16 marzo 2026 09:30

Maurizio Casabianca
La gestione dei clienti in viaggio è stata la prima priorità per Going di fronte allo scenario internazionale attuale. «Ci siamo attivati immediatamente per assistere i clienti che erano già in viaggio e siamo riusciti a far rientrare tutti in sicurezza in tempi rapidi – spiega Maurizio Casabianca, chief commercial & operations officer di Going -. Era la nostra responsabilità principale e abbiamo chiuso rapidamente questa fase».
Subito dopo, l’attenzione si è spostata sulle partenze future, con un monitoraggio costante dell’evoluzione delle normative e delle politiche dei vettori. Parallelamente l’azienda ha iniziato a ripensare alcune direttrici della propria programmazione.
Obiettivo Sudamerica
Tra le decisioni più rapide c’è stata l’accelerazione sul Sud America, area che Going aveva già in programma di sviluppare. «Abbiamo anticipato i tempi inserendo nuove proposte e iniziando la comunicazione alle agenzie proprio in questi giorni», spiega Casabianca. Le prime destinazioni sono Perù, Argentina e Brasile, con l’obiettivo di ampliare progressivamente la presenza nell’area.
Un altro tema riguarda l’impatto indiretto delle tensioni geopolitiche sui collegamenti aerei, soprattutto verso Oriente e parte dell’Africa. «Alcuni vettori chiave sono coinvolti nello scenario attuale e questo ci ha portato a rimodulare la programmazione utilizzando vettori alternativi – sottolinea il manager -. Molte destinazioni restano comunque operative e raggiungibili». Sul fronte dei prezzi, al momento le tariffe sono ancora in linea con lo scorso anno, anche se eventuali aumenti legati al carburante potrebbero interessare tutto il mercato.
La sinergia con il trade
Parallelamente Going continua a investire negli strumenti dedicati al trade. L’azienda lavora su due piattaforme tecnologiche: una dedicata alla costruzione dei viaggi tailor made e l’altra riservata al self booking “dinamico”, dedicata alle agenzie di viaggio, lanciata prima dell’estate 2025. La piattaforma consente alle agenzie di accedere autonomamente a un’ampia offerta di hotel, pacchetti e tour su Europa e Mediterraneo, con il supporto di assistenza 24 ore su 24 e help desk dedicato.
Per quanto riguarda il mercato, è ancora presto per trarre conclusioni. «Abbiamo registrato una frenata generale dei booking, anche su destinazioni non coinvolte direttamente», osserva Casabianca. Tra le aree che potrebbero intercettare parte della domanda ci sono le Americhe, grazie a una buona disponibilità di voli e di prodotto. Particolare attenzione resta concentrata sugli Stati Uniti, che nel 2026 ospiteranno numerosi eventi internazionali. «In questo contesto i prodotti fly & drive restano una leva importante perché permettono di costruire itinerari flessibili e adattabili anche in presenza di picchi di prezzo».
La principale incognita riguarda però il quadro economico generale. «La nostra preoccupazione è che eventuali aumenti dei costi possano incidere sulla capacità di spesa delle famiglie italiane – conclude Casabianca -. Per questo stiamo lavorando per valorizzare destinazioni che permettano di viaggiare con budget sostenibili, mantenendo qualità e sicurezza del prodotto».
(Quirino Falessi)
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[post_content] => Msc Cruise ha preso in consegna da Fincantieri a Genova Explora III, terza unità della flotta Explora Journeys, il brand di viaggi oceanici ultra-eleganti del gruppo Msc.
Explora III è la prima nave della flotta predisposta per l’utilizzo del gas naturale liquefatto. Il taglio del nastro, durante la cerimonia di consegna alla Fincantieri di Sestri Ponente, è stato affidato alla giovanissima Maya Aponte.
«Siamo nel “mezzo del cammino”, in un momento chiave nella realizzazione della flotta Explora Journeys – sottolinea Pierfrancesco Vago, executive chairman della divisione Crociere del gruppo Msc –. Tre navi consegnate e tre in costruzione a Genova, simultaneamente, che saranno operative tra il 2027 ed il 2028. Un investimento pari a oltre 3,5 miliardi di euro con tutte e sei le navi progettate e costruite da Fincantieri in Italia ed una ricaduta enorme in diversi settori».
