24 aprile 2025 13:09
Il ceo di Ryanair Michael O’Leary ha approfittato della situazione per mettere a segno un altro colpo. Ad aprile, al culmine delle battaglie tariffarie, il prezzo del petrolio è sceso a 60 dollari al barile, una cifra raramente vista in passato.
Proprio in quel momento, Ryanair ha firmato un blocco del prezzo del carburante a 60 dollari per i prossimi due anni, il che significa che la compagnia aerea irlandese può ora abbassare i suoi prezzi.
Trump ha poi rinviato di novanta giorni l’introduzione dei dazi per tutti, tranne la Cina, provocando un nuovo aumento dei prezzi del petrolio, ma Ryanair aveva già firmato.
Fortune
Secondo Fortune, Michael O’Leary ha dichiarato di credere che con questi prezzi garantiti, Ryanair sarà in grado di abbassare le tariffe, il che significa che riuscirà ad acquisire una quota maggiore di clienti. Il giornale spiega inoltre che la compagnia low cost, allo scoppio della guerra in Ucraina, ha risparmiato 1,4 miliardi di euro perché aveva carburante molto economico (il cui prezzo non è stato reso noto), proprio quando il prezzo ufficiale era salito a 100 dollari al barile.
La strategia di Ryanair è rischiosa perché i prezzi del petrolio potrebbero scendere sotto i 60 dollari e l’azienda potrebbe perdere soldi. Durante la pandemia, il dollaro è crollato e Ryanair ha perso denaro perché ha dovuto onorare i propri impegni.
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In pratica, come riferisce Visasnews.com, il costo per i visti a ingresso singolo passeranno dagli attuali 3.000 yen (18,69 dollari) a 15.000 yen, mentre i visti a ingressi multipli costeranno ora 30.000 yen, rispetto ai precedenti 6.000 yen.
La revisione delle tariffe per i visti – la prima dal 1978 – è stata effettuata per «tenere conto dell’inflazione e delle fluttuazioni del tasso di cambio», ha dichiarato il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi. «Non prevediamo che ciò avrà un impatto immediato sul turismo in entrata», ha aggiunto.
Lo yen giapponese è in continuo indebolimento dal 2021 e ora oscilla vicino ai minimi storici degli ultimi 40 anni.
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L’aumento delle tariffe arriva in un momento in cui il Giappone continua a digitalizzare gradualmente le proprie procedure di ingresso. Il sistema eVisa consente già ad alcuni viaggiatori soggetti all’obbligo di visto di richiedere online un visto turistico di breve durata, purché la loro nazionalità, il paese di residenza e lo scopo del viaggio rientrino nel programma.
Un cambiamento che precede l'introduzione del Jesta, il futuro sistema di autorizzazione elettronica di viaggio per i visitatori attualmente esenti dal visto per soggiorni di breve durata. Previsto per l’anno fiscale 2028, il sistema è progettato per consentire ai viaggiatori di fornire determinate informazioni prima della partenza, rafforzando così i controlli prima dell’arrivo in Giappone.
Ricordiamo che, ad oggi, il Giappone mantiene accordi di esenzione reciproca dal visto con 74 paesi e regioni (Italia inclusa) per soggiorni turistici fino a 90 giorni.
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[post_content] => Michael O’Leary resterà al timone del gruppo Ryanair fino all'aprile 2032. La conferma è arrivato nei giorni scorsi dal Consiglio di amministrazione di Ryanair Holdings.
La sigla del nuovo contratto con il manager ha posto fine a mesi di negoziati tra la società e O'Leary, e un ampio coinvolgimento dei maggiori azionisti del gruppo. Il nuovo contratto include un modesto stipendio annuo e un bonus annuale limitato.
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[post_content] => Sostegno alla cultura e integrazione con il territorio: torna “Speciale estate con Francorosso”, l’iniziativa del museo Egizio e di Francorosso che consente di visitare gratuitamente il museo ogni sabato sera dal 4 luglio fino all'8 agosto dalle 18,30 alle 22,30.
Giunto alla sua terza edizione, “Speciale Estate con Francorosso” si inserisce tra le azioni di sostegno alla cultura ed al territorio promosse da Alpitour World con il suo piano di responsabilità sociale.
Francorosso offrirà al pubblico, nell’ambito dello Speciale estate, biglietti gratuiti per il museo Egizio, prenotabili online.
