15 giugno 2026 15:06
Compagnie aeree, hotel, agenzie di viaggi online (ota) e piattaforme turistiche hanno guidato i rialzi nelle borse europee dopo l’annuncio di un accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto che aveva bloccato lo Stretto di Hormuz. L’aspettativa che questa rotta strategica per il trasporto globale di petrolio riapra ha causato un calo di oltre il 4% del prezzo del greggio Brent, una mossa che migliora le prospettive del settore.
Secondo i dati raccolti da Cinco Días, gli investitori hanno premiato in particolare le aziende legate al turismo, che si apprestano ad affrontare l’inizio della stagione estiva con costi operativi inferiori. Le azioni di Lufthansa sono balzate di oltre il 6%, quelle di eDreams sono aumentate di circa la stessa percentuale, Amadeus ha guadagnato il 4,2%, Accor il 3,7%, Air France-KLM il 3,8% e IAG il 3,5%.
Meno incertezza
Il calo dei prezzi del petrolio greggio riduce anche l’incertezza che aveva caratterizzato le forniture di carburante per l’aviazione negli ultimi mesi. La chiusura dello Stretto di Hormuz aveva alimentato le preoccupazioni del settore in merito a potenziali problemi di approvvigionamento di cherosene e a un ulteriore aumento di uno dei costi principali per le compagnie aeree durante il periodo più intenso dell’anno.
Le prospettive migliorate si estendono ad altri settori ciclici, che beneficiano del calo dei prezzi dell’energia. Le aziende operanti nei settori delle materie prime, dei materiali da costruzione, dell’automotive e dei beni di lusso stanno registrando guadagni significativi, prevedendo una potenziale ripresa dell’attività economica qualora il mercato energetico si normalizzasse.
Nonostante l’accordo debba ancora essere formalizzato e i precedenti negoziati siano falliti, i mercati stanno scontando uno scenario più favorevole. L’EuroStoxx 50 è in rialzo del 2%, a testimonianza dell’ottimismo degli investitori riguardo a una possibile riduzione dei costi energetici e a prospettive migliori per le aziende europee.
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ACI blueteam annuncia la quinta edizione del GP Travel Club, in programma dal 4 al 6 settembre 2026 all'Autodromo nazionale di Monza, in occasione del Gran Premio d'Italia di Formula 1.
Un appuntamento per cui ACI blueteam ha deciso di raddoppiare il proprio investimento assicurandosi l'esclusiva delle due Torri hospitality dell'Autodromo, la storica Torre Nord e la nuova Torre Sud. Quest’ultima rappresenterà il cuore dell’esperienza riservata a clienti e partner, mentre la Torre Nord sarà destinata al lancio di un nuovo progetto strategico di incoming, pensato per rafforzare il posizionamento di ACI blueteam sui mercati esteri e aprire una nuova linea di business legata all’accoglienza e ai grandi eventi in Italia.
Il nuovo format rafforza ulteriormente il posizionamento del GP Travel Club come luogo d'incontro tra aziende, partner e protagonisti del settore travel e della mobilità aziendale, creando occasioni di confronto e sviluppo di nuove opportunità di business in un contesto unico, dove sport, innovazione e relazioni si incontrano. Il GP Travel Club rappresenta per ACI blueteam un appuntamento simbolico che esprime pienamente la mission dell'azienda: accompagnare la mobilità delle imprese con servizi sempre più evoluti, valorizzando al tempo stesso l'eccellenza italiana e i grandi eventi capaci di creare connessioni tra persone, aziende e territori.
Anche quest'anno numerosi partner accompagneranno le tre giornate dell'evento. La giornata di venerdì 4 settembre, dedicata allo staff ACI blueteam, vedrà la partecipazione di JetBlue, Minor Hotels e Air Europa. Sabato 5 settembre, riservato a una selezione di Top Client, saranno Partner Starhotels, Turkish Airlines e Trenitalia (Gruppo FS), mentre domenica 6 settembre, sempre dedicata ai Top Client, saranno presenti Emburse e Turkish Airlines, che conferma così il proprio ruolo di sponsor dell'evento in entrambe le giornate dedicate alla clientela, consolidando la partnership con ACI blueteam in un contesto di grande prestigio internazionale.
