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10 ottobre 2011 13:02
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Esperienza pluriennale in agenzia di viaggio come responsabile vendite e booking tour operator, conoscenza delle biglietterie aeree, ferroviarie e navali, crs Sabre, Worldspan e Galileo, attestato Iata, cerco lavoro part-time, offresi anche direzione tecnica per la regione Lazio – Roma
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[post_content] => Malta ha accolto, tra gennaio e maggio 2026, 1.673.602 turisti, pari ad una crescita del 17,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Includendo i passeggeri delle crociere con pernottamento, gli arrivi totali hanno raggiunto quota 1.696.157, con un incremento del 17,4%.
La crescita si è tradotta in 9,17 milioni di pernottamenti, con un aumento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025, sebbene la durata media del soggiorno sia scesa da 5,8 a 5,5 notti.
La spesa dei visitatori è rimasta solida, raggiungendo un livello stimato di 1,34 miliardi di euro, +14,7% rispetto all’anno precedente. La spesa media per visitatore è scesa leggermente a 800 euro, in calo del 2,8%, riflettendo la durata media più breve del soggiorno. Tuttavia, la spesa per notte è aumentata del 2,4% a 146 euro, indicando che i viaggiatori hanno continuato a spendere di più durante le loro visite.
L’Europa si è confermata primo bacino di origine dei visitatori, con i turisti provenienti dai paesi dell’Ue che hanno rappresentato il 66% di tutti i visitatori in arrivo nel periodo gennaio-maggio. I mercati extra-Ue hanno generato un totale di 565.053 viaggiatori.
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[post_content] => Obiettivo puntato sui 33 milioni di turisti stranieri nel 2027 per la Thailandia: nell’ambito di quella che viene definita una strategia “Value over Volume” la Tourism Authority of Thailand mira ad attrarre visitatori con un potere di spesa più elevato, rafforzando la reputazione turistica del Paese attraverso migliori pratiche di gestione delle destinazioni, promuovendo il miglioramento dei servizi e sfruttando la trasformazione digitale.
Oltre ad attrarre ospiti più facoltosi e a incoraggiare le visite dei repeaters, la strategia thailandese promuoverà la destinazione verso nuovi mercati di provenienza all’estero, tra cui Bielorussia, Brasile e Sudafrica. Secondo quanto riferito, i funzionari thailandesi sarebbero inoltre in trattative con le compagnie aeree cinesi per aumentare i collegamenti aerei.
Ma i visitatori provenienti dall’estero rappresentano solo una parte del quadro. Oltre ad aumentare gli arrivi internazionali, le autorità thailandesi vogliono stimolare il turismo interno e si sono prefissate l’obiettivo di 203 milioni di viaggi interni.
Il ministro del Turismo e dello Sport, Surasak Phancharoenworakul, ha dichiarato che, secondo una valutazione preliminare, la destinazione ha registrato tra gennaio e il 18 luglio scorso un totale di 17,36 milioni di visitatori stranieri, meno 3,05% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Cina è risultata il principale mercato di provenienza, con 2,86 milioni di visitatori, seguita dalla Malesia con 2,25 milioni, dall’India con 1,31 milioni, dalla Russia con 1,06 milioni e dalla Corea del Sud con 631.777.
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Secondo l'Ong Transport & Environment, che si sta impegnando per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'impronta di carbonio delle piattaforme e sui piani di incremento del traffico aereo, l'aeroporto di Parigi-Charles de Gaulle è tra i maggiori emettitori di CO₂ al mondo.
Secondo la rivista T&E, l'aeroporto di Parigi-CDG si posiziona al settimo posto tra gli scali aerei più inquinanti al mondo, sulla base di dati internazionali raccolti dal think tank Overseas Development Institute (ODI) e dall'organizzazione indipendente International Council on Clean Transportation (ICCT). L'Ong sottolinea che i voli da e per Parigi-CDG hanno generato quasi 14,7 milioni di tonnellate di CO₂ nel 2023, un livello che colloca l'aeroporto parigino al secondo posto nella classifica dei 5 scali aerei europei più inquinanti.
" I soli aeroporti di Parigi emettono una quantità di CO₂ di gran lunga superiore a quella dell'intera città di Parigi ", sottolinea T&E, indicando quindi l'aeroporto di Parigi-CDG come il principale responsabile di questa impronta di carbonio.
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[post_content] => La meeting industry italiana si consolida e trova un nuovo punto di equilibrio. Nel 2025 il settore ha generato un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro e, nel periodo 2022-2025, ha registrato un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4%.
Dopo il rimbalzo seguito alla pandemia, il mercato dei congressi e degli eventi entra in una fase più matura, in cui gli appuntamenti internazionali mantengono un peso superiore al periodo pre-Covid, gli eventi diventano più brevi ma conservano livelli di partecipazione superiori al 2019 e cresce la domanda di format più flessibili, anche in spazi non convenzionali.
