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25 ottobre 2011 14:24
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Roma, Agente di Viaggio laureata in lingue con esperienza ventennale ricerca impiego, punteggio Iata, vendita di tutte le biglietterie, pacchetti viaggio e viaggi d’affari. Cell. 3493274946.
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[post_content] => Previsioni di utile 2026 ridimensionate per United Airlines che, malgrado abbia registrato una solida crescita del fatturato nel primo trimestre, rivede al ribasso le stime a causa dell’aumento dei prezzi del carburante innescato dalla guerra in Iran.
La compagnia aerea ha centrato il fatturato trimestrale più alto di sempre, 14,6 miliardi di dollari, sostenuta da un incremento del 14% della domanda di viaggi in classe premium e business. Il fatturato è risultato superiore del 10,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Per contro, le previsioni di utile per azione per l'intero anno passano da 12-14 dollari a 7-11 dollari: la fascia più bassa viene imputata ai miliardi di dollari in più che il vettore stima di spendere per i costi legati al carburante.
United ha inoltre dichiarato che prevede di ridurre la propria capacità del 5% rispetto a quanto originariamente programmato per il 2026. Il ceo, Scott Kirby, ha spiegato che la compagnia aerea sta apportando “adeguamenti tattici all'aumento dei prezzi del carburante, pur mantenendo la nostra attenzione a lungo termine”.
Kirby ha però sottolineato che “i momenti di incertezza possono anche creare opportunità per United”.
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Nella prestigiosa cornice dell’Hotel Principe di Savoia a Milano si è svolta la Convention annuale di Travel Expert, che ha riunito gli oltre 100 Personal Travel Expert della rete per tracciare il bilancio del 2025 e annunciare le novità tecnologiche in arrivo.
“Se la domanda di viaggi ha sempre dimostrato una certa resistenza alle crisi geopolitiche – ha commentato a margine Luigi Porro, ceo e Founder – l’ipotesi di un ridimensionamento dei trasporti, forzato dall’assenza di carburante, potrebbe mettere in discussione il trend di crescita e le nostre aspettative sul 2026. Abbiamo alle spalle la scuola della pandemia e i nostri Personal Travel Expert sono perfettamente in grado di affrontare al meglio turbolenze di mercato come quelle di queste settimane, valorizzando l’importanza di una grande organizzazione alle spalle, a tutela dei nostri viaggiatori. Resta però evidente che una contrazione del medio e lungo raggio inciderebbe sul volume complessivo del business. Non possiamo che augurarci che la situazione attuale rientri velocemente”.
Il 2025 ha registrato un incremento di oltre il 30% con il fatturato passato dai 14,5 milioni di euro del 2024 a 19,2 milioni. Un’accelerazione a cui hanno contribuito anche la divisione Mice e il progetto Stoviaggio, che insieme hanno registrato un balzo del 56% rispetto all'anno precedente. Migliora anche la marginalità operativa lorda, passata dal 13,6% al 14,6% complici la selezione rigorosa dei fornitori e le sinergie garantite dal Gruppo Frigerio, oltre ai già citati progetti.
Sul fronte strategico, Travel Expert punta a rafforzare il segmento Mice, che attualmente incide per il 15% sul fatturato, con l’obiettivo dichiarato di incrementare sensibilmente la quota nei prossimi anni. “Nel mercato post-pandemico la domanda di viaggi incentive è cresciuta, focalizzandosi su soluzioni personalizzate e su esperienze ad alto valore aggiunto – prosegue Porro. I nostri oltre 100 'sarti dei viaggi' sono pronti a rispondere a questa evoluzione, supportati da un team di esperti Mice dedicato alla gestione di commesse di primissimo piano. Il 2026 sarà un anno di investimenti massicci in risorse, formazione e Intelligenza Artificiale”.
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La Convention è stata l'occasione per annunciare il potenziamento dell’ecosistema digitale basato sull’implementazione di tool di nuova generazione e sull’automazione dei processi amministrativi, per liberare i PTE dalle operazioni routinarie e time-consuming.