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[post_content] => Scatto in avanti per easyJet con l'apertura, oggi, delle vendite per l'estate 2027: a disposizione dei passeggeri che intendono programmare un viaggio con largo anticipo, ci sono oltre 7,5 milioni di posti su più di 41.000 voli. Il periodo è quello compreso tra il 14 giugno e il 26 settembre 2027.
La summer season della compagnia aerea punta i riflettori sulle isole e sulle coste più belle del Mediterraneo: le isole greche, dalle più iconiche Mykonos, Corfù e Santorini, ideali per chi cerca atmosfere da sogno, alle più autentiche Creta, Rodi, Kos e Cefalonia, perfette per chi desidera scoprire tradizioni locali e spiagge meno battute.
Le Baleari, con Ibiza, Palma di Maiorca e Minorca, sono la scelta perfetta per chi desidera sole, calette nascoste e una vivace atmosfera mediterranea. Per chi vuole spingersi oltre, le Canarie - Lanzarote, Fuerteventura, Tenerife e Gran Canaria - promettono un'estate che non finisce mai, tra spiagge dorate e paesaggi vulcanici.
La Croazia è la meta perfetta per godersi un mix di natura, cultura e avventura: città come Dubrovnik e Spalato offrono spiagge di ciottoli bianchi, acque limpide e un patrimonio storico unico.
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Complessivamente, l'estate 2027 di easyJet offrirà un network di oltre 260 rotte da e per l'Italia.
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Dovrebbe diventare un gigantesco complesso immobiliare con un investimento del valore di circa 1,5 miliardi di dollari. Il progetto, sviluppato con il marchio del presidente degli Usa Donald Trump, dovreebbe essere realizzato nel nord del Vietnam e il governo locale ha cominciato la fase degli espropri dei terreni coinvolti nel progetto.
L'area coinvolta
L'area, come riporta La Stampa, si trova nella provincia di Hung Yen e copre circa 900 ettari. Il piano prevede la realizzazione di un resort di lusso con alberghi a cinque stelle, campi da golf, ville esclusive, aree commerciali e strutture ricreative distribuite su un'area di enormi dimensioni.
Per fare spazio all'intervento sarà però necessario sgomberare vaste aree agricole oggi coltivate da decine di famiglie. Oltre alla perdita dei terreni, molti residenti denunciano che l'esproprio comprometterà anche l'accesso ai cimiteri familiari, dove riposano gli antenati, un elemento di particolare rilevanza nella tradizione vietnamita.
Secondo i comitati vietnamiti, l'indennizzo proposto dalle autorità corrisponderebbe a circa un anno di reddito agricolo, una compensazione ritenuta insufficiente da numerosi abitanti, che per mesi hanno tentato di bloccare il progetto attraverso ricorsi e contestazioni amministrative.
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[post_content] => Saranno 36,2 milioni gli italiani che partiranno verso destinazioni scelte con cura, programmate con un mese o due di anticipo. Non ci si affida al caso per la stagione clou dell’anno, che vede la gran parte dei viaggiatori concentrare il proprio interesse proprio in Italia. L’87,6% infatti, sceglierà di rimanere nel nostro Paese, consegnando alle località di mare e al mese di agosto il top delle preferenze.
Per coloro che si recheranno all’estero (12,4%), a vincere sarà ancora una volta il mare, seguito dalle grandi capitali europee. In particolare, si prediligeranno le acque di paesi vicini all’Italia, come Croazia, Grecia e Spagna, a dimostrazione del fatto che, anche una volta pianificato il viaggio lontano dai confini di casa, la scelta si orienta comunque su destinazioni facilmente raggiungibili.
Si profila così il quadro del movimento turistico degli italiani per questa estate 2026, secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi.
Malgrado agosto si confermi il “re” dell’estate, risultando il centro della vacanza principale per il 41,4% dei vacanzieri, anche luglio, con il suo 28,8% di preferenze, consente di prevedere una buona performance e, assieme al mese di giugno (che ha ottenuto il gradimento per il 24,4% degli intervistati) registra una crescita non indifferente.
