27 March 2026

Al via la settima edizione di Varese Archeofilm, alla scoperta della nostra storia

vareseDal 4 al 7 settembre tornano a Varese le eccellenze della produzione documentaristica internazionale di Archeologia, Arte, Ambiente ed Etnologia del 2024. Verranno proiettate nella Sala Montanari in 4 serate a ingresso gratuito. Il festival, nato per celebrare la passione per la storia dell’uomo dei fratelli Castiglioni, prevede 3 serate con proiezione di documentari in concorso e una quarta serata con opere a tema e premiazione del pubblico e di una giuria tecnica, composta dagli esperti Diego Pisati, Maurizio Fantoni Minnella, Matteo Inzaghi e Gulio Rossini.

Marco Castiglioni, direttore del Museo Castiglioni e ideatore dell’evento varesino, presenta il festival, che ha il sostegno del Comune. «Archeofilm si aprirà con “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso”, un documentario-intervista sul percorso scientifico e appassionato di uno dei maggiori esperti di preistoria italiani. Dopo l’intervento di Barbara Cermesoni (curatrice del Museo Archeologico di Varese) e di Lanfredo Castelletti (archeobotanico, già direttore dei Musei Civici di Como, consulente e amico dei fratelli Castiglioni) verrà proiettato “Pescatori-cacciatori-raccoglitori: abitanti del Nilo Bianco nella preistoria recente” che racconta un territorio dove anche mio padre e mio zio hanno studiato popolazioni preistoriche e contemporanee. Il sorprendente “Hardangerfolk” indagherà poi un pezzo di storia recente: alla fine della Seconda Guerra Mondiale un gruppo di militari norvegesi sabotò i centri di ricerca per l’acqua pesante dei nazisti, forse impedendo alla Germania di avere la bomba atomica. La serata del 5 inizia con “Bansky e la ragazza del Bataclan”. – prosegue Castiglioni – In primo piano l’arte contemporanea con un artista che opera nel cuore degli avvenimenti storici. Il documentario racconta la sparizione, la ricerca e il ritrovamento della ragazza dolente che Bansky dipinse sulla porta del Bataclan dopo la strage. Ospite della serata sarà il varesino Andrea Ravo Mattoni, che ci aiuterà a capire la Street Art. Seguiremo poi “Li chiamiamo vichinghi”, un popolo la cui civiltà raffinata è stata evidenziata da recenti ricerche».

Nella terza serata di Archeofilm saranno a Varese i registi Marco Melluso e Diego Schiavo con “L’incantevole Lucrezia Borgia”, un personaggio storico presentato in chiave leggera, piacevole e scientificamente rigorosa. «Nel ricorrere del bicentenario dell’interpretazione dei geroglifici torna poi l’Egitto Faraonico in “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici”. In primo piano la genialità di questi due fratelli, che insieme decrittarono una delle più belle scritture mai create dall’uomo».

L’ultima serata di Archeofilm, fuori concorso, sarà dedicata alla montagna e alla premiazione. «Quest’anno, mentre il lavoro del papà e dello zio emerge dalla mostra in corso a Villa Mirabello: “Mondi lontani. Dai viaggi di esplorazione di fine ‘800 alle ricerche di Angelo e Alfredo Castiglioni”, ho voluto dedicare questo momento alla montagna. Verrà proiettato il documentario “Cervino. La montagna del mondo” realizzato da Nicolò Buongiorno, che sarà nostro ospite. La pellicola mostra il lavoro di indagine a livello naturalistico, paesaggistico, climatico, ambientale, politico e sociale realizzato dal figlio di Mike Buongiorno. Racconta la storia della conquista del Cervino e del legame tra la montagna e la famiglia Buongiorno, che Nicolò ha voluto rinnovare seguendo le orme del padre sulla vetta».

Se il Cervino è simbolo delle Alpi, il K2 è la montagna simbolo degli italiani nel mondo. Nel ricorrere dei 70 anni dalla spedizione italiana guidata da Ardito Desio – che portò il tricolore sulla vetta – l’impresa viene celebrata negli spazi del Museo castiglioni dalla mostra “K2 un’impresa italiana 1954-2024”. «Per concludere questa 7^ edizione di Varese Archeofilm – afferma Castiglioni – ho seguito il consiglio di Luca Bich, organizzatore del Cervino Cinemountain Festival, proponendo “Peacks of energy”. Il documentario racconta l’impresa del 2022 di 6 alpinisti valdostani che scalarono tre 8000m: il K2, il Nanga Prabat e il Broad Peack. Una pellicola spettacolare, anche nelle immagini. Il festival si chiuderà poi con la premiazione».

Varese Archeofilm racconterà quindi la meraviglia e la passione del pubblico per i documentari internazionali di archeologia, arte, ambiente ed etnologia che, presentati ogni anno a Firenze Archeofilm, portano poi la loro bellezza e conoscenza in tante città italiane: da Napoli a Giardini Naxos, Vieste, Pesaro, Grosseto, Aquileia, Cuneo … Negli ultimi 7 anni, anche a Varese, ricordando il meraviglioso lavoro di scoperta, testimonianza e divulgazione di Alfredo e Angelo Castiglioni.

