27 March 2026

Overtourism, nessuna ricetta politica può sconfiggere il fenomeno

Firenze

Evidentemente ancora non si è capito nulla del fenomeno dell’overtourism. Specialmente fra coloro che dovrebbero cercare di contrastarlo. Si leggono in questi giorni proposte che con il fenomeno non hanno niente a che fare. Limitare gli accessi alla Fontana di Trevi non incide minimamente sul sistema turistico della capitale. Dopodiché se immaginiamo la Fontana di Trevi con i tornelli allora lo sconforto e l’amarezza si allargano senza trovare una fine.

Ci sono altre ricette che si basano sul “galateo del turista”. E cosa significa il galateo del turista. Che il turista deve comportarsi in un certo modo? Ma si sa già in anticipo che difficilmente questo potrà accadere. Che abbia o no letto il famoso galateo.

Money

Poi c’è un motivo di fondo. I 231,3 miliardi che rappresentano il contributo del turismo all’economia del Paese fanno gola. E come potrebbero non farla. Per cui non si potrà fare mai niente di sostanziale per evitare il pienone di turismo, almeno in alcuni mesi. Facciamocene una ragione. L’overtourism è fra di noi e ci resterà.  

Condividi



Articoli che potrebbero interessarti:

Array ( [0] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509985 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Natura protagonista, senza tralasciare arte, cultura ed eventi. Il tutto, però, raccontato attraverso le esperienze, nuove e diverse, in grado cioè di fare la differenza nella pianificazione di un viaggio. Il 2026 di Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia passa anche da qui e, come ormai da tradizione, i quattro enti del turismo insieme hanno dedicato una giornata di presentazione di prodotti e novità all’interno del Nordic Workshop a Milano. Destinazioni dove la destagionalizzazione ha assunto ormai forme concrete, complice il cambiamento climatico (è ancora tempo di ‘coolcation’), ma anche la programmazione voli che dall’Italia è andata via via aumentando sia in termini di compagnie impegnate a offrire collegamenti diretti sia in termini di allungamento degli operativi alle stagioni di spalla. Un trend che risponde perfettamente a quell’idea di turismo sostenibile che storicamente vede questi paesi in prima linea. Mete che oggi, considerato il delicato contesto geopolitico internazionale, vengono percepite ancora più sicure: «Pur non avendo dati concreti – afferma Giulia Ciceri, travel trade manager, Italy & France di VisitDenmark – possiamo già notare diverse iniziative degli operatori: i generalisti che ricercano destinazioni alternative per differenziare la loro offerta, gli specialisti del Nord che invece ampliano con prodotti differenti una programmazione già consolidata, guardando spesso oltre i classici, nel nostro caso Copenhagen, per andare a scoprire il resto del Paese». «Certamente quest’anno, da quanto già ci riferiscono gli operatori, aumenterà il traffico intra-europeo. E questa è una diretta conseguenza della crisi in Medio Oriente» puntualizza David Campano, country manager Spain & Italy di Visit Finland. «Dall'Italia, in particolare, le aspettative sono elevate per la stagione in arrivo, anche grazie ai più recenti investimenti di Finnair, che copre con voli diretto tutto il Paese e si appresta ad aggiungere anche Torino». E proprio la Finlandia quest'anno, per la nona volta consecutiva, ha ottenuto il titolo di paese più felice del mondo nel Rapporto mondiale sulla felicità 2026 delle Nazioni Unite.  In crescita anche la destinazione Islanda, ma senza le problematiche di overtourism che affliggono altre mete: «Sostenibilità e viaggi slow rimangono il nostro focus principale - afferma Hrafnhildur Porisdottir, account manager international events & relations di Visit Iceland -. La promozione spinge a favore delle stagioni di spalla - aprile maggio e da metà settembre a metà novembre - e all'allungamento della durata media dei soggiorni, così da apprezzare diverse esperienze sul nostro territorio». «Tutta la Norvegia, tutto l'anno è certamente un impegno che come ente perseguiamo ormai da tempo - sottolinea Marco Bertolini, travel trade manager di Innovation Norway -. Il mercato italiano risponde bene in questo senso: negli ultimi anni, soprattutto post-Covid, abbiamo registrato sempre maggiori richieste oltre le classiche mete di Capo Nord e fiordi, così come un aumento più significativo dei flussi in autunno e primavera».   [post_title] => Nordic Workshop: esperienze e viaggi slow in tutte le stagioni dell'anno [post_date] => 2026-03-19T15:38:02+00:00 [category] => Array ( [0] => estero ) [category_name] => Array ( [0] => Estero ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773934682000 ) ) [1] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509930 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Firenze continua a rappresentare una delle mete italiane più attrattive del turismo internazionale, ma la forte concentrazione dei flussi nel centro storico pone oggi sfide sempre più urgenti in termini di sostenibilità e gestione del territorio. In questo contesto, la Fondazione Destination Florence svolge un ruolo chiave nel coordinamento delle strategie di promozione e nello sviluppo di modelli più equilibrati. Ne abbiamo parlato con la presidente Laura Masi. Qual è oggi lo stato dell'arte dei flussi turistici a Firenze? State osservando cambiamenti rispetto agli anni passati? Firenze si conferma una delle mete più magnetiche a livello globale, con un pieno ritorno ai livelli pre-pandemici. Oggi la priorità non è più solo accogliere, ma interpretare i dati per orientare politiche turistiche equilibrate. In questa direzione lavoriamo con il Comune e l'assessore Jacopo Vicini al potenziamento della dashboard di monitoraggio dell'area fiorentina, anche grazie alla collaborazione con player globali come Getyourguide, Expedia e Trainline, oltre allo sviluppo di progetti specifici, come la mappatura dell’escursionismo giornaliero, per governare i flussi in tempo reale. Quali sono le principali azioni per contrastare l'overtourism nel centro storico? [caption id="attachment_509931" align="alignleft" width="338"] Laura Masi, Presidente Fondazione Destination Florence[/caption] Il nostro ruolo è affiancare istituzioni e operatori, fornendo strumenti utili a guidare il turismo verso modelli più