La capacità di utilizzare il gnl consentirà in futuro l’impiego di alternative rinnovabili, tra cui bio-gnl e gnl sintetico.
La nave è inoltre dotata di tecnologia per il collegamento alla rete elettrica da terra (shore power), permettendo di collegarsi all’elettricità da terra e spegnere i motori durante la sosta nei porti dotati delle infrastrutture necessarie.
Estetica, innovazione tecnologica ed attenzione dell’ambiente non sono solo le caratteristiche della flotta Explora Journeys ma definiscono il futuro di tutto il settore. Con un’estensione di 19,2 metri, Explora III è la nave più spaziosa della flotta, nonostante accolga un numero di ospiti simile a quello delle navi gemelle. L’offerta gastronomica si è arricchita con tre nuovi concept distintivi, The Cellar, The Chef’s Table e Shore Club on 11.
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La nave offre una seconda Owner’s Residence, progettata dalla designer Patricia Urquiola, una gamma ampliata di Ocean Penthouses e Ocean Residences, e strutture Ocean Wellness ripensate per unire spa e fintness, oltre alla prima boutique Chopard a bordo.
«La consegna di Explora III – aggiunge Anna Nash, presidente di Explora Journeys - rappresenta un altro importante step per Explora Journeys, che porta avanti la nuova visione introdotta tre anni fa, l’essenza del brand. Con ogni nuova nave abbiamo l’opportunità di ascoltare, imparare e perfezionare la nostra proposta, costruendo sull’esperienza che i nostri ospiti apprezzano maggiormente. Explora III rappresenta il prossimo passo del nostro percorso, mentre continuiamo a ridefinire il concetto di viaggio oceanico attraverso innovazione consapevole, design eccezionale e un’ospitalità intuitiva che è al centro dell’esperienza Explora Journeys».
L’Ocean state of mind, che ha contribuito alla creazione di Explora Journeys, è un concetto in cui il mare non è solo uno spazio tra un porto e l’altro, ma è la destinazione.
Explora III è pronta per un’unica Mediterranean Prelude Journey di cinque notti, con partenza da Genova il 24 luglio 2026 e arrivo a Civitavecchia il 29 luglio 2026. La navigazione seguirà le coste della Riviera francese e italiana, con scali a Marsiglia, Saint-Tropez, Villefranche-sur-Mer e Livorno.
Affiancata nei primi due giorni dal campione sportivo internazionale e ambasciatore del brand Jannik Sinner, dopo la Prelude Journey, Explora III raggiungerà Barcellona per la cerimonia ufficiale di battesimo il 1° agosto 2026. Il 3 agosto 2026, partirà da Barcellona per il suo Maiden Journey di sette notti verso Lisbona, inaugurando una stagione dedicata al Nord Europa, Islanda, Groenlandia e Nord America.
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Le scelte di viaggio dei piemontesi per l’estate premiano le grandi capitali europee – grazie anche ai voli diretti – l’Egitto e il Mar Rosso, il Centro e Sud America, Kenya e Tanzania, le crociere nel Mediterraneo e il turismo interno con una preferenza per le località balneari della Penisola. In ripresa le prenotazioni per Medio ed Estremo Oriente. Per quanto riguarda l’incoming l’Italia continua a essere percepita come una meta sicura dagli stranieri; in Piemonte crescono le richieste provenienti da turisti centro e nordeuropei per i retreat e le vacanze rilassanti nei borghi del Monferrato.
Outgoing
L’Europa rimane la scelta principale dei piemontesi, con un interesse particolare per le grandi capitali. Cracovia registra un incremento significativo grazie al collegamento diretto con l’aeroporto di Torino. Grecia, Croazia e Albania si confermano mete solide e molto richieste. Chi sceglie l’Africa privilegia l’Egitto e le località del Mar Rosso, insieme a Kenya e Tanzania. Buona la performance anche del Centro e Sud America, che continuano a esercitare attrattiva per i viaggiatori in cerca di esperienze più strutturate.
Si registra inoltre un ritorno marcato ai viaggi organizzati, percepiti come garanzia di maggiore tutela, assistenza e sicurezza in un contesto internazionale complesso.
