20 febbraio 2026 13:18
«Il turista cinese ama molto l’Italia ed è curioso, torna nel nostro paese anche due o tre volte per scoprire cose nuove e destinazioni meno conosciute. – spiega Paolo Audino, consulente editoriale del Gruppo Travel e parte dell’advisory board di Bit – Bisogna conoscere le sue caratteristiche per lavorare con il mercato cinese: un viaggio in Cina è il modo migliore per comprendere la società locale e il ruolo della consulenza di Value China, ideata e gestita da Luca Qiu. Value China aiuta le aziende a lavorare al meglio con il mercato cinese, che ha grandissime potenzialità.
I viaggiatori che hanno come motivazione il turismo culturale sono il 3%, che in Cina significa decine di milioni di persone! È un mercato con dimensioni e caratteristiche uniche». L’economia della Cina è passata da un basso reddito a un grande dinamismo. Il settore turistico si evolve con il desiderio di viaggiare della popolazione, perché la nuova classe media ha maggiore potere d’acquisto e sta ridefinendo le priorità di consumo. Per il 2026 è prevista una crescita del turismo outbound, trainata dall’ampliamento delle esenzioni dal visto e da una valuta più forte. Secondo i dati di Statista il volume del mercato, che ha raggiunto 159,9mld di dollari nel 2025, arriverà ai 181,7 nel 2029, con una crescita annua del 3,24%.
I viaggi transfrontalieri verso Hong Kong e le destinazioni a lunga percorrenza – tra cui l’Europa – sono stati 155mln nel 2025, saranno tra i 165 e i 175mln in questo 2026 ed entro il 2031 la Cina è destinata a diventare il primo mercato mondiale dei viaggi e del turismo, anche grazie a fattori strutturali e culturali. Nel corso del panel della Bit Luca Qiu, China advisor & ceo di Value China ha indicato le previsioni di crescita del mercato dell’hospitality, il profila del turista cinese con la sua capacità di spesa e i trend di consumo; ha fatto un focus sui viaggi e lo shopping di lusso e ha presentato l’ecosistema digitale per il turismo.
«In questi anni il mercato cinese dell’hospitality è cambiato moltissimo, anche grazie all’avanzata digitalizzazione: diversamente da quanto avviene in Occidente l’Ai è lo strumento con il quale vengono raccolte tutte le informazioni sulle destinazioni turistiche e si pianifica il viaggio. – spiega Qiu – Gli operatori del settore occidentali che operano sul mercato cinese devono acquisire la conoscenza tecnica per inserire le proprie proposte all’interno di queste piattaforme, che propongono diverse esperienze: dal buon ristorante alla camera d’hotel con la vista migliore; l’ota stessa ha l’Ai integrato. Inoltre la Cina è un mercato dinamico dove i sistemi di Ai si sono evoluti rapidamente e sono cambiate le condizioni di utilizzo.
I turisti cinesi, quando vengono in Italia, cercano i ristoranti e i servizi sull’Ai cinese; gli operatori che riusciranno a essere presenti sulle piattaforme cinesi saranno avvantaggiati. L’economia cinese è diventata molto forte ed è cresciuta tanto la classe media: le priorità sono cambiate e il turismo fuori dalla Cina è una voce di spesa sempre più importante.

Il profilo del turista cinese
Dopo il calo importante legato alla pandemia è in corso una forte crescita. In primo piano il viaggiatore della Gen Z: sempre connesso, ama le offerte last-minute e si lascia ispirare dalle piattaforme RedNote e Douyn. La Gen Z cinese è certamente diversa da quella occidentale e arriva dalle città principali del paese. Oggi la Cina è divisa in città di diverse fasce: prima ci sono Shanghai, Pechino e Shenzhen – che hanno avuto un rapido sviluppo – poi ci sono le città di seconda e terza categoria.
Il turista cinese è un viaggiatore cauto che cerca chiarezza e assistenza: vuole muoversi tranquillo e l’immagine dell’Italia non corrisponde appieno a questa esigenza a causa della piccola criminalità, come gli scippi. È un problema per il sistema turistico italiano. – sottolinea Qiu – Sono in crescita le vacanze familiari: vengono scelte destinazioni minori con precise caratteristiche, si guarda al rapporto qualità/prezzo e si pianifica con largo anticipo. Il viaggiatore cinese ama il lusso, vuole fare delle esperienze diverse da quelle che hanno fatto i suoi conoscenti; sceglie il relax, il wellness e lo shopping. Per quanto riguarda in budget il turista cinese guarda al rapporto tra il prezzo e quello che riceve. Sta aumentando il turismo femminile – con l’apporto di molte influencer – e quello dei viaggiatori senior: le piattaforme cinesi sono molto complete e di facile utilizzo e organizzano anche servizi di trasporto, visita a musei con il “salta fila” e momenti di shopping.
