25 febbraio 2026 12:14
Il prossimo Marzo 2026 prende il via con il primo sciopero proclamato per venerdì 6 marzo. Ad incrociare le braccia sono i lavoratori del trasporto pubblico locale in Campania, in particolare nella zona di Napoli. La protesta è indetta da OSP Faisa-Confail e riguarda il personale della Divisione Ferro e il personale viaggiante delle Linee Vesuviane della società EAV di Napoli.
Sciopero anche nella giornata di sabato 7 marzo. Questa volta la protesta coinvolgerà tutto il personale del trasporto aereo nazionale, visto che incroceranno le braccia i lavoratori ENAV in servizio presso l’Acc di Roma. A seguire gli orari della protesta così suddivisi: Sciopero di 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00, indetto da Astra. Sciopero di 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00, proclamato da Rsa Filt-Cgil. Sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, indetto da Rsa Ugl-ta. Sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, proclamato da Rsa Uilt-Uil.
Sciopero nazionale 9 marzo 2026
Da segnalare poi lo sciopero generale nazionale di lunedì 9 marzo 2026 proclamato da Slai-Cobas per il Sindacato di Classe. A incrociare le braccia questa volta saranno tutti i lavoratori di tutti i comparti, pubblici, privati e del settore cooperativo.
In questo caso la protesta sarà generale e coinvolgerà tutto il settore dei trasporti pubblici, ma anche la logistica e mobilità di diverse città. Non si esclude anche uno stop del servizio ferroviario, ma bisogna attendere anche comunicazioni ufficiali da parte di Trenord e Trenitalia.
Infine il 21 marzo 2026 stop al trasporto aereo con una protesta della durata di 24 h proclamata da Ost Cub Trasporti. Nel dettaglio la protesta riguarda: tutto il personale delle società Airport Handling e Dnata negli aeroporti di Milano Linate e Milano Malpensa, ma anche il personale della società Alha presso l’aeroporto di Milano Malpensa.
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La Franciacorta ospita la terza edizione del Festival di Primavera, in programma sabato 14 e domenica 15 marzo: un fine settimana che unisce cultura, enogastronomia e tradizione attraverso un calendario ricco di iniziative.
Il Festival invita a esplorare la Franciacorta nei suoi luoghi più rappresentativi, dalle cantine aperte al pubblico agli spazi storici e ai percorsi gastronomici che raccontano l’identità dell’area e il suo legame con il passato, componendo un itinerario che intreccia arte, paesaggio e convivialità.
Sul fronte gastronomico, 16 chef del territorio firmeranno interpretazioni inedite capaci di mettere in dialogo la tradizione culinaria locale con un’ospite d’eccezione: l’Ostrica Marennes - Oléron IGP, eccellenza europea scelta come filo conduttore dell’edizione 2026.
Le proposte saranno disponibili nei ristoranti del territorio, disegnando un itinerario gastronomico che esplora il patrimonio culinario franciacortino attraverso nuove combinazioni e interpretazioni.
Il programma culturale accompagnerà, invece, i visitatori alla scoperta dei luoghi simbolo della zona, attraverso percorsi guidati, itinerari narrativi ed eventi ospitati nelle cantine e in altri spazi storici.
Grazie alla preziosa collaborazione con il Gruppo Fai Sebino e Franciacorta, anche in questa edizione saranno accessibili itinerari culturali inediti e aperture straordinarie dedicate al patrimonio storico-artistico del territorio, con visite accompagnate dal gruppo presso il Centro storico di Erbusco, il Castello Convento e Palazzo Pelizzari a Capriolo, e Palazzo Monti della Corte a Nigoline.
Il Franciacorta sarà il fulcro delle attività dedicate al vino, con degustazioni, momenti di approfondimento tematico e iniziative culturali che coinvolgeranno 50 cantine del territorio. Il programma includerà visite in cantina e appuntamenti pensati per raccontare le diverse espressioni stilistiche del Franciacorta.
Presso la sede del Consorzio si terranno tasting sensoriali guidati dal sommelier Artur Vaso, secondo Miglior Sommelier d’Italia 2025, che accompagnerà il pubblico in un percorso di approfondimento dedicato alle caratteristiche distintive e agli abbinamenti del Franciacorta con le Ostriche Marennes - Oléron IGP.