Intelligenza Artificiale
“Stiamo inserendo moduli di Intelligenza Artificiale che forniranno un supporto concreto agli agenti senza richiedere loro competenze tecniche specifiche – spiega Davide Volpe, cto Travel Expert. L’integrazione tra Machine Learning e motori di calcolo probabilistico rivoluzionerà l'efficienza operativa, garantendo un vantaggio competitivo misurabile nei prossimi 36 mesi”.
In questo scenario di trasformazione, i Personal Travel Expert possono già contare su strumenti evoluti come Enrica, espressione della più avanzata forma di Intelligenza Artificiale applicata al turismo, e sull'assistente digitale Texa, il cui potenziamento garantisce aggiornamenti costanti sulle destinazioni e un accesso privilegiato al database fornitori.
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[post_content] => Iberia ha aperto il suo primo volo diretto tra Madrid e l'aeroporto Newark di New York, rafforzando ulteriormente la propria presenza in uno dei mercati più strategici del Nord America.
La rotta è servita con tre voli giornalieri da un Airbus A321Xlr: la compagnia aerea è stata la prima a introdurre questo modello e ne ha già sette nella sua flotta. L'A321Xlr è dotato della nuova cabina Airspace, che offre vani portaoggetti più capienti, illuminazione a Led e una maggiore sensazione di spazio, migliorando l'esperienza a bordo. È configurato con due classi, business ed economy, per un totale di 182 posti.
Con l’aggiunta di Newark, Iberia offrirà tre voli giornalieri tra Madrid e l’area metropolitana di New York - due su Jfk e uno su Newark -; quest'ultimo servizio, in particolare, è pensato in particolare per il traffico corporate, poiché consente un accesso rapido e diretto al distretto finanziario di Manhattan, riducendo i tempi di viaggio per brevi viaggi d’affari. New York è anche il principale mercato aziendale di Iberia negli Stati Uniti, il che sottolinea ulteriormente l’importanza di questa nuova rotta.
Il lancio del nuovo collegamento coincide con l'entrata in vigore dell'orario estiva, che vede Iberia offrire una capacità record tra Madrid e New York, con un totale di 352.055 posti, il 43% in più rispetto allo scorso anno.
E da record è anche l'operativo complessivo su Stati Uniti e il Canada: il vettore spagnolo metterà a disposizione 1.280.254 posti su queste rotte, il 19,02% in più rispetto alla scorsa estate, e opererà fino a 166 voli settimanali, contro i 144 della stagione precedente, con una crescita delle frequenze del 15%.
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[post_content] => Un'offerta diversificata di collegamenti aerei insieme alle infrastrutture dedicate all'aviazione privata consentono alle Maldive di rimanere una destinazione accessibile anche in un momento delicato come quello attuale che inevitabilmente si riversa sul turismo e sulle scelte di viaggio.
Grazie all'ampliamento dei voli commerciali e all'aumento del traffico dell'aviazione privata, l'arcipelago dell'oceano Indiano continua a dimostrare la propria resilienza come destinazione turistica di alto livello, mantenendo la connettività sia per i viaggiatori di lusso che per quelli tradizionali, nonostante le continue interruzioni del traffico aereo nei principali hub mediorientali.
Dati recenti della Maldives Airports Company Limited mostrano un forte aumento del traffico dell'aviazione privata: tra il 28 febbraio e il 14 marzo sono atterrati alle Maldive 128 jet privati, pari ad un aumento del 166% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Le cifre indicano un chiaro cambiamento nelle abitudini di viaggio tra i viaggiatori di fascia alta che cercano un accesso diretto alla destinazione insulare. L'anno scorso le Maldive hanno registrato una media di cinque arrivi di jet privati al giorno nello stesso periodo, con un picco giornaliero di nove velivoli. Quest'anno la media è salita a più di dodici arrivi giornalieri, con un record di 18 jet atterrati solo il 3 marzo.
Anche le compagnie aeree commerciali stanno rispondendo all’evoluzione della domanda di viaggi aggiungendo voli per le Maldive, in risposta alla ricerca da parte dei viaggiatori di soluzioni alternative alle tradizionali rotte via Medio Oriente.