sostenibili. Interveniamo su segmenti qualificati come il congressuale e i matrimoni di destinazione, e promuoviamo campagne di sensibilizzazione rivolte ai visitatori, come #enjoyrespectfirenze. Allo stesso tempo collaboriamo alla gestione delle criticità, con attenzione alla legalità e all’equilibrio tra accoglienza e vita quotidiana dei residenti. Come state lavorando sulla redistribuzione dei flussi verso l'area metropolitana? La redistribuzione è una priorità. Promuoviamo Firenze come una destinazione diffusa, valorizzando borghi, percorsi naturalistici ed eccellenze artigianali oltre il centro storico. Anche la comunicazione incoraggia una fruizione più consapevole, orientata a itinerari alternativi, in dialogo costante con le amministrazioni locali. Qual è il ruolo degli operatori e quali obiettivi vi ponete per il futuro? Gli operatori sono il motore di questa trasformazione. La Fondazione, che riunisce oltre 150 realtà della filiera, favorisce la condivisione di competenze e progetti comuni, puntando su segmenti capaci di generare valore per il territorio. L’obiettivo è uno sviluppo turistico che contribuisca non solo all’economia, ma anche al benessere della comunità. Per chi conosce già Firenze, quali esperienze suggerire per una scoperta più autentica? Oltre il centro storico esiste una Firenze più intima, fatta di quartieri, giardini e botteghe artigiane, come l’Oltrarno, e di un territorio metropolitano ricco di ville e paesaggi. Sono luoghi che valorizziamo anche attraverso iniziative dedicate agli studenti internazionali, promuovendo un approccio più lento e consapevole, capace di creare un legame autentico con la città. [post_title] => Firenze, Destination Florence accelera su sostenibilità e gestione dei flussi [post_date] => 2026-03-19T12:21:59+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( [0] => firenze-2 [1] => toscana ) [post_tag_name] => Array ( [0] => firenze [1] => toscana ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773922919000 ) ) [2] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 509905 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Il mercato  alberghiero «deve fare focus sul fatturato, non sulle presenze». A lanciare il monito al mercato italiano è il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, che dal palco della quarta edizione del summit Pambianco dedicato all'hotellerie mette in guardia dai problemi connessi al conflitto in atto. «Non è a rischio il turismo di prossimità, ma lo è il turismo alto spendente, quello che arriva da lontano e che porta un contributo prezioso in termini di spesa media, di durata del soggiorno e di destagionalizzazione - spiega il presidente -. Aggiungo che gran parte degli investimenti effettuati nel mondo alberghiero ancora si concentra su un numero molto limitato di destinazioni, che subiscono così le conseguenze dell'overtourism e di prezzi alle stelle». In verità, l'overtourism per Bocca è un non problema: «I turisti non sono mai troppi - aggiunge il presidente -; basti pensare che l'occupazione media degli hotel in Italia non supera il 50%.  Ma l'80% dei flussi si concentra sul 4% del nostro territorio. E le strutture extra alberghiere, 650.000 quelle "ufficiali", non aiutano a rivitalizzare i piccoli borghi e i centri minori, in quanto sono nel 90% dei casi ubicate nelle destinazioni di maggior appeal». Troppa burocrazia Bocca interviene anche sul tema delle difficoltà burocratiche incontrate dagli imprenditori. «Lo sviluppo alberghiero andrebbe sostenuto a tutti i livelli. Facile ad esempio parlare di riconversione  di edifici: chi tenta di farlo si trova impigliato in regole e permessi che rendono molto difficile portare un progetto a compimento. Servirebbero invece strade agevolate in grado di facilitare l'attività degli imprenditori seri. Un esempio su tutti: dovrebbe essere permesso il cambio di destinazione d'uso degli immobili, in modo tale da favorire la riconversione in hotel o in appartamenti in base alle diverse esigenze. Non dimentichiamoci che la spesa del turista per il soggiorno in hotel rappresenta il 30% del totale e che la restante parte viene distribuita fra trasporti, ristoranti, negozi, attività varie, con un'indubbia ricaduta positiva sull'economia dell'intero territorio». Un altro tema sul quale lavorare è quello relativo alla scarsità di collegamenti efficienti. «Va sviluppata una rete ferroviaria locale più capillare ed efficiente e vanno incentivati gli scali aeroportuali minori. Anche il problema legato alla scarsità di taxi è inconcepibile e andrebbe risolto al più presto». Malgrado i nodi al pettine restino tanti, Bocca è ottimista: «il 2026 si prospetta come un buon anno per diverse ragioni. Innanzitutto, è l'anno post Giubileo, che segnerà il ritorno dei turisti stranieri altospendenti che avevano evitato l'Italia nel 2025. Inoltre, si beneficerà dell'onda lunga dell'effetto olimpiadi invernali, specie sulle destinazioni di montagna. Infine, è l'anno della Biennale di Venezia, evento molto conosciuto all'estero». Quanto al conflitto in atto, «Siamo sicuramente in un momento di preoccupazione, ma non stiamo ancora subendo gli effetti negativi della crisi. Se la guerra durerà poco, non la sentiremo. Se al contrario la crisi dovesse perdurare, qualche effetto purtroppo lo subiremo».       [post_title] => Bernabò Bocca, Federalberghi: «A rischio il turismo alto spendente» [post_date] => 2026-03-18T15:33:59+00:00 [category] => Array ( [0] => alberghi ) [category_name] => Array ( [0] => Alberghi ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1773848039000 ) ) [3] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 508185 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Anguilla conquista i viaggiatori italiani, che nel 2025 hanno fatto registrare un incremento del 28% degli arrivi sull'isola. I Caraibi tornano protagonisti nei sogni degli italiani, ma con uno spirito nuovo: meno affollamento, più autenticità e dunque un'attenzione crescente attenzione verso le destinazioni più riservate e raffinate. In un’epoca in cui molte mete iconiche soffrono l’overtourism, i viaggiatori italiani sembrano premiare isole capaci di offrire bellezza naturale incontaminata, atmosfera rilassata e un’ospitalità di altissimo livello ma senza eccessi. Anguilla, spesso definita una delle perle più eleganti dei Caraibi, incanta con oltre 30 spiagge di sabbia bianca lambite da acque turchesi, boutique hotel affacciati sul mare, ville private immerse nella natura e una scena gastronomica sorprendente per un’isola di piccole dimensioni. Chi sceglie Anguilla cerca silenzio, spazio, mare cristallino e un lusso discreto fatto di dettagli, privacy e autenticità. Un luogo dove il tempo rallenta davvero, lontano dalle rotte più affollate, ma vicino a ciò che conta: qualità, bellezza e libertà.   [post_title] => Il fascino di Anguilla conquista gli italiani: +28% gli arrivi del 2025 [post_date] => 2026-02-25T11:06:47+00:00 [category] => Array ( [0] => estero ) [category_name] => Array ( [0] => Estero ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1772017607000 ) ) [4] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 507126 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Non è solo un nuovo target ma un nuovo modello di consumo. La Generazione Z — nati tra il 1996 e il 2010 — sta ridefinendo linguaggi, prodotti e strategie del settore turistico. Il tema è stato al centro dell’incontro “Generazione Z: il viaggio che cambia le regole” alla Bit di Milano. «È un segmento fondamentale perché ci mostra il futuro dei viaggi: influenza già oggi le scelte e i trend del mercato» ha spiegato Claudio D’Angelo, partner Ey Italia. «Per questa generazione il valore dell’esperienza di viaggio supera perfino beni materiali e lusso». Secondo l’Osservatorio Ey (5 mila intervistati in cinque Paesi), il 53% dei giovani viaggia per partecipare a eventi culturali, musicali o sportivi, mentre il 24% utilizza già l’intelligenza artificiale per pianificare itinerari ed esperienze. Viaggio come esperienza, non destinazione La scelta geografica diventa secondaria rispetto a passioni e community. Social media (46%) e contenuti audiovisivi (25%) incidono più dei canali tradizionali nella decisione finale. Il fenomeno impone un cambio di approccio al prodotto: meno pacchetti rigidi e più format flessibili. Crescono inoltre i viaggi ibridi tra vacanza, lavoro e studio: il 74% della Gen Z si dichiara interessato a formule workation e bleisure. Sensibilità a overtourism e sostenibilità L’under 30 si dimostra anche più consapevole dell’impatto dei flussi: il 52% afferma di aver subito effetti negativi dell’overtourism nell’ultimo anno e si aspetta politiche di gestione attiva delle destinazioni. Allo stesso tempo l’84% dichiara di aver fatto scelte di viaggio attente alla sostenibilità ed è disposto a spendere di più per opzioni realmente green, chiedendo però maggiore trasparenza nelle offerte. Agenzie e community: la nuova convergenza Il cambiamento investe direttamente la distribuzione. La collaborazione tra Bluvacanze e WeRoad nasce proprio in questa direzione. «Per continuare a lavorare dobbiamo comprendere i desideri delle nuove generazioni e contaminare il nostro modo di costruire il viaggio» ha spiegato Claudio Busca, gm Bluvacanze. «WeRoad vende community: è un approccio diverso che deve trovare equilibrio con il pacchetto tradizionale». Dello stesso avviso Stefano Arossa, commercial regional manager WeRoad: «Mettere insieme competenze diverse è un plus per il cliente». Il cambiamento riguarda anche il marketing: «Il prodotto va progettato insieme ai giovani, anche all’interno delle aziende» ha aggiunto Isabella Maggi, marketing & communication director Gattinoni Travel con DreamPacker. «E i micro-influencer diventano un canale sempre più rilevante». Per il trade la sfida ora è culturale prima ancora che commerciale: far dialogare agenzie e nuove generazioni, trasformando l’intermediazione da semplice vendita a interpretazione dei desideri di viaggio. [post_title] => La Gen Z cambia il turismo: eventi, community e sostenibilità guidano le scelte [post_date] => 2026-02-11T14:07:55+00:00 [category] => Array ( [0] => tour_operator ) [category_name] => Array ( [0] => Tour Operator ) [post_tag] => Array ( [0] => gen-z [1] => mercato ) [post_tag_name] => Array ( [0] => gen z [1] => mercato ) ) [sort] => Array ( [0] => 1770818875000 ) ) [5] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 505571 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Nel 2026 gli oltre 2600 piccoli Comuni italiani a vocazione turistica potrebbero registrare oltre 21,3 milioni di arrivi (+5,3% rispetto al 2025) e circa 79,9 milioni di presenze (+6,9%), mantenendo stabile la permanenza media a 3,7 giorni. I dati emergono dalle stime dell'istituto Demoskopika pubblicate in anteprima dall'Ansa. Flussi importanti nel loro insieme che risultano comparabili a quelli registrati in cinque grandi città simbolo di overtourism - Verona, Venezia, Firenze, Roma e Napoli - che nel 2024 hanno concentrato complessivamente oltre 23 milioni di arrivi e 72,1 milioni di presenze. Nello stesso periodo, l'insieme degli oltre 2.600 piccoli comuni italiani a vocazione turistica sotto i 5mila abitanti ha registrato 19,5 milioni di arrivi e 71,4 milioni di presenze. Un raffronto che rende evidente come pochi grandi poli urbani assorbano volumi di domanda turistica analoghi a quelli generati da una rete territoriale ampia e diffusa, "mettendo in luce - sottolineano i ricercatori - il potenziale strategico dei piccoli comuni nella redistribuzione dei flussi e nella riduzione delle pressioni legate all'overtourism". Il turismo nei Comuni turistici sotto i 5mila abitanti, inoltre, rappresenta circa il 14% degli arrivi complessivi e il 15,3% delle presenze totali in Italia. Una quota tutt'altro che marginale, che colloca l'area del cosidetto undertourism come fenomeno strutturale e non residuale, in grado di intercettare una domanda orientata verso esperienze più sostenibili, diffuse e integrate con le comunità locali. [post_title] => I piccoli comuni turistici attraggono 21,3 milioni di arrivi. Come le grandi città [post_date] => 2026-01-22T11:12:47+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1769080367000 ) ) [6] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 505318 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Il 2026 di Quality Group si apre all'insegna della continuità. A sottolinearlo è il direttore commerciale, Marco Peci, che parla di «un’evoluzione iniziata ormai da alcuni anni. Negli ultimi quattro-cinque anni il modo di viaggiare si è già trasformato e queste trasformazioni non avvengono