24 marzo 2025 10:56
Il Perù è una destinazione ricca di bellezza naturale, culturale e archeologica. Adatta a tutti. I turisti italiani amano il Perù. «Nel 2019 sono stati 70 mila – sottolinea Romina Marchese di PromPerù – Poi è arrivata la pandemia. Negli anni successivi è ripresa la crescita. Nel 2024 siamo arrivati a un livello del 24% ancora inferiore ai numeri pre-Covid, ma registrando un incoraggiante aumento del 49% degli arrivi, con 55 mila turisti italiani che hanno scelto il Perù come meta della loro vacanza. Nel 2025 prevediamo una crescita ulteriore del 20% e contiamo di raggiungere le cifre pre-pandemia nel 2026».
Il turista post-Covid vuole incontrare culture e tradizioni diverse dalla propria ed è molto attento ai pilastri della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il to Earth Cultura e Natura risponde a queste esigenze proponendo il viaggio come strumento di conoscenza e dialogo tra culture, un modo per comprendere il mondo e accompagnare il viaggiatore alla scoperta del Perù.
«Desideriamo rivelare la storia di questo paese meraviglioso – sottolinea Isabella Pillolo, product manager di Earth Viaggi -: oltre alle destinazioni del Sud come Machu Picchu (le più visitate e che noi proponiamo in modo diversificato), è affascinante scoprire il Nord del paese con la ruta Moche: un percorso che costeggia il mare, da seguire in un itinerario di almeno quattro giorni tra Trujillo e Chiclayo. È un museo a cielo aperto: se a Cusco i conquistadores spagnoli portarono tutto alla luce, non trovarono però le testimonianze della cultura Moche, che al loro arrivo erano già state coperte dal passare del tempo. Siti meravigliosi stanno venendo alla luce in questi anni, uno dopo l’altro, proprio lungo la Ruta Moche».
Il Perù si rivela quindi al viaggiatore grazie alla narrazione unica Dai Moche agli Inca.
Un viaggio nell’archeologia peruviana, di cui è protagonista Régulo Franco Jordán, archeologo di fama internazionale, direttore del sito di Machu Picchu fino all’ottobre del 2024 e scopritore della tomba della Señora de Cao: «Il Perù racconta una storia importante ancor prima degli Incas. Lungo la costa nord-est del paese sono stati fatti ritrovamenti di oltre 14 mila anni fa. Proprio qui, negli oltre mille chilometri tra Nepeña e Piura, tra il 250 e l’800 d.C si sviluppò la civiltà Moche. Era pacifica, evoluta in tutti campi, dalla tecnologia idraulica alla costruzione delle piramidi, e viveva di pesca e agricoltura, seguendo ritmi sostenibili. Nel 1987 l’archeologo Walter Alva portò alla luce la ricca tomba reale precolombiana del Señor de Sipán. Dopo questa preziosa sepoltura abbiamo scoperto altre tombe in diversi siti della costa nord, oltre a diverse piramidi come la Huaca del Sol e della Luna, nonché il complesso del Brujo e Sipán». 
La tomba della Señora de Cao, scoperta dall’archeologo Jordán nel 2006, si trova 60 chilometri a nord di Trujillo, nel complesso archeologico di El Brujo. È l’unica mummia rinvenuta di una donna tanto potente. «Il processo di apertura del fardo, il corredo funebre, ha rivelato numerosi oggetti cerimoniali: diademi, corone, collane, orecchini e anelli da naso in oro, argento e pietre preziose. Per i Moche l’oro rappresentava il sudore del sole, mentre l’argento erano le lacrime della luna. Sono stati aperti 27 involucri per arrivare al corpo della Señora. Era alta 1,48 metri, morì di parto tra i 25 e i 30 anni e indossava una maschera d’oro per affrontare il lungo viaggio nel mondo dei morti. Presentava dei tatuaggi di serpenti, simbolo di fecondità.
Oggi è esposta con il suo corredo nell’innovativo museo Cao, costruito nel distretto di Magdalena de Cao».