Il nuovo turista cinese si muove in piccoli gruppi e ha una conoscenza più dettagliata della destinazione. Cerca esperienze fuori dall’ordinario e le posta sulla propria pagina social inserendosi nell’attuale fenomeno detto “daka”, dove l’apparenza supera l’esperienza: molti giovani, in particolare donne, scelgono hotel e location soprattutto per creare contenuti online che arricchiscano la propria identità digitale. In questo modo le destinazioni turistiche diventano virali sui social e i contenuti generati dagli utenti (ugc) trasformano ogni visita in una leva di visibilità online. È una tendenza da cavalcare e, per farlo, bisogna ripensare l’esperienza turistica mettendo a punto location dal design distintivo, esperienze condivisibili, narrazioni personalizzate e itinerari daka-friendly.

L’ecosistema digitale del turismo cinese
«In Cina non abbiamo Google, Instagram o Facebook: per essere presenti all’interno dell’ecosistema cinese bisogna lavorare con le piattaforme esistenti. Anni fa il governo cinese ha deciso di creare un firewall per proteggere il mondo internet cinese; l’ecosistema gestisce un solo paese e non il mondo intero – come accade con Google – quindi è più semplice e ha portato alla nascita di ecosistemi paralleli; per l’operatore occidentale è necessario strutturare la propria comunicazione e la propria presenza all’interno delle piattaforme cinesi.
Le piattaforme più importanti per la ricerca turistica sono Xiaohongshu – molto simile a Instagram per macro funzionalità – e Douyin, che è la piattaforma gemella di TikTok, uno dei grandi driver per prenotare e invogliare il turista cinese a fare una scelta piuttosto che un’altra. Poi abbiamo Ctrip, l’ota che ha più servizi legati al mondo turistico. È tutto molto semplice e si paga direttamente sulla piattaforme, che hanno dinamiche di marketing e di engagement molto diverse e meno frammentate rispetto alle ota occidentali. RedNote è una delle principali piattaforme, simile a Instagram; nata come piattaforma di recensioni per il make-up e poi evolutasi.
Infine, la piattaforma principale usata in Cina è WeChat: paghi, prenoti il taxi, hai la loyalty card di Starbucks, paghi la bolletta elettrica, prenoti il dottore … è fondamentale e, inizialmente, era la piattaforma attraverso la quale le destinazioni si promuovevano sul mercato cinese. – conclude Qiu – Oggi è più legata all’uso quotidiano: ci sono la versione di WeChat di Ctrip, la versione WeChat delle ota e quella per prenotare le destinazioni alberghiere in Cina. È una sorta di super applicazione».
Chiara Ambrosioni
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Una campagna pubblicitaria televisiva con più di 200 spot da 90’’ in onda dal 19 aprile su La7, La7 Cinema, TV 2000 e Sky per incentivare le persone a prenotare nelle agenzie di viaggio.
Alle porte di un’estate che si preannuncia ancora in larga parte condizionata dalla geopolitica, Aiav scommette sulla superiorità del turismo organizzato e trasforma l’attuale momento di crisi della domanda turistica in un’opportunità per riportare al centro dell’attenzione la sicurezza garantita dalle prenotazioni in agenzia di viaggio rispetto al fai-da-te. Una visione che trova la sua concreta applicazione nel portale Viaggiare Senza Problemi, fulcro del messaggio pubblicitario: il sito raccoglie le agenzie aderenti ad Aiav in possesso di tutti i requisiti di legge a tutela dei consumatori, ovvero licenza, direzione tecnica, polizza di responsabilità civile e fondo di garanzia, offrendo un punto di riferimento affidabile a chi desidera viaggiare senza brutte sorprese.