Le crociere all-inclusive nel Mediterraneo restano tra le opzioni più apprezzate. La durata media delle vacanze si attesta attorno ai 7 giorni, confermando il trend che privilegia soggiorni più brevi ma distribuiti in più periodi dell’anno.
Si registra una ripresa delle prenotazioni anche per Medio ed Estremo Oriente, grazie anche ai voli assicurati da vettori come Emirates.
Incoming
L’Italia continua a essere percepita dagli stranieri come una meta sicura, ricca di patrimonio culturale e ideale per una vacanza rilassante. In Piemonte si consolida un nuovo segmento: turisti del Centro e Nord Europa scelgono i borghi del Monferrato per soggiorni detox, retreat di yoga, pittura e attività rigenerative, alla ricerca di luoghi immersi nella natura e lontani dalla routine quotidiana.
“Il turismo outgoing conferma i trend dello scorso anno con poche differenze e con una ripresa dei flussi diretti verso il Medio ed Estremo Oriente. L’Italia, come accaduto già durante il Covid, viene identificata come meta sicura e appetibile sia dagli italiani che in molti casi tornano al turismo interno e a corto raggio, sia dagli stranieri che restano innamorati del nostro Paese – dichiara Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte – .
"Per quanto riguarda l’incoming sta invece emergendo un trend interessante che vede i turisti del Centro, Nord ed Est Europa scegliere i piccoli borghi piemontesi e soprattutto quelle realtà che offrono la possibilità di trascorrere una vacanza di assoluto relax, immersi nella natura e in attività rilassanti per disintossicarsi da un anno di routine lavorativa e dallo stress.
"Torino resta poi una destinazione molto apprezzata dagli stranieri che scoprono una città elegante e raffinata, con un’offerta turistica ampia e adatta a tutti; molti turisti abbinano la visita della città al soggiorno nei borghi di Langhe e Monferrato. Riteniamo inoltre positivo che sempre più persone si affidino ai viaggi organizzati, ai tour operator e alle agenzie di viaggio, scegliendo di puntare sulla sicurezza e sull’affidabilità degli operatori qualificati”.
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[post_content] => American Airlines ha ulteriormente rivisto al ribasso le previsioni sugli utili per l'esercizio 2026, citando l’aumento dei costi del carburante: secondo quanto evidenziato dal vettore, l'aumento delle tariffe non è sufficiente a compensare interamente il picco dei prezzi del fuel registrato quest'anno.
«American ha registrato una crescita dei ricavi su base annua superiore al 16,3% nel secondo trimestre (16,7 miliardi di dollari) superando le nostre aspettative iniziali e continuando lo slancio che abbiamo costruito in tutta l’azienda - ha dichiarato il ceo, Robert Isom, in occasione della presentazione dei risultati dei tre mesi compresi tra aprile e giugno -. Questa performance riflette la solidità della nostra strategia commerciale, guidata dai nostri quattro pilastri: migliorare l’esperienza del cliente, ampliare la rete globale, incrementare i Ricavi premium e primeggiare nella fidelizzazione».
La crescita ha interessato tutte le classi di viaggio e tutte le aree operative, con un aumento del 13,4% del ricavo unitario per passeggero nelle classi Premium e dell’8,8% nella classe economica. Nel mercato nazionale, la domanda ha determinato un aumento del 10,6% del ricavo unitario, mentre a livello internazionale le divisioni Atlantico, Pacifico e America Latina hanno registrato una crescita rispettivamente dell’8,9%, del 15,1% e del 6,6%. I ricavi derivanti dai viaggi aziendali gestiti sono aumentati del 26% su base annua, segnando il quinto trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra in questo segmento.
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Il sentiment positivo verso il mercato alberghiero europeo si mantiene solido: i dati diffusi da Cbre e contenuti all'interno dell'European Hotel Investor Intentions Survey 2026 indicano oltre il 90% degli investitori che prevede di mantenere o incrementare i volumi di investimento destinati a questa asset class.
Nonostante l'incertezza geopolitica e la pressione sui costi operativi rappresentino le principali sfide per l'anno in corso, gli investitori restano motivati da prospettive di rendimento complessivo interessante, indicate dal 33% del campione, e da dinamiche di prezzo e valutazione ritenute ancora favorevoli (29%).