Vacanza più strutturata
“La sensazione che si ha è che questa estate 2026, ovvero la stagione centrale del calendario turistico nazionale, sarà goduta appieno dagli italiani in viaggio – ha commentato a caldo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. La vacanza si spalma in modo più strutturato in tutti e quattro i mesi estivi, il che porta ad affinare la capacità di attivare i territori, con tutto ciò che essi esprimono in termini di imprese e filiere. Interessante rilevare poi, che una buona parte dei viaggiatori farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale, confermando anche qui la nuova tendenza, ovvero frammentare e spalmare la vacanza su tutto l’arco estivo”.
“Dall’indagine emerge anche che la sistemazione favorita, è quella dell’albergo e del villaggio turistico, seguita subito dopo dalla casa di parenti e amici,– ha proseguito Bocca – Continuo a sostenere che nulla come l’hotel sappia rappresentare la dimensione della vacanza, e credo che gli italiani abbiano cominciato ad apprezzare il valore aggiunto dei servizi proposti all’interno di una struttura ricettiva”.
“Nel complesso l’estate italiana 2026 sembra non tradire le aspettative – ha concluso Bocca –. Non possiamo dirci “tutti felici e contenti”, perché siamo consapevoli delle difficoltà provocate dall’aumento del costo della vita. Oggi, siamo portati a valorizzare al meglio ciò che si conquista giorno per giorno. Ma la speranza è che la situazione economica torni ad uno standard che renda il viaggio accessibile davvero a tutti”.
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L'organizzazione di un viaggio internazionale comporta una pianificazione meticolosa che spazia dalla prenotazione dei voli alla scelta delle strutture ricettive. Tuttavia, un aspetto che viene spesso sottovalutato riguarda l'enorme disparità dei costi legati all'assistenza sanitaria nelle diverse aree del mondo. In molte delle mete turistiche più sognate e frequentate, un banale contrattempo di salute può infatti trasformarsi in un problema finanziario di proporzioni inedite per chi non ha predisposto adeguate coperture economiche. Sul mercato esistono diverse soluzioni per tutelarsi durante il soggiorno all'estero, tra cui spicca l'assicurazione medica da viaggio di Allianz, un prodotto che consente di delegare la gestione delle emergenze e di coprire le spese per il ricovero ospedaliero e gli interventi chirurgici fino a un massimale di 3 milioni di euro, garantendo così la protezione necessaria per esplorare il mondo in totale sicurezza.
Il primato dei costi sanitari nel continente nordamericano
Gli Stati Uniti d'America si posizionano indiscutibilmente al vertice della classifica globale per quanto concerne l'onerosità delle prestazioni ospedaliere. Il sistema, essendo basato su logiche di mercato e su strutture quasi esclusivamente private, prevede tariffe d'accesso estremamente rigide. Un comune esame diagnostico o il trattamento di una piccola frattura in un reparto di pronto soccorso può comportare fatture da diverse migliaia di dollari. Nei casi più complessi, come un intervento chirurgico d'urgenza seguito da alcuni giorni di degenza in terapia intensiva, i costi complessivi superano frequentemente la soglia dei centomila dollari. Anche il Canada adotta politiche tariffarie particolarmente gravose nei confronti dei non residenti; la permanenza in un letto d'ospedale canadese può costare svariate migliaia di dollari al giorno, escludendo dal computo i farmaci, i materiali sanitari e le parcelle dei medici specialisti.
L'elevato impatto economico nelle località esotiche e insulari
Spostando lo sguardo verso l'Asia, nazioni dal forte richiamo turistico come la Thailandia, l'Indonesia e il Giappone offrono eccellenti standard di cura all'interno di cliniche private destinate alla clientela internazionale. L'efficienza di questi centri medici si accompagna però a costi proibitivi per i pazienti stranieri, dove i trattamenti per curare le frequenti infezioni tropicali o i traumi derivanti da incidenti stradali raggiungono cifre notevoli in pochi giorni. Uno scenario altrettanto critico si delinea nelle isole dei Caraibi o della Polinesia, dove l'insularità e la limitata disponibilità di macchinari d'avanguardia costringono spesso i medici a disporre il trasferimento del paziente verso hub sanitari meglio attrezzati sul continente. Il trasporto aereo d'urgenza in eliambulanza rappresenta una delle voci di spesa più elevate in assoluto.