mai in modo improvviso, ma si consolidano nel tempo. Per il lungo raggio credo che continueremo ad osservare una marcata attenzione alla qualità dell’esperienza, alla personalizzazione e al valore complessivo della proposta, più che al semplice prezzo. Si evolvono anche le modalità di acquisto: si allarga il bacino di clienti che si affidano volentieri al professionista quando percepisce competenza e valore aggiunto. Il 2026, credo quindi sarà un anno di continuità lungo questa linea già tracciata. Per noi del turismo organizzato questo significa un lavoro di consulenza e prodotti sempre più qualificati». La nuova raccolta di viaggi Su molte destinazioni - il Giappone ne è un esempio - il rischio overtourism rischia però di vanificare gli sforzi in direzione della personalizzazione delle esperienze. «Per il turismo organizzato il rischio è quello di una progressiva standardizzazione dei servizi e delle esperienze proposte. I problemi sono il possibile sovraffollamento di alcune località e dunque i tempi di visita compressi e più in generale una banalizzazione delle esperienze. Su questo tema Quality Group sta lavorando con i propri partner per gestire al meglio le visite che proponiamo nei nostri itinerari e per aprire nuovi confini. Comunque sia, questo nuovo scenario suggerisce a tour operator e agenzie uno sforzo verso la destagionalizzazione dell’offerta, la valorizzazione di aree meno battute e la costruzione di itinerari alternativi, capaci di distribuire meglio i flussi, gestire le tempistiche delle visite col fine ultimo di migliorare l’esperienza complessiva del cliente. Stiamo lanciando una nuova raccolta di viaggi che si chiama Beyond che sottende questa ricerca di “travelling beyond” a cui i nostri 30 product manager stanno lavorando per dare forma, contenuto e prospettiva».   [post_title] => Quality Group al lavoro sulla nuova linea di viaggio "Beyond" [post_date] => 2026-01-19T10:59:56+00:00 [category] => Array ( [0] => tour_operator ) [category_name] => Array ( [0] => Tour Operator ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1768820396000 ) ) [7] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 503480 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Aviareps, che ha compiuto 30 anni nel 2024, sta affrontando le sfide e le esigenze che caratterizzano il futuro del turismo: dalla sostenibilità all’overtourism, dalla tecnologia all’offerta di esperienze uniche. «Molti di questi fattori non sono nelle nostre mani. - sottolinea Martijn Strijker, Executive Vice President Europe di Aviareps - Siamo parte del turismo perché rappresentiamo compagnie aeree, treni, ferry e crociere che raggiungono luoghi dove può esserci l’overtourism, ma non controlliamo la situazione geopolitica delle destinazioni e possiamo sia beneficiarne che esserne penalizzati. I difficili anni trascorsi ci hanno dimostrato che il turismo riparte sempre, perché la gente ama viaggiare, vuole avere fiducia e spendere per muoversi. In particolare gli europei, che vivono una situazione finanziaria piuttosto buona rispetto alle altre parti del mondo. Oggi non si scelgono destinazioni come l’Ucraina o Israele, ma quando tornerà la pace i turisti riprenderanno a viaggiare in Russia e, nel frattempo, si riveleranno nuove e interessanti destinazioni dell’area Baltica, dell’Asia Centrale - come il Kazakistan - del Caucaso - come l’Azerbaigian - e anche dell’America Centrale. Seguiamo con grande interesse la discussione ecologica, in quanto ciascuno di noi ha un ruolo importante, ma non possiamo intervenire nelle scelte in materia dei diversi governi». «In questo momento complesso sul fronte dei conflitti Aviareps è attenta alla sostenibilità sociale e si prende cura dei propri dipendenti. - aggiunge Giulio Santoro, gm di Aviareps Italia.- Proprio grazie a Strijker abbiamo un team proveniente dall’Ucraina formato da professionisti che oggi lavorano a Londra e in diversi uffici dell'Unione Europea: quando rientreranno in patria potranno riprendere a lavorare, senza mai essersi fermati. Siamo poi pronti a collaborare con governi, linee aeree e destinazioni non appena le cose miglioreranno. Ad esempio abbiamo sempre supportato Royal Jordanian, anche quando i voli erano quasi vuoti o non operativi. Adesso la compagnia aerea è pronta a ripartire e abbiamo davvero tante richieste, soprattutto di gruppi. E ancora, grazie al nostro aiuto Flydubai è stata la prima linea aerea a collegare Israele con Dubai, subito dopo la firma dei The Abraham Accords. Avevamo agito allo stesso modo durante il Covid: non abbiamo alcun potere sugli eventi, ma possiamo sempre dare sostegno e abbiamo una responsabilità interna verso il nostro team» Chiara Ambrosioni [post_title] => Aviareps: una missione nel turismo attenta alle persone e alla sostenibilità [post_date] => 2025-12-11T08:16:09+00:00 [category] => Array ( [0] => mercato_e_tecnologie ) [category_name] => Array ( [0] => Mercato e tecnologie ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1765440969000 ) ) [8] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 502812 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Per King Holidays la proiezione di chiusura d’esercizio a fine anno indica un fatturato globale - incoming e outgoing - di 40 milioni di euro, in crescita del 20% sul 2024. L'andamento dell'incoming C’è tanta richiesta di Italia nel mondo e per consolidare il suo posizionamento sull'incoming, King Holidays sta investendo molto in promozione, partecipando con Enit a tutte le principali fiere di settore. In ordine di tempo e solo per citarne alcune, Imex a Las Vegas in ottobre, Ibtm World a Barcellona a novembre e Iltm di Cannes a dicembre. La programmazione è di matrice culturale, basata sulla valorizzazione delle tradizioni e dell’anima autentica dei territori: una scelta non sempre semplice da perseguire nella pratica ma decisamente premiante nei risultati, perché intercetta la domanda e le reali aspettative dei partner stranieri. Questo porta a privilegiare circuiti alternativi rispetto ai tour tradizionali, contribuendo a contrastare i fenomeni di overtourism e a distribuire in modo più equilibrato i flussi sul territorio. Per contro, la domanda da parte delle aziende continua ad essere concentrata su alcuni periodi chiave dell’anno, in primis maggio, giugno, settembre e ottobre, e questo