11 marzo 2026 09:19
Da Qantas a Sas, da Air New Zealand ad Air France-Klm: diverse compagnie aeree stanno ritoccando verso l’alto le tariffe, attribuendo il nuovo balzello al repentino aumento del costo del carburante conseguente al perdurare del conflitto in Medio Oriente.
Air New Zealand, secondo quanto riferito da Reuters, spiega che i prezzi del carburante, che prima degli attacchi statunitensi e israeliani all’Iran si aggiravano intorno agli 85-90 dollari al barile, negli ultimi giorni sono saliti a 150-200 dollari al barile. Il vettore ha peraltro sospeso le sue previsioni finanziarie per il 2026 a causa dell’incertezza sul conflitto.
Adeguamento temporaneo
Da parte sua, Sas segnala un «adeguamento temporaneo dei prezzi» considerando che «aumenti di questa portata (del prezzo del carburante, ndr) rendono necessario reagire per mantenere operazioni stabili e affidabili». Il vettore scandinavo aveva dichiarato lo scorso anno di aver temporaneamente modificato la propria politica di hedging del carburante a causa delle condizioni di mercato incerte e di non avere alcuna copertura sul consumo di carburante per i successivi 12 mesi.
Le tariffe aeree sono aumentate sulle rotte Asia-Europa a causa della chiusura dello spazio aereo e dei limiti di capacità imposti dallo scoppio della guerra in Iran; Cathay Pacific ha spiegato che a marzo aggiungerà voli supplementari per Londra e Zurigo.
Hong Kong Airlines ha dichiarato sul proprio sito web che a partire da domani aumenterà i supplementi carburante fino al 35,2%, con la crescita più significativa sui voli tra Hong Kong e le Maldive, il Bangladesh e il Nepal.
Nel caso di Air France-Klm, come riporta oggi L’Echo Touristique, il supplemento viene applicato «su tutti i voli della joint venture transatlantica sul Nord America» a causa «dell’impennata del prezzo del cherosene».
Anche Ethiopian Airlines, ha comunicato agli agenti di viaggio che «alla luce della situazione globale e dell’innalzamento del carburante, la tassa YR (surcharge, ndr) ha subito un aumento presente già nei vari gds /crs».
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[post_content] => I salatissimi costi del carburante impongono ad Air France-Klm la revisione al ribasso delle previsioni di crescita della capacità per l'anno in corso. Il gruppo franco-olandese stima infatti che la spesa per il jet fuel aumenti di 2,4 miliardi di dollari nel 2026, dall'inizio del conflitto in Medio Oriente.
Di conseguenza, l'outlook sulla crescita della capacità si attesta su una percentuale compresa tra il 2% e il 4%, in calo rispetto alle precedenti stime del 3-5%.
Ben Smith, ceo di Air France-Klm ha dichiarato in un comunicato che gli incrementi dei prezzi del carburante «dovrebbero pesare sui prossimi trimestri», dopo che la compagnia ha riportato una perdita inferiore alle attese nei primi tre mesi dell'anno. Smith ha aggiunto che il contesto operativo rimane «incerto».
Air France-Klm attua una «politica di hedging variabile», che consentirà alla compagnia aerea di risparmiare 1,5 miliardi di dollari. Ciononostante, la spesa totale per il fuel nel 2026 dovrebbe ammontare a 9,3 miliardi di dollari, con un aumento di 2,4 miliardi rispetto al 2025. La compagnia prevede di spendere 1,1 miliardi di dollari in più per il carburante nel trimestre aprile-giugno.
Nel primo trimestre 2026 il vettore ha registrato una perdita operativa di 27 milioni di euro, risultato comunque migliore rispetto al rosso di 389 milioni di euro previsto dagli analisti.
Ha affermato che c'è stata una spinta iniziale dopo lo scoppio della guerra in Iran, poiché un numero maggiore di viaggiatori ha preferito i vettori europei per i voli verso l'Asia, e che ha aumentato i prezzi dei biglietti in risposta all'aumento dei costi del carburante.
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[post_content] => Gran Canaria ha accolto il Global Sustainable Islands Summit 2026, il principale forum internazionale dedicato allo sviluppo sostenibile nei territori insulari, organizzato in collaborazione con il Cabildo de Gran Canaria.
