25 August 2026

Alessandro Simonetti, World Explorer: «Smettiamola di giocare in difesa»

Alessandro Simonetti

I rappresentanti del mondo del tour operating non ci stanno. A poco più di due mesi dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, il coro che si leva è quasi unanime. Fra le ultime dichiarazioni pubblicate sui social c’è quella di Alessandro Simonetti, amministratore unico di World Explorer – African Explorer.

In un intervento sul suo profilo Linkedin, Simonetti tuona: «E’ ora di smetterla di giocare in difesa. Il turismo organizzato merita rispetto. ​Ancora una volta, puntuale come l’estate, assistiamo al solito “terrorismo mediatico” dei grandi quotidiani nazionali. Titoli allarmistici, pericoli ovunque e un messaggio subliminale neanche troppo sottile: “Restate in Italia, che fuori è un inferno”».
​«Sia chiaro – prosegue Simonetti nel post -: i problemi esistono e vanno gestiti. Ma qui siamo davanti a una narrazione che puzza di protezionismo spicciolo. A chi giova questo clima di paura? A chi vuole convincere gli italiani che varcare il confine sia un azzardo patriottico. Si maschera la “paura dell’estero” come sostegno all’economia nazionale, ignorando che il turismo è libertà di scelta, non un obbligo autarchico. ​Chi oggi prenota un viaggio complesso in Uganda o in Giappone non è lo stesso cliente che cerca il weekend last-minute in Puglia o Sicilia. ​Noi operatori del turismo organizzato viviamo di professionalità e garanzie, non di confini chiusi»

«Stop al piede in due scarpe»

​«Basta con il “piede in due scarpe”. Non possiamo più permetterci il silenzio. Le nostre associazioni di categoria devono smetterla di stare a guardare nella vana speranza di intercettare qualche briciola di turismo domestico “per disperazione“. ​Dobbiamo pretendere una posizione chiara dai ministeri competenti e dai media: stop alla demonizzazione dei viaggi all’estero. Tutela reale per chi il turismo lo fa seriamente, garantendo sicurezza e assistenza ai viaggiatori ovunque nel mondo. Riconoscimento del valore strategico delle agenzie e dei t.o., che sono i primi garanti di un’economia del viaggio sana e consapevole.
​Il mercato non si aiuta soffiando sul fuoco della paura, ma alzando l’asticella della qualità. È ora che le nostre associazioni facciano sentire la voce di chi il mondo lo fa scoprire davvero, o dobbiamo continuare a subire questa narrazione distorta?».

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