ovviamente comporta una certa congestione dell’offerta. Quanto all’andamento delle destinazioni, il Giubileo ha condizionato la domanda su Roma, con un comprensibile aumento dei pellegrinaggi a scapito dei viaggi non religiosi, mentre crescono molto la Puglia e la Sicilia, apprezzate e sempre più richieste per la presenza di città storiche, antiche tradizioni e patrimonio enogastronomico di fama mondiale. [post_title] => King Holidays, fatturato a +20%. Incoming in crescita [post_date] => 2025-12-01T14:20:28+00:00 [category] => Array ( [0] => tour_operator ) [category_name] => Array ( [0] => Tour Operator ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1764598828000 ) ) ) { "size": 9, "query": { "filtered": { "query": { "fuzzy_like_this": { "like_text" : "overtourism" } }, "filter": { "range": { "post_date": { "gte": "now-2y", "lte": "now", "time_zone": "+1:00" } } } } }, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } } }{"took":28,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":69,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509985","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Natura protagonista, senza tralasciare arte, cultura ed eventi. Il tutto, però, raccontato attraverso le esperienze, nuove e diverse, in grado cioè di fare la differenza nella pianificazione di un viaggio.\r\n\r\nIl 2026 di Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia passa anche da qui e, come ormai da tradizione, i quattro enti del turismo insieme hanno dedicato una giornata di presentazione di prodotti e novità all’interno del Nordic Workshop a Milano.\r\n\r\nDestinazioni dove la destagionalizzazione ha assunto ormai forme concrete, complice il cambiamento climatico (è ancora tempo di ‘coolcation’), ma anche la programmazione voli che dall’Italia è andata via via aumentando sia in termini di compagnie impegnate a offrire collegamenti diretti sia in termini di allungamento degli operativi alle stagioni di spalla. Un trend che risponde perfettamente a quell’idea di turismo sostenibile che storicamente vede questi paesi in prima linea.\r\n\r\nMete che oggi, considerato il delicato contesto geopolitico internazionale, vengono percepite ancora più sicure: «Pur non avendo dati concreti – afferma Giulia Ciceri, travel trade manager, Italy & France di VisitDenmark – possiamo già notare diverse iniziative degli operatori: i generalisti che ricercano destinazioni alternative per differenziare la loro offerta, gli specialisti del Nord che invece ampliano con prodotti differenti una programmazione già consolidata, guardando spesso oltre i classici, nel nostro caso Copenhagen, per andare a scoprire il resto del Paese».\r\n\r\n«Certamente quest’anno, da quanto già ci riferiscono gli operatori, aumenterà il traffico intra-europeo. E questa è una diretta conseguenza della crisi in Medio Oriente» puntualizza David Campano, country manager Spain & Italy di Visit Finland. «Dall'Italia, in particolare, le aspettative sono elevate per la stagione in arrivo, anche grazie ai più recenti investimenti di Finnair, che copre con voli diretto tutto il Paese e si appresta ad aggiungere anche Torino». E proprio la Finlandia quest'anno, per la nona volta consecutiva, ha ottenuto il titolo di paese più felice del mondo nel Rapporto mondiale sulla felicità 2026 delle Nazioni Unite. \r\n\r\nIn crescita anche la destinazione Islanda, ma senza le problematiche di overtourism che affliggono altre mete: «Sostenibilità e viaggi slow rimangono il nostro focus principale - afferma Hrafnhildur Porisdottir, account manager international events & relations di Visit Iceland -. La promozione spinge a favore delle stagioni di spalla - aprile maggio e da metà settembre a metà novembre - e all'allungamento della durata media dei soggiorni, così da apprezzare diverse esperienze sul nostro territorio».\r\n\r\n«Tutta la Norvegia, tutto l'anno è certamente un impegno che come ente perseguiamo ormai da tempo - sottolinea Marco Bertolini, travel trade manager di Innovation Norway -. Il mercato italiano risponde bene in questo senso: negli ultimi anni, soprattutto post-Covid, abbiamo registrato sempre maggiori richieste oltre le classiche mete di Capo Nord e fiordi, così come un aumento più significativo dei flussi in autunno e primavera».\r\n\r\n ","post_title":"Nordic Workshop: esperienze e viaggi slow in tutte le stagioni dell'anno","post_date":"2026-03-19T15:38:02+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1773934682000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509930","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Firenze continua a rappresentare una delle mete italiane più attrattive del turismo internazionale, ma la forte concentrazione dei flussi nel centro storico pone oggi sfide sempre più urgenti in termini di sostenibilità e gestione del territorio. In questo contesto, la Fondazione Destination Florence svolge un ruolo chiave nel coordinamento delle strategie di promozione e nello sviluppo di modelli più equilibrati. Ne abbiamo parlato con la presidente Laura Masi.\r\nQual è oggi lo stato dell'arte dei flussi turistici a Firenze? State osservando cambiamenti rispetto agli anni passati?\r\nFirenze si conferma una delle mete più magnetiche a livello globale, con un pieno ritorno ai livelli pre-pandemici. Oggi la priorità non è più solo accogliere, ma interpretare i dati per orientare politiche turistiche equilibrate. In questa direzione lavoriamo con il Comune e l'assessore Jacopo Vicini al potenziamento della dashboard di monitoraggio dell'area fiorentina, anche grazie alla collaborazione con player globali come Getyourguide, Expedia e Trainline, oltre allo sviluppo di progetti specifici, come la mappatura dell’escursionismo giornaliero, per governare i flussi in tempo reale.\r\nQuali sono le principali azioni per contrastare l'overtourism nel centro storico?\r\n[caption id=\"attachment_509931\" align=\"alignleft\" width=\"338\"] Laura Masi, Presidente Fondazione Destination Florence[/caption]\r\n\r\nIl nostro ruolo è affiancare istituzioni e operatori, fornendo strumenti utili a guidare il turismo verso modelli più sostenibili. Interveniamo su segmenti qualificati come il congressuale e i matrimoni di destinazione, e promuoviamo campagne di sensibilizzazione rivolte ai visitatori, come #enjoyrespectfirenze. Allo stesso tempo collaboriamo alla gestione delle criticità, con attenzione alla legalità e all’equilibrio tra accoglienza e vita quotidiana dei residenti.