Italia protagonista
In questo scenario, l'Italia consolida il proprio ruolo da protagonista. Sul fronte delle aspettative di performance, il nostro Paese si conferma al secondo posto in Europa, preceduto dalla sola Spagna e seguito dal Regno Unito. Un posizionamento che trova conferma anche nelle intenzioni di investimento per il 2026: Italia e Spagna insieme concentrano oltre il 40% del totale delle intenzioni di investimento a livello europeo, a testimonianza di un interesse strutturale dei capitali internazionali verso il Sud Europa.
Analizzando nel dettaglio le principali città, Milano si distingue raggiungendo il quarto posto a pari merito con Parigi tra le destinazioni urbane più attrattive per i capitali europei. Anche Roma continua a registrare un forte interesse, posizionandosi al settimo posto insieme a Copenaghen, Praga, Ginevra e Atene. In cima alla classifica si trovano Londra e Barcellona, prime a pari punti.
Le strategie di investimento continuano a premiare le operazioni value-add (53%), affiancate da una decisa ripresa dell’interesse verso dinamiche opportunistiche, salite al 25%. Sul fronte del posizionamento, il segmento Luxury si conferma il più attrattivo per il 53% degli intervistati, seguito dall’upper upscale (44%).
«I risultati del 2026 evidenziano un mercato sostenuto da una domanda strutturale, in grado di resistere alle pressioni sui costi e all'incertezza geopolitica, confermando il settore alberghiero come un asset class particolarmente solida e attrattiva - ha commentato Kenneth Hatton, head of hotels Europe di Cbre -. La fiducia degli investitori, in particolare per quanto riguarda le prospettive di rendimento complessivo, rimane intatta, soprattutto nei mercati core come la Spagna, l'Italia e il Regno Unito».
«I capitali internazionali guardano l'Italia non più solo per il suo patrimonio turistico, ma sempre più per la sua solidità finanziaria. Il secondo posto in Europa nelle aspettative di performance conferma questa tendenza e testimonia come gli investitori riconoscano nel nostro Paese un potenziale di crescita e trasformazione concreto e misurabile - aggiunge Silvia Gandellini, head of capital markets Italy di Cbre -. Gli investitori, infatti, non ricercano soltanto esposizione al comparto, ma opportunità di creazione di valore attraverso operazioni di riposizionamento nei segmenti upper-upscale e luxury, dove i fondamentali della domanda continuano a mostrarsi particolarmente solidi».
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Creare un grande gruppo turistico nazionale, in grado di competere ad armi pari con le grandi catene internazionali: il "Debellini pensiero" torna in primo piano nell'intervista rilasciata a Il Nordest e ripresa sul profilo Linkedin del presidente di Th Group.
Inanzitutto, i numeri: in dieci anni, il gruppo è passato dai 25-30 milioni di fatturato agli attuali 300 milioni di euro, con l'obiettivo di arrivare a 500 milioni in due anni o due anni e mezzo. L’ultima operazione è quella relativa a Peschiera del Garda, dove Th Group svilupperà un importante intervento di riqualificazione dell’ex Caserma XXX Maggio. «Sono sicuro che il valore complessivo dell’operazione sarà sopra i 100 milioni di euro - spiega Graziano Debellini -; gli appartamenti avranno proprietari diversi, ma entreranno dentro un complesso nel quale forniremo tutti i servizi: custodia, pulizie, ristorazione, benessere. È un modello destinato a crescere».
Spazio ai gruppi italiani
«È importante che ci sia l’attenzione dell’Europa e del mondo sul turismo, però, se possibile, che ci siano anche dei gruppi italiani». Il timore è che il settore perda via via il controllo della parte più redditizia della filiera. «Molti gruppi stranieri puntano sull’immobiliare, comprano gli immobili di pregio e poi lasciano agli italiani le pulizie e un po’ di ristorazione. Quando fai white label, il marchio si porta via tutta la parte commerciale, cioè i ricavi. È questo che sta capitando».
La crescita in montagna
La crescita di Th Group parte dalla montagna. «Siamo stati leader sulla montagna. Oggi abbiamo Courmayeur, Sestriere, La Thuile, Madonna di Campiglio, Corvara. La montagna non è più il completamento del mare: oggi è il mare che completa la montagna. L’accoppiata tra montagna e mare voleva dire stabilizzare una parte del personale con due stagioni, inverno e estate».