“La crisi in Medio Oriente è solo l’ultimo, ennesimo, stress test per il settore -dichiara Fulvio Avataneo, presidente Aiav -. Ancora una volta, i turisti assistiti dalle agenzie hanno beneficiato di un servizio risolutivo ed efficace, mentre chi aveva prenotato in autonomia si è trovato senza garanzie, a rincorrere fornitori irraggiungibili e fronteggiare costi spropositati. Con questa campagna vogliamo che ogni italiano capisca cosa significa avere al proprio fianco un agente di viaggio professionista: non solo quando tutto va bene, ma soprattutto quando le cose si complicano. Il 25° anniversario di Aiav è il momento giusto per portare questo messaggio nelle case di tutti gli italiani”.
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L'accordo posiziona Idee per Viaggiare tra i pochi partner selezionati in Italia autorizzati a distribuire il prodotto Club Med. La partnership nasce dall’incontro tra due visioni complementari del viaggio: da un lato l’esperienza e la profonda conoscenza delle destinazioni di Idee per Viaggiare, dall’altro l’ospitalità premium di Club Med. Una sinergia che punta sulla creazione di itinerari ricchi di sfumature, in cui il soggiorno in un resort Club Med diventa naturale estensione di un tour firmato Idee per Viaggiare, per un momento di relax dopo l’intensità dell’esperienza di scoperta. Non un semplice soggiorno, dunque, ma una tappa che si inserisce armonicamente nel racconto complessivo del viaggio.
Le proposte
Tra le prime proposte in sviluppo emergono combinazioni ad alto valore esperienziale: Giappone on tour abbinato a un soggiorno mare in Asia, con focus sulle nuove aperture Club Med, tra cui il Borneo, (novità 2026 del portfolio Club Med), Stati Uniti on the road con estensione relax nei resort Club Med ai Caraibi, Messico archeologico e culturale completato da un soggiorno al Club Med Cancún.
«Questo accordo con Club Med rappresenta per noi una tappa fondamentale e un grande riconoscimento del lavoro svolto dalla nostra squadra in trent'anni di attività - commenta il ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi -. Non siamo stati scelti come 'uno dei tanti', ma come partner di fiducia grazie alla nostra professionalità. Il nostro obiettivo non è la vendita del singolo soggiorno, ma l'integrazione del prestigioso prodotto Club Med all'interno dei nostri itinerari cuciti su misura, o nelle proposte IdeeMix, pensate per combinare destinazioni, atmosfere e ritmi diversi. Crediamo fermamente che il valore di un resort premium o della 'Exclusive Collection' di Club Med si esprima al meglio quando inserito in un viaggio strutturato, permettendoci di accompagnare il cliente dall'inizio alla fine e di garantire una competitività unica sul mercato. È una sfida che accogliamo con energia e curiosità, pronti a dimostrare il valore di questa sinergia».
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«Siamo entusiasti di accogliere Idee per Viaggiare nel nostro network esclusivo di partner in Italia - aggiunge Rabeea Ansari, managing director Club Med Sud Europa e mercati emergenti -. Club Med vanta una storia di 75 anni e una presenza globale di circa 60 resort, con una strategia di costante elevazione verso gli standard ‘Premium’ ed ‘Exclusive Collection. Abbiamo trovato in Idee per Viaggiare l’interlocutore ideale per valorizzare la nostra offerta, in particolare nelle destinazioni in cui la loro expertise è ampiamente riconosciuta, come l’oceano Indiano, l’Africa e le Americhe. La loro capacità di costruire pacchetti completi e di alto livello si sposa perfettamente con la nostra filosofia del ‘Premium All Inclusive’, garantendo al cliente finale un’esperienza di viaggio completa, sostenibile e senza pensieri».
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[post_content] => Nausika Group, composto da opera nel silenzio lacustre del lago di Como a Colico - a due passi dalla Valtellina - e in Costa Smeralda, in Sardegna. È un ecosistema, un modello fluido che integra i servizi nautici del cantiere con quelli dell'accoglienza in stile italiano, grazie al progetto lariano di Lago Dorato, Marina Lodge, Villas and Apartments.