\r\nCome state lavorando sulla redistribuzione dei flussi verso l'area metropolitana?\r\nLa redistribuzione è una priorità. Promuoviamo Firenze come una destinazione diffusa, valorizzando borghi, percorsi naturalistici ed eccellenze artigianali oltre il centro storico. Anche la comunicazione incoraggia una fruizione più consapevole, orientata a itinerari alternativi, in dialogo costante con le amministrazioni locali.\r\nQual è il ruolo degli operatori e quali obiettivi vi ponete per il futuro?\r\nGli operatori sono il motore di questa trasformazione. La Fondazione, che riunisce oltre 150 realtà della filiera, favorisce la condivisione di competenze e progetti comuni, puntando su segmenti capaci di generare valore per il territorio. L’obiettivo è uno sviluppo turistico che contribuisca non solo all’economia, ma anche al benessere della comunità.\r\nPer chi conosce già Firenze, quali esperienze suggerire per una scoperta più autentica?\r\nOltre il centro storico esiste una Firenze più intima, fatta di quartieri, giardini e botteghe artigiane, come l’Oltrarno, e di un territorio metropolitano ricco di ville e paesaggi. Sono luoghi che valorizziamo anche attraverso iniziative dedicate agli studenti internazionali, promuovendo un approccio più lento e consapevole, capace di creare un legame autentico con la città.","post_title":"Firenze, Destination Florence accelera su sostenibilità e gestione dei flussi","post_date":"2026-03-19T12:21:59+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["firenze-2","toscana"],"post_tag_name":["firenze","toscana"]},"sort":[1773922919000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"509905","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Il mercato  alberghiero «deve fare focus sul fatturato, non sulle presenze». A lanciare il monito al mercato italiano è il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, che dal palco della quarta edizione del summit Pambianco dedicato all'hotellerie mette in guardia dai problemi connessi al conflitto in atto. «Non è a rischio il turismo di prossimità, ma lo è il turismo alto spendente, quello che arriva da lontano e che porta un contributo prezioso in termini di spesa media, di durata del soggiorno e di destagionalizzazione - spiega il presidente -. Aggiungo che gran parte degli investimenti effettuati nel mondo alberghiero ancora si concentra su un numero molto limitato di destinazioni, che subiscono così le conseguenze dell'overtourism e di prezzi alle stelle».\r\n\r\nIn verità, l'overtourism per Bocca è un non problema: «I turisti non sono mai troppi - aggiunge il presidente -; basti pensare che l'occupazione media degli hotel in Italia non supera il 50%.  Ma l'80% dei flussi si concentra sul 4% del nostro territorio. E le strutture extra alberghiere, 650.000 quelle \"ufficiali\", non aiutano a rivitalizzare i piccoli borghi e i centri minori, in quanto sono nel 90% dei casi ubicate nelle destinazioni di maggior appeal».\r\nTroppa burocrazia\r\nBocca interviene anche sul tema delle difficoltà burocratiche incontrate dagli imprenditori. «Lo sviluppo alberghiero andrebbe sostenuto a tutti i livelli. Facile ad esempio parlare di riconversione  di edifici: chi tenta di farlo si trova impigliato in regole e permessi che rendono molto difficile portare un progetto a compimento. Servirebbero invece strade agevolate in grado di facilitare l'attività degli imprenditori seri. Un esempio su tutti: dovrebbe essere permesso il cambio di destinazione d'uso degli immobili, in modo tale da favorire la riconversione in hotel o in appartamenti in base alle diverse esigenze. Non dimentichiamoci che la spesa del turista per il soggiorno in hotel rappresenta il 30% del totale e che la restante parte viene distribuita fra trasporti, ristoranti, negozi, attività varie, con un'indubbia ricaduta positiva sull'economia dell'intero territorio».\r\n\r\nUn altro tema sul quale lavorare è quello relativo alla scarsità di collegamenti efficienti. «Va sviluppata una rete ferroviaria locale più capillare ed efficiente e vanno incentivati gli scali aeroportuali minori. Anche il problema legato alla scarsità di taxi è inconcepibile e andrebbe risolto al più presto».\r\n\r\nMalgrado i nodi al pettine restino tanti, Bocca è ottimista: «il 2026 si prospetta come un buon anno per diverse ragioni. Innanzitutto, è l'anno post Giubileo, che segnerà il ritorno dei turisti stranieri altospendenti che avevano evitato l'Italia nel 2025. Inoltre, si beneficerà dell'onda lunga dell'effetto olimpiadi invernali, specie sulle destinazioni di montagna. Infine, è l'anno della Biennale di Venezia, evento molto conosciuto all'estero».\r\n\r\nQuanto al conflitto in atto, «Siamo sicuramente in un momento di preoccupazione, ma non stiamo ancora subendo gli effetti negativi della crisi. Se la guerra durerà poco, non la sentiremo. Se al contrario la crisi dovesse perdurare, qualche effetto purtroppo lo subiremo».\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Bernabò Bocca, Federalberghi: «A rischio il turismo alto spendente»","post_date":"2026-03-18T15:33:59+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1773848039000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"508185","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Anguilla conquista i viaggiatori italiani, che nel 2025 hanno fatto registrare un incremento del 28% degli arrivi sull'isola.\r\n\r\nI Caraibi tornano protagonisti nei sogni degli italiani, ma con uno spirito nuovo: meno affollamento, più autenticità e dunque un'attenzione crescente attenzione verso le destinazioni più riservate e raffinate.\r\n\r\nIn un’epoca in cui molte mete iconiche soffrono l’overtourism, i viaggiatori italiani sembrano premiare isole capaci di offrire bellezza naturale incontaminata, atmosfera rilassata e un’ospitalità di altissimo livello ma senza eccessi.\r\n\r\nAnguilla, spesso definita una delle perle più eleganti dei Caraibi, incanta con oltre 30 spiagge di sabbia bianca lambite da acque turchesi, boutique hotel affacciati sul mare, ville private immerse nella natura e una scena gastronomica sorprendente per un’isola di piccole dimensioni.