Il professor Jordán ha realizzato importanti ricerche archeologiche anche a Machu Picchu, definendo dei circuiti di visita che hanno lo scopo di proteggere le aree del sito più gravate dal passaggio dei 5 mila ospiti quotidiani. Jordán racconta con entusiasmo il suo nuovo progetto: «Grazie ai 30 anni di ricerche di un archeologo palestinese nella valle Sacra degli Incas, nella regione di Cusco, sono state identificate le caverne di Pitusiray dove, secondo le ricerche suffragate da antichi miti, ebbe inizio la civiltà incaica. È possibile che proprio qui si trovi il tesoro che gli Incas nascosero ai conquistadores spagnoli. Ho in programma di realizzare uno studio geofisico delle caverne per ritrovare il tesoro e, con esso, tante informazioni sulla storia di questo popolo. Sarà una scoperta di portata mondiale»
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Acquista quindi un fascino ancora maggiore il progetto di Earth Cultura e Natura: «Promuoviamo un turismo archeologico lungo la Ruta Moche, luogo di grandi rinvenimenti archeologici, ma anche terra ricca di diversità, con splendidi paesaggi affacciati sul mare dove vivere appassionanti esperienze. Il clima è favorevole e il terreno pianeggiante, con spiagge e boschi – conclude Isabella Pillolo -. Presentiamo alle adv e agli operatori un viaggio tra storia e archeologia con partenza speciale a giugno. L’itinerario esclusivo Dai Moche agli Inca rivelerà i luoghi simbolo delle civiltà precolombiane attraverso gli occhi di esperti. Il viaggio del prossimo giugno sarà infatti accompagnato dell’archeologa Jenny Alva, profonda conoscitrice della cultura Moche e del patrimonio archeologico del Perù».

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[post_content] => Anche nel 2026 agosto si conferma un mese in crescita per il turismo. Sono oltre 96,7 milioni, infatti, i pernottamenti previsti sul territorio nazionale nel corso del mese, con una crescita dell’1,1% rispetto a un anno fa. Questo quanto emerge dalle stime di Assoturismo Cst, elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze per Confesercenti su un panel di oltre mille imprenditori italiani della ricettività.
Fra le mete turistiche che registrano gli incrementi maggiori spicca la montagna con un volume di circa 11,7 milioni di presenze (+2,3% rispetto ad agosto 2025). Il Trentino-Alto Adige è indicato tra le aree montane che stanno beneficiando maggiormente della domanda turistica legata al caldo, come già aveva evidenziato il ministero del turismo/Enit.
“I dati di Assoturismo Confesercenti confermano una tendenza che ormai non può più essere considerata episodica – commenta Massimiliano Peterlana, presidente Bitm e vicepresidente vicario di Confesercenti del Trentino – La montagna è diventata una destinazione turistica sempre più importante anche durante l’estate.
"Un tema sul quale, proprio in questi giorni, anche Uncem sta riflettendo, attraverso un sondaggio pubblico rivolto a tutti, per capire come sia andato il turismo in montagna nell’estate 2026 e, soprattutto, per raccogliere indicazioni su cosa serva per affrontare i prossimi anni. Al centro della riflessione ci sono anche il governo dei flussi, gli investimenti necessari nei territori, la distribuzione delle presenze e il tema, sempre più attuale, di come conciliare l’attrattività turistica con le esigenze delle comunità che vivono la montagna tutto l’anno”.
Governare i flussi
Dati che, sottolinea Peterlana, rappresentano una buona notizia, ma vanno anche letti con attenzione: “La montagna si sta trasformando, in qualche modo, in un vero e proprio “rifugio climatico” – spiega – Proprio perché questa tendenza rappresenta una grande opportunità, è necessario guardarla con senso critico. Il rischio, infatti, è che alla crescita della domanda debba corrispondere una capacità altrettanto efficace di governare i flussi. Lo abbiamo visto anche recentemente, con episodi di forte congestione e code che hanno interessato alcune delle località più frequentate.
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[post_content] => Ad agosto saranno in vacanza 17,5 milioni di italiani, e 4,7 milioni lo saranno a settembre. Numeri importanti, che però raccontano solo una parte della storia: quasi un adulto su due (48,5%) non farà alcuna vacanza durante il periodo estivo. Sono infatti 24,2 milioni le persone che trascorreranno il periodo di ferie senza spostarsi dalla propria città o dalla propria casa.
Vengono definiti "stay-cationisti", neologismo coniato rielaborando il termine inglese "Staycation", fusione di stay (restare) e vacation (vacanza).