L'isola consolida il suo ruolo di hub strategico per la sostenibilità in Europa, nelle Isole Canarie e nell’intera regione della Macaronesia, con un'edizione del summit che ha offerto una piattaforma privilegiata per il dialogo di alto livello, lo scambio di conoscenze e la collaborazione concreta tra leader istituzionali, decisori politici, esperti di sostenibilità e stakeholder internazionali, con l’obiettivo di affrontare le sfide globali legate allo sviluppo sostenibile delle isole.
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Un programma centrato sulle sfide globali delle isole
Il Summit 2026 ha affrontato sei ambiti strategici fondamentali per lo sviluppo sostenibile dei territori insulari, riunendo competenze internazionali e innovazione locale.
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[post_content] => La domanda di viaggio ha continuato a crescere, anche durante il mese di marzo, ma a un ritmo nettamente rallentato dal crollo del traffico in Medio Oriente: i più recenti dati della Iata evidenziano come il traffico aereo complessivo sia aumentato solo del 2,1% su base annua, mentre al di fuori della regione mediorientale la crescita ha raggiunto l’8%.
La domanda complessiva, misurata in passeggeri-chilometri (Rpk) è aumentata del 2,1% rispetto a marzo 2025; i posti-chilometro offerti (Ask), sono diminuiti dell'1,7%, consentendo al load factor medio di guadagnare 3,1 punti percentuali e raggiungere l'83,6%.
Questo divario tra domanda in aumento e capacità in calo riflette principalmente le riduzioni dei voli imposte dalla chiusura di parte dello spazio aereo in Medio Oriente, ma anche gli adeguamenti più prudenti delle compagnie aeree in un contesto di costi elevati del carburante. La Iata sottolinea che, nonostante queste perturbazioni, il mercato rimane nel complesso ben orientato dopo un inizio del 2026 già positivo.
«Il calo di quasi il 61% del traffico internazionale registrato dai vettori del Medio Oriente ha tuttavia limitato la crescita globale al 2,1%. Al di fuori del Medio Oriente la domanda è cresciuta dell’8% - ha affermato Willie Walsh, direttore generale -. Tutti stanno osservando cosa sta succedendo con il carburante per aerei, sia per quanto riguarda l’offerta che i prezzi.
Dal punto di vista dell’offerta, nei prossimi mesi potremmo assistere a carenze in alcune parti del mondo che dipendono fortemente dalle forniture provenienti dal Golfo, in particolare in Asia e in Europa. Inoltre, il costo straordinariamente elevato del carburante per aerei si riflette sempre più sui prezzi dei biglietti. Sebbene ciò non abbia influito sul traffico di marzo né sulle prenotazioni anticipate fino ad oggi, resta da vedere a che punto i prezzi elevati potrebbero iniziare a modificare il comportamento dei passeggeri.
«Finora, l’estate si preannuncia come un periodo normalmente intenso per i viaggi. Questa è una notizia positiva, ma la resilienza delle compagnie aeree è messa alla prova ed è fondamentale stabilizzare l’offerta e il prezzo del carburante. Nel frattempo, è importante che le autorità di regolamentazione siano pronte a concedere alle compagnie aeree una certa flessibilità sugli slot, considerando le circostanze straordinarie delle restrizioni di capacità dello spazio aereo e del potenziale razionamento del carburante».
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[post_content] => Dopo un inizio 2026 nel segno della crescita, anche le previsioni per i prossimi mesi restano stabili per l'industria turistica della Grecia: lo ha dichiarato la ministra del Turismo Olga Kefalogianni.
Nei primi due mesi dell'anno la destinazione ha registrato un forte aumento sia degli arrivi di visitatori che delle entrate: i dati della Bank of Greece parlano di 2,129 milioni di visitatori nel periodo gennaio-febbraio 2026, rispetto a 1,538 milioni nello stesso periodo del 2025. I 27 paesi dell'Ue hanno generato un totale di 1,106 milioni di arrivi, con un aumento del 49,1%.
All'interno dell'Unione, il mercato di provenienza in rapida crescita è stato quello francese, in aumento del 41,5%; al di fuori dell’Ue, il Regno Unito ha prodotto 164.200 arrivi, in crescita del 56,7%, mentre gli arrivi dagli Stati Uniti sono diminuiti del 9,8% a 98.100.
Nello stesso periodo, gli introiti del turismo sono aumentati del 70,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa crescita ha contribuito ad aumentare il surplus della bilancia dei servizi a 660 milioni di euro, rispetto ai 550 milioni di euro dei primi due mesi del 2025.
