27 March 2026

Un anno di Palladium Cares: 486 le attività csr totali portate avanti dal gruppo spagnolo

Ben 486 attività, di cui 156 a carattere ambientale, 190 interne e 140 esterne, svoltesi in Europa e in America. Sono i numeri del primo ano di Palladium Cares, il programma di responsabilità sociale d’impresa che l’omonimo gruppo spagnolo ha lanciato nel 2023 articolandolo attorno ai tre pilastri Our People, Our Community e Our Planet. Il miglioramento della qualità della vita all’interno e all’esterno dell’azienda, la promozione del benessere dei dipendenti, il sostegno alle comunità locali e la promozione della sostenibilità ambientale sono stati i principali temi di azione.

Il grande progetto 4 Causes to Take Action si è in particolare sviluppato ciclicamente in quattro fasi nel corso dell’anno e ne ha già completate tre, con iniziative a favore dell’infanzia, delle disuguaglianze e della cura del pianeta. Nel corso dell’anno, Palladium Cares ha realizzato numerose attività in questo senso, tra cui la formazione professionale negli hotel, interventi in ospedali e case di cura, programmi in ambito ricreativo come parchi a tema, pass giornalieri negli hotel e gite, nonché iniziative ambientali come il compostaggio e il rimboschimento. La quarte fase del progetto riguarda infine il tema della cura degli anziani. Tra le esperienze pensate per loro figurano spettacoli di intrattenimento, visite alle case di riposo e corsi di danza. Non solo: 4 Causes to Take Action, iniziato in Europa, è arrivato ora anche in America centrale, più precisamente nella Repubblica Dominicana, dove ha avviato un programma specifico dedicato proprio alla cura degli anziani.

“4 Causes To Take Action è stato un bellissimo percorso in cui abbiamo imparato molto da grandi professionisti e dai rappresentanti delle Ong che ci hanno permesso di collaborare con loro – sottolinea il director corporate social responsibility di Palladium, Gloria Juste, Sr. -. Un anno, il primo di molti, in cui abbiamo voluto individuare i bisogni della società circostante nelle destinazioni in cui siamo presenti”.

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Secondo le analisi recenti, circa il 20-22% degli ospiti indica la cultura come principale ragione di viaggio, includendo festival, concerti, musei e patrimonio storico, ma anche esperienze contemporanee e innovative.\r\n«Negli ultimi anni abbiamo registrato un interesse crescente per la cultura: non solo patrimonio e tradizione, ma anche esperienze contemporanee, festival e nuove forme di espressione artistica. Linz, in questo senso, rappresenta perfettamente questa evoluzione», ha sottolineato Winkelhofer.\r\nIn questo contesto, Linz gioca un ruolo centrale, affermandosi come destinazione alternativa, dinamica e ancora poco esplorata. Proprio questa sua autenticità la rende sempre più interessante per un pubblico alla ricerca di luoghi meno convenzionali.\r\n«Non siamo una destinazione classica o stereotipata: ed è proprio questo il nostro punto di forza. Sempre più viaggiatori cercano luoghi autentici, ancora da scoprire».\r\n\r\nGli appuntamenti\r\nLa regione guarda inoltre al futuro con importanti appuntamenti: nel 2027 sarà dedicato all’Unesco, con un programma volto non solo a valorizzare il patrimonio, ma a trasformarlo in un’esperienza viva e coinvolgente. Tra i siti di rilievo figurano Hallstatt, con una storia legata all’estrazione del sale che risale a oltre 7.500 anni, e diversi patrimoni naturali e culturali, inclusi elementi immateriali come artigianato, tradizioni tessili e ceramiche.\r\nUn ulteriore elemento strategico è la dimensione europea: entro un raggio di 100 km dalla regione si contano diverse Capitali Europee della Cultura, tra cui quella prevista nel 2028 nella vicina České Budějovice, a circa 50 km da Linz. Questo rafforza il posizionamento dell’area come hub culturale internazionale.\r\nNonostante queste potenzialità, mercati come Italia, Spagna e Portogallo risultano ancora marginali nei flussi turistici. Proprio per questo motivo Linz ha recentemente ospitato il primo Travel Trade Summit dedicato ai mercati spagnolo, portoghese e italiano, offrendo agli operatori l’opportunità di incontrare direttamente i rappresentanti dell’offerta turistica e culturale austriaca.\r\n«Sappiamo che in Paesi come Italia e Spagna c’è ancora molto spazio per crescere. Per questo vogliamo lavorare con un approccio mirato, attraverso media specializzati, tour operator e collaborazioni strategiche».\r\nTra le sfide principali emerge quella della comunicazione: trovare un linguaggio adatto per raccontare una destinazione diversa dall’immaginario classico dell’Austria. In questo senso, Linz può rappresentare un caso emblematico di “Austria alternativa”, capace di coniugare innovazione, industria creativa, tecnologia e cultura contemporanea.\r\nInteressanti prospettive arrivano anche dal turismo giovanile e scolastico, già presente soprattutto con gruppi italiani.\r\n«Molti studenti italiani visitano già la regione: sono i viaggiatori di domani. L’obiettivo è creare esperienze che li leghino al territorio anche in futuro», ha evidenziato Winkelhofer.\r\nInfine, restano alcune criticità legate all’accessibilità, in particolare per i mercati del Sud Europa. «Le connessioni sono un tema importante, ma vediamo un crescente interesse verso l’Europa centrale: questo ci rende fiduciosi per il futuro».\r\n(Quirino Falessi)\r\n[gallery ids=\"510454,510455,510456,510457,510458,510459\"]\r\n\r\n","post_title":"Linz e l’Alta Austria: tra natura, cultura e nuove strategie di promozione","post_date":"2026-03-25T13:14:43+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1774444483000]}]}}