13 May 2026

Cicloturismo, Toscana e Francia rilanciano i rapporti per promuovere i territori

Dalle tappe del Tour alle strade degli itinerari cicloturistici tra Toscana e Francia. 

L’offerta cicloturistica del territorio toscano e alcune regioni francesi è stata al centro di un incontro nei giorni scorsi a Palazzo Strozzi Sacrati alla presenza tra gli altri del presidente Giani e dell’ambasciatore in Italia Martin Briens, in occasione della partenza della Grande Boucle da Firenze.

«La partenza del tour vuole essere un segno di consolidamento di naturale amicizia che lega non solo l’Italia e la Francia ma ancor più la Toscana e la Francia – afferma il presidente Giani ricordando gli accordi di collaborazione che la Toscana ha con alcuni territori francesi, come quello sottoscritto alcuni mesi fa con la Regione Centro-Valle della Loira, “nello spirito e nell’attuazione del Trattato di fine 2021 firmato tra il presidente della Repubblica Mattarella e il presidente francese Macron”. Per la Toscana le regioni francesi non sono ‘cugine’, ma ‘sorelle’».

«La Toscana e la Francia hanno legami molto stretti – dichiara l’ambasciatore francese in Italia Martin Briens – e grazie al tour de France più di un miliardo di telespettatori potranno ammirare la bellezza dei paesaggi italiani e francesi durante questa edizione, che renderà onore a coloro che hanno segnato la storia del Giro d’Italia, come Gino Bartali, il ‘Giusto’ tra le nazioni, Fausto Coppi, il Campione, e Marco Pantani, il Pirata”. “Questi giorni solo l’occasione per valorizzare la nostra vasta offerta cicloturistrica della Francia che vuole presentarsi attiva e green con percorsi in bicicletta e tante idee sulle tracce del Tour de France«.

Sandrine Buffenoir, nuova Direttrice di Atout France Italia, l’agenzia di promozione turistica francese, evidenzia quali sono gli obiettivi della Francia: «Entro il 2030 la Francia punta a diventare la prima destinazione delle vacanze in bicicletta in Europa, più di Germania e Paesi Bassi, con ben 19 mila chilometri di piste ciclabili, che già oggi accolgono ciclisti da tutto il mondo con oltre 9 milioni di vacanzieri, attirando il 20% dei turisti stranieri».

Un fattore di attrattività quello del cicloturismo, su cui “la Toscana sta investendo molto in questi anni, cercando di costruire un’offerta che accompagna il paesaggio e la passione per il ciclismo tipica dei toscani, uscendo dalla fase amatoriale e trovando le condizioni per diventare prodotto turistico – aggiunge l’assessore all’economia e al turismo Leonardo Marras, che si è soffermato su alcuni dati – l’Atlante del bike della Toscana ha censito oltre 16mila chilometri di itinerari tra strade segnalate, strade bianche, ciclovie, ciclopiste, a cui si affianca tutta l’offerta integrata degli alloggi, del bike friendly, degli operatori che possono offrire qualcosa».

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È una controtendenza netta. L'occupazione complessiva nei due settori cresce di 351.000 unità (+8,4%), ma il saldo positivo è interamente trainato dal lavoro dipendente, che aumenta di 528.000 addetti (+18%), mentre quello autonomo arretra del 14,1%.\r\n\r\nL'indagine mostra come a pesare di più sul saldo negativo sia il commercio al dettaglio, che in sei anni perde 135.762 tra imprenditori, collaboratori e altri professionisti (-16,6%). In contrazione anche la ristorazione, con 45.523 autonomi in meno (-11,9%); stabili le agenzie di viaggio (-0,4%), mentre cresce l'alloggio: +3.766 indipendenti (+7,4%), un aumento - spiega l'associazione - legato all'affermarsi di forme di ospitalità diffusa, dalle case vacanza ai b&b.\r\n\r\nIl calo degli indipendenti, spiega la Confesercenti, interessa tutto il territorio. In valore assoluto le riduzioni più consistenti si registrano in Lombardia (-25.098), Lazio (-22.963), Veneto (-17.792), Emilia-Romagna (-16.037) e Toscana (-15.309) mentre n termini percentuali, le flessioni più marcate sono nelle Marche (-25%), nel Lazio (-20,4%), in Veneto (-18%), Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna (entrambe intorno al -17%).\r\n\r\n«Il dato segnala una tendenza che va contrastata - commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi -, un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell'offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito. Il lavoro autonomo - spiega - si sta riducendo per l'effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici, esplosi dopo la pandemia, locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un'attività».\r\n\r\nL'associazione chiede «interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche - conclude - sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. Solo così tornare a mettersi in proprio potrà essere di nuovo una prospettiva sostenibile».  ","post_title":"Confesercenti: 177.000 autonomi in meno in 6 anni nel commercio e turismo","post_date":"2026-05-11T11:33:50+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1778499230000]}]}}