Problemi economici
A pesare di più è la situazione economica familiare, indicata dal 52,8% degli intervistati come motivo principale della rinuncia. Seguono le difficoltà organizzative in famiglia (25,7%) e i motivi di salute (24,5%). L'11,2% ha dovuto fare i conti con l'aumento dei prezzi, mentre il 10,4% è stato condizionato da impegni lavorativi. C'è infine un 6,6% che non rinuncia alla vacanza, ma la sposterà in un altro periodo dell'anno.
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[post_content] => Un ritorno ai luoghi dell’infanzia, alla natura e a quella qualità della vita che rappresenta uno dei principali elementi identitari della Svizzera.
È il cuore della campagna di Svizzera Turismo in Italia con Michelle Hunziker e Yann Sommer, girato nella regione di Interlaken, tra il Lago di Brienz e il museo all’aperto di Ballenberg.
I due brand ambassador, nati e cresciuti in Svizzera, raccontano il legame con i luoghi che hanno contribuito a formare la loro identità. Il messaggio va oltre la promozione della destinazione: la Svizzera diventa uno spazio nel quale rallentare, respirare, ritrovare equilibrio e ispirazione, sia scegliendo una località di montagna sia una città a misura d’uomo.
Interlaken è il punto di partenza di questo racconto. Situata tra i laghi di Thun e di Brienz e affacciata sulla triade Eiger, Mönch e Jungfrau, la cittadina è uno snodo strategico per esplorare l’Oberland Bernese. Dal Lago di Brienz, navigabile anche a bordo dello storico battello a vapore Lötschberg, si raggiungono borghi e attrazioni come la ferrovia a cremagliera del Rothorn, le cascate del Giessbach e il percorso panoramico tra Bönigen, Iseltwald e Giessbach.
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I dati
La Svizzera vede il 2026 confermare la solidità della domanda turistica. Dopo il record raggiunto nel 2025, nei primi mesi dell’anno il comparto alberghiero ha registrato 6,7 milioni di pernottamenti, in aumento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Positivo anche il contributo del mercato italiano, che a febbraio ha segnato una crescita dell’1,3%. Un andamento che rafforza il ruolo dell’Italia tra i bacini di prossimità più strategici per la destinazione e conferma l’attrattività di un’offerta fondata su accessibilità, trasporto pubblico, città, montagna ed esperienze da vivere durante tutto l’anno.
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[post_content] => Eurocontrol identifica alcune strutture aeroportuali che dovranno rafforzare la propria capacità o implementare misure di gestione dei flussi di volo per evitare problemi di congestione durante i periodi di picco della domanda, soprattutto nei fine settimana.
L'elenco comprende importanti centri di controllo Madrid, Barcellona e Siviglia, Lisbona, Londra, Marsiglia, Bordeaux, Ginevra, Zurigo, Vienna, Atene e Nicosia, dove si prevede un'elevata pressione sulla capacità disponibile.
Aumento di operazioni
L'aumento delle operazioni spiega queste previsioni. Si prevede che la rete europea manterrà un volume di oltre 36.000 voli giornalieri durante agosto e i primi di settembre, con alcuni giorni che supereranno i 37.500 movimenti, il che rappresenta una crescita tra il 3% e il 4% rispetto all'estate scorsa. Per mitigare l'impatto, sono già state concordate misure per distribuire il traffico tra i vari spazi aerei europei.
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[post_content] => Tra luglio e agosto, il sistema aeroportuale romano accoglierà quasi 11,5 milioni di passeggeri. Oltre all’aeroporto di Ciampino, in particolare, sono 10,7 milioni i passeggeri attesi all’aeroporto di Roma Fiumicino, con una crescita stimata di oltre il 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e picchi giornalieri che dovrebbero superare i 180 mila viaggiatori già registrati nel 2025.
Per la summer 2026, tra le nuove rotte intercontinentali raggiungibili da Fiumicino ci sono quelle verso Seattle, operate da Alaska Airlines e Delta, Houston con Ita Airways, Nuova Delhi con Air India e Sharjah con Air Arabia. Si rafforzano anche altri collegamenti di lungo raggio verso Australia (con Qantas), Hong Kong (con Cathay Pacific), Singapore (con Singapore Airlines), Sud America (con Latam) e Africa orientale (con Ethiopian Airlines), insieme all’espansione dell’offerta dei vettori nord e sudamericani.
