2 April 2026

Phone&Go riparte con l’"Egitto nel Cuore"

Phone & Go ha preso parte all’educational “Egitto nel Cuore” che si è svolto a Il Cairo dal 25 al 27 febbraio 2011, organizzato dall’ente del turismo egiziano, partecipando anche alla manifestazione in memoria dei martiri della rivoluzione che ha avuto luogo a Tahrir Square. La delegazione italiana ha visitato il museo egizio, le piramidi e partecipato alla conferenza stampa in cui sono intervenuti Hussein Massaud, ceo di Egyptair, Mounir Fakhri Abdel Nour, ministro del turismo, Amr El Ezab, presidente dell’ente del turismo egiziano e Roberto Corbella, presidente Astoi. «Phone&Go ha avuto modo di toccare con mano che Il Cairo e tutto l’Egitto pensano già al proprio futuro – si legge in una nota dell’operatore -, che il ministro del turismo è favorevole a incentivare la ripresa del turismo e che nel Paese è tornata la tranquillità di sempre». Intanto, Phone&Go è ripartito sulla destinazione già domenica 27 febbraio con un volo charter pieno che ha volato da Milano Malpensa a Sharm El Sheikh e Marsa Alam. Con la promozione “Phone&Go rilancia l’Egitto” vengono proposte vacanze a Sharm El Sheikh, Marsa Alam e Hurghada con quota base a partire da 295 euro a persona.

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Andrea Mele, ceo di Mappamondo, riassume tutta la fatica e la resilienza di un settore che vede avvicinarsi l’estate senza avere la possibilità di formulare una previsione.\r\n\r\n«Al momento, il mercato non è completamente fermo, qualcosa si muove verso l’area Australia- Polinesia e Sudamerica, con Argentina, Perù e Messico in primo piano. In parte si tratta però di riprotezioni di quanti hanno subito la cancellazione del volo diretto verso una meta orientale».\r\n\r\nIn effetti, quello delle riprotezioni resta uno scoglio attualissimo: «Dal momento in cui abbiamo terminato i rimpatri, si è aperto il problema di gestire al meglio le diverse policy di rimborso messe in campo dai vettori combinandole con le richieste provenienti dai clienti».\r\nIl nodo riprotezioni\r\nUn vero rompicapo, visto che molti clienti vorrebbero cambiare meta ma al momento i voli non sono ancora stati annullati. «Le compagnie aeree tendono a cancellare all’ultimo minuto i collegamenti. Se i voli risultano confermati, non è possibile chiedere il rimborso dai fornitori di servizi né riproteggere in modo adeguato i clienti. Anche perché eventuali soluzioni risultano troppo costose, con prezzi schizzati alle stelle anche a causa della ridotta capacità aerea».\r\n\r\nMele rileva anche come il sistema dei warning della Farnesina sia peggiorato negli ultimi giorni. Per i tour operator che, come Mappamondo, producono buona parte del fatturato globale con clienti che transitano o volano sugli aeroporti mediorientali, la perdita appare evidente.\r\n\r\nIn un quadro così complesso, la differenza la faranno anche i rapporti con le dmc locali. «Mappamondo mantiene relazioni consolidate con i fornitori in loco; per questo possiamo contare su un trattamento privilegiato e su un rapporto di fattiva collaborazione per affrontare la crisi nel migliore dei modi».\r\n\r\nDiscorso parzialmente diverso per Shiruq, operatore tailor made parte del gruppo che propone viaggi in diverse parti nel mondo sfruttando gli aeroporti non coinvolti nella crisi mediorientale. «Abbiamo ad esempio partenze per i Paesi Baltici, per la Mauritania, per l’Uzbekistan. Tutte mete di nicchia che continuano ad attirare i viaggiatori».\r\n\r\nIntanto, Astoi è al lavoro per trovare strategie e punti di incontro con la Farnesina e con i vettori. Con l’ulteriore difficoltà di un ministero del turismo ricoperto ad interim dal presidente del consiglio. E l’estate è ormai alle porte.","post_title":"Al cuore della crisi: l'analisi di Andrea Mele di Mappamondo","post_date":"2026-03-30T14:58:28+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1774882708000]}]}}