È quanto emerge dai dati presentati durante l’evento “Il valore della meeting industry: interpretare il futuro attraverso i dati OICE”, promosso da Federcongressi&eventi al Centro Congressi Confindustria di Roma e dedicato all’evoluzione del turismo congressuale, alla lettura dei trend e alle prospettive di sviluppo per il biennio 2026-2027.
Secondo il rapporto “Il mercato dei congressi e degli eventi in Italia nel 2025”, realizzato da ASERI – Università Cattolica del Sacro Cuore per l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, nel 2025 in Italia sono stati realizzati 365.789 eventi, con 28.627.455 partecipanti e 43.275.254 presenze.
Il primo elemento che emerge dalla lettura dei numeri, illustrati da Roberto Nelli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile scientifico della ricerca, riguarda la composizione del mercato. Nel 2025 gli eventi locali rappresentano il 54,8% del totale, quelli nazionali il 32,3% e quelli internazionali il 12,9%. Se rispetto al 2024 cresce il peso degli eventi locali e diminuisce quello degli appuntamenti nazionali, il confronto con il 2019 evidenzia come gli eventi internazionali restino sopra i livelli pre-pandemia, passando dal 9,8% al 12,9%.
«I valori assoluti e i valori medi a livello nazionale non consentono di comprendere la reale situazione della meeting industry italiana, che presenta un’elevata eterogeneità, soprattutto in relazione ai caratteri dell’evento e all’area geografica», spiega Nelli, sottolineando come il mercato vada letto considerando le diverse tipologie di eventi e le differenti aree del Paese.
Un segnale positivo arriva anche dalla domanda internazionale: gli arrivi di partecipanti stranieri per finalità congressuali risultano in lieve crescita rispetto al 2024. Anche il formato degli eventi continua a evolversi. La durata media scende da 1,42 a 1,39 giornate, mentre i partecipanti medi per evento si attestano a 78,3, in lieve calo rispetto agli ultimi due anni ma ancora nettamente superiori ai 67,5 del 2019.
«A livello internazionale sta succedendo così – commenta Nelli –. Nel mondo delle imprese si punta alla qualità piuttosto che alla durata: eventi esperienziali, densi di valore, piuttosto che lunghi».
Il peso economico della meeting industry resta significativo anche sul fronte turistico. Nel 2025 gli eventi di oltre una giornata hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro capite di 312 euro, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.
Sul fronte della domanda, le imprese si confermano il principale mercato di riferimento, con il 61,4% degli eventi, pur tornando su livelli più vicini al periodo pre-pandemico dopo il boom del post-Covid. Cresce invece il segmento associativo (24,4%), a conferma di una progressiva diversificazione del mercato.
L'analisi territoriale restituisce un'Italia a più velocità. Il Nord si conferma il motore della meeting industry, concentrando oltre la metà delle sedi e quasi il 60% degli eventi, con il Nord Est protagonista della crescita. Il Centro rallenta dopo due anni di forte espansione ma, come sottolinea Nelli, «ha elevate potenzialità e una significativa crescita tendenziale». Il Sud, pur rappresentando una quota più contenuta del mercato, mostra «segnali di equilibrio e di crescita potenziale che va sviluppata, assistita e gestita».
Tra i trend emergenti si consolida inoltre la ricerca di format più flessibili: gli spazi non convenzionali registrano una crescita media annua del 12,5% dal 2022, mentre gli alberghi con sale meeting continuano a rappresentare la principale sede degli eventi congressuali.
Onorato: «Roma oggi compete grazie ai grandi eventi»
Nel suo intervento, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sostenuto che la Capitale abbia cambiato posizionamento negli ultimi anni grazie a una strategia che integra turismo, congressi, sport, moda e grandi eventi. Secondo l’assessore, la ricaduta mediatica dei grandi eventi sportivi ospitati dalla città equivale a 400 milioni di euro di investimenti pubblicitari. Onorato ha inoltre ricordato che «negli ultimi quattro anni e mezzo hanno aperto 147 hotel, di cui 27 a cinque stelle», indicando questo dato come uno degli effetti del crescente appeal internazionale di Roma.
Gentile: «Ora progetti concreti per consolidare»
Per la presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile, il rapporto OICE restituisce un quadro incoraggiante per la meeting industry, ma ora è il momento di trasformare i risultati in azioni concrete. Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nelle infrastrutture congressuali, il rafforzamento della promozione internazionale e la valorizzazione del capitale umano. «Quando le persone si incontrano, si incontrano culture, competenze e conoscenze – sottolinea –: è questo uno dei grandi valori che la meeting industry continua a generare per i territori».