Ad esempio: Edelweiss Air amplierà il collegamento tra Zurigo e Malé: dal 3 aprile all’8 maggio, la compagnia aerea aumenterà la frequenza della rotta da tre a quattro voli settimanali; tra il 12 e il 27 aprile, la frequenza salirà ulteriormente a cinque voli a settimana.
Anche Air India ha annunciato un ampliamento temporaneo delle operazioni internazionali: 78 voli aggiuntivi stanno operando dallo scorso 10 marzo e fino al 18 marzo su nove rotte che collegano Delhi e Mumbai con destinazioni quali Malé, Colombo e i principali hub europei e americani. La compagnia aerea sta impiegando l’Airbus A320neo sui servizi ampliati tra India e Maldive, aggiungendo al network circa 17.660 posti.
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[post_content] => L’hotel Parma & Congressi, gestito dal gruppo IncHotels, entra in Voco by Ihg, marchio premium del gruppo InterContinental Hotels Group. Il gruppo è già presente a Parma e Reggio Emilia con il brand Holiday Inn Express, sempre gestiti da IncHotels.
Con la posa della nuova insegna Voco Parma & Congressi sulla facciata dell’edificio e il rinnovamento completo delle aree comuni prende forma il primo step del progetto di ristrutturazione che interesserà la struttura nei prossimi anni.
Già punto di riferimento per il mercato business e congressuale locale, l’hotel diventa la quarta struttura Voco attiva nelle principali destinazioni italiane e la prima in Emilia Romagna.
«L’ingresso dell’hotel Parma & Congressi nel mondo Voco rappresenta per noi un passaggio strategico molto importante - commenta Emio Incerti, presidente del gruppo IncHotels -. Significa portare a Parma uno standard internazionale di ospitalità mantenendo però il forte legame con il territorio. Il nostro obiettivo è far crescere ulteriormente questa struttura come punto di riferimento per il turismo business, congressuale e per i grandi eventi che sempre più scelgono Parma e l’Emilia».
L’operazione rappresenta un valore aggiunto per l’intero territorio: Parma vive infatti una fase di forte espansione turistica e fieristica, oltre a un crescente interesse da parte delle aziende verso location fortemente identitarie e radicate in un territorio simbolo di eccellenza gastronomica e paesaggistica.
L’ingresso nel mondo Voco non rappresenta solo un cambio di brand, ma un salto di posizionamento: il progetto prevede una ristrutturazione articolata in più fasi, che coinvolgerà progressivamente camere, aree comuni e servizi, con l’obiettivo di elevare ulteriormente standard qualitativi, design e innovazione tecnologica.
Il restyling in più fasi
La prima fase, completata a febbraio, ha interessato il restyling di hall, reception e ristorante, la ristrutturazione di 53 camere e la realizzazione di un nuovo Lounge Bar, spazio polifunzionale dedicato a colazioni, coffee break, aperitivi e momenti di socialità serale.
Con 166 camere tra standard, superior e suite, 16 sale meeting modulari, ristorazione per 600 coperti e un auditorium da 450 posti, la struttura conferma la propria vocazione congressuale, rafforzando il ruolo di Parma come hub per eventi aziendali, meeting e grandi appuntamenti professionali.
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[post_content] => Semestre positivo per il gruppo Qantas che si appresta a varare l'atteso Project Sunrise. Nei sei mesi terminati lo scorso 31 dicembre, il gruppo ha registrato un utile ante imposte sottostante di 1,456 miliardi di dollari australiani (circa 945 milioni di dollari Usa), in aumento di circa il 5% rispetto all'esercizio precedente, con un margine operativo del 12,3%. L'utile netto è pari a 925 milioni di dollari australiani (circa 600 milioni di dollari Usa), praticamente stabile.
Il management sottolinea la capacità del gruppo di generare un flusso di cassa operativo di 1,8 miliardi di dollari australiani, finanziando al contempo l'accelerata del rinnovo della flotta e il rafforzamento del programma fedeltà Qantas Loyalty. “Rimaniamo concentrati sui nostri passeggeri, dipendenti e azionisti, continuando a garantire una forte crescita dei risultati che ci consente di investire nel più grande rinnovamento della flotta della nostra storia”, ha sintetizzato la ceo, Vanessa Hudson.