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Un’azienda familiare capace di evolversi e di ampliare la propria offerta
Coinvolgente la storia di una realtà familiare vissuta con passione ed entusiasmo: «I miei genitori hanno intrapreso la loro attività lavorando come trasportatori di Tullio Abate, il marchio fondato dall’imprenditore e pilota motonautico. - racconta Giardelli - Dagli anni ‘90 hanno iniziato a collaborare con Cranchi Yachts trasportando le barche e seguendo la logistica e il montaggio nei saloni europei: Düsseldorf, Parigi, Southampton, Genova … e sono diventati uno dei loro principali dealer a livello mondiale. Da oltre 35 anni operiamo sul Lago di Como come famiglia Giardelli; nel ‘97 abbiamo acquisito quello che era il Centro Nautico Alto Lario, che oggi festeggia i suoi 55 anni di attività. Dopo la grande crisi del 2010 abbiamo messo il nostro core-business nell'assistenza e nella manutenzione delle imbarcazioni. In questa trasformazione è nato il Kartodromo.
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Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Non è sufficiente aumentare il numero dei passeggeri movimentati, anno dopo anno. La sfida vera degli aeroporti europei è - e sarà - quella volta a migliorare il valore complessivo che riescono a generare per ciascun viaggiatore.
La sintesi è quella che emerge dal più recente report di Boston Consulting Group (Bcg) European Airports Add New Routes to Value Creation, realizzato con Aci Europe, che allarga l'attuale dibattito sul trasporto aereo, inevitabilmente focalizzato su costi di carburante, biglietti e sostenibilità delle rotte, ai cambiamenti che stanno attraversando il settore.
«L'aumento del traffico non si traduce più automaticamente in creazione di valore - commenta Gabriele Ferri, managing director e partner di Bcg -. Pressioni strutturali sui ricavi unitari, l’incremento dei costi operativi e degli investimenti necessari per lo sviluppo delle infrastrutture potrebbero mettere a rischio fino a 75 miliardi di euro di eebitda per il settore nei prossimi vent’anni».
La ricerca evidenzia come il flusso di viaggiatori, che prima della pandemia cresceva a un ritmo medio annuo di circa il 5%, è destinato a rallentare tra il 2% e il 2,5% fino al 2043, a causa dell’impatto combinato di politiche di sostenibilità più stringenti, aumento dei costi per le compagnie aeree e una maggiore pressione competitiva, con un possibile calo del traffico cumulato fino al 10% nei prossimi due decenni.
Parallelamente, si indebolisce il legame tra domanda di mobilità e ricavi. I proventi aeronautici per passeggero sono scesi da 18 euro nel 2015 a 14 euro nel 2023 e potrebbero ridursi ulteriormente fino a circa 11 euro entro il 2043. Anche le attività non aeronautiche, come retail e ristorazione, riscontrano difficoltà a causa di modelli commerciali non più allineati all’evoluzione della domanda.
A queste dinamiche si aggiunge l’incremento dei costi operativi, che crescono a un ritmo superiore all’inflazione, trainati soprattutto dal costo del lavoro, dell’energia e dei materiali. Nel lungo periodo, la carenza di manodopera specializzata potrebbe portare i costi del lavoro a circa 15 euro per passeggero entro il 2043.
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Gli interventi possibili
«Gli aeroporti stanno già reagendo, ponendo crescente attenzione al valore per il passeggero e accelerando sulla trasformazione digitale, priorità per oltre il 60% degli operatori intervistati», osserva Ferri.
L’adozione di soluzioni digitali e basate sull’intelligenza artificiale è infatti tra le principali leve di risposta: oltre il 90% dei grandi aeroporti ha già avviato iniziative in questo ambito, con un potenziale miglioramento fino a 3 punti percentuali dell’EBITDA, grazie a una maggiore efficienza operativa e a un migliore utilizzo della capacità esistente.
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Parla Gaetano Intrieri di Aeroitalia. “Desidero ringraziare a nome di tutta Aeroitalia il vicepremier e ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate rispetto all’allarme legato all’aumento straordinario del costo del carburante per l’aviazione, un tema che incide in modo diretto sulla sostenibilità economica del trasporto aereo, in particolare per la continuità territoriale nelle regioni Sardegna, Sicilia, Calabria e Friuli”. Lo ha dichiarato Gaetano Intrieri, amministratore delegato Aeroitalia.
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Dialogo e soluzioni
Gaetano Intrieri ha poi ribadito: “Per questo chiediamo l’attivazione urgente di un tavolo tecnico di confronto al ministero delle infrastrutture che coinvolga tutte le parti interessate: autorità nazionali, rappresentanti delle Regioni maggiormente impattate, compagnie aeree, gestori aeroportuali e operatori del settore energia. Solo attraverso un dialogo concreto e trasparente sarà possibile individuare soluzioni condivise e tempestive per affrontare un'emergenza che riguarda la coesione territoriale, la mobilità dei cittadini e la competitività del nostro Paese. Aeroitalia - ha concluso Intrieri - è pronta a fare la propria parte, in uno spirito di piena collaborazione nell’interesse degli utenti e del sistema di trasporto aereo italiano”.