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Il Nord America si conferma il mercato più dinamico per lo sviluppo intercontinentale del “Leonardo da Vinci”: nella stagione estiva in corso, l’offerta nordamericana arriverà fino a 41 partenze giornaliere verso 22 aeroporti, rafforzando il posizionamento globale dello scalo. In crescita anche il network europeo, con nuove destinazioni come Tallinn, Billund, Salisburgo e Burgas, affiancate dall’espansione di Ita Airways su Malaga, Valencia e Marsiglia.
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[post_content] => Asia e Africa restano al centro della programmazione 2026-2027 di Shiruq by Mappamondo. Per queste destinazioni dal forte contenuto culturale, l’operatore continua a confezionare itinerari in cui particolare rilievo è attribuito alle esperienze sul territorio e alla dimensione umana del viaggio.
Le novità
Il 2027 vedrà il debutto in programmazione di un tour di gruppo con accompagnatore in Togo e Benin, Paesi non nuovi per Shiruq: “Terre di spiriti e antichi reami” sarà un viaggio dal forte valore antropologico, in partenza il 21 febbraio, pensato per chi desidera approfondire la conoscenza dell’Africa occidentale attraverso il patrimonio Unesco, le culture ancestrali, i riti vudù, le maschere rituali e i luoghi simbolo della memoria della tratta degli schiavi.
Dalle terre dei vudù alla Valle dei Tamberma, dalle danze Gelede alle palafitte di Ganvie, sul lago Nokoué, fino alla città di Ouidah, il tour condurrà i partecipanti in un’atmosfera sospesa nel tempo: «Osserviamo una domanda crescente di itinerari che privilegiano incontri con le comunità locali e tempi di visita più distesi - commenta Elisa Capuano, product manager Africa occidentale -. Il Togo e il Benin, destinazioni dedicate ai viaggiatori più curiosi desiderosi di andare oltre i circuiti più battuti, rispondono perfettamente a queste esigenze».
In calendario, con partenze previste il 7 novembre, il 22 dicembre e il 6 febbraio 2027, rimane “Rajasthan e Uttar Pradesh”, una proposta che conserva i capisaldi del classico tour dell’India del Nord, con il fascino del retaggio dei maharaja, i grandi capolavori dell’epoca Moghul e l’intensità spirituale di Varanasi. Il tour include anche il parco nazionale di Ranthambore, dove l'emozione dei safari alla ricerca della tigre del Bengala si fonde con l'approccio più culturale del viaggio.
Per visitare il Laos c’è la proposta “Note di frangipani lungo il Mekong”, con partenze il 29 novembre e il 30 dicembre. Un viaggio dal ritmo slow tra pianure fertili, immense risaie, piantagioni di tè e montagne ricoperte di foreste, in un Paese ricco di storia e spiritualità, fortemente legato alle tradizioni religiose e tribali.
L’itinerario sul Vietnam “Il giardino del fiore dell’alba” partirà il 25 novembre e toccherà il delta del Mekong, Hue, Hoi An, Ninh Binh e la Baia di Halong in un viaggio di 14 giorni in cui lo sguardo si perde tra falesie, baie deserte e villaggi.
“Dove vesti ocra danzano al vento” è infine il tour che si spingerà nel cuore dell’antico Regno Khmer, in Cambogia. Il viaggio in partenza il 29 dicembre e il 21 gennaio 2027 tocca Phnom Penh, villaggi rurali, vie d’acqua e il complesso di Angkor, alternando la scoperta del patrimonio storico a quella della vita locale.
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[post_content] => «Le prenotazioni per l'estate 2026 ci stanno raccontando qualcosa di interessante sulle scelte di viaggio degli italiani». In un post pubblicato su Linkedin, Veratour traccia un bilancio dell'andamento attuale del mercato.
«La geografia delle vacanze cambia - si legge nella nota -. I dati raccolti dal nostro centro studi mostrano che il cliente, fortemente influenzato dall'instabilità geopolitica internazionale, tende a privilegiare destinazioni percepite come più sicure. L'Italia consolida il primo posto tra le mete preferite dai clienti Veratour, l'Egitto mantiene una quota importante nonostante una lieve flessione, mentre crescono Zanzibar e Kenya. Al contrario, Emirati, Oman ed Estremo Oriente risentono maggiormente del contesto internazionale. Stabile, invece, il Mediterraneo e il medio raggio».