Sul tema del personale, il manager ha idee chiare: «Eravamo una cooperativa di produzione e lavoro, siamo diventati il primo gruppo italiano del leisure partendo dalla cosa più difficile ma più importante: le persone. Lo dico sempre: il primo lusso non sono i rubinetti d’oro. Il primo lusso è il livello dell’ospitalità delle persone che lo fanno. Quello che colpisce un cliente è come viene accolto, il modo in cui gli porgi le chiavi o i documenti».
Th Group arriva a gestire circa 5.000 contratti nella stagione estiva e dispone di circa 1.500 collaboratori stabilizzati. «Me li devo tenere stretti. Devo pensare alle loro famiglie, agli stipendi, alla casa, alla possibilità di crescere. È un disegno importante, perché senza questo non fai qualità. Gli altri operatori raccontano situazioni drammatiche. Noi abbiamo problemi, certo, ma forse il due per cento rispetto agli altri».
Da qui nasce anche l’investimento nella formazione. Th Group sostiene il corso universitario professionalizzante di Tourism Management sviluppato a Venezia. «Ogni anno forma circa sessanta ragazzi che poi entrano in Th oppure nei principali gruppi italiani e internazionali. Io vorrei che in Italia ce ne fossero dieci. In Svizzera ce ne sono undici».
Per Debellini il turismo deve finalmente essere considerato un settore industriale. «Dopo il Covid è diventato una delle gambe dell’economia italiana, ma ancora non viene percepito fino in fondo. Continuiamo a raccontare solo gli aspetti negativi e i luoghi comuni. Invece c’è tanta gente che lavora bene».
Una visione industriale
«Bisogna portare il turismo a una visione industriale. Vuol dire guardare tutti i fattori della crescita: il marketing, il revenue management, la vendita, la qualità del prodotto». Tra i progetti che il presidente di Th vorrebbe promuovere c'è anche la realizzazione di una grande banca dati del turismo. «Oggi ognuno pubblica numeri diversi», si parla di Pil, di presenze, di clienti, ma manca una base informativa unica e affidabile». L'obiettivo sarebbe raccogliere e integrare i dati provenienti da alberghi, residence, b&b, impianti di risalita, servizi e attività commerciali, così da disporre di uno strumento capace di misurare con precisione il peso economico del comparto, orientare gli investimenti e contribuire a una programmazione più efficace del settore.
Un'offerta per 365 giorni all'anno
Sul fronte destagionalizzazione, le Olimpiadi invernali hanno rappresentato un’enorme operazione di marketing per le Dolomiti. «Una buona parte del mondo ha finalmente capito dove sono e quanto sono belle. Adesso bisogna portare le persone a vederle». L’obiettivo è trasformare località come San Vito di Cadore e Borca in destinazioni aperte tutto l’anno. «Sempre più stranieri vengono semplicemente a vedere le Dolomiti, come noi andiamo a visitare i grandi parchi americani».
Dopo montagna e villaggi turistici, la sfida del gruppo si concentra ora sulle città e sull’hotellerie di alta gamma. «Mi sono chiesto dove potevamo crescere. Il mare è più debole perché il 70% del pianeta è mare e la concorrenza è enorme. Allora siamo partiti con le città: Assisi, Roma, il lago di Garda, Venezia». Il progetto prevede un forte sviluppo proprio nel Nordest. «Vorrei creare in Veneto un polo di otto alberghi».
Il futuro
«Per un gruppo gestionale il 5% di Ebitda è il livello minimo di equilibrio. La vera maturità è il 10%, ma per arrivarci bisogna raggiungere gli 800-900 milioni di fatturato. Solo così riesci ad ammortizzare i costi, rinnovare il prodotto e affrontare le fasi difficili del mercato».
Per raggiungere questo traguardo,«le strade sono due: una fusione con uno o più gruppi italiani oppure la Borsa. Mi interessa che in Italia ci sia un grande gruppo turistico. Oggi sono il primo operatore italiano, ma rispetto ai grandi gruppi europei e mondiali siamo ancora piccolissimi».