L’inaugurazione ufficiale del Festival di Primavera si terrà giovedì 12 marzo a Brescia alle 18 presso Il Teatro Grande di Brescia, con “Il Futuro dei Luoghi. Identità, visione e responsabilità culturale”, un dialogo pubblico dedicato al valore dei territori come spazi culturali vivi: non solo luoghi geografici o produttivi, ma comunità che generano identità, visione e futuro.
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Sciopero anche nella giornata di sabato 7 marzo. Questa volta la protesta coinvolgerà tutto il personale del trasporto aereo nazionale, visto che incroceranno le braccia i lavoratori ENAV in servizio presso l’Acc di Roma. A seguire gli orari della protesta così suddivisi: Sciopero di 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00, indetto da Astra. Sciopero di 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00, proclamato da Rsa Filt-Cgil. Sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, indetto da Rsa Ugl-ta. Sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, proclamato da Rsa Uilt-Uil.
Sciopero nazionale 9 marzo 2026
Da segnalare poi lo sciopero generale nazionale di lunedì 9 marzo 2026 proclamato da Slai-Cobas per il Sindacato di Classe. A incrociare le braccia questa volta saranno tutti i lavoratori di tutti i comparti, pubblici, privati e del settore cooperativo.
In questo caso la protesta sarà generale e coinvolgerà tutto il settore dei trasporti pubblici, ma anche la logistica e mobilità di diverse città. Non si esclude anche uno stop del servizio ferroviario, ma bisogna attendere anche comunicazioni ufficiali da parte di Trenord e Trenitalia.
Infine il 21 marzo 2026 stop al trasporto aereo con una protesta della durata di 24 h proclamata da Ost Cub Trasporti. Nel dettaglio la protesta riguarda: tutto il personale delle società Airport Handling e Dnata negli aeroporti di Milano Linate e Milano Malpensa, ma anche il personale della società Alha presso l’aeroporto di Milano Malpensa.
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[post_content] => La Spezia ospita, al Museo Civico Archeologico “Ubaldo Formentini” del Castello San Giorgio, una nuova edizione di “Archeologica”, curata da Donatella Alessi.
La rassegna di appuntamenti dedicati all’archeologia arrivata al 26° anno e promossa dall’amministrazione Peracchini. Il ciclo di incontri è dedicato ad argomenti di ampio interesse e alle più recenti novità della ricerca sul territorio, offrendo al pubblico l’opportunità di ascoltare direttamente dai ricercatori e dagli studiosi i risultati degli scavi archeologici e approfondimenti su temi complessi e affascinanti del mondo antico.
Giovedì 26 febbraio ore 17.30 è prevista la prima conferenza a cura di Pietro Giovanni Guzzo dal titolo “Le diverse, possibili scoperte di Pompei”. La scoperta "ufficiale" di Pompei risale al marzo 1748, dieci anni dopo quella di Ercolano. Ma, appunto, "ufficiale". Prima di quella data si identificano episodi e notizie che possiamo riportare a scoperte della città sepolta dalle ceneri del Vesuvio. Nessuna di queste parziali, e talvolta solamente teoriche, scoperte ha riportato alla luce l'antica città. Se non, in qualche caso, frammenti di essa. Dopo il 1748, la scoperta di Pompei viene vissuta da quanti ne sentono parlare, desiderano vederla, affrontano un lungo viaggio per confrontarsi direttamente con essa. E ognuna di queste esperienze è diversa dalle altre. Ancora oggi ognuno dei visitatori che la percorrono compie una scoperta individuale che incide sulla propria sensibilità ed esperienza.
Il calendario degli incontri prosegue fino a metà marzo.
Giovedì 5 marzo – Etruschi di confine: il caso di San Rocchino
Martino Tosi illustrerà i risultati degli scavi al Lago di Massaciuccoli, con un approfondimento dei legami tra l’insediamento di San Rocchino, la città di Pisa e la produzione del bucchero.
Sabato 7 marzo – Da Alessandro Magno a Cleopatra VII: Faraoni come Dèi
Giacomo Cavillier e Marco Rolandi analizzeranno il mito della regalità nell’Egitto ellenistico, mettendo a confronto la documentazione papiracea e i resti templari per un focus sulla trasformazione culturale della dinastia tolemaica.
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[post_content] => Il costo del visto di ingresso in Egitto, acquistabile all'arrivo nel Paese, dal prossimo 1° marzo salirà da 25 a 30 dollari: lo rende noto la Egyptian Travel Agents Association in una nota ai propri membri.