Nuovi comportamenti d'acquisto
Anche il comportamento d'acquisto è cambiato. «Tra marzo e maggio le prenotazioni hanno subito un forte rallentamento. Da metà giugno, però, gli ordini hanno ripreso ad accelerare, facendo registrare incrementi rispetto al pari periodo del 2025. Un segnale che la voglia di viaggiare non è venuta meno: il consumatore, in attesa di un contesto più stabile, ha semplicemente rimandato la decisione, prenotando sempre più sotto data la propria vacanza estiva».
In questo scenario, segnato da insicurezza e incertezza legate al contesto internazionale, «il valore del turismo organizzato emerge con ancora maggiore forza. Non solo nella costruzione del viaggio, ma soprattutto nella capacità di accompagnare il cliente prima della partenza, durante la vacanza e nella gestione di eventuali imprevisti. Quando aumenta l'incertezza, aumenta anche il valore dell'affidabilità».
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[post_content] => La filosofia #explorer, consolidata dal gruppo African Explorer-World Explorer, approda in America Latina. Il nuovo progetto vede lo sviluppo di una nuova programmazione, costruita con lo stesso approccio che da sempre distingue World Explorer: studio approfondito dei territori, collaborazione diretta con corrispondenti locali e massima attenzione alle esigenze della clientela italiana.
Dall’Argentina al Cile, passando per il Perù, è già online una ricchissima programmazione rivolta al Sud America. Una selezione che copre aree molto diverse tra loro per geografia, cultura e tipologia di esperienza, includendo anche regioni meno battute e contesti più remoti del continente.
Tre linee di prodotto
La programmazione sudamericana si articola su tre principali linee di prodotto: itinerari tailor-made, tour Smart, tour Explorer. Un’impostazione che consente agli agenti di rispondere con precisione a target diversi, mantenendo sempre la coerenza stilistica del marchio World Explorer.
«Con questa programmazione confermiamo la nostra identità – commenta Alessandro Simonetti, titolare di World Explorer – portando sotto l'egida #explorer un quadrante geografico su cui non avevamo ancora investito in modo così strutturato».
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[post_content] => I giochi sull’estate 2026, ormai, sono fatti. Non usa mezzi termini Andrea Mele, ceo di Mappamondo, e con la consueta lucidità traccia il bilancio di un’annata che, una volta di più, sta mettendo a dura prova gli operatori turistici.
«Quello che si è perso questa estate ormai non è più recuperabile – spiega il manager a Travel Quotidiano -. Non abbiamo assistito alla ripresa delle prenotazioni su vasta scala e anche il last minute sulle destinazioni a lungo raggio che programmiamo è molto limitato».
Trend imprevedibile
Il trend è il frutto di un insieme di fattori, già fin troppo noti e studiati dai tour operator: «L’incertezza sulla situazione è l'elemento che sta pesando di più nelle decisioni dei viaggiatori. Più che di paura, si tratta proprio di incognita sul futuro, incapacità di prevedere, al di là dei proclami, la reale evoluzione della situazione geopolitica internazionale. I potenziali viaggiatori non credono più alle dichiarazioni diffuse dai media e a questa incertezza si aggiunge anche il lato economico. Se si escludono le compagnie che fanno scalo in Medio Oriente, l’offerta dei voli diretti dall’Europa verso l’Asia è necessariamente più limitata, e i prezzi salgono».
Con il grosso del booking estivo ormai alle spalle - «a fine febbraio, fortunatamente, avevamo già registrato un buon volume di prenotazioni, che non sono poi state annullate» - si guarda all’inverno.
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Parzialmente diverso il discorso di Shiruq, marchio dedicato ai viaggi tailor made per individuali e piccoli gruppi. «In questo caso stiamo registrando prenotazioni anticipate anche su ottobre e novembre, ma si tratta di piccoli numeri su viaggi che, per loro vocazione, sono indirizzati a una cerchia particolare di viaggiatori».
Importante sarà il bilancio da tracciare a fine agosto, che delineerà anche i primi riscontri sull’inverno. «Restiamo con il fiato sospeso. Attendiamo l’evoluzione della situazione internazionale per capire come muoverci. Comunque, già una buona parte della nostra offerta per Capodanno è disponibile sul sito e credo che nelle prossime settimane scioglieremo le riserve inserendo anche il Capodanno a Dubai».
Per ora, si viaggia a freno tirato, sperando però che la situazione si sblocchi anche perché le destinazioni mediorientali, fra le quali Emirati Arabi e Arabia Saudita, hanno il loro periodo di punta proprio nel periodo invernale. Una stagione che non bisogna assolutamente perdere.
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