17 March 2026

O’Leary, Ryanair: le tariffe aumenteranno del 4%-6% per l’estate 2025

Michael O'Leary ceo di Ryanair

Un lieve aumento per le tariffe Ryanair durante l’estate 2025: ad annunciarlo è il ceo del gruppo, Michael O’Leary, che quantifica il rialzo nell’ordine del «+4-6%», balzello che consentirà comunque di viaggiare «ancora a prezzi leggermente più bassi rispetto all’estate del 2023, ma con un leggero aumento rispetto al 2024».

Durante la conferenza che si è svolta ieri a Varsavia, O’Leary ha spiegato che l’aumento è dovuto a una serie di fattori, tra cui il miglioramento della situazione consegne di Boeing: il ceo si è detto ottimista sul fatto che il colosso aerospaziale riuscirà a recuperare i ritardi entro l’estate del 2026, garantendo così una maggiore stabilità operativa.

Ucraina

Confermati i piani di ritorno nei cieli dall’Ucraina, entro sei settimane dall’eventuale cessate il fuoco: la low cost conta di operare 6-8 rotte dalla Polonia verso l’Ucraina dalla Polonia. Sempre dalla Polonia saranno 24 le rotte lanciate per l’estate 2025, segnando un ulteriore passo avanti nella sua strategia di espansione nell’Europa orientale.  

O’Leary ha anche espresso l’intenzione, una volta finita la guerra, di aprire basi operative a Kyiv e Lviv entro 12 mesi dalla riapertura dello spazio aereo ucraino, con l’obiettivo di trasportare da 2 a 5 milioni di passeggeri all’anno nel giro di uno o due anni.

I tagli sul network europeo

Infine, conferme anche in relazione ai già annunciati tagli di alcune rotte a causa dell’aumento delle tasse sui voli imposto dall’Unione europea: la cost irlandese aveva già manifestato il proprio disappunto nei confronti di queste misure e anche l’Italia si trova a farne i conti, con la riduzione dei voli in partenza da Roma Fiumicino.

Per il resto, spiccano le cancellazioni fra Germania, Spagna, Danimarca e Francia: la Spagna, con una riduzione del traffico del 18%, corrispondente a circa 800mila posti in meno su 12 rotte; la Danimarca vede l’eliminazione di vari collegamenti per Aalborg a partire da marzo e la chiusura della base di Billund.

La Germania vedrà a sua volta un taglio del 12% dei voli, con almeno 22 rotte cancellate e un forte calo dei collegamenti da Amburgo (meno 60%); le basi di Dresda, Dortmund e Lipsia verranno chiuse.

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Il 2026 sarà infatti caratterizzato da navi di minori dimensioni, turismo di qualità che si ferma per più giorni e un’offerta turistica sempre più destagionalizzata.\r\n\r\nLa stagione ha preso l'avvio con l'arrivo di Viking Star a Fusina e i dati previsionali del 2026 riflettono il cambio di pelle del settore crocieristico a Venezia e Chioggia.  Nel 2026 saranno, infatti, movimentati 543.000 passeggeri (tra crociere oceaniche e fluviali), un calo del 12% rispetto al 2025 ma a parità di scali (366) e a fronte di un incremento di compagnie (30 rispetto alle 27 del 2025) e navi posizionate (55 rispetto alle 52 del 2025, di cui 8 nuove navi che scaleranno Venezia per la prima volta). In totale, calcolando tutti i traffici accolti negli scali lagunari (crociere sia oceaniche che fluviali e aliscafi) i passeggeri movimentati nel 2026 saranno complessivamente 592.000 (664.000 nel 2025).\r\n\r\nOltre il 90% delle compagnie appartengono al segmento premium e luxury, composto da navi medio-piccole di lunghezza inferiore ai 250 metri, con il rispettivo numero degli scali in aumento del 10% rispetto al 2025, grazie anche al debutto dei nuovi operatori Orient Express Sailing Yachts e Four Season Yachts, che portano il loro modello di hotellerie di lusso su yacht da crociera di nuova costruzione.\r\n\r\nDati rilevanti che confermano la vocazione di Venezia come polo per le crociere di alta gamma nell’Adriatico. Da registrare infatti una nuova tendenza: nel 2026 il 40% degli scali delle navi di alta gamma previsti prevedono soste per due o più giorni e in modalità “home port” che, anche quest’anno, supererà il 95% del totale. La sosta plurigiornaliera, infatti, offre ai passeggeri l’opportunità di esplorare meglio la destinazione e il suo hinterland favorendo l’accesso a un turismo lento e di qualità che consente ai visitatori di immergersi non solo nella destinazione Venezia e nelle sue diverse sfaccettature, ma anche in tutte le bellezze del territorio che dal centro storico si possono raggiungere moltiplicando positivamente gli effetti economici della sosta lunga.\r\nVerso la destagionalizzazione\r\nUn altro elemento da registrare con favore è la tendenza alla destagionalizzazione anche dei flussi crocieristici. Gli approdi infatti si stanno via via distribuendo nel corso di tutto l’arco dell’anno, con oltre 50.000 passeggeri e 33 toccate previste nei periodi di bassa stagione, corrispondenti ad una crescita della movimentazione pari a circa l’80% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.\r\n\r\nSul fronte infrastrutturale, le navi continueranno a scalare nell’area di Fusina, Porto Marghera (banchine Liguria e Lombardia), San Basilio e Marittima (per le navi fino alle 25mila tonnellate di stazza come previsto dalla legge) e presso gli accosti a Chioggia. Si confermano così per il 2026 gli spazi previsti dal sistema di approdi diffusi, in attesa della disponibilità di nuove strutture appositamente dedicate al traffico crocieristico. 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Siamo ora di fronte ad un momento decisivo. Pur continuando a lavorare per attrarre turismo di lusso e puntando sul turismo di qualità dobbiamo decidere e scrivere assieme il futuro delle crociere a Venezia. Ad oggi, infatti, abbiamo raggiunto il limite di offerta possibile alle attuali capacità, ma l’attrattività di Venezia e la richiesta di accosti registrano tassi di crescita interessanti che potremmo soddisfare nel rispetto del contesto in cui ci inseriamo. Come Venezia terminal passeggeri siamo dunque pronti a collaborare con tutti per trovare una soluzione che garantisca il miglior servizio compatibilmente con le necessità di un territorio che ha bisogno di un’offerta infrastrutturale di livello. 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