«Con la presente vi informiamo che è stato deciso di aumentare la tariffa per i visti d'ingresso rilasciati all'arrivo nei punti di ingresso egiziani a 30 dollari Usa invece di 25 dollari Usa, a partire dal 1° marzo 2026» si legge nel documento. La circolare esorta le agenzie a «prendere nota e attuare le misure necessarie».
Secondo questo documento, la misura si applicherebbe esclusivamente ai visti rilasciati all'arrivo ai punti di ingresso egiziani: non si fa menzione del visto elettronico (e-Visa) rilasciato attraverso la piattaforma ufficiale visa2egypt.gov.eg, né dei visti consolari ottenuti dalle ambasciate e dai consolati egiziani.
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Safari Avventura, tour operator locale con organizzazione italo-tanzaniana e sede ad Arusha, rafforza il proprio posizionamento sul mercato grazie a una presenza diretta sul territorio e a un prodotto fortemente personalizzato.
Come sottolinea Michela Martorelli, responsabile commerciale di Safari Avventura tour operator in Tanzania, la forza dell’azienda risiede proprio nella sua doppia anima italiana e tanzaniana: «Essere presenti in Tanzania con un’organizzazione locale e italiana ci permette di offrire un’assistenza diretta e di garantire un servizio in lingua italiana con una conoscenza approfondita del territorio. Viviamo qui, conosciamo le strutture, monitoriamo costantemente la qualità e possiamo intervenire tempestivamente in caso di necessità».
Sede ad Arusha
La sede di Arusha rappresenta un punto strategico per l’organizzazione dei safari nel circuito nord, che include icone naturalistiche come il parco nazionale del Serengeti, il parco nazionale del Tarangire, l’area di conservazione di Ngorongoro e il parco nazionale del lago Manyara. «Sono i parchi più richiesti – spiega Martorelli – e ognuno ha caratteristiche uniche. Anche con brevi trasferimenti si passa da paesaggi completamente diversi: colori, morfologia e fauna cambiano radicalmente. È un viaggio che non annoia mai».
Particolare rilievo viene dato al Serengeti, celebre per la Grande Migrazione e per l’eccezionale presenza di felini, così come al cratere di Ngorongoro, patrimonio Unesco e tra le aree più spettacolari del continente africano. Accanto ai grandi classici, Safari Avventura propone esperienze meno convenzionali come il lago Natron, noto per i suoi paesaggi suggestivi, e incontri culturali con le comunità locali.
L’offerta non si limita ai safari: il tour operator organizza trekking sul monte Kilimangiaro ed estensioni mare nell’arcipelago di Zanzibar, comprese le isole di Mafia e Pemba, gestendo direttamente tutti i servizi a terra e i voli domestici.
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Un elemento distintivo è l’attenzione alla personalizzazione. «Non proponiamo pacchetti standard – evidenzia Martorelli – ma itinerari costruiti su misura in base al periodo, al target e alle esigenze specifiche del cliente. Anche nei safari di gruppo manteniamo numeri contenuti, con un massimo di 6-7 partecipanti per veicolo, per garantire un’esperienza autentica e immersiva».
Tra le novità di prodotto, l’inserimento di aree emergenti come il parco nazionale di Mkomazi, che ospita un importante progetto di tutela dei rinoceronti. «La Tanzania è un Paese che sta investendo molto nella conservazione, con una grande percentuale di territorio protetto tra parchi e riserve. Per noi è fondamentale lavorare in sinergia con la comunità locale e contribuire a uno sviluppo turistico responsabile» conclude Martorelli.
(Quirino Falessi)
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[post_content] => Dopo 55 mesi di lavori, con la conclusione del Progetto Romeo - un investimento da complessivi 90 milioni di euro - decolla la nuova era dell'aeroporto di Verona.
Taglio del nastro ieri, in linea con la serrata tabella di marcia che ha rispettato i tempi previsti, garantendo la regolare gestione operativa dello scalo. Principale intervento del Piano di Sviluppo dello scalo, il Progetto Romeo riguarda specificamente l'ampliamento dell’area partenze, la cui superficie è passata dai precedenti 24.840 metri quadrati a 36.370 metri quadrati, a cui si è aggiunta la ristrutturazione di oltre 10.000 metri quadrati di aree già esistenti.
