25 August 2026

Francia: lo sciopero dei tassisti paralizza anche gli aeroporti di Parigi

Charles de Gaulle Airport

Da settimane in Francia i tassisti protestano, minacciando di buttare il bidone nello scarico durante il Roland Garros, il famoso torneo di tennis. In realtà il motivo è duplice: da un lato le tariffe per il trasporto dei pazienti e dall’altro, ovviamente, Uber e piattaforme simili.

Lunedì mattina a Parigi si sono verificati ingorghi stradali all’esterno dei due aeroporti principali della città, Charles de Gaulle e Orly. Le proteste si sono concentrate nelle prime ore del mattino, e sono stati sufficienti a provocare un caos che è durato tutto il giorno. Non solo i passeggeri, ma nemmeno gli equipaggi degli aerei hanno potuto raggiungere l’aeroporto, quindi le conseguenze sono state significative.

Nuovo tariffario non idoneo

La questione del trasporto dei clienti riveste una certa importanza per l’economia complessiva dei taxi. Ora è stato imposto un nuovo tariffario che, secondo i tassisti, riduce notevolmente i loro margini di guadagno.

Il modo in cui protestano rende impossibile imporre una multa, perché tutti i taxi possono affermare di non muoversi perché un altro taxi non si muove, il che li esenta dalle multe.

Secondo i rapporti ufficiali, gli ingorghi stradali si sono verificati esattamente 328 chilometri, una quantità non superiore alla norma. Ciò significa che, nonostante gli aeroporti siano rimasti bloccati, l’impatto non ha interessato l’intera città.

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Il Trentino-Alto Adige è indicato tra le aree montane che stanno beneficiando maggiormente della domanda turistica legata al caldo, come già aveva evidenziato il ministero del turismo/Enit.\r\n\r\n“I dati di Assoturismo Confesercenti confermano una tendenza che ormai non può più essere considerata episodica – commenta Massimiliano Peterlana, presidente Bitm e vicepresidente vicario di Confesercenti del Trentino – La montagna è diventata una destinazione turistica sempre più importante anche durante l’estate.\r\n\r\n\"Un tema sul quale, proprio in questi giorni, anche Uncem sta riflettendo, attraverso un sondaggio pubblico rivolto a tutti, per capire come sia andato il turismo in montagna nell’estate 2026 e, soprattutto, per raccogliere indicazioni su cosa serva per affrontare i prossimi anni. Al centro della riflessione ci sono anche il governo dei flussi, gli investimenti necessari nei territori, la distribuzione delle presenze e il tema, sempre più attuale, di come conciliare l’attrattività turistica con le esigenze delle comunità che vivono la montagna tutto l’anno”.\r\nGovernare i flussi\r\nDati che, sottolinea Peterlana, rappresentano una buona notizia, ma vanno anche letti con attenzione: “La montagna si sta trasformando, in qualche modo, in un vero e proprio “rifugio climatico” – spiega – Proprio perché questa tendenza rappresenta una grande opportunità, è necessario guardarla con senso critico. Il rischio, infatti, è che alla crescita della domanda debba corrispondere una capacità altrettanto efficace di governare i flussi. Lo abbiamo visto anche recentemente, con episodi di forte congestione e code che hanno interessato alcune delle località più frequentate.\r\n\r\n\"Alcune destinazioni possono trovarsi a gestire picchi di presenze concentrati in periodi molto brevi, con conseguenze sulla mobilità, sui servizi, sull’ambiente e sulla qualità dell’esperienza turistica. A questo si aggiunge il rischio che una domanda crescente venga ulteriormente alimentata da operazioni commerciali che, se non accompagnate da una visione complessiva, possono accentuare la concentrazione anziché favorire una distribuzione più equilibrata delle presenze». La sfida, prosegue Peterlana, è quindi portare «il turismo giusto, nel momento giusto e nei luoghi giusti”.","post_title":"Assoturismo: gli incrementi turistici maggiori li fa la montagna (+2,3%)","post_date":"2026-08-24T13:48:40+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1787579320000]}]}}