Unico neo tra i risultati quello legato ai profitti della divisione internazionale, che sono diminuiti a causa dell'aumento dei costi e della minore domanda di viaggi in classe economica verso gli Stati Uniti.
Il primo semestre è stato caratterizzato dalla consegna di 18 aeromobili, di cui 9 nuovi: quattro A220-300 per QantasLink, due A321Xlr per Qantas, due A321Lr e un A320neo per Jetstar.
“Stiamo già vedendo i benefici degli aerei di nuova generazione in servizio che, insieme alla forte domanda, alla nostra strategia dual brand e alla crescita dell'attività Loyalty, ci hanno permesso di ottenere un nuovo risultato solido" ha aggiunto Vanessa Hudson.
Il rinnovo è propedeutico al lancio del “Project Sunrise”, i voli a lunghissimo raggio operati dagli Airbus A350-1000 Ulr che collegano direttamente la costa orientale australiana a Londra e New York. Airbus ha già prodotto il primo A350-1000 a raggio ultra lungo di Qantas, la cui consegna è prevista per la fine del 2026, con entrata in servizio commerciale nel primo semestre del 2027. Un secondo Airbus A350-1000Ulr destinato a questi collegamenti è attualmente in fase di assemblaggio finale a Tolosa. Qantas ha indicato che questi aeromobili, configurati con 238 posti e una zona benessere dedicata, consentiranno di ridurre di circa quattro ore il tempo di percorrenza rispetto ai voli con scalo.
Nel frattempo, dal prossimo dicembre, Qantas diventerà la prima compagnia aerea al mondo a operare una rotta non-stop tra l’Australia e Las Vegas. "Il nuovo collegamento stagionale Sydney-Las Vegas sarà operativo fino a marzo 2027 e farà risparmiare ai clienti fino a cinque ore di viaggio, eliminando la necessità di coincidenze in un’altra città degli Stati Uniti".
La città del Nevada diventa la 101a destinazione del network Qantas e l’ottava città della compagnia aerea in America, aggiungendosi a Los Angeles, San Francisco, Honolulu, Dallas, New York, Vancouver e Santiago.
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[post_content] => Il panel “La potenza del cinema nella narrazione dei territori” ha celebrato il potere delle immagini che rendono l’Italia protagonista sullo schermo e ha raccontato il ruolo delle Film Commission per il cinema, per il territorio e anche per il turismo.
«Una Film Commission è una struttura regionale che permette di presentarsi al mondo in forma coordinata, come sistema paese. - spiega Antonio Parente, dell’Apulia Film Commission - Abbiamo uniformato il modo di parlare con i produttori e unito gli strumenti finanziari e organizzativi per supportare shooting e sopralluoghi. Dopo un lungo lavoro condiviso oggi abbiamo 20 Film Commission in 21 regioni, operative e connesse. Quando arriva un produttore americano non si chiede dove sia il confine tra una regione e l'altra, lui vuole rendere economica e sostenibile la sua operazione. E noi agevoliamo il suo lavoro: aiutiamo le regioni a definire un supporto sostanziale con diversi servizi da un punto di vista economico e formale. Che si tratti di pubblicità, film, serie o lungometraggi d’autore».
Nel corso degli anni molte regioni italiane si sono trasformate da semplici location in ecosistemi produttivi permanenti, che attraggono produzioni anche internazionali, generando occupazione qualificata e attivando le filiere locali. Parlando del lavoro di ogni Film Commission Paolo Manera, della Film Commission Torino Piemonte, sottolinea: «Seguiamo tutte lo stesso modus operandi, con uno schema in cinque fasi. La prima è la “comunicazione”, quindi facciamo un grande lavoro per raccontare alle realtà locali - dalle scuole alle associazioni commercianti - quello che accadrà realizzando del materiale per il grande schermo, per le piattaforme e per i social media e quale sia il valore della ricaduta economica. Poi c’è la fase dei “sopralluoghi”, poi c’è il momento delle “riprese” e anch’esso crea turismo. Ben 5000 persone sono accorse per seguire lo shooting di Fast & Furious e potete immaginare le decine di telefonate di protesta... Fase quattro l’”uscita”: facciamo tante serate e anteprime per raccontarci e per fare in modo che tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione del film rivivano in una grande festa non le difficoltà delle interruzioni del quotidiano, ma le emozioni vissute. L’ultima fase, la quinta, è il farci promotori, come Film Commission, di mostre fotografiche, incontri con le scuole e iniziative che diventino cineturismo. A quel punto serie come Lidia Poët o Elisa di Rivombrosa - che sono stati i nostri cult - trovano un senso, perché diventano parte di un percorso; con questo sguardo abbiamo realizzato il portale “Italy for Movies”, che racconta il territorio italiano attraverso siti divenuti iconici grazie al cinema».
