione per visite guidate esperienziali grazie ai proprietari, i fratelli Roberta e Rudi Necciari.
La visita guidata è un tour incredibile che comincia idealmente nel 1485. All’ingresso una scritta sulle pareti ricorda che nella Stamperia Francesco Cenni, tipografo fiorentino, stampava il 28 febbraio 1485 “La confessione di San Bernardino da Siena”, il primo libro stampato in città. Rapportando questo evento alla data dell’invenzione di Gutenberg, è facile comprendere quanto Pescia fosse sorprendentemente al passo con i tempi nell’arte della stampa.
«Sul territorio esistiamo da sempre – spiega Rudi Necciari - A Pescia fino agli anni 70 c’erano 5 tipografie ed oggi siamo gli unici. Con l’avvento del pc tante tipografie si trasformarono in stamperie per i moduli continui. Siamo rimasti legati alla stampa tradizionale nel senso che abbiamo mantenuto l’ancoraggio alla storia della stamperia, aprendo le porte ai turisti italiani e stranieri per raccontare come siamo arrivati ad oggi».
Nella stamperia lavorò Artidoro Benedetti, che cominciò la professione all’età di undici anni.Il suo laboratorio divenne un luogo d’incontro per pittori, poeti, musicisti e artisti, grazie a lui la stampa incontrò l’arte. Tanto per accennarne qualcuno, Lorenzo Viani, che veniva di persona a vedere come Artidoro stampava le sue xilografie al torchio, diceva che ogni minimo segno sul legno era musica stampata da Artidoro; il D’Annunzio volle che venisse stampato il suo libro “Lettera al legionario Alceste De Ambris” con xilografie dell’amico Viani, su carta Magnani da Artidoro Benedetti di Pescia.
Gino Necciari entrò alle dipendenze di Artidoro nel 1940, e nel 1967 riuscì a coronare il suo sogno rilevando la stamperia da dipendente a titolare e mantenendo il nome del maestro, Stampeia “Benedetti” di Gino Necciari, e raccogliendo l’eredità del dialogo mai interrotto con gli artisti. Dopo la morte di Gino Necciari, nel 2025, la stamperia passò nelle mani dei figli Rudi e Roberta.
Nel 2019 i fratelli Necciari hanno dato vita ad un Centro Culturale: un’idea che rappresenta un forte aggancio con la storia. In tempi attuali in cui sembra che il vecchio non valga più niente, questi aspetti acquisiscono sempre più valore.
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«La visita guidata semplice dura un’ora e mezza (max 20 persone) – aggiunge Necciari - e la visita esperienziale è più lunga (2 ore e 30): se i gruppi sono più numerosi, li dividiamo. Per comporre e stampare ci vuole un’esperienza di almeno un giorno. Le visite sono solo su prenotazione».
I fratelli Necciari puntano ad avviare accordi con t.o. ed agenzie di viaggio.
«Siamo aperti alle forme di collaborazione – sottolinea Necciari - che ci vedono allineati sui valori della diffusione e tutela del patrimonio storico, artistico e culturale : questa è la mission della nostra associazione. Il territorio in generale dovrebbe essere valorizzato maggiormente: Pescia è molto ricca dal punto di vista storico e culturale. All’interno della Stamperia ospitiamo incontri, presentazioni di libri, corsi di scrittura creativa e calligrafia, mostre di pittori e fotografi».
Tutti i visitatori rimangono incantati di fronte a macchinari della stamperia ma sono soprattutto i giovani a restare colpiti dal fascino dei grandi macchinari. «In piena era digitale – conclude Rudi Necciari - quando tutto faceva pensare che l’arte tipografica fosse ormai perduta nei tempi, la scelta di Steve Jobs di utilizzare gli stessi caratteri già in uso in tipografia ha riunito due ere, rendendole vicine come mai nessuno avrebbe pensato, decretando un nuovo inizio». Per questo la Stamperia resta a tutti gli effetti un luogo affascinate e vivo.
Maria Carniglia
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La programmazione Africa per l’estate 2026 di African Explorer fa perno su una nuova strategia di sviluppo: al centro la consapevolezza che per costruire itinerari solidi sia necessario partire da una base spesso sottovalutata ma decisiva, il vettore aereo.
L’offerta si muove lungo cinque grandi direttrici – Namibia, Sudafrica, Kenya, Tanzania e Madagascar – con partenze a date fisse e voli di linea operati da Lufthansa Group, Qatar Airways, Emirates e Turkish Airlines. Compagnie che, nel percepito del cliente finale ma soprattutto nella pratica quotidiana delle agenzie, sono sinonimo di continuità operativa, connessioni affidabili e standard di servizio elevati e riconoscibili.
