25 August 2026

Confindustria alberghi: congelamento delle prenotazioni per l’Italia

Il rallentamento nei flussi turistici internazionali diretti verso l’Italia, e il progressivo congelamento delle prenotazioni per la stagione primaverile ed estiva: questi i primi effetti del conflitto in Medio Oriente sul sistema ricettivo nazionale. Il quadro che emerge dall’ultimo monitoraggio dell’Associazione italiana Confindustria Alberghi, su un campione di aziende associate, delinea un impatto asimmetrico che colpisce in particolare le Città d’Arte e il segmento lusso, dove è forte la componente del mercato internazionale. L’analisi evidenzia una contrazione delle prenotazioni extra-UE, con il 62% degli operatori che segnala una diminuzione della domanda e un contestuale incremento delle cancellazioni.

L’analisi dei dati evidenzia l’impatto sul comparto lusso, dove la dipendenza dai mercati a lungo raggio è più forte. In particolare, il 67% delle strutture 5 stelle e il 65% di quelle 4 stelle denunciano un aumento delle cancellazioni da mercati extra-UE. Venezia, Roma e Firenze risentono della forte esposizione verso i mercati del Medio Oriente — Israele, Emirati Arabi, Arabia Saudita e Kuwait — e dell’Asia, con Cina e Giappone in testa.

Osservando il dettaglio di alcune destinazioni, Torino e Venezia mostrano i primi cali delle prenotazioni, che interessano rispettivamente l’80% e il 73% delle strutture intervistate. Diversa la situazione di Milano, dove la componente business funge da parziale ammortizzatore, pur senza restare immune al trend negativo. Anche sul fronte delle cancellazioni, Venezia e Roma registrano i primi aumenti legati alla clientela extra-UE, che interessano rispettivamente il 93% e l’80% delle strutture campionate, seguite da Milano con il 76%.

Temporaneo rallentamento

“In questa fase stiamo osservando un temporaneo rallentamento, con una parte della domanda che tende a rinviare le decisioni di viaggio e un mercato che si conferma più prudente, anche nelle dinamiche di prenotazione”, dichiara Confindustria Alberghi. “È però ancora presto per valutare con precisione quali potranno essere gli effetti sulle prossime settimane e sull’andamento della stagione, perché l’evoluzione della situazione resta incerta. Proprio per questo è importante mantenere uno sguardo realistico ma equilibrato: l’Italia continua a essere una destinazione solida e attrattiva, ma sarà necessario monitorare con attenzione l’andamento delle prenotazioni per comprendere meglio gli sviluppi futuri”.

Il quadro logistico globale appare oggi fortemente compromesso: come emerge dalle recenti analisi del World Travel & Tourism Council (WTTC), la cancellazione di oltre 43.000 voli e le pesanti restrizioni agli spazi aerei hanno innescato un’impennata dei costi operativi e delle tariffe, con riflessi critici sulla programmazione dei viaggi per la stagione pasquale ed estiva. Secondo le stime attuali dell’organismo internazionale, l’instabilità in Medio Oriente rischia di bruciare ogni giorno 600 milioni di euro a livello globale, colpendo duramente l’intera catena del valore del turismo. In questo scenario, sebbene il mercato domestico mostri una tenuta relativa con un incremento delle cancellazioni limitato al 12%, la contrazione dei flussi internazionali pone seri dubbi sulla redditività delle strutture nel breve-medio periodo.

Confindustria Alberghi sottolinea come l’incertezza attuale stia portando a un congelamento delle prenotazioni. La criticità non riguarda solo il Medio Oriente, ma si estende anche ad altri mercati chiave come l’Australia, l’Iran e, in misura minore, gli USA, che iniziano a dare segni di contrazione. L’aumento dei costi dei voli, infatti, funge da ulteriore deterrente: i lunghi viaggi verso l’Europa diventano così meno accessibili. Un contesto complesso che l’Associazione continuerà a monitorare con attenzione per valutarne gli effetti sul settore alberghiero.

 

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