Durante queste serate sarà presente in museo lo staff di Francorosso e, per coloro che si recheranno presso il corner Francorosso, ci sarà la possibilità di ricevere un gadget ed una copia del Magazine Egittoyou.
Un’iniziativa accessibile a tutti e a tutte, pensata per chi rimane in città e anche per chi sceglie di visitare Torino nel fine settimana. Un’ultima occasione, inoltre, per ammirare il Pyramidion di Kha e il Libro dei Morti di Merit, due importanti prestiti rispettivamente dal Musée du Louvre e dalla Bibliothèque nationale de France di Parigi, e visibili insieme in museo solo fino al 10 agosto 2026.
Uno specialista sull'Egitto
Francorosso è specializzato sulla destinazione Egitto sin dagli anni ’70. Ha sempre avuto un approccio di ricerca, rispetto e curiosità verso i luoghi e le popolazioni visitate. Oggi vanta un’ampia programmazione con oltre 60 voli settimanali e 30 differenti proposte di viaggio. Tra queste ci sono 10 itinerari esperienziali tra crociere sul Nilo e pacchetti week end al Il Cairo e 20 proposte in resort balneari in commercializzazione esclusiva per il mercato italiano.
Museo Egizio – Nato nel 1824, il Museo Egizio è il più antico museo dedicato alla civiltà sviluppatasi sulle rive del Nilo. Dal 2023 è in corso un ambizioso progetto di rinnovamento architettonico e museografico, firmato dallo Studio OMA, sotto la supervisione scientifica del direttore, Christian Greco e dei curatori del museo.
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[post_content] => Italia si conferma la destinazione turistica più attrattiva d'Europa. Il 54% degli europei la indica come meta preferita per le prossime vacanze estive, davanti a Spagna (51%), Grecia (46%), Francia (41%), Croazia (34%) e Regno Unito (30%).
L'attrattività dell'Italia supera ampiamente la media europea tra gli spagnoli, che esprimono un gradimento del 61%, tra i polacchi (60%), tra i cittadini dell'Europa meridionale (62%) e dell'Europa centro-orientale (60%). Emerge dai dati di un focus su "Le vacanze estive degli europei" realizzato da Confturismo Confcommercio in collaborazione con Swg&PollingEurope.
All'interno di una ristretta lista di Paesi, l'Italia è considerata il posto più interessante da visitare, la Spagna il posto con il miglior clima, la Grecia il più autentico. L'Italia è considerata anche il secondo miglior Paese come qualità delle strutture ricettive e come destinazione più divertente per fare un viaggio .
Ad attrarre gli europei nel nostro Paese sono soprattutto le grandi città storiche (46%), ma anche i musei e i siti archeologici (31%). Non solo storia e cultura al centro degli interessi dei potenziali visitatori europei: più di uno su quattro vorrebbe avere una esperienza enogastronomica in un territorio tipico (28%) e visitare i piccoli borghi (27%).
Evitare overtourism
Se la storia e l'arte si confermano essere il principale attivatore del desiderio di visitare l'Italia, appare sempre più importante favorire la scoperta dei tanti siti fuori dai percorsi principali, per ridurre il rischio di overtourism sulle principali destinazioni e favorire esperienze più autentiche e di qualità, che consentano di intercettare il bisogno di scoprire le tradizioni e il folklore italiano (tra le tre cose preferite dal 24% dei viaggiatori europei) e di immergersi nei cammini lenti all'interno della natura (22%).
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L'indagine conferma dunque la forza del brand turistico Italia nel panorama europeo. In una fase caratterizzata da forti incertezze economiche e geopolitiche, il nostro Paese continua a rappresentare il principale punto di riferimento per il turismo continentale grazie alla ricchezza del suo patrimonio culturale, artistico, paesaggistico ed enogastronomico.
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[post_content] => Ryanair ha annunciato il suo più grande operativo estivo di sempre in Emilia Romagna per il 2026, con oltre 5,3 milioni di posti nella regione (+5%). A seguito della decisione della Regione di abolire l’addizionale municipale di 6,50 euro negli aeroporti di Forlì, Parma e Rimini a partire dal 1° gennaio 2026, Ryanair garantirà 700.000 passeggeri (+50%), 9 nuove rotte e supporterà oltre 445 posti di lavoro complessivi negli aeroporti regionali dell’Emilia Romagna.