«In un contesto in cui il cliente finale è sempre più informato e l’agente di viaggio sempre più consulente, questa programmazione mette al centro la struttura del viaggio, non solo la sua narrazione. Perché oggi, più che mai, l’Africa si vende anche puntando sull’eccellenza e l’affidabilità dei vettori a cui ci si appoggia», commenta Alessandro Simonetti, titolare di African Explorer.
I dettagli del volato
Sul Sudafrica, ad esempio, la scelta è chiara: Qatar Airways come vettore di riferimento. Partenze settimanali, prodotti differenziati (Smart, Explorer e Malaria Free) e la possibilità di estendere l’itinerario verso Victoria Falls e Chobe trasformano il viaggio in una piattaforma modulare, facilmente adattabile alle esigenze del cliente finale.
La Namibia resta una destinazione da intenditori, dove la logistica fa la differenza. Le partenze Namibia Smart e Namibia Explorer si appoggiano interamente al gruppo Lufthansa, con Air Dolomiti e Discover Airlines, garantendo una filiera di viaggio lineare e ben integrata con i principali hub europei.
In Africa orientale il tema è la continuità dell’esperienza. Il Kenya con voli Emirates da Milano, e l’ampia programmazione in Tanzania con Qatar Airways da Milano e Roma rispondono a una domanda precisa: safari strutturati, seguiti dal mare, senza cambi di ritmo né compromessi logistici. Le combinazioni con Zanzibar rafforzano un modello ormai maturo, ma ancora molto richiesto dal mercato. Tutti i programmi per la Tanzania prevedono voli Qatar Airways da Milano e Roma.
Il Madagascar resta una destinazione affascinante e delicata. La scelta di Turkish Airlines per il prodotto Madagascar Explorer, insieme a una gamma articolata di tour del Nord e soggiorni mare, va nella direzione di una maggiore affidabilità su una destinazione che richiede pianificazione, competenza e partner aerei all’altezza.
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[post_content] => Negli ultimi anni l’interesse dei viaggiatori europei per la Corea del Sud è aumentato costantemente. Questo anche grazie all’Hallyu, l’onda coreana che sta contribuendo alla diffusione della K culture a livello globale.
Nelle scorse settimane, in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina, Kto - Korea Tourism Organization in Italy - ha organizzato presso Casa Korea attività ed esperienze immersive rivolte ad agenti di viaggio e visitatori italiani desiderosi di entrare in contatto con la cultura e lo stile di vita coreano.
La Kto gioca dunque un ruolo centrale nel mostrare la diversità delle destinazioni coreane — dalle città metropolitane vivaci ai paesaggi naturali, dalle regioni storiche alle esperienze culturali immersive.
Con la direttrice Kto dell'Ufficio di Parigi, Jung Sun Hw, abbiamo approfondito questo fenomeno di mercato.
Come sta evolvendo il mercato italiano verso la Corea in termini di volumi, stagionalità e tipologia di clientela, e quali spazi vede oggi per tour operator, adv e Mice?
Negli ultimi anni stiamo registrando una crescita costante dell’interesse italiano verso la Corea del Sud: tra gennaio e novembre 2025 abbiamo accolto 74.514 visitatori italiani, con un incremento del 25% rispetto al 2024. Si tratta di un pubblico sempre più curioso e informato, attratto non solo dalle grandi città ma anche da cultura, paesaggi naturali ed esperienze autentiche. Anche l’offerta food è una leva di viaggio molto forte, soprattutto per un mercato come quello italiano, con una tradizione gastronomica decisamente importante.
Per il trade tutto questo significa ampi margini di sviluppo: la destinazione infatti permette di costruire itinerari diversificati — culturali, esperienziali e tematici — e si presta anche al segmento incentive grazie alla varietà di location e attività immersive.
Il nostro obiettivo come Korea Tourism Organization è proprio supportare gli operatori italiani nel trasformare questa domanda crescente in una programmazione stabile.
Quali strumenti concreti mettete a disposizione del trade italiano per costruire e vendere la destinazione?
Nel 2026 abbiamo scelto Milano come hub operativo durante le Olimpiadi, organizzando momenti dedicati sia al pubblico sia agli operatori. La K-Travel Week, ospitata presso Villa Necchi Campiglio, ha offerto esperienze dirette sulla destinazione: cultura, lifestyle, turismo regionale e nuovi concept come il “dailycation”, che ha permesso agli agenti di comprendere meglio il prodotto, in modo da poterlo poi raccontare.