\r\n\r\nChi sceglie Anguilla cerca silenzio, spazio, mare cristallino e un lusso discreto fatto di dettagli, privacy e autenticità. Un luogo dove il tempo rallenta davvero, lontano dalle rotte più affollate, ma vicino a ciò che conta: qualità, bellezza e libertà.\r\n\r\n ","post_title":"Il fascino di Anguilla conquista gli italiani: +28% gli arrivi del 2025","post_date":"2026-02-25T11:06:47+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1772017607000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"507126","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Non è solo un nuovo target ma un nuovo modello di consumo. La Generazione Z — nati tra il 1996 e il 2010 — sta ridefinendo linguaggi, prodotti e strategie del settore turistico. Il tema è stato al centro dell’incontro “Generazione Z: il viaggio che cambia le regole” alla Bit di Milano.\r\n\r\n«È un segmento fondamentale perché ci mostra il futuro dei viaggi: influenza già oggi le scelte e i trend del mercato» ha spiegato Claudio D’Angelo, partner Ey Italia. «Per questa generazione il valore dell’esperienza di viaggio supera perfino beni materiali e lusso».\r\n\r\nSecondo l’Osservatorio Ey (5 mila intervistati in cinque Paesi), il 53% dei giovani viaggia per partecipare a eventi culturali, musicali o sportivi, mentre il 24% utilizza già l’intelligenza artificiale per pianificare itinerari ed esperienze.\r\nViaggio come esperienza, non destinazione\r\nLa scelta geografica diventa secondaria rispetto a passioni e community. Social media (46%) e contenuti audiovisivi (25%) incidono più dei canali tradizionali nella decisione finale. Il fenomeno impone un cambio di approccio al prodotto: meno pacchetti rigidi e più format flessibili. Crescono inoltre i viaggi ibridi tra vacanza, lavoro e studio: il 74% della Gen Z si dichiara interessato a formule workation e bleisure.\r\nSensibilità a overtourism e sostenibilità\r\nL’under 30 si dimostra anche più consapevole dell’impatto dei flussi: il 52% afferma di aver subito effetti negativi dell’overtourism nell’ultimo anno e si aspetta politiche di gestione attiva delle destinazioni. Allo stesso tempo l’84% dichiara di aver fatto scelte di viaggio attente alla sostenibilità ed è disposto a spendere di più per opzioni realmente green, chiedendo però maggiore trasparenza nelle offerte.\r\nAgenzie e community: la nuova convergenza\r\nIl cambiamento investe direttamente la distribuzione. La collaborazione tra Bluvacanze e WeRoad nasce proprio in questa direzione.\r\n\r\n«Per continuare a lavorare dobbiamo comprendere i desideri delle nuove generazioni e contaminare il nostro modo di costruire il viaggio» ha spiegato Claudio Busca, gm Bluvacanze. «WeRoad vende community: è un approccio diverso che deve trovare equilibrio con il pacchetto tradizionale».\r\n\r\nDello stesso avviso Stefano Arossa, commercial regional manager WeRoad: «Mettere insieme competenze diverse è un plus per il cliente».\r\n\r\nIl cambiamento riguarda anche il marketing: «Il prodotto va progettato insieme ai giovani, anche all’interno delle aziende» ha aggiunto Isabella Maggi, marketing & communication director Gattinoni Travel con DreamPacker. «E i micro-influencer diventano un canale sempre più rilevante».\r\n\r\nPer il trade la sfida ora è culturale prima ancora che commerciale: far dialogare agenzie e nuove generazioni, trasformando l’intermediazione da semplice vendita a interpretazione dei desideri di viaggio.","post_title":"La Gen Z cambia il turismo: eventi, community e sostenibilità guidano le scelte","post_date":"2026-02-11T14:07:55+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["gen-z","mercato"],"post_tag_name":["gen z","mercato"]},"sort":[1770818875000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505571","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Nel 2026 gli oltre 2600 piccoli Comuni italiani a vocazione turistica potrebbero registrare oltre 21,3 milioni di arrivi (+5,3% rispetto al 2025) e circa 79,9 milioni di presenze (+6,9%), mantenendo stabile la permanenza media a 3,7 giorni. I dati emergono dalle stime dell'istituto Demoskopika pubblicate in anteprima dall'Ansa.\r\n\r\nFlussi importanti nel loro insieme che risultano comparabili a quelli registrati in cinque grandi città simbolo di overtourism - Verona, Venezia, Firenze, Roma e Napoli - che nel 2024 hanno concentrato complessivamente oltre 23 milioni di arrivi e 72,1 milioni di presenze. Nello stesso periodo, l'insieme degli oltre 2.600 piccoli comuni italiani a vocazione turistica sotto i 5mila abitanti ha registrato 19,5 milioni di arrivi e 71,4 milioni di presenze.\r\n\r\nUn raffronto che rende evidente come pochi grandi poli urbani assorbano volumi di domanda turistica analoghi a quelli generati da una rete territoriale ampia e diffusa, \"mettendo in luce - sottolineano i ricercatori - il potenziale strategico dei piccoli comuni nella redistribuzione dei flussi e nella riduzione delle pressioni legate all'overtourism\".\r\n\r\nIl turismo nei Comuni turistici sotto i 5mila abitanti, inoltre, rappresenta circa il 14% degli arrivi complessivi e il 15,3% delle presenze totali in Italia. Una quota tutt'altro che marginale, che colloca l'area del cosidetto undertourism come fenomeno strutturale e non residuale, in grado di intercettare una domanda orientata verso esperienze più sostenibili, diffuse e integrate con le comunità locali.","post_title":"I piccoli comuni turistici attraggono 21,3 milioni di arrivi. Come le grandi città","post_date":"2026-01-22T11:12:47+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1769080367000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505318","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Il 2026 di Quality Group si apre all'insegna della continuità. A sottolinearlo è il direttore commerciale, Marco Peci, che parla di «un’evoluzione iniziata ormai da alcuni anni. Negli ultimi quattro-cinque anni il modo di viaggiare si è già trasformato e queste trasformazioni non avvengono mai in modo improvviso, ma si consolidano nel tempo. Per il lungo raggio credo che continueremo ad osservare una marcata attenzione alla qualità dell’esperienza, alla personalizzazione e al valore complessivo della proposta, più che al semplice prezzo. Si evolvono anche le modalità di acquisto: si allarga il bacino di clienti che si affidano volentieri al professionista quando percepisce competenza e valore aggiunto. Il 2026, credo quindi sarà un anno di continuità lungo questa linea già tracciata. Per noi del turismo organizzato questo significa un lavoro di consulenza e prodotti sempre più qualificati».