La decisione del presidente Michele De Pascale di eliminare l’addizionale municipale a Forlì, Parma e Rimini ha consentito a Ryanair di riequilibrare la crescita nella regione, sviluppando questi 3 gateway emergenti, potenziati da un operativo record a Bologna.
I numeri
L’operativo 2026 di Ryanair in Emilia Romagna offrirà oltre 7 milioni di passeggeri all’anno, o ltre 5 milioni di passeggeri nell’estate 2026 (+5%), 83 rotte totali (63 a Bologna, inclusa 1 nuova rotta per Castellón; 3 a Forlì, incluse 2 nuove rotte per Cagliari e Londra Stansted; 5 a Parma, incluse 3 nuove rotte per Tirana, Reggio Calabria e Londra Stansted; 12 a Rimini, incluse 4 nuove rotte per Wrocław, Manchester, Colonia e Catania), oltre 250.000 posti aggiuntivi all’anno (+50%) in Emilia Romagna e oltre 700.000 passeggeri all’anno (+50%) nella regione.
L’Emilia Romagna è ora la quinta Regione italiana — dopo Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia — ad abolire questa imposta regressiva, sostenendo così il turismo e la crescita. Ryanair rinnova il proprio appello al governo italiano affinché segua l’esempio di queste regioni favorevoli alla crescita e abolisca l’addizionale municipale in tutti gli aeroporti italiani. Se questa imposta venisse completamente abolita in Italia, Ryanair sarebbe pronta a garantire una crescita significativa, con 40 aeromobili aggiuntivi, un investimento di 4 miliardi di dollari, 20 milioni di passeggeri in più all’anno, 250 nuove rotte e 15.000 nuovi posti di lavoro.
«Ryanair è lieta di annunciare il suo più grande operativo estivo di sempre in Emilia Romagna, con il record di 5.3 milioni di posti (+5%) nella Regione - ha commentato il ceo, Eddie Wilson -. Questo include una significativa espansione a Forlì, Parma e Rimini, dove trasporteremo oltre 700.000 passeggeri all’anno e lanceremo 9 nuove rotte».
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[post_content] => "Montenegro, l’ultima grande sorpresa dell’Adriatico" è il nuovo Reportage di Travel Quotidiano.
Il Montenegro è una delle destinazioni emergenti d’Europa, capace di offrire in un territorio di appena 13.800 chilometri quadrati una straordinaria varietà di paesaggi e attrazioni. Con 290 chilometri di costa adriatica, montagne che superano i 2.500 metri e foreste primordiali, il Paese si presta a essere visitato in ogni stagione, anche se primavera ed estate rappresentano i momenti ideali per scoprirne le bellezze. Grazie ai collegamenti aerei con l’Italia e ai traghetti che collegano la costa montenegrina ad Ancona e Bari, raggiungerlo è semplice.
Il viaggio prende avvio da Bar, principale porto del Montenegro meridionale. Oltre al suo ruolo strategico, la città custodisce alcuni dei simboli più importanti del Paese, come la Stara Maslina, considerata uno degli ulivi più antichi d’Europa. Nelle vicinanze sorgono le rovine di Stari Bar, antica città fortificata che conserva testimonianze delle dominazioni illirica, romana, veneziana e ottomana. Poco distante si estende il Lago di Scutari, il più grande dei Balcani, celebre per le sue zone umide, le escursioni in barca, il birdwatching e le spettacolari distese di ninfee.
Proseguendo lungo la costa si incontrano spiagge, promontori e villaggi di pescatori fino a raggiungere Sveti Stefan, uno dei luoghi più iconici del Montenegro. L’antico borgo fortificato costruito su un isolotto roccioso fu trasformato negli anni Cinquanta in un esclusivo complesso alberghiero e successivamente rilanciato come destinazione di lusso. Poco oltre si trova Budva, considerata la capitale turistica del Paese. Il suo centro storico racchiuso dalle mura medievali conserva vicoli in pietra, piazze e chiese di influenza veneziana. Tra i luoghi più rappresentativi figurano la Cittadella, la Chiesa della Santissima Trinità e il Museo Civico, mentre il lungomare si anima al tramonto con ristoranti, wine bar, locali e casinò.