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Come riporta Travelmole, il gruppo alberghiero ibrido, che combina i comfort di un hotel con l'atmosfera conviviale di un ostello, ha registrato un altro anno finanziario positivo, nonostante un calendario di eventi meno ricco e le continue pressioni economiche in tutta Europa. La società ha registrato circa 4,6 milioni di pernottamenti durante il suo esercizio fiscale, con un aumento di quasi il 2% rispetto all'anno precedente, mentre il tasso di occupazione medio è rimasto appena al di sotto dell'80%.
L'amministratore delegato Ajit Menon ha affermato che i risultati dimostrano la solidità del modello di business dell'azienda. «Nonostante l'aumento del costo della vita e la riduzione dei grandi eventi, abbiamo registrato una solida crescita su base annua sia in termini di fatturato che di utili. I nostri risultati riflettono la validità del nostro modello ibrido e l'impegno dei nostri team».
I viaggi di gruppo continuano a rappresentare un importante motore di crescita, con una quota compresa tra il 20% e il 25% del fatturato totale. Questo segmento si è espanso del 10% nell'ultimo anno, con previsioni di crescita analoghe per l'anno fiscale 2027.
Le novità in arrivo
Attualmente Meininger gestisce 37 hotel che offrono circa 6.000 camere e oltre 21.000 posti letto in 27 città europee. A giugno è stata inaugurata una nuova struttura a Barcellona, mentre sono previsti ulteriori hotel a Edimburgo e Tel Aviv, seguiti da Strasburgo nel 2027 e Madrid, Dublino e Porto nel 2028. L'obiettivo a lungo termine è raggiungere 50 hotel entro il 2030, concentrando gran parte della crescita futura sull'Europa meridionale e orientale.
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Parallelamente all'espansione geografica, Meininger sta investendo massicciamente nella tecnologia digitale, progettata per migliorare l'esperienza degli ospiti e ottimizzare le operazioni. Il suo chatbot sul sito web, Mila, basato sull'intelligenza artificiale, gestisce ormai una quota significativa delle richieste di routine dei clienti, mentre il check-in online continua a ridurre i tempi di attesa alla reception. Il gruppo alberghiero sta inoltre introducendo una nuova piattaforma hr basata sul cloud per standardizzare la gestione dei dipendenti in tutta l'azienda. La seconda fase del lancio sarà completata quest'anno.
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L'azienda sta inoltre ampliando le proprie iniziative esg attraverso il monitoraggio dei gas serra, la formazione dei dipendenti in materia di sostenibilità e le valutazioni del rischio climatico per hotel selezionati.
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A partire da luglio, chiunque entri o esca dal Sudafrica per via aerea, terrestre, marittima o ferroviaria dovrà presentare una dichiarazione di viaggio online prima della partenza, secondo quanto stabilito dal South African Revenue Service.
Il requisito si applica non solo ai visitatori, ma anche ai cittadini e ai residenti sudafricani; ciò include i minori, che devono essere dichiarati da un genitore o tutore. Gli unici viaggiatori esenti sono coloro che transitano attraverso il Sudafrica per via aerea o marittima e non escono mai dall'area di transito designata.
La procedura
Come riporta TravelWeekly, i viaggiatori devono presentare la dichiarazione non più di 24 ore prima della partenza dell'ultima tratta del viaggio, tramite il portale online per le dichiarazioni dei viaggiatori dell'Agenzia delle Entrate, l'app mobile del Sistema di gestione dei viaggiatori del Sudafrica o un codice Qr Scan-to-declare in aeroporto.
Un aspetto cruciale per i consulenti che prenotano viaggi in Sudafrica è la conferma da parte dell'Agenzia delle Entrate sudafricana, secondo cui a nessun viaggiatore verrà negato l'ingresso o la partenza esclusivamente per aver saltato la procedura online. Gli agenti doganali e i terminali self-service assisteranno i viaggiatori che non sono riusciti a presentare la dichiarazione in anticipo, e le dichiarazioni cartacee rimarranno disponibili in caso di guasto del sistema o mancanza di accesso a Internet.
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[post_content] => Nomadaria è la nuova casa a bordo lago dei laghi Nabi, oasi naturale della Campania con tende luxury e lodge sospesi sull’acqua sul litorale Domizio.
