6 February 2026

“Imago. Volti di antichi Romani”, una mostra alla Spezia per valorizzare il patrimonio territoriale

Al via alla Spezia la mostra “Imago. Volti di antichi Romani” (Museo Civico Archeologico U. Formentini), un’esposizione temporanea che è un vero e proprio viaggio storico-artistico nell’evoluzione del ritratto di età romana, dalla tarda età repubblicana fino al III secolo d.C.

«Una nuova mostra temporanea che ci consentirà di approfondire le nostre conoscenze sulla fiorente produzione artistica del ritratto romano e le tecniche scultoree di lavorazione del marmo in uso. – dichiara il Sindaco Pierluigi Peracchini – La collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale e Parco archeologico di Luni, così come il dialogo e la collaborazione con gli altri musei cittadini e, in questo caso, nello specifico con il Museo “A. Lia”, mira ad offrire al pubblico una più ampia fruibilità delle nostre bellezze artistiche e una maggiore valorizzazione del patrimonio culturale territoriale nella sua interezza».

Dopo l’inaugurazione della mostra al pubblico, che si terrà venerdì 30 maggio alle ore 17.30, sarà possibile assistere ad una visita guidata gratuita sui ritratti in età romana a cura della conservatrice del museo e curatrice della mostra Donatella Alessi.

L’idea dell’esposizione è nata in occasione della richiesta di prestito di cinque opere di proprietà del Museo Civico in occasione di due mostre molto importanti: la prima realizzata dalla Direzione Musei della Liguria e dai Musei Nazionali di Genova, in collaborazione con il Museo Nazionale Romano, che si tiene a Palazzo Reale, Teatro del Falcone dal titolo “La pietra di Luna. Dalle cave di marmo di Luni alla Roma imperiale”, e la seconda dal Comune di Carrara per l’allestimento presso l’edificio del CARMI (Museo Carrara e Michelangelo) della mostra “Romana marmora. La scoperta della cava di Fossacava a Carrara”.

In questa virtuosa collaborazione progettuale si è inserita la partecipazione del Museo Civico “Amedeo Lia” con il contributo del direttore Andrea Marmori, che conserva nella sua collezione una significativa sezione di opere di età classica, tra cui alcune notevoli teste e busti di età romana; in questo modo, si è venuta ad esplicitare la stretta collaborazione e sinergia della rete museale spezzina.

 

Contestualmente all’inaugurazione dell’esposizione, sarà possibile visitare il mosaico romano da Luni restaurato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze nella sua collocazione definitiva posto nei suggestivi ambienti del Castello risalenti alla fase medievale.

 

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Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.\r\n\r\nDal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.\r\nA proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”. \r\n\r\nLa riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.\r\n\r\nAmpio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».\r\n\r\nIl tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.\r\n\r\nA rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. 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