Questa evoluzione fa spazio all’ottimismo: infatti, nonostante le crescenti tensioni geopolitiche e l’incertezza nei mercati globali, la ministra del turismo sottolinea come le prospettive del turismo in Grecia rimangano stabili.
Intervenendo all’11° Forum economico di Delfi, Kefalogianni ha affermato che attualmente« non vi sono preoccupazioni di rilievo riguardo alla direzione generale del settore. La ministra ha puntualizzato che«gli sviluppi in Medio Oriente e la più ampia instabilità internazionale stanno esercitando pressioni sui mercati turistici globali, in particolare a causa dell’aumento dei costi dei trasporti e del carburante.
«Queste sfide stanno interessando tutte le destinazioni europee e richiedono una risposta coordinata a livello dell’Unione europea, con la Grecia attivamente coinvolta in tali discussioni (...) Ma la domanda rimane resiliente, con l’andamento delle prenotazioni e delle cancellazioni monitorato attentamente in collaborazione con la Hellenic Chamber of Hotels».
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[post_content] => L'impennata dei costi del carburante si riflette sui conti del primo trimestre di JetBlue Airways, che ha registrato una perdita operativa di 224 milioni di dollari.
Nei primi tre mesi del 2026 i ricavi del vettore sono aumentati del 4,7% su base annua, attestandosi a 2,24 miliardi di dollari, mentre le spese sono cresciute del 6,5%, raggiungendo i 2,46 miliardi di dollari. I costi del carburante hanno registrato un incremento del 12%, quasi il doppio rispetto a qualsiasi altra voce di spesa.
Il margine operativo di JetBlue è stato negativo del 10%. La perdita operativa di 224 milioni di dollari del primo trimestre è da confrontare con una perdita operativa di 174 milioni di dollari nello stesso periodo dello scorso anno.
«Abbiamo registrato un primo trimestre solido, con una performance dei ricavi superiore alle nostre aspettative, trainata da una domanda di viaggio resiliente e dall'apprezzamento per l'offerta di JetBlue» ha commentato Joanna Geraghty, ceo del vettore.
«Nel breve termine, ci stiamo concentrando sul contenimento dell’impatto dei prezzi elevati del carburante, mentre JetForward continua a posizionarci per ripristinare una redditività sostenuta nel lungo termine» afferma Geraghty, citando il programma pluriennale di riduzione dei costi della compagnia aerea.
In risposta all'aumento delle spese per il carburante, JetBlue ha ridotto di un punto percentuale la crescita prevista per il secondo trimestre, prevedendo ora che la sua capacità aumenterà dell'1,5-4,5% su base annua; il vettore ha inoltre ridotto del 2-3% la crescita di capacità prevista per la seconda metà del 2026.
JetBlue prevede di recuperare il 30-40% delle spese per il carburante attraverso tariffe più elevate e altre misure nel secondo trimestre. Il recupero totale dei costi del carburante viene stimato entro l’inizio del 2027.
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[post_content] => I dati di Italian Hotel Monitor, diffusi da Trademark Italia, evidenziano come, nel periodo gennaio-marzo 2026, gli hotel italiani abbiano registrato un’occupazione sostanzialmente stabile rispetto al 2025 (-0,1 punti) a fronte di un incremento medio del prezzo camera del 9%, con l’average daily rate che passa da 131,23 a 143,09 euro, grazie in particolare ad un consolidamento del movimento turistico sia business che leisure proveniente dai mercati internazionali. Un ulteriore confronto con il 2023 evidenzia una crescita del prezzo medio camera del 23,8%.
I prezzi
Se da un lato l’andamento di room only e Adr registrato nei primi tre mesi dell’anno è piuttosto positivo per il sistema di ospitalità nazionale, dall’altro l’aumento del livello dei prezzi si scontra con la ridotta capacità di spesa della clientela italiana, sempre più alla ricerca di soluzioni di alloggio alternative, in particolare quelle proposte dagli appartamenti turistici.
Per quanto riguarda le diverse tipologie ricettive, i dati confermano il consolidamento del settore luxury (5 stelle), in crescita rispetto al 2025 per Adr (+4,6%) e Ro (+0,7%), di quello upscale (4 stelle) che cresce per Adr (+8,2%) e resta sostanzialmente stabile per Ro (-0,5 punti), così come di quello midscale (3 stelle), che incrementa sensibilmente i prezzi (+8,2%) a fronte di una leggera crescita della Ro di 0,3%.