Con un traffico di 4 milioni di passeggeri nel 2025, record assoluto nella storia dello scalo, il Catullo può ora contare su un terminal che favorisce l’importante crescita prevista per gli anni futuri.
L’entità dell’intero progetto è ben descritta dai volumi degli spazi e dalle peculiarità strutturali: 11.000 mq di aree aperte al pubblico, 2.450 mq di aree commerciali, 4.100 mq di locali tecnici e di servizio, 3.500 mq di magazzini, 3.550 mq di facciate vetrate, 450 porte interne ed esterne.
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All’interno del Progetto Romeo ricopre grande rilevanza la nuova Galleria Commerciale, progettata per offrire ai passeggeri un’esperienza di qualità lungo tutto il loro percorso in aeroporto.
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«Questo anniversario mi riempie di gioia – afferma Brigitte Zelger, presidentessa dei Vitalpina Hotels e titolare del Green Luxury Hotel Pfösl di Nova Ponente -. Dimostra che, già molti anni fa, abbiamo puntato sui valori giusti. Sin dalla fondazione ci siamo occupati di temi come la natura, l’attività all’aperto, il benessere e l’alimentazione. Nel corso degli anni ci siamo sempre più concentrati sul tema della sostenibilità e del rispetto per e verso la natura. Per tutti i nostri membri è importante un rapporto rispettoso con le risorse e l’ambiente, un approccio consapevole alla natura. Tutto questo è al centro della nostra attività e da qui si è evoluto anche il concetto Vitalpina. Insieme siamo cresciuti, insieme ci siamo sviluppati e abbiamo creato nuove offerte. Vogliamo continuare a farlo. Ispirarci a vicenda, imparare gli uni dagli altri e offrire ai nostri ospiti un’esperienza di vacanza olistica immersa nella nostra meravigliosa natura».
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Trenta strutture
Oggi sono una trentina le strutture, distribuite nel territorio dell’Alto Adige, dalla Val Venosta al Meranese, nella Valle Isarco e nelle Dolomiti, da Nova Ponente alla Valle Aurina passando per Sesto. New entry di quest’anno è l’Olm Nature Escape di Campo Tures.
«Abbiamo deciso di entrare a far parte del gruppo – spiegano Astrid Hellweger e Berni Aichner – perché condividiamo filosofia e posizionamento, ma soprattutto valori, siamo allineati sulle tendenze future. Crediamo fortemente nello scambio di idee e nella creazione di sinergie, convinti che la collaborazione possa generare un valore aggiunto».
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[post_content] => Temporanea chiusura a marzo per il Gino Lisa di Foggia: Aeroporti di Puglia comunica infatti che, a causa della necessità di procedere a interventi di manutenzione della pista di volo, finalizzati al mantenimento di adeguati livelli di sicurezza operativa, lo scalo resterà chiuso al traffico aereo nei giorni 17, 18 e 19 marzo 2026.
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[post_content] => Milano Malpensa tornerà ad essere orfana di un volo diretto su Roma Fiumicino. Dalla fine di marzo, con l'entrata in vigore dell'operativo estivo Aeroitalia interromperà infatti i collegamenti tra i due principali scali italiani, dopo poco più di un anno di attività.
La notizia anticipata da Aeroporti Lombardi, fa riferimento direttamente a quanto dichiarato dal ceo del vettore, Gaetano Intrieri, che ha parlato di una vera doccia fredda per il sistema Paese.
Nonostante gli oltre 100.000 passeggeri trasportati nell'ultimo anno e mezzo, senza alcun tipo di sussidio, la rotta è diventata insostenibile a causa di nuovi vincoli operativi. Aeroitalia punta infatti il dito contro la decisione di Assoclearance che ha concesso l'utilizzo di un solo slot giornaliero a seguito dei lavori sulla pista di Malpensa. Situazione che costringerebbe l’aeromobile a un fermo tecnico di dodici ore a Roma, rendendo l'investimento impossibile da sostenere.
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Tra poco, in Italia, non ci sarà più un volo diretto tra Fiumicino e Malpensa. E le low cost - che negli anni hanno beneficiato di contributi e incentivi di ogni tipo - non hanno alcun interesse a svolgere un ruolo di sistema. Noi abbiamo fatto la nostra parte. Con investimenti veri. Con rischi veri. Con 100.000 passeggeri trasportati. Chi doveva fare la propria, evidentemente, no».
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