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[post_content] => Da Gent ad Anversa, passando per Bruges, Bruxelles e Lovanio, il calendario autunnale delle Fiandre comprende appuntamenti che spaziano dai maestri del Rinascimento alle artiste tra Otto e Novecento, dai dialoghi tra arti visive e fashion design fino agli approfondimenti sugli scambi che hanno contribuito a plasmare la storia artistica europea.
Occasioni per esplorare un territorio in bicicletta o a piedi, dove canali, campagne, castelli e abbazie continuano ancora oggi a raccontare la storia e l’identità della regione.
Molte le mostre in calendario, a cominciare da Jenny Montigny, MSK Gent 10 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027. Il Museo di Belle Arti MSK Gent prosegue il proprio percorso dedicato alle donne artiste con una monografica di Jenny Montigny (1875-1937), pittrice, pastellista, disegnatrice e incisora originaria di Gent.
Van Hemessen & Father, Snijders & Rockoxhuis Anversa - 15 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027. Alla bottega cinquecentesca che ha contribuito a definire la scena artistica di Anversa, è dedicata la mostra in programma alla Snijders & Rockoxhuis, “Van Hemessen & Father”, una retrospettiva sulla famiglia Van Hemessen.
Il nuovo polo culturale di Bruges, Brusk, dal 30 ottobre 2026 al 14 marzo 2027, ospita “High Tide. The Power of Water in Fashion and Art”, a cura di Karen Van Godtsenhoven. Mare, oceani e paesaggi costieri diventano il punto di partenza per riflettere sul rapporto tra uomo e natura, tra attrazione estetica e fragilità ambientale.
Jean Brusselmans, Bozar Bruxelles - 2 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027
Per raccontare la costruzione di un linguaggio autonomo rispetto alle principali correnti europee il BOZAR di Bruxelles, dal 2 ottobre al 31 gennaio 2027, costruisce una grande retrospettiva attorno a Jean Brusselmans, una tra le personalità più originali della pittura belga del Novecento.
Dall’8 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 si sviluppa “Flemish Sculptures in Italy”, in programma al M Leuven e dedicata ai Maestri Fiamminghi che tra XVI e XVII secolo lavorarono nella penisola italiana. Riunendo opere provenienti dal Louvre, dal Victoria & Albert Museum, dal Rijksmuseum e dagli Uffizi, il percorso mette in luce una vicenda poco nota della storia dell’arte: l’influenza esercitata dagli scultori delle Fiandre oltre le Alpi e il dialogo creativo sviluppatosi tra due delle più importanti aree artistiche del continente.
Da segnalare due riaperture. A Gent e Lovanio, due importanti istituzioni fiamminghe tornano ad accogliere il pubblico aprendo al dialogo tra differenti forme espressive e il loro sviluppo nel corso dei secoli, ridefinendone spazi, funzioni e relazione con il territorio.
Il Design Museum Gent riapre il 3 ottobre al termine di un importante progetto di rinnovamento, che ha portato alla realizzazione di una nuova ala in continuità con le strutture storiche, ampliando gli spazi espositivi e rafforzando il dialogo tra museo e città.
Park Abbey a Lovanio tornerà, invece, ad accogliere il pubblico il 24 ottobre al termine di un lungo intervento di restauro che ha interessato l’intero complesso monastico, fondato nel XII secolo. Il progetto ha restituito coerenza architettonica e paesaggistica a uno dei siti storici più significativi della regione, riportandolo a una piena fruizione pubblica. In occasione della riapertura, gli spazi dell’abbazia ospitano “Threading Landscapes”, una mostra che mette in dialogo arte contemporanea e patrimonio storico attraverso interventi diffusi tra edifici, chiostri e aree esterne.
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[post_content] => Il turismo italiano continua a crescere anche nel 2026. Nel primo trimestre dell’anno, secondo la fonte amministrativa Alloggiati Web, gli arrivi turistici risultano in aumento del 5,5%, mentre le presenze registrano un incremento del 6,8%.
Su base mensile, gennaio mostra una crescita degli arrivi pari al 4,3% e delle presenze del 6,1%. Un andamento analogo si osserva a febbraio, con un aumento degli arrivi del 6,5% e delle presenze del 6,1%. Si rilevano valori leggermente più elevati nelle presenze turistiche di marzo, che registra un aumento del 7,9% con un incremento degli arrivi pari al 5,6%.
L’andamento si mantiene positivo anche per le festività primaverili. Sia il 25 Aprile che il Primo Maggio, infatti, mostrano una performance già ai livelli dell’anno scorso, con un prezzo medio inferiore di circa il 7% e un tasso di saturazione ota mediamente in linea, stando ai dati elaborati dall’Ufficio statistica del ministero del turismo. Numeri che acquisiscono un rilievo maggiore soprattutto alla luce del fatto che nel 2025 i viaggiatori poterono usufruire del maxi-ponte da Pasqua al 5 maggio, mentre quest’anno l’unico breve ponte è quello della Festa dei Lavoratori.