\r\nLa nuova raccolta di viaggi\r\nSu molte destinazioni - il Giappone ne è un esempio - il rischio overtourism rischia però di vanificare gli sforzi in direzione della personalizzazione delle esperienze. «Per il turismo organizzato il rischio è quello di una progressiva standardizzazione dei servizi e delle esperienze proposte. I problemi sono il possibile sovraffollamento di alcune località e dunque i tempi di visita compressi e più in generale una banalizzazione delle esperienze. Su questo tema Quality Group sta lavorando con i propri partner per gestire al meglio le visite che proponiamo nei nostri itinerari e per aprire nuovi confini. Comunque sia, questo nuovo scenario suggerisce a tour operator e agenzie uno sforzo verso la destagionalizzazione dell’offerta, la valorizzazione di aree meno battute e la costruzione di itinerari alternativi, capaci di distribuire meglio i flussi, gestire le tempistiche delle visite col fine ultimo di migliorare l’esperienza complessiva del cliente. Stiamo lanciando una nuova raccolta di viaggi che si chiama Beyond che sottende questa ricerca di “travelling beyond” a cui i nostri 30 product manager stanno lavorando per dare forma, contenuto e prospettiva».\r\n\r\n ","post_title":"Quality Group al lavoro sulla nuova linea di viaggio \"Beyond\"","post_date":"2026-01-19T10:59:56+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1768820396000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"503480","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Aviareps, che ha compiuto 30 anni nel 2024, sta affrontando le sfide e le esigenze che caratterizzano il futuro del turismo: dalla sostenibilità all’overtourism, dalla tecnologia all’offerta di esperienze uniche.\r\n\r\n«Molti di questi fattori non sono nelle nostre mani. - sottolinea Martijn Strijker, Executive Vice President Europe di Aviareps - Siamo parte del turismo perché rappresentiamo compagnie aeree, treni, ferry e crociere che raggiungono luoghi dove può esserci l’overtourism, ma non controlliamo la situazione geopolitica delle destinazioni e possiamo sia beneficiarne che esserne penalizzati.\r\n\r\nI difficili anni trascorsi ci hanno dimostrato che il turismo riparte sempre, perché la gente ama viaggiare, vuole avere fiducia e spendere per muoversi. In particolare gli europei, che vivono una situazione finanziaria piuttosto buona rispetto alle altre parti del mondo. Oggi non si scelgono destinazioni come l’Ucraina o Israele, ma quando tornerà la pace i turisti riprenderanno a viaggiare in Russia e, nel frattempo, si riveleranno nuove e interessanti destinazioni dell’area Baltica, dell’Asia Centrale - come il Kazakistan - del Caucaso - come l’Azerbaigian - e anche dell’America Centrale. Seguiamo con grande interesse la discussione ecologica, in quanto ciascuno di noi ha un ruolo importante, ma non possiamo intervenire nelle scelte in materia dei diversi governi». \r\n\r\n«In questo momento complesso sul fronte dei conflitti Aviareps è attenta alla sostenibilità sociale e si prende cura dei propri dipendenti. - aggiunge Giulio Santoro, gm di Aviareps Italia.- Proprio grazie a Strijker abbiamo un team proveniente dall’Ucraina formato da professionisti che oggi lavorano a Londra e in diversi uffici dell'Unione Europea: quando rientreranno in patria potranno riprendere a lavorare, senza mai essersi fermati. Siamo poi pronti a collaborare con governi, linee aeree e destinazioni non appena le cose miglioreranno.\r\n\r\nAd esempio abbiamo sempre supportato Royal Jordanian, anche quando i voli erano quasi vuoti o non operativi. Adesso la compagnia aerea è pronta a ripartire e abbiamo davvero tante richieste, soprattutto di gruppi. E ancora, grazie al nostro aiuto Flydubai è stata la prima linea aerea a collegare Israele con Dubai, subito dopo la firma dei The Abraham Accords. Avevamo agito allo stesso modo durante il Covid: non abbiamo alcun potere sugli eventi, ma possiamo sempre dare sostegno e abbiamo una responsabilità interna verso il nostro team»\r\nChiara Ambrosioni","post_title":"Aviareps: una missione nel turismo attenta alle persone e alla sostenibilità","post_date":"2025-12-11T08:16:09+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1765440969000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"502812","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Per King Holidays la proiezione di chiusura d’esercizio a fine anno indica un fatturato globale - incoming e outgoing - di 40 milioni di euro, in crescita del 20% sul 2024.\r\n\r\nL'andamento dell'incoming\r\nC’è tanta richiesta di Italia nel mondo e per consolidare il suo posizionamento sull'incoming, King Holidays sta investendo molto in promozione, partecipando con Enit a tutte le principali fiere di settore. In ordine di tempo e solo per citarne alcune, Imex a Las Vegas in ottobre, Ibtm World a Barcellona a novembre e Iltm di Cannes a dicembre.\r\nLa programmazione è di matrice culturale, basata sulla valorizzazione delle tradizioni e dell’anima autentica dei territori: una scelta non sempre semplice da perseguire nella pratica ma decisamente premiante nei risultati, perché intercetta la domanda e le reali aspettative dei partner stranieri. Questo porta a privilegiare circuiti alternativi rispetto ai tour tradizionali, contribuendo a contrastare i fenomeni di overtourism e a distribuire in modo più equilibrato i flussi sul territorio.\r\nPer contro, la domanda da parte delle aziende continua ad essere concentrata su alcuni periodi chiave dell’anno, in primis maggio, giugno, settembre e ottobre, e questo ovviamente comporta una certa congestione dell’offerta. Quanto all’andamento delle destinazioni, il Giubileo ha condizionato la domanda su Roma, con un comprensibile aumento dei pellegrinaggi a scapito dei viaggi non religiosi, mentre crescono molto la Puglia e la Sicilia, apprezzate e sempre più richieste per la presenza di città storiche, antiche tradizioni e patrimonio enogastronomico di fama mondiale.","post_title":"King Holidays, fatturato a +20%. Incoming in crescita","post_date":"2025-12-01T14:20:28+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1764598828000]}]}}