Parlando dell’equilibrio tra le produzioni cinematografiche e le esigenze del territorio Michaela Guenzi, della Fondazione Lombardia Film Commission, spiega come si tratti di un lavoro di grande diplomazia: «Ci cerchiamo vicendevolmente perché al produttore servono i nostri servizi sul territorio, mentre a noi servono i produttori e le loro storie proprio per raccontare il territorio, che - a seconda dei casi - può diventare contenitore o protagonista. Le Film Commission sono al centro del dialogo tra le istituzioni che gestiscono un patrimonio e i produttori che lo devono utilizzare. Noi come Lombardia Film Commission e territorio siamo giovani ma camaleontici per l’audiovisivo. A Milano abbiamo i tombini di Diabolik, a Pavia le Aquile Randagie di Gianni Aureli, a Crema Call Me By Your Name, al Campo dei Fiori di Varese il remake di Suspiria di Guadagnino».
«In Toscana abbiamo dovuto svincolarci dall'idea che il cinema potesse essere un'utile ancella ai fini turistici, perché il nostro scopo è l’arte cinematografica. - afferma Stefania Ippoliti di Toscana Film Commission - Dipendiamo molto dagli assessorati alla cultura, che collaborano con lo sviluppo economico e con la parte imprenditoriale delle industrie coinvolte dal cinema e anche con la parte turistica. La Toscana è una terra scelta da secoli dai visitatori di tutto il mondo, quindi non è facile dimostrare che aver accolto una certa produzione abbia prodotto un nuovo flusso di visitatori o abbia raggiunto un preciso target di pubblico. Quando abbiamo mosso i primi passi come Film Commission abbiamo dovuto prendere le misure sia per noi stessi che per i nostri interlocutori politici e capire dove potessimo dare il meglio».
E, ancora, l’esempio dell’Apulia Film Commission «È stata istituita nel 2008 - ricorda Antonio Parente - All’inizio abbiamo sottolineato la connotazione geografica e la bellezza del paesaggio, restituendo anche la regione all’Italia come luogo di vacanza, ma poi abbiamo visto come differenti prodotti audiovisivi possano ribaltare la nostra percezione dei luoghi. Penso alla trilogia salentina di Fernan Özpetek, che celebra la bellezza del barocco leccese e ha attirato tanti turisti americani per il riconoscimento che l’autore e regista ha avuto al al Tribeca Film Festival di New York. Anche Le indagini di Lolita Lobosco hanno ribaltato la percezione di Bari da parte dell’Italia».
I numeri del settore
In chiusura alcuni dati: il “Media tourism” - che spazia dal grande schermo alle piattaforme, fino ai social media - è un fenomeno misurabile. Secondo una ricerca di Jfc Tourism & Management in Italia genera circa 600 milioni di euro l’anno e 1,3 milioni di pernottamenti direttamente collegati a film e serie, oltre a 11 milioni di visite giornaliere nei luoghi delle produzioni: è il fenomeno del cosiddetto set-jetting. Guardando, in particolare, alla Toscana e alla Puglia, tra il 2023 e il 2025, la Toscana Film Commission ha registrato circa 150 produzioni l’anno, con un indotto economico medio di 10 milioni di euro annui. Le province più scelte sono state Firenze, Pisa, Lucca e Siena, che hanno ospitato produzioni come I Delitti del Barlume, Disclaimer, The Brutalist, Fbi International e Il Mostro. Mentre in Puglia, secondo l’Apulia Film Commission, tra il 2020 e il 2024 139 produzioni hanno generato 79,6 milioni di indotto diretto e 160 milioni di indotto indiretto. Ad esempio: le 50 giornate di lavorazione girate a Taranto de Il Commissario Ricciardi, hanno prodotto 1,66 milioni di euro di spesa locale.