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[post_content] => Nuovi programmi, nuove esperienze, una nuova visione, con l’obiettivo di valorizzare il Portogallo e far scoprire tutto quello che non ci si aspetta. Il risultato è il nuovo portale web di Evolution Travel dedicato interamente a questa destinazione che Federica Ciarrocca, nuova consulente di viaggi online di riferimento, ha ricreato da zero.
«Quando si parla di Portogallo con i colleghi ci si accorge che quasi nessuno pensa al Portogallo per il mare. La gente si ferma a Lisbona, e non immagina tutto il resto. Eppure c'è un mondo intero da scoprire».
Un'offerta articolata
Il nuovo portale di Evolution Travel non è una semplice raccolta di tour classici. Federica Ciarrocca ha lavorato per costruire un'offerta articolata, capace di intercettare profili di viaggiatori molto diversi tra loro.
«Ho scelto programmi particolari. Non solo il classico tour. Ho inserito il fly & drive, percorsi in bicicletta, esperienze enogastronomiche, itinerari per famiglie con bambini. Ho voluto dare risalto anche alle isole Azzorre e a Porto Santo, perché il Portogallo ha isol meravigliose che la gente semplicemente non conosce».
Lisbona rimane il punto di partenza ideale per chi non è mai stato in Portogallo, ma è solo l'inizio di un racconto più lungo. Un viaggio culturale può toccare Nazaré, Sintra, Coimbra, Cascais; chi vuole il mare guarda invece verso l'Algarve.
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Iniziamo bene. Il nuovo ministro del turismo Mazzi, visitando Vinitaly ha iniziato a fare dichiarazioni che ricordano la sua predecessora. E' come se fosse cambiato il corpo ma non le corde vocali.
Vediamo la prima affermazione: “Questa crisi internazionale può aumentare il turismo più domestico, più di prossimità – spiega Mazzi – e per turismo domestico intendo anche quello europeo: probabilmente molti sceglieranno mete più vicine. In questo l’Italia resta uno dei Paesi più attrattivi”.
Bisogna che qualcuno riferisca al ministro (e lo faccia urgentemente) che esiste un turismo in entrata e un'altro in uscita e tutti e due insieme valgono 240 miliardi di euro. Non uno solo, entrambi. Possibile che nessuno faccia a questi ministri un po' di scuola prima di aprire bocca? Solo una piccola lezioncina da seconda media. Andiamo a chiedere a un tour operator che fa outgoing se è contento della situazione e poi sentiremo la risposta.
La leva
Punto due. L’enoturismo è la leva per il rilancio del turismo italiano. E anche questo mi ricorda la Santanchè che ovunque andasse diceva che quel segmento poteva rilanciare il turismo italiano. Ma il turismo italiano non deve essere per niente rilanciato, semmai organizzato. Il turismo italiano va benissimo. Di quale rilancio parla il ministro?
Infine il colpo da maestro. L'elogio delle cantine. “Le cantine diventano luoghi di benessere – evidenzia il ministro – dove si può vendere direttamente il vino e offrire un’esperienza che il turista poi racconta. Il passaparola può funzionare molto”. Un' esperienza che il turista poi racconta, se non ha bevuto troppo, naturalmente.
di Giuseppe Aloe
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[post_content] => Air China raddoppierà i collegamenti diretti tra Milano e Pechino con l'avvio, il prossimo 13 giugno, di un nuovo volo serale in partenza ogni giorno dall’aeroporto di Malpensa verso lo scalo di Daxing. Sulla rotta sarà impiegato un Airbus A330-300.
La compagnia aerea cinese rafforza così la propria presenza sul territorio milanese e amplia le opportunità di connessione per viaggiatori, imprese e operatori economici: da giugno saliranno infatti a cinque i collegamenti operati da Air China su Malpensa, includendo anche le rotte già attive verso Shanghai, Chengdu e Wenzhou.
La novità sul capoluogo lombardo non è la sola di Air China in Europa: l'estate porta con sé anche la nuova rotta diretta da Pechino Daxing a Francoforte che verrà inaugurata il 27 aprile 2026, e operata con frequenza giornaliera da aeromobili Boeing 777-300er.