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La storia Per comprendere questa evoluzione, è utile guardare al percorso dell’azienda. RateHawk nasce nel 2016 all’interno di Emerging Travel Group, mentre l’ingresso nel mercato italiano risale al 2019, con un team iniziale di 5 persone. «All’inizio eravamo in pochi, con un nome difficile anche solo da pronunciare - ha ricordato - oggi invece possiamo contare su una presenza strutturata e riconosciuta». Il passaggio chiave è arrivato nel 2025, con la trasformazione in società italiana e l’apertura della sede operativa a Milano. Una scelta che rappresenta un segnale forte di investimento sul territorio. «In un momento in cui molte multinazionali riducono la presenza locale, noi abbiamo compiuto il percorso inverso -  ha evidenziato Graziani -, una dimostrazione concreta della fiducia che vogliamo dare ai nostri partner». 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Il presidente del Consiglio ha fatto solo una specie di marketing di facciata, per ripulire il governo dopo la batosta del no. Ma chi ne paga e ne pagherà le conseguenze sarà il nostro settore.\r\n\r\nSeconda amarissima osservazione. Per la prima volta nella storia di questo Paese il turismo è stato sulla bocca di tutti, giornali nazionali, telegiornali, nelle chiacchiere, ovunque. Ma non per l'importanza che ha, ma per una questione squisitamente politica. Che follia.\r\nBilancio\r\nInfine il bilancio di tre anni e qualche mese di Santanchè al ministero. Senza dubbio Daniela Santanchè è arrivata a guidare il dicastero senza sapere nulla del turismo. Lentamente qualcosa l'ha imparato, ma naturalmente non ha potuto colmare le lacune che aveva ab origine. Ricordo che in una sala di 1600 agenti outgoing chiese di far arrivare in massa turisti in Italia. Ho ancora impressi nella testa gli sguardi sconcertati degli agenti di viaggio. Di queste situazioni ce ne sono state parecchie e questo giornale ha cercato di riportarle sempre con una certa precisione.\r\n\r\nUna cosa bisogna riconoscergliela. Nel momento il cui l'Europa si stava convincendo ad approvare la nuova direttiva pacchetti, l'unico ministro ad opporsi è stata la Santanchè. E meno male, perché quella direttiva, per come era scritta avrebbe fatto più danni del Covid.\r\n\r\nPer il resto troppa visibilità con il suo tagliare nastri ad ogni evento, che si trattasse del Ttg di Rimini, o della fiera delle biciclette. E quando prendeva il microfono iniziava la fiera delle banalità: siamo italiani, dobbiamo essere ottimisti ecc, ecc.\r\n\r\nInsomma questo è il quadro in sintesi. Il prossimo ministro (si parla di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni) prima di prendere in mano la situazione dovrà cercare di capire in che mondo è capitato. E non sarà facile. Mentre il turismo se la deve sbrigare da solo. Come al solito.\r\n\r\nGiuseppe Aloe\r\n\r\n ","post_title":"Bilancio di tre anni di Santanchè e qualcosa anche su Giorgia","post_date":"2026-03-26T09:14:47+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["topnews"],"post_tag_name":["Top News"]},"sort":[1774516487000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510490","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_510491\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Gabriele Graziani[/caption]\r\nRateHawk ingrana una marcia in più. L'occasione per mettere a fuoco strategie e sviluppi della piattaforma è stata offerta dall'incontro organizzato a Roma con agenti di viaggio e tour operator.\r\nE' Gabriele Graziani, head of business development Italy di RateHawk, a portare l’attenzione degli operatori oltre il semplice utilizzo dello strumento, accompagnandoli “dietro le quinte” di un’azienda in forte crescita sul mercato italiano. L’obiettivo non era infatti spiegare il funzionamento della piattaforma – volutamente semplice e accessibile – ma raccontarne il valore e l’evoluzione. «La piattaforma è molto semplice, chiunque può accedere e capirne il funzionamento, ma  vogliamo raccontarvi cosa c’è dietro e dove stiamo andando».\r\nUna riflessione che parte da una domanda chiave: come definire oggi RateHawk? Se spesso viene etichettata come una “banca letti”, per Graziani si tratta di una visione ormai limitante. «Mi piace presentarci più come un partner tecnologico che come una semplice piattaforma di prenotazione», ha sottolineato, evidenziando il ruolo sempre più centrale nel supporto agli operatori.\r\n\r\nLa storia\r\nPer comprendere questa evoluzione, è utile guardare al percorso dell’azienda. 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Una scelta che rappresenta un segnale forte di investimento sul territorio. «In un momento in cui molte multinazionali riducono la presenza locale, noi abbiamo compiuto il percorso inverso -  ha evidenziato Graziani -, una dimostrazione concreta della fiducia che vogliamo dare ai nostri partner».\r\nI vantaggi per gli operatori sono immediati: fatturazione elettronica nel cassetto fiscale, pagamenti su conti italiani e maggiore tutela legale. «Oggi lavoriamo come una vera società italiana, e questo si traduce in semplificazione operativa e maggiore sicurezza». 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L’inventory deriva da contratti diretti, partnership con grandi player internazionali e collaborazioni con fornitori locali. «Valorizziamo anche realtà più piccole, che spesso offrono un prodotto molto competitivo».\r\nIl core business resta l’hotellerie, con grande attenzione alla qualità e alla profondità dell’offerta. In questo ambito, i contratti diretti hanno registrato una crescita significativa: da circa 15.000 strutture nel 2020 a oltre 250.000 a livello globale (più di 2.500 in Italia). «Il prodotto diretto è per noi sempre più centrale», ha evidenziato Graziani, anche grazie agli accordi con catene alberghiere e alle integrazioni tramite provider tecnologici, che rafforzano ulteriormente la competitività sul mercato italiano.\r\nSul tema prezzi, Graziani ha voluto essere chiaro: «Non siamo sempre i più economici in assoluto, ed è normale». 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