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Il viaggio continua verso le Bocche di Cattaro, una profonda insenatura che rappresenta uno degli scenari più spettacolari dell’Adriatico. Qui sorge Kotor, patrimonio mondiale UNESCO e autentico gioiello veneziano. Le sue mura si sviluppano per oltre quattro chilometri lungo la montagna e racchiudono un centro storico dove si intrecciano le testimonianze delle diverse dominazioni. La Cattedrale di San Trifone, la Chiesa di San Luca, la Piazza delle Armi e la Torre dell’Orologio raccontano secoli di storia, mentre la Fortezza di San Giovanni offre una vista panoramica sulle Bocche di Cattaro.
Sulla sponda opposta della baia, a Tivat, si scopre il volto più moderno e internazionale del Montenegro. Porto Montenegro ospita superyacht, hotel di lusso, residenze esclusive, boutique, gallerie d’arte, beach club e ristoranti gourmet. Nelle vicinanze, il resort One&Only Portonovi contribuisce a rafforzare l’offerta dedicata all’ospitalità di alta gamma.
Lasciata la costa, una strada panoramica conduce verso il massiccio del Lovćen attraverso una serie di tornanti che regalano ampie vedute sulle Bocche di Cattaro. A collegare la baia alle montagne è la moderna funivia Kotor-Lovćen. Si raggiunge così Cetinje, antica capitale reale e cuore storico del Paese, dove si trovano il Monastero di Cetinje e il Palazzo Reale di Re Nicola I Petrović, oggi trasformato in museo. Poco distante sorge Njeguši, villaggio noto per la produzione del tradizionale njeguški pršut.
L’itinerario si conclude a Podgorica, capitale del Montenegro. Ricostruita quasi interamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, la città alterna edifici moderni e quartieri residenziali al nucleo storico di Stara Varoš, caratterizzato da moschee, viuzze e testimonianze del periodo ottomano. Nei pressi dell’aeroporto si estende infine Ćemovsko Polje, uno dei più grandi vigneti continui d’Europa, dove nasce il Vranac, vino simbolo dell’enologia montenegrina.
Scopri di più
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[post_content] => Un ritorno all'abbondanza di petrolio potrebbe offrire un gradito sollievo al trasporto aereo globale. Secondo le ultime proiezioni dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), il mercato petrolifero potrebbe passare a un significativo surplus già nel 2027 , dopo un 2026 caratterizzato da tensioni geopolitiche e prezzi del carburante alle stelle.
Mercato petrolifero
Nel suo rapporto mensile pubblicato il 17 giugno 2026, l'Aie prevede un aumento dell'offerta globale di petrolio di quasi 8 milioni di barili al giorno nel 2027, a fronte di un incremento limitato della domanda di circa 2 milioni di barili al giorno. Questa differenza aprirebbe la strada a un surplus superiore a 5 milioni di barili al giorno.
Questa inversione di tendenza è dovuta principalmente alla graduale normalizzazione della produzione in Medio Oriente, dopo le interruzioni legate al conflitto con l'Iran e alla temporanea chiusura dello Stretto di Hormuz, una via navigabile strategica per quasi il 20% del petrolio mondiale. La ripresa delle esportazioni nella regione, unita a un aumento della capacità di raffinazione, dovrebbe quindi attenuare le pressioni sui mercati energetici.
Fondamentale per le compagnie aeree
Per le compagnie aeree, questo sviluppo rappresenta una sfida importante. Il carburante rappresenta in media quasi il 30% dei costi operativi, secondo la Iata. Qualsiasi fluttuazione dei prezzi del petrolio ha quindi un impatto diretto sulla redditività del settore.
Nel 2026, l'aumento dei prezzi del cherosene, esacerbato dalle tensioni geopolitiche, ha pesato notevolmente sui bilanci delle compagnie aeree. La Iata ha quindi rivisto al ribasso le sue previsioni di profitto globale, stimando ora 23 miliardi di dollari, rispetto ai 41 miliardi previsti in precedenza e ai 45 miliardi registrati nel 2025. "Due fattori principali sono in gioco: il significativo aumento dei prezzi del carburante, ben oltre le previsioni, e le interruzioni che stanno colpendo le compagnie aeree nella regione del Golfo", ha dichiarato Willie Walsh, direttore generale della Iata, citato da Reuters .