Le garanzie richieste nel resto del mondo e i costi indiretti
In molte aree dell'America Latina e dell'Africa, la sanità pubblica non riesce a garantire gli standard qualitativi attesi dai viaggiatori europei, rendendo il ricorso alle strutture private l'unica opzione percorribile in caso di necessità. Molti di questi istituti richiedono la presentazione di una carta di credito con un massiccio plafond o il versamento di un deposito cauzionale prima ancora di autorizzare l'accettazione del malato. A tutto ciò si sommano i costi indiretti, quali il prolungamento del soggiorno in hotel per la convalescenza o il viaggio di ritorno assistito da personale medico qualificato. Valutare attentamente questi fattori prima della partenza permette di comprendere come la sicurezza medica costituisca il vero presupposto per la riuscita di qualunque itinerario a lungo raggio.
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Il nuovo traguardo turistico del Kenya è stato illustrato dal Segretario per il turismo, Julius Bitok, durante una visita alla Hill School Senior School di Eldoret, nella contea di Uasin Gishu, che ha ribadito come il comparto rappresenti la principale fonte di valuta estera del Kenya e uno dei settori con il maggior potenziale per sostenere uno sviluppo economico più ampio.
Secondo Bitok, aumentare gli arrivi internazionali da 2,7 milioni a cinque milioni rafforzerebbe la posizione valutaria del Paese. Inoltre, amplierebbe l’attività economica nei settori dell’ospitalità, dei trasporti, della ristorazione, del commercio al dettaglio, della produzione locale e delle esperienze turistiche.
Le stime del governo indicano che ogni turista internazionale contribuisce in media con circa 3.000 dollari Usa per visitatore: per questo, quasi raddoppiare il numero degli arrivi, costituirebbe una significativa nuova fonte di entrate. «Inoltre, ogni turista crea circa 11 posti di lavoro nel nostro Paese».
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[post_content] => Il gruppo Barcelò si è unito al crescente numero di catene alberghiere spagnole che si ritirano da Cuba a causa delle pressioni dell'amministrazione Trump. Meliá Hotels International aveva già annunciato che la società che gestisce i suoi hotel a Cuba lascerà definitivamente l'isola, mentre Iberostar Hotels & Resorts ha confermato a Hosteltur di «non gestire né commercializzare più alcun hotel a Cuba» .
La ritirata di Barcelò
A queste due grandi catene con una presenza storica a Cuba segue Barcelò, che possedeva due hotel appartenenti al gruppo statale Gran Caribe. Il ritiro definitivo delle catene alberghiere spagnole da Cuba giunge in seguito alle crescenti pressioni statunitensi sull'isola. Meliá ha spiegato in una dichiarazione che tale decisione «risponde alle persistenti difficoltà operative, legali, economiche e finanziarie che affliggono il Paese e che impediscono di garantire le condizioni minime di stabilità necessarie allo sviluppo delle attività commerciali».
Per mesi, le catene alberghiere spagnole sono state costrette a interrompere i rapporti con Gaviota , Cubanacán , Gran Caribe e Islazul, i principali gruppi alberghieri cubani.
Dal 1° giugno, Iberostar ha drasticamente ridotto le proprie attività, passando dalla gestione di 18 stabilimenti a soli sei, lasciando che l'operatività di quelli di proprietà di Gaviota si adattasse al quadro normativo imposto dall'amministrazione statunitense. Da parte sua, Meliá ha interrotto i rapporti con Gaviota all'inizio di giugno, dopo l'ultimatum di Trump a tutte le società straniere di liquidare le attività legate al conglomerato militare Gaesa, proprietario dei grandi gruppi alberghieri.
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"Il Dipartimento dell'economia e del turismo di Dubai lancia 'A Dubai Invite', invitando i residenti a diventare ambasciatori della città accogliendo i propri cari a Dubai", ha dichiarato l'ufficio stampa di Dubai in un post su X, aggiungendo che il programma sarà attivo fino alla fine di ottobre.
L'estate è solitamente bassa stagione per i turisti negli Emirati Arabi Uniti, un paese prevalentemente desertico dove le temperature possono raggiungere i 50 gradi.