Analizzando l’andamento della Ro su scala nazionale, tra le 39 città monitorate ne emergono ben 22 oltre la simbolica quota (gestionalmente parlando) del 60% di occupazione camere, con Milano oltre quota 70% (74,2%), seguita da Firenze (68,5%), Pescara e Udine (67,5%), Bologna (67,4%) e Bergamo (67,3%).
Per quanto riguarda invece il prezzo medio di vendita, al vertice del ranking si posiziona Milano (224,34 euro) che fa registrare un +30,1% rispetto allo scorso anno, superando Venezia (prezzo medio camera di 217,41 euro e +1% rispetto al 2025). Seguono Firenze (173,18 euro, +2,3% sul 2025) e Roma (160,29 euro, +3,3% sul 2025).
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[post_content] => Il portale Ticketferries compie un anno. In questo primo anno di operatività è stato possibile monitorare l'evoluzione delle politiche delle principali compagnie italiane di traghetti, che hanno puntato a un modello simil-crocieristico, con offerta di tour tematici e overnight nelle città visitate. Molti italiani iniziano quindi a usare i traghetti non solo per spostarsi da un luogo all'altro, ma anche per regalarsi un viaggio più economico rispetto alle crociere.
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Verso il futuro
Nel 2024, secondo Assoporti, il settore traghetti in Italia ha registrato circa 19,3 milioni di passeggeri, segnando un aumento del 3,1% rispetto all'anno precedente. Questa “riscoperta” è stata alimentata sia dalla ricerca di viaggi più sostenibili, sia dai rincari dei biglietti aerei e delle stesse crociere, che rendono il traghetto un'opzione competitiva per le famiglie.
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«Negli ultimi anni non è cambiata la voglia di viaggiare, ma il modo in cui le persone prendono decisioni. Oggi ogni scelta viene valutata con più attenzione, e questo rende fondamentale avere alle spalle una struttura in grado di gestire anche ciò che non è prevedibile. In questo contesto il ruolo del turismo organizzato è tornato centrale» commenta Anya Bracci, direttrice commerciale di Creo.
Prenotare attraverso un’agenzia di viaggio e un tour operator significa oggi accedere a un sistema strutturato di tutele che accompagna il cliente in ogni fase: dalla prenotazione alla partenza, fino al rientro. Ma è proprio nell’evoluzione di queste coperture che oggi si gioca una parte rilevante della proposta. «Abbiamo sempre lavorato per costruire un modello che non si limiti a coprire l’imprevisto, ma che permetta al cliente di mantenere libertà decisionale anche dopo aver prenotato» aggiunge Bracci. In questa direzione si inseriscono le soluzioni assicurative evolute di Creo, che affiancano alla copertura base, già all risk e con la garanzia di un prezzo che non subisce mai adeguamenti carburante o valutari, ulteriori elementi di flessibilità e protezione.
Le nuove tutele
Tra questi, la possibilità di annullare il viaggio anche per motivi non documentabili fino a ridosso della partenza (fino a 11 giorni prima): dal semplice cambio idea alla scelta di modificare completamente la destinazione. «La nostra assicurazione integrativa offre una flessibilità che, nella pratica, consente al cliente di non sentirsi vincolato in modo rigido a una decisione presa settimane o mesi prima».
Accanto alla fase pre-partenza, è primaria l’attenzione alla tutela durante il viaggio. Eventi straordinari, cambi operativi, situazioni impreviste richiedono oggi strumenti in grado di intervenire in tempo reale, coprendo eventuali costi aggiuntivi e garantendo continuità all’esperienza di viaggio. «In questi mesi si è percepito quanto sia importante poter contare su un sistema che non si attiva solo prima della partenza, ma che accompagna il cliente anche durante il viaggio, intervenendo quando serve». In questo contesto si inseriscono le garanzie cCreo legate alla gestione di eventi di forza maggiore, come calamità naturali o crisi internazionali, con coperture che prevedono la riprotezione del viaggio e il rientro senza costi aggiuntivi per il cliente.
