27 March 2026

Rita Gaglione è la nuova presidente dell’Ibar, raccoglie l’eredità di Flavio Ghiringhelli

IBAR

Flavio Ghiringhelli e Rita Gaglione

Cambio della guardia alla presidenza dell’Ibar: l’associazione che oggi rappresenta 52 compagnie aeree, italiane e straniere, che operano in Italia ha ufficializzato oggi nel corso dell’assemblea di metà anno il passaggio di testimone da Flavio Ghiringhelli, country manager di Emirates, a Rita Gaglione, head of airport incentives di Ita Airways.

Un avvicendamento che ha subito un’accelerazione a seguito dell’imminente partenza di Ghiringhelli alla volta di Dubai per un nuovo incarico presso l’head office della compagnia.

“Il trasferimento a Dubai – dichiara il Presidente emerito – è per me una grande opportunità di crescita professionale; una nuova sfida che, per quanto riguarda le sorti di Ibar, affronto con grande serenità nella consapevolezza di consegnare il testimone a una collega di grande valore. Sono orgoglioso di poter affermare che durante il mio mandato alla presidenza l’associazione è stata un punto di riferimento costante anche negli anni difficili della crisi pandemica, ed altrettanto fiero di constatare che non sono mai mancati i riconoscimenti al nostro ruolo di facilitatore dello sviluppo dell’intero comparto del trasporto aereo”.

“Ricevo da Flavio – aggiunge Rita Gaglione – un incarico di responsabilità che mi impegno ad interpretare nell’interesse di tutta la nostra comunità. È chiaro a tutti che il trasporto aereo è un elemento imprescindibile per lo sviluppo economico e sociale del Paese, e noi continueremo ad impegnarci perché in Italia sia assicurato il suo sviluppo sostenibile, sia in termini ambientali che economici”.

“Per continuare nel percorso tracciato da Flavio e dai miei predecessori – conclude la manager – so di poter contare su una squadra coesa e dotata di tutte le competenze necessarie per proseguire nel dialogo costruttivo con le Autorità competenti e con tutti gli stakeholders del trasporto aereo”

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Segue nella classifica dei Paesi in difficoltà operative il Qatar: l'88% conferma che è il secondo hub colpito da queste problematiche, rafforzando la tesi che l'emergenza sia di natura infrastrutturale (aerea) prima ancora che geopolitica locale.\r\nTutto questo ha un impatto importante sulle prenotazioni e  sulle proiezioni economiche come conferma la totalità del campione di agenti di viaggio .\r\n\r\nLungo raggio\r\nPer le destinazioni di lungo raggio (es. Cina, Thailandia, Maldive, India, Australia), si registra un 38% di cancellazioni secche e un 45% di pratiche in \"stand-by\". Dunque quasi quattro viaggiatori su dieci hanno deciso di annullare completamente la prenotazione. Il motivo principale non è solo il timore geopolitico, ma l'impossibilità oggettiva di accettare itinerari con tempi di percorrenza eccessivi (per la riduzione ulteriore degli spazi aerei  o scali incerti). 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Qualche problema si sta rilevando con gli Usa: il 75% delle agenzie segnala incertezze, ma attenzione alle diverse motivazioni: gli italiani esitano a prenotare perché temono cambiamenti di procedure di ingresso (visto, ESTA,  controlli rigidi) il 15%, invece,  è preoccupato per l’instabilità sociale, e il 40% dei clienti è in fase di attesa, non annulla e non conferma il viaggio negli Stati Uniti.\r\nGrave la situazione riguardante i rimborsi per le agenzie di viaggio italiane. Le compagnie assicurative stanno negando il rimborso nell'85% dei casi appellandosi alle clausole sugli \"atti bellici\". Solo il 10% accoglie richieste di rimborso in casi specifici, e il 5% è in fase di valutazione. Si lasciano così le agenzie di viaggi  abbandonate a sé stesse a dover gestire l'onere economico e la relazione con il cliente insoddisfatto.\r\n\r\nBiglietteria aerea\r\nPer l’estate si temono ripercussioni anche sui costi della biglietteria aerea  per l’aumento del prezzo del greggio. Secondo il 62% degli agenti di viaggio   questo potrà tradursi nella necessità di chiedere al cliente che ha già comprato un pacchetto turistico ulteriore denaro per i costi di adeguamento carburante, Solo una piccola fetta di operatori (9%) segnala che, per il momento, i prezzi restano stabili, e probabilmente grazie a politiche di hedging sul prezzo del petrolio già stipulate dai vettori nei mesi precedenti e probabilmente non vi saranno cambiamenti rilevanti.\r\nPurtroppo la situazione non è positiva anche per i turisti che vengono in Italia dalle aree del Golfo e da Israele. Il 45% delle agenzie che operano sull’incoming segnalano il blocco totale da questi mercati (in questo momento), e arrivano, per il 32% di queste imprese, anche le prime cancellazioni di eventi e matrimoni che sono le principali motivazioni che spingono alcuni di questi turisti a venire in Italia e investire molto per i loro soggiorni.\r\n\r\nIntervento istituzionale\r\nFiavet Confcommercio ci tiene infine a sottolineare l’importanza, in queste situazioni, dell’iscrizione al portale “Viaggiare Sicuri” prima della partenza. Purtroppo il 55% dei clienti che si trovavano nell’area si è iscritto solo al momento della crisi. Attualmente solo il  31% dei viaggiatori provvede alla registrazione prima di mettersi in viaggio su consiglio del proprio agente di viaggio, e sono quelli che in queste situazioni hanno maggiore possibilità di essere contattati subito e aiutati.\r\n“In questo quadro quasi tutti i nostri associati stanno richiedendo a gran voce un intervento istituzionale prima che la sia troppo tardi - afferma Luana De Angelis, vice presidente vicario f.f. di Fiavet Confcommercio – abbiamo dato vita a questa ricerca istantanea  proprio per cercare di capire quanto stiamo perdendo e quando potremmo perdere in futuro, e se si possono trovare soluzioni a un rischio di default che si sta concretizzando per le nostre PMI”.\r\n“Se si protrae la crisi potrebbe esserci una necessità di ristori economici, sicuramente sarebbe ideale una sospensione degli obblighi fiscali, con  moratorie su scadenze tributarie o contributive per le agenzie maggiormente esposte” conclude  la vice presidente Fiavet Confcommercio.","post_title":"Fiavet: le adv perdono 38 mila euro per la guerra. 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