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Sebbene gli Emirati Arabi Uniti non siano stati finora colpiti dall'ultima escalation tra Stati Uniti e Iran, la guerra scoppiata a febbraio ha infranto l'immagine del Golfo come oasi di stabilità. A maggio, il governo di Dubai ha approvato un pacchetto economico del valore di oltre 400 milioni di dollari per aiutare le imprese in difficoltà a far fronte alle conseguenze della guerra e del blocco iraniano nello Stretto di Hormuz.
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[post_content] => Meininger Hotels sta accelerando la sua espansione europea dopo aver registrato un fatturato annuo di oltre 200 milioni di euro e aver delineato i piani per incrementare il proprio portfolio da 37 a 50 hotel entro la fine del decennio.
Come riporta Travelmole, il gruppo alberghiero ibrido, che combina i comfort di un hotel con l'atmosfera conviviale di un ostello, ha registrato un altro anno finanziario positivo, nonostante un calendario di eventi meno ricco e le continue pressioni economiche in tutta Europa. La società ha registrato circa 4,6 milioni di pernottamenti durante il suo esercizio fiscale, con un aumento di quasi il 2% rispetto all'anno precedente, mentre il tasso di occupazione medio è rimasto appena al di sotto dell'80%.
L'amministratore delegato Ajit Menon ha affermato che i risultati dimostrano la solidità del modello di business dell'azienda. «Nonostante l'aumento del costo della vita e la riduzione dei grandi eventi, abbiamo registrato una solida crescita su base annua sia in termini di fatturato che di utili. I nostri risultati riflettono la validità del nostro modello ibrido e l'impegno dei nostri team».
I viaggi di gruppo continuano a rappresentare un importante motore di crescita, con una quota compresa tra il 20% e il 25% del fatturato totale. Questo segmento si è espanso del 10% nell'ultimo anno, con previsioni di crescita analoghe per l'anno fiscale 2027.
Le novità in arrivo
Attualmente Meininger gestisce 37 hotel che offrono circa 6.000 camere e oltre 21.000 posti letto in 27 città europee. A giugno è stata inaugurata una nuova struttura a Barcellona, mentre sono previsti ulteriori hotel a Edimburgo e Tel Aviv, seguiti da Strasburgo nel 2027 e Madrid, Dublino e Porto nel 2028. L'obiettivo a lungo termine è raggiungere 50 hotel entro il 2030, concentrando gran parte della crescita futura sull'Europa meridionale e orientale.
L'azienda prevede un rafforzamento della domanda durante l'anno fiscale 2027, in quanto l'Europa ospiterà un maggior numero di fiere internazionali, eventi sportivi e importanti tournée concertistiche . Si stima che i pernottamenti raggiungeranno circa 5 milioni.
Parallelamente all'espansione geografica, Meininger sta investendo massicciamente nella tecnologia digitale, progettata per migliorare l'esperienza degli ospiti e ottimizzare le operazioni. Il suo chatbot sul sito web, Mila, basato sull'intelligenza artificiale, gestisce ormai una quota significativa delle richieste di routine dei clienti, mentre il check-in online continua a ridurre i tempi di attesa alla reception. Il gruppo alberghiero sta inoltre introducendo una nuova piattaforma hr basata sul cloud per standardizzare la gestione dei dipendenti in tutta l'azienda. La seconda fase del lancio sarà completata quest'anno.
Un'altra importante iniziativa è l'implementazione di Mobile Key, che consentirà agli ospiti di sbloccare le camere con i propri smartphone. La tecnologia dovrebbe essere disponibile in tutte le strutture entro la fine dell'anno fiscale 2028. L'azienda sta inoltre aggiornando i sistemi di pagamento, gli strumenti di prenotazione dei viaggi d'affari e le funzionalità self-service per i clienti di gruppo.
Gli investimenti stanno affluendo anche negli hotel già esistenti. Recentemente sono stati completati progetti di ristrutturazione a Francoforte, Salisburgo, Amsterdam e Copenaghen, mentre il Berlin Mitte Humboldthaus è stato oggetto di un'ampia riprogettazione che ha incluso camere rinnovate, una hall modernizzata e un nuovo bar. Ulteriori lavori di ristrutturazione sono previsti a Monaco, Vienna, Marsiglia e Parigi nel corso del 2027.
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