Il progetto
Nomadaria si sviluppa intorno a un albero: la stanza e il bagno si affacciano su un cavedio che lo incornicia, mentre ampie vetrate cancellano ogni distanza tra l'architettura e il paesaggio che la accoglie. C'è anche un patio riservato, a bordo lago.
Dietro questo progetto c'è Officine Tamborrino: HouseTree, il sistema abitativo ideato dall'architetto Paolo Scoglio e reinterpretato dalla designer Elena Salmistraro con Nomadaria, capace di trasformare la microarchitettura in un racconto, in dialogo costante con il territorio che la ospita.
L'oasi naturale della Campania è situata sul litorale Domizio, in provincia di Caserta, dove un tempo si estraeva sabbia e oggi si estende una delle storie di rigenerazione ambientale più riuscite del Sud Italia. Nomadaria si inserisce in questo ecosistema come sintesi della filosofia di laghi Nabi: un'ospitalità che non impone la propria presenza al paesaggio, ma vi si integra con discrezione.
[post_title] => Laghi Nabi, l'ospitalità si declina con Nomadaria, la nuova casa a bordo lago
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Si chiama "Optimus Travel Intelligence" ed è l'ultima novità che il gruppo Uvet dedica alle agenzie di viaggio. A presentare il progetto «nato circa un anno fa» sono il presidente, Luca Patanè e il coo Damiano Sabatino.
La nuova società di travel retail si propone infatti come partner di trasformazione, aiutando agenzie di viaggio, network e operatori turistici a evolvere verso un modello dove l'innovazione tecnologica, i dati e l'automazione diventano fattori chiave di competitività.
«Optimus Travel intelligence si basa su due pilastri fondamentali - spiega Patanè -: il supporto tecnologico garantito dal gruppo Uvet, che in oltre 75 anni di esperienza ha sviluppato strumenti molto evoluti, e la partnership strategica messa a punto in questi anni con Travelport, che consente di aprire lo sviluppo anche all'estero. Ci rivolgiamo alle agenzie in quanto riteniamo che, in un'epoca fortemente condizionata dall'applicazione dell'IA, sia importante fornire strumenti nuovi, basati su quel know how che abbiamo maturato in anni di studi e attività».
Nell’offerta di Optimus T.I. sono coinvolte la piattaforma Travelport Smartpoint, per dar vita a itinerari che combinino voli, hotel, noleggio auto e servizi di trasporto, e la piattaforma gds AlterEgo, che consente la comparazione e il booking delle migliori proposte aeree e ferroviarie.
Il progetto, come sottolinea Sabatino, si svilupperà in più step e durante il prossimo Biz Travel Forum verranno presentate ulteriori novità. Fra gli altri servizi in programma, la possibilità di fornire un'attività di consulenza su alcuni segmenti di business., l'ottimizzazione del flusso operativo e l'assistenza nel marketing digitale.
«Optimis nasce dalla convinzione che la tecnologia sia un aspetto fondamentale e imprescindibile nell'attività turistica - aggiunge Sabatino -. Questo nuovo progetto si propone di gestire la complessità tecnologica, in costante evoluzione, proponendo soluzioni a 360 gradi che rispondano a tutte le esigenze delle agenzie quanto a contenuti, sicurezza, efficienza».
La piattaforma Optimus T.I. è già operativa e verrà proposta da una forza vendite dedicata. «L'investimento su AlterEgo - chiude Patanè - può quantificarsi in decine di milioni di euro. Il progetto Optimus, con la creazione di una società ad hoc, rientra in questo ambito».
Optimus in breve
La piattaforma è unica e integra contenuti tradizionali, offerte ndc e servizi di compagnie aeree, hotel e fornitori di trasporti terrestri.
Optimus dispone di architetture aperte, che consentono ai diversi sistemi utilizzati dalle aziende turistiche — inclusi sistemi di back-office, piattaforme Crm e soluzioni di pagamento — di comunicare in modo fluido, eliminando le ridondanze operative.
Workflow intelligenti automatizzano le attività ripetitive, permettendo ai professionisti di dedicare più tempo alla consulenza e alla relazione con il cliente.
Infine, strumenti di business intelligence trasformano i dati di prenotazione in informazioni strategiche, aiutando le agenzie a comprendere meglio i comportamenti d'acquisto, monitorare le performance e prendere decisioni sempre più informate e personalizzate.
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