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“Con ‘GreenTour’, il ministero del turismo stanzia 109 milioni di euro a sostegno di un settore sempre più digitale e sostenibile, attivo dodici mesi l’anno. L’obiettivo è semplice: portare l’Italia avanti, distribuire le opportunità su tutto il Paese e rendere le nostre imprese più competitive.” Annuncia così il Mmnistro del Turismo Gianmarco Mazzi la pubblicazione del decreto. “Un risultato importante ottenuto grazie al grande impegno dello staff del dicastero che ringrazio per il lavoro svolto. Avanti così, verso traguardi sempre più produttivi per il settore” aggiunge il ministro.
L’incentivo, gestito da Invitalia, punta a supportare lo sviluppo e la sostenibilità delle imprese turistiche sul territorio nazionale, anche attraverso interventi in grado di favorire la destagionalizzazione dei flussi, la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, le filiere del comparto, gli investimenti per il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance e il turismo sostenibile. Il 60% delle risorse stanziate è destinato alle pmi.
Le agevolazioni sono rivolte alle imprese del settore di ogni dimensione che realizzano in tutta Italia interventi prevalentemente destinati all’efficientamento energetico delle strutture turistiche e alla produzione di energia rinnovabile per autoconsumo, ed eventualmente collegati a interventi per la digitalizzazione dell’ecosistema turistico e delle relative filiere, per il rispetto di criteri ESG.
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[post_content] => Il Wttc ha evidenziato il ruolo crescente del Kenya nel settore turistico africano, con nuovi dati di economic impact research che mostrano come l'industria dei viaggi e del turismo del Paese abbia contribuito con 12,7 miliardi di dollari all'economia nazionale nel 2025. Secondo la ricerca, sponsorizzata da Chase Travel e riportata da TravelDailyNews, il settore rappresenta il 9,3% del Pil del Kenya e sostiene 1,8 milioni di posti di lavoro, pari all'8,3% dell'occupazione totale.
I risultati indicano che le performance del settore turistico keniota sono supportate da un modello di domanda equilibrato. La spesa dei visitatori internazionali ha raggiunto i 5 miliardi di dollari nel 2025, rappresentando il 52,4% della spesa turistica totale e superando di poco la spesa dei visitatori nazionali, pari a 4,5 miliardi di dollari. Nel corso dell'anno, il Kenya ha accolto 2,5 milioni di visitatori internazionali, con un incremento del 5,6% rispetto al 2024, consolidando la sua posizione come una delle principali porte d'accesso al turismo in Africa.
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Una risorsa fondamentale per tutta l'Africa
Le ultime ricerche del Wttc mostrano che nel 2025 il settore dei viaggi e del turismo ha contribuito all'economia africana con 228 miliardi di dollari, pari al 7% del Pil regionale. Il settore è cresciuto del 5%, superando sia l'economia africana nel suo complesso, che ha registrato una crescita del 3,5%, sia il tasso di crescita medio globale del settore viaggi e turismo, pari al 4,1%. Si prevede che entro il 2026 il settore contribuirà con 241 miliardi di dollari all'economia africana, con una crescita del 5,4%. Il Wttc ritiene inoltre che l'Africa si classificherà tra le regioni turistiche a più rapida crescita a livello globale, insieme all'Asia-Pacifico.
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Il Wttc ha individuato diverse priorità per sostenere la crescita del turismo in tutta l'Africa, tra cui la semplificazione delle procedure per l'ottenimento dei visti, il miglioramento della connettività, le soluzioni di viaggio digitali e biometriche, la modernizzazione delle infrastrutture, la diversificazione dei prodotti turistici, lo sviluppo della forza lavoro e una maggiore adozione delle tecnologie.
Gloria Guevara, presidente e ceo del Wttc, ha dichiarato: «L'Africa è ora una delle regioni turistiche in più rapida crescita a livello globale e il Kenya sta contribuendo a guidare questa tendenza. Grazie a un forte contributo economico, a un modello di domanda equilibrato e a una chiara leadership nel turismo sostenibile, il Kenya dimostra cosa può significare il successo a lungo termine nel settore dei viaggi e del turismo. Il Wttc è orgoglioso di continuare a rafforzare il proprio impegno con il Kenya e l'Africa, amplificando la voce della regione sulla scena globale e sostenendo gli sforzi volti a sbloccare l'immenso potenziale del settore dei viaggi e del turismo come motore di occupazione, investimenti e crescita economica sostenibile».
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