In parallelo siamo stati presenti alla Bit insieme ad operatori coreani, compagnie aeree e enti regionali. Qui il trade ha potuto incontrare direttamente i fornitori, acquisire materiali e informazioni pratiche per costruire pacchetti più facilmente vendibili.
Su cosa puntate nel 2026 per rafforzare la presenza nei cataloghi e quindi incrementare l’arrivo di turisti italiani?
Il rafforzamento della filiera commerciale è al centro della nostra strategia 2026. Parteciperemo alle principali fiere professionali, porteremo in Italia partner coreani — dmc, enti regionali e vettori — per facilitare accordi diretti e attività di co-marketing. Inoltre vorremmo organizzare educational e press tour, per far conoscere meglio alla stampa italiana e agli operatori del trade la nostra destinazione.
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"Con oltre 100 titoli in catalogo le Guide Verdi sono un osservatorio sul mondo che cambia; raccolgono conoscenze, esperienze, coordinate geografiche e culturali in continua espansione". Inizia con queste parole la nuova Guida del Touring Club Italiano dedicata a "Boston e il New England ".
Il Tci, attivo da 130 anni, è il prestigioso editore del volume realizzato da Barbara Gallucci - giornalista del Touring Club Italiano- insieme con Stefano Brambilla - giornalista specializzato in turismo, ambiente e cultura.
«Scrivere questa guida è stata una vera sfida - afferma Brambilla - Non c'era nulla in italiano scritto da italiani e con un’attenzione particolare a quanto possa piacere al turista italiano. Siamo partiti da zero, coinvolti dalla bellezza della destinazione e dalla ricchezza della sua offerta turistica, caratterizzata da migliaia di itinerari, cittadine, possibilità di attività all'aria aperta e luoghi di cultura».
Prosegue Gallucci: «Insieme con gli enti del turismo del New England e con Olga Mazzoni (direttore marketing e pr di Thema Nuovi Mondi e coordinatrice della delegazione Discover New England giunta in Italia per raccontare la destinazione) abbiamo deciso quali itinerari seguire, dove andare, quali temi affrontare, trovando soluzioni sempre nuove affinché l'utente finale - il viaggiatore che decide di visitare Boston e il New England - abbia in mano uno strumento che gli consenta di conoscere mondi diversi e lo aiuti a mettersi in viaggio; in autonomia o con un gruppo. La guida offre delle basi da cui partire e dei suggerimenti per cercare spunti particolari come il più bel museo nascosto, la più bella cittadina del Maine o la migliore blueberry-pie». La Guida Verde si divide in quattro parti, sottolinea Brambilla.
«Seguendo l’impostazione decisa con gli editor Michele Lauro e Veronica Cornelli, si inizia con i Percorsi d’autore firmati - in questa edizione dalla scrittrice Lorenza Pieri. Poi c’è una parte introduttiva sulla storia, la cultura, l'arte e il cinema del New England: sono indicazioni che permettono di capire meglio il territorio. La sezione successiva è dedicata alla visita e descrive le singole località. Infine ci sono le informazioni pratiche, che suggeriscono cosa portare, cosa è necessario sapere prima di partire e, da ultimo, forniscono tutti gli indirizzi utili che consentono di esplorare e sperimentare al meglio il territorio». Realizzare una Guida Verde è un percorso d’incontro con la destinazione:
«Per raccogliere il materiale necessario leggiamo tanto e ci documentiamo. - aggiunge Gallucci -In una Guida Verde ci sono anche tante informazioni su dove noleggiare una macchina, dove a dormire a seconda del budget e quali sono i prezzi di ristoranti, musei e gallerie. Suggeriamo anche dove andare gratis, dove spendere meno e quali sono le visite adatte ai bambini. Tra le curiosità il fatto che Boston e New England siano protagonisti di centinaia di libri e romanzi sempre nuovi - come quelli di Elisabeth Strout - e anche di film: Matt Damon e Ben Affleck hanno appena girato “The Rip”, un thriller d’azione dove Boston è protagonista».
Chiara Ambrosioni
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Il complesso raccoglie, conserva, studia e presenta il patrimonio fotografico olandese. Il museo occupa una posizione centrale nel panorama fotografico nazionale. Nei Paesi Bassi la fotografia è stata riconosciuta fin da subito sia come forma d’arte sia come strumento di rappresentazione della società moderna. Dopo la Seconda guerra mondiale si è sviluppato uno stile socialmente impegnato, divenuto influente a livello internazionale, mentre i fotografi contemporanei esplorano oggi nuove direzioni artistiche.
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