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Il Gruppo Lufthansa ed Air India rafforzano la collaborazione con la sigla di un protocollo d'intesa che definisce il quadro di riferimento per un futuro accordo commerciale congiunto tra le compagnie aeree del Gruppo Lufthansa, Air India e Air India Express.
L'accordo è stato specificamente concepito per sfruttare le nuove opportunità di crescita derivanti dal recente accordo di libero scambio tra l'India e l'Unione europea: gli Stati dell'Ue sono i principali partner commerciali dell'India per quanto riguarda le merci. Il commercio bilaterale di merci ammonta attualmente a 180 miliardi di euro all'anno.
Attualmente, le compagnie aeree del Gruppo Lufthansa ed Air India offrono voli in codeshare su 146 rotte verso 22 paesi. La rete congiunta comprende 15 destinazioni indiane e 27 europee. Lufthansa offre ai propri clienti il maggior numero di collegamenti con l'India da Francoforte: Delhi, Mumbai, Chennai, Bangalore e Hyderabad. Dall'hub a 5 stelle di Monaco di Baviera sono servite Delhi, Mumbai e Bangalore. Mentre Swiss vola da Zurigo a Delhi e Mumbai, Ita Airways collega Roma con Delhi. Ciò significa che anche il nuovo membro del Gruppo Lufthansa, Ita Airways, fa parte del Memorandum d'intesa. Questa ampia offerta è completata da Air India con collegamenti a lungo raggio da Delhi a Francoforte, Zurigo, Vienna e Milano, nonché da Mumbai a Francoforte.
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[post_content] => Emirates ha inserito un quarto volo giornaliero per London Gatwick, che diventa così il primo scalo londinese della compagnia a essere servito dal nuovo Airbus A350, dotato anche di cabina Premium Economy. Il nuovo collegamento giornaliero si aggiunge ai tre voli quotidiani già operati con l’Airbus A380 sulla rotta Dubai-Gatwick.
Con l'aggiunta di questo volo la compagnia di Dubai opera ogni settimana 87 voli verso Londra, distribuiti negli aeroporti di Heathrow, Stansted e Gatwick. complessivamente Emirates opera ora un record di 146 voli settimanali verso il Regno Uniti, di cui 90 per Londra, offrendo ai passeggeri una maggiore varietà di orari e una maggiore flessibilità.
Il volo EK069 di Emirates parte da Dubai alle 17:05 e arriva a Londra Gatwick alle 20:50; il volo di ritorno, EK070, parte da Londra Gatwick alle 23:55 e atterra a Dubai alle 11:00. L’introduzione di una partenza serale aggiunge una nuova opzione complementare all’orario Dubai-Gatwick, ottimizzando sia i viaggi d’affari sia quelli leisure tra le due città.
L’introduzione dell’A350 a Gatwick segna la seconda destinazione nel Regno Unito a ricevere il più recente modello di aeromobile della compagnia, dopo che Edimburgo è diventata la prima destinazione dell’intero network globale di Emirates a essere servita dal nuovo A350, con l’avvio di un collegamento giornaliero nel gennaio 2025.
Londra si aggiunge al crescente elenco di città globali servite dal nuovo aeromobile di Emirates, tra cui Adelaide, Montreal, Oslo, Lione, Bologna, Dammam, Mumbai, Edimburgo, Bahrain, Colombo, Baghdad, Hangzhou, Ho Chi Minh, Kuwait, Muscat, Tunisi, Amman, Istanbul e Ahmedabad. Nel 2026, altre sei città riceveranno l’A350: Roma, Copenaghen, Taipei, Phuket, Città del Capo e Helsinki, che sarà servita con A350 fin dal lancio nell’ottobre 2026.
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