«Quello che vediamo oggi è un cambiamento nelle priorità: il cliente continua a voler partire, ma vuole sapere cosa succede se qualcosa cambia. È su questa risposta che si costruisce la fiducia. Il nostro sistema di tutele non è un adattamento dell’ultimo periodo. È un lavoro che abbiamo costruito nel tempo, con l’obiettivo di mettere davvero viaggiatrici e viaggiatori al centro». Un’impostazione che si riflette anche nella gestione operativa: nei primi giorni delle recenti tensioni internazionali, Creo è intervenuto per supportare non solo i propri clienti, ma anche viaggiatori rimasti senza assistenza, riproteggendoli con soluzioni sostenibili.
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[post_content] => L'assemblea ordinaria degli azionisti ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 di Xenia Hôtellerie Solution. Il 2025 è stato per Xenia un anno di accelerazione strategica: i ricavi consolidati hanno raggiunto circa 72 milioni di euro, con una crescita del 26% rispetto ai 57 milioni del 2024.
Il portafoglio alberghiero Phi Hotels è passato da 10 a 17 strutture nel corso dell'esercizio, con il completamento di importanti acquisizioni che hanno introdotto nel perimetro di consolidamento sette alberghi e un tour operator incoming internazionale.
Il bilancio registra una perdita netta di 2,6 milioni di euro e un Ebitda di 0,8 milioni. Il risultato riflette un disallineamento temporale tra costi sostenuti e ricavi attesi, riconducibile in via principale al timing delle acquisizioni — le più significative completate a fine ottobre 2025, a stagione turistica ormai conclusa — e, più in generale, a una fase di crescita per linee esterne particolarmente intensa. Nel corso dell'esercizio, la società ha sostenuto costi di integrazione, preparazione operativa e sviluppo commerciale che troveranno piena espressione economica a partire dall'esercizio 2026.
L'assemblea, essendo giunto a naturale scadenza il mandato del cda con l'approvazione del bilancio 2025, ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione, che resterà in carica per tre esercizi e, dunque, sino all'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2028.
Ercolino Ranieri è a.d. esecutivo, mentre Marcello Valenti assume la carica di presidente non esecutivo. Maria Di Rosato sarà consigliere delegato esecutivo.
Il 2026
Il primo trimestre 2026 vede ricavi in crescita rispetto al 2025 di oltre il 22%. L’accommodation ha una tendenza incrementale dovuta sia allo sviluppo organico dei propri segmenti di business sia ad alcune delle acquisizioni realizzate nel 2025 e all’avvio del proprio tour operator incoming. La linea di business Phi Hotels vede una crescita sostenuta dall’incremento del numero di strutture e di camere oltre che da una crescita organica degli alberghi già in portafoglio.
Nel 2026 la dinamica stagionale sarà molto più evidente considerando la presenza nel portafoglio Phi Hotels di alcune strutture di nuova acquisizione che vedono ancora particolarmente concentrata la propria produzione tra aprile e ottobre e del tour operator ex Italica interessato dalla stessa dinamica.
La redditività, coerentemente con le previsioni per il primo trimestre, osserva una fisiologica corrispondenza al tradizionale andamento dei primi tre mesi dell’anno. Non si rilevano, al momento, elementi che possano indurre a una revisione della graduale ripresa derivante dal consolidamento del nuovo perimetro aziendale.
L'a.d. Ercolino Ranieri h commentato: «Il 2025 è stato l'anno in cui Xenia ha costruito una parte significativa della piattaforma industriale su cui crescere nei prossimi anni e che aveva previsto nel proprio piano industriale. La continuità, che anche l’assemblea ha confermato, è un segnale importante al quale bisogna guardare con grande responsabilità. Il 2026 si apre in un contesto internazionale complesso, che affrontiamo con attenzione e senza sottovalutazioni nonostante il primo trimestre sia in crescita. La nostra società e il suo management non nascondono la propria preoccupazione nei confronti di fattori esogeni difficilmente controllabili. Tuttavia – avendo già attraversato diverse fasi di discontinuità internazionale — come la crisi finanziaria del 2008 e la pandemia da Covid-19 — affrontano anche questo momento con la massima concentrazione e con la decisione necessaria per poter conservare quanto fatto fino ad ora e cogliere eventuali opportunità che ogni crisi porta con sé. Il percorso del piano industriale resta la nostra bussola; le operazioni Herop e Mare20, annunciate nei mesi scorsi, così come le operazioni relative ai due nuovi alberghi già comunicate a marzo 2026, confermano che intendiamo continuare a costruire, con disciplina, la piattaforma industriale che servirà a generare valore nel medio termine».
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