25 August 2026

Marcello Mangia: «Ecco come cambia il modello di business»

«Quest’anno Mangia’s compie 53 anni, quindi non è esattamente una start- up, ma nel corso del tempo abbiamo deciso di ripensare il nostro modello di business. Siamo intervenuti contemporaneamente su tutte le nostre strutture alberghiere e ci siamo presentati al mercato in modo nuovo: siamo saliti dalle 4 alle 5 stelle e poi alle 5 stelle lusso e ci siamo rivolti ai possibili investitori istituzionali. Questo ci consente di avere una capacità operativa illimitata in Sicilia e Sardegna. Sulla nostra strada abbiamo incontrato due partner fantastici: nel 2022 la società Hotel Investment Partners, con un portafoglio di oltre 70 strutture in Spagna, Portogallo, Grecia e Italia – il fondo Blackstone ne detiene il 65% e nel 2023 il fondo Gic ne ha rilevato il 35% – e nel 2024 il fondo Arrow Global».

Una storia partita da lontano

Nell’ambito del froum di Deloitte “Luxury Hospitality Reloaded”, il presidente e ceo di Mangia’s  Marcello  Mangia ha spiegato il modello di business di un gruppo che gestisce 17 strutture alberghiere, con oltre 4000 camere. L’evoluzione di Mangia’s è iniziata nel 2019, quando, con un passaggio generazionale, Marcello Mangia ha assunto il suo ruolo, guardando a innovazione, sostenibilità e riposizionamento sul mercato internazionale.

«Abbiamo tanti investimenti in pipeline – prosegue il manager – , come il Mangia’s Costa Ragusa, 5 stelle e 5 stelle lusso, che aprirà il 22 giugno, trasformando la destinazione in un polo turistico. Siamo diventati il partner italiano per questi fondi di investimento che ci hanno aiutato a crescere. La nostra azienda si è trasformata profondamente ed è stato impegnativo, ma ora la compagnia rispetta tutti gli standard ed è come se fossimo quotati in Borsa, due volte».

«Oggi l’ospitalità è molto sofisticata, ha un approccio di alto livello. Non basta più essere un ottimo gestore alberghiero. Bisogna strutturarsi in modo nuovo e diventano fondamentali la parte tecnologica e la connessione con il partner investitore. Assistiamo il fondo da tutti i punti di vista e collaboriamo nella parte progettuale sfruttando e prestando la nostra competenza. Inoltre, quando possibile, siamo sul territorio, anche appoggiandoci alla banca Unicredit, che ci ha fatto crescere».

(Chiara Ambrosioni)

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