13 May 2026

Cinque Terre Foto Award, un concorso che invita ad esplorare il territorio

Il Parco Nazionale Area Marina Protetta delle Cinque Terre lancia la prima edizione del Cinque Terre Photo Award, il premio fotografico dedicato al racconto del territorio del Parco e del suo complesso intreccio di mondi.

Il concorso nasce dall’idea di orientare l’interesse fotografico per le Cinque Terre, spesso banalizzato e ridotto a immagini ripetitive, verso una narrazione più ampia, autentica e contemporanea di questo straordinario tratto dell’estremo Levante ligure che l’UNESCO ha voluto elevare a Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1997.

Il Cinque Terre Photo Award – nato dalla collaborazione con Spazi Fotografici e patrocinato da FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, I Parchi Letterari Italiani, e Touring Club Italiano – è declinato in due categorie, attraverso cui i fotografi, professionisti o amatoriali, potranno esplorare e mettere in luce gli elementi essenziali della vita del Parco: Genius Loci, sulle serie fotografiche che meglio documentano e narrano il rapporto dinamico tra uomo e natura, la conservazione e trasformazione del paesaggio, l’adattamento e la convivenza con l’ambiente circostante; Naturalia, che premia le migliori immagini singole della flora e della fauna custodite negli habitat terrestri e marini, celebrando la biodiversità del Parco e dell’Area Marina Protetta.

Le categorie e lo straordinario paesaggio delle Cinque Terre, dal mare al crinale, offriranno l’opportunità a tutti gli amanti della fotografia e della natura, di esprimere il proprio talento e il proprio amore per il territorio, promuovendo una visione più consapevole e rispettosa del Parco e dei suoi stili di vita.

Previste anche delle menzioni speciali con il compito di stimolare ulteriormente l’esplorazione di tutte le dimensioni dell’area protetta e la narrazione in immagini da punti di vista inediti:
• menzione “FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano” per la miglior immagine sul tema dell’acqua come elemento generativo e trasformativo del paesaggio delle Cinque Terre;

• menzione “Sergio Fregoso” al miglior autore under 30 per la categoria “Genius Loci” in omaggio allo storico fotografo spezzino che attraverso la sua poetica ha saputo cogliere e documentare l’evoluzione del paesaggio delle Cinque Terre, da mondo agricolo a meta di interesse culturale e turistica, ispirando le successive generazioni di artisti;

• menzione alla miglior immagine subacquea o di ambiente marino.

Ai vincitori delle due categorie premi in denaro: 1500 euro per la sezione “Genius Loci” e 500 euro per “Naturalia”. Ma non solo: grazie alla collaborazione con Leica Akademie Italia e Spazi Fotografici, riconoscimenti in voucher per corsi e workshop formativi. Importante la partnership con le realtà locali che offriranno ai vincitori delle diverse menzioni esperienze per vivere il Parco a 360 gradi. Le Pro Loco di Riomaggiore/Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso metteranno in palio soggiorni e cene mentre la Cantina Cooperativa Cinque Terre e la Cantina Sassarini/A Scià una wine experience alla scoperta dei Vini Cinque Terre Doc. Infine, per il vincitore della miglior foto subacquea e di ambiente marino un’immersione nell’Area Marina Protetta, offerta dal Diving Cinque Terre.

La scadenza per l’invio delle immagini è fissata al 31 agosto 2024.

La giuria del concorso sarà composta da esperti del settore fotografico e della comunicazione: Donatella Bianchi, giornalista e Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre; Gilberto Benni, Head of Leica Classic Italy e di Leica Akademie Italy; Ottavio Di Brizzi, direttore editoriale del Touring Club Italiano; Davide Di Gennaro, graphic designer e cofondatore dello studio TomoTomo; Sara Fregoso, fotografa; Davide Marcesini, fotografo e direttore di Spazi Fotografici; Stanislao de Marsanich, presidente de I Parchi Letterari Italiani; Alberto Luca Recchi, fotografo, scrittore ed esploratore subacqueo; Barbara Verduci, photoeditor del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.

 

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Il bollettino diffuso dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea apre quindi al “Jet A”, normalmente impiegato negli Stati Uniti e in Canada: gli aeroporti e le compagnie europee operano storicamente con il “Jet A-1”, ma la scarsità del prodotto sta spingendo Bruxelles e le autorità del settore a valutare soluzioni alternative per evitare ulteriori problemi al trasporto aereo.\r\n\r\nC'è però da considerare gli avvertimenti dell'Easa, secondo la quale il documento non rappresenta un’autorizzazione generalizzata né un invito ad abbandonare il carburante tradizionale. Si tratta piuttosto di una misura temporanea e operativa, destinata a gestire l’emergenza almeno fino alla prossima stagione invernale, salvo eventuali modifiche in base all’evoluzione delle forniture.\r\nLe deroghe di Bruxelles\r\nParallelamente anche la Commissione europea è intervenuta con alcune indicazioni rivolte al comparto dei trasporti. Bruxelles ha infatti previsto deroghe temporanee alle regole del programma ReFuelEu Aviation, in particolare all’obbligo di imbarcare almeno il 90% del carburante previsto negli aeroporti di partenza. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli scali che stanno registrando carenze di cherosene e consentire alle compagnie di gestire con maggiore flessibilità le rotte considerate più critiche.\r\n\r\nSecondo l’Easa il problema non riguarda tanto l’utilizzo del Jet A in sé, quanto il rischio di confusione in un sistema europeo costruito da anni attorno al Jet A-1. Se equipaggi, tecnici o operatori aeroportuali dovessero pianificare un volo pensando di avere a bordo un carburante con determinate caratteristiche, mentre nei serbatoi fosse presente un prodotto diverso, potrebbero emergere problemi operativi e di sicurezza.\r\n\r\nL’Agenzia parla apertamente di possibili criticità legate all’aeronavigabilità, alla comunicazione tra operatori e ai cosiddetti “fattori umani”, cioè errori derivanti da procedure non aggiornate o da informazioni incomplete.\r\n\r\nLe compagnie aeree preparano ogni volo utilizzando dati estremamente precisi relativi alla densità del carburante, all’autonomia prevista, ai pesi e alle temperature operative. Anche piccole variazioni nelle caratteristiche del combustibile possono modificare i calcoli del raggio d’azione dell’aereo o delle prestazioni del motore. Per questo motivo l’introduzione del Jet A richiede aggiornamenti nei software di pianificazione, nelle checklist operative e nelle comunicazioni tra aeroporti, equipaggi e società di rifornimento. Il rischio evidenziato dall’Easa è quello di un disallineamento tra il carburante realmente presente nei serbatoi e quello che i sistemi di bordo credono di avere.\r\nLa maggiore disponibilità del carburante negli Stati Uniti potrebbe aiutare il continente a superare i mesi estivi, ma non rappresenta una soluzione strutturale alla crisi del cherosene. Restano infatti i limiti legati ai trasporti transatlantici, alla capacità di stoccaggio negli aeroporti e alla necessità di mantenere separati i due tipi di carburante nei depositi e nei sistemi di distribuzione. \r\n ","post_title":"Crisi carburante: l'Ue apre al jet fuel Usa, ma l'Easa avverte sui rischi","post_date":"2026-05-11T10:18:17+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1778494697000]}]}}