Entrambi i voli rientrano all'interno della nuova strategia che porterà la compagnia aerea cinese ad espandersi in tutti e due gli aeroporti di Pechino: dall'hub principale che è l'Aeroporto internazionale di Pechino (PEK), attualmente utilizzato anche dai partner Star Alliance e dal più nuovo Daxing.
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[post_content] => Un marketplace pensato per semplificare il lavoro degli operatori turistici e, allo stesso tempo, accelerare la transizione verso un turismo più sostenibile e diffuso. È questa la visione alla base di MooVert, la startup fondata da Pier Tognazzini, professionista con un lungo background internazionale tra hotellerie e turismo di alta gamma.
Dalla Francia – dove vive da quasi trent’anni – Tognazzini ha sviluppato un progetto che guarda soprattutto ai mercati esteri, mettendo a sistema ospitalità, esperienze locali e innovazione tecnologica.
Qual è oggi il posizionamento di MooVert nel mercato travel?
MooVert nasce con un posizionamento molto chiaro: essere una piattaforma B2B e B2C che aggrega un’offerta turistica autentica, locale ed ecosostenibile, rendendola accessibile in modo rapido agli operatori. L’idea prende forma anche grazie a una visione maturata sul campo, avendo lavorato per anni nel turismo internazionale, dal segmento high-end fino all’ultralusso.
Questo mi ha permesso di comprendere un’esigenza concreta: tour operator e agenzie non hanno il tempo di andare a scovare piccoli produttori, artigiani o esperienze locali autentiche. Da qui la costruzione di un marketplace che oggi conta oltre 600 strutture ricettive e più di 1.200 esperienze, tutte selezionate attraverso un algoritmo proprietario sviluppato in collaborazione con realtà come Green Key e la rete agricola francese.
Gli operatori cercano sempre più un’offerta che vada oltre i classici canali distributivi. Moovert risponde a questa esigenza, proponendo prodotti già curati, sostenibili e pronti per essere commercializzati, anche in forma di pacchetti.
Come contribuisce MooVert alla transizione green del turismo?
Da un lato selezioniamo strutture ed esperienze che rispettano determinati criteri di sostenibilità. Dall’altro, aiutiamo chi non è ancora pronto a migliorare il proprio posizionamento, sia sul piano ecologico sia su quello digitale. L’azione di MooVert quindi si sviluppa su un doppio binario: selezione e accompagnamento. Un approccio pragmatico, che punta a rendere la sostenibilità accessibile. Spesso infatti si pensa che la transizione green richieda grandi investimenti. In realtà si può iniziare anche con piccoli interventi: per esempio, ridurre il consumo d’acqua nelle docce con soluzioni a basso costo.
La piattaforma, disponibile in 14 lingue, è pensata soprattutto per intercettare la domanda internazionale. Il nostro obiettivo è esportare l’offerta autentica dei territori francesi – e in prospettiva europei – verso mercati esteri, facilitando il lavoro degli intermediari. A supporto, anche un modulo basato su intelligenza artificiale, in grado di costruire itinerari personalizzati combinando alloggi ed esperienze in base alle preferenze del cliente.
[caption id="attachment_511657" align="alignleft" width="276"] Pier Tognazzini, founder di MooVert[/caption]
Quali evoluzioni per la mobilità turistica nei prossimi anni?
Io credo che il futuro passi da una parola chiave: decongestionamento. Le grandi icone turistiche continueranno ad attirare flussi importanti, è inevitabile. Ma il punto non è eliminarle, bensì redistribuire i flussi sul territorio.
Il modello proposto da MooVert va proprio in questa direzione. Se un turista visita Mont Saint-Michel o Venezia, possiamo poi guidarlo verso esperienze locali: pescatori, artigiani, produttori. Questo genera valore per il territorio e allo stesso tempo migliora l’esperienza del viaggiatore.
Un approccio che apre anche alla destagionalizzazione. Mercati come quello canadese, ad esempio, sono molto interessati a vivere destinazioni meno affollate e in periodi alternativi.
Come vede il ruolo di MooVert nello scenario futuro?
Vogliamo diventare un facilitatore, un ponte tra piccoli operatori locali – spesso invisibili sui mercati internazionali – e la distribuzione globale.
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