Connettività
Anche la connettività aerea verso l’Italia è stimata in aumento, con un +10,6% nel 2026 su base annua: si registrano incrementi percentuali sia per le rotte a corto raggio (+10,8%) che per quelle a medio raggio (+11,2%), nonché per quelle a lungo raggio (+7,3%).
In particolare, la connettività aerea domestica è prevista in crescita dell’11,7% nel 2026, mentre tra i 20 principali mercati per capacità di posti si distinguono Polonia, Albania, Romania e Danimarca, con incrementi anno su anno superiori al 20%.
Anche altri mercati chiave mostrano una solida espansione, tra cui Spagna (+10,7%), Stati Uniti (+11,1%), Grecia (+12,2%), Egitto (+14,7%) e Ungheria (+12,4%). Mercati più maturi come Germania (+3,4%), Francia (+1,7%), Paesi Bassi (+4,5%), Svizzera (+7,2%) e Belgio (+4,7%) registrano incrementi più moderati nella capacità di posti.
Da sottolineare anche le intenzioni di viaggio dei turisti statunitensi, che crescono sia in primavera che, specialmente, in estate, arrivando a intercettare il 7,6% della domanda USA verso l’Europa. Dati che non corrispondono a prenotazioni effettive, quanto a ricerche online, ma che mostrano comunque buoni segnali.
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[post_content] => E' di nuovo una performance da record quella del turismo in Grecia, nei primi quattro mesi del 2026, con una crescita significativa sia in termini di fatturato sia di numero di visitatori, rispetto al periodo gennaio-aprile 2025 che già aveva toccato numeri da primato.
Nel primo quadrimestre dell'anno, le entrate derivanti dal turismo sono aumentate di 752,9 milioni di euro, +36,9%, raggiungendo i 2,79 miliardi di euro, mentre i pagamenti relativi ai viaggi sono cresciuti del 14%, arrivando a 1,13 miliardi di euro. Complessivamente, le entrate del paese derivanti dal turismo internazionale hanno superato la spesa turistica all'estero dei residenti di 1,66 miliardi di euro, con un incremento del 58% rispetto a 1,05 miliardi di euro nello stesso periodo del 2025.
Gli arrivi sono aumentati del 27,1%, per un totale di 5,24 milioni di visitatori, rispetto ai 4,12 milioni dello stesso periodo del 2025; in particolare, il numero di viaggiatori arrivati via terra è aumentato del 67,8%; segno più anche per il traffico aereo, seppur di un più modesto 12,8%.
Da notare che ad aumentare non è stato solo il numero dei visitatori, ma anche il valore della spesa media per viaggio, che è cresciuta dell'8,6% su base annua. Gli introiti provenienti dai paesi dell'Unione europea sono aumentati del 38,7%, raggiungendo 1,37 miliardi di euro, leggermente di più rispetto a quelli provenienti da paesi extra-Ue, cresciuti del 37,5% a 1,34 miliardi di euro. La differenza negli arrivi è stata più marcata, con un incremento del 36,1% per i paesi dell'Ue e del 18,3% per il resto del mondo.
Balzo in avanti degli arrivi dall'Italia
Ottima performance per il mercato Italia, che nel quadrimestre ha fatto segnare un incremento del 57,5% dei ricavi e del 21,6% degli arrivi. Anche il Regno Unito ha dato un contributo particolarmente significativo, con entrate turistiche pari a 331,7 milioni di euro e flussi turistici in crescita del 51%. Positivi anche i numeri della Francia, con ricavi in aumento del 12,6% e arrivi in crescita del 14,1%.
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[post_content] => Kti Voyages, dmc marocchino fondato nel 1972 da Mohammed Benamour, si occupa di leisure, mice e incoming, gestendo gruppi e turisti indipendenti con proposte tailor-made ed è rappresentato in Italia da Controvento con Simona Bonetti. «Kti è sul mercato da 55 anni: vogliamo essere innovativi e costruire un rapporto di fiducia con i nostri partner, con un focus sul patrimonio storico del Marocco» ha affermato Othman Lahlou, managing director di Kti Voyages. Per questo è stata sviluppa la Kti App, che sarà disponibile dal prossimo mese di settembre e che, dotata di Ia, è progettata per accompagnare i viaggiatori durante tutto il soggiorno in Marocco.
Il lancio di Kti Connect
Verrà inoltre lanciata tra settembre e ottobre Kti Connect, una piattaforma b2b di nuova generazione destinata ad adv, to e partner internazionali. «Utilizzando Kti App si potrà scaricare il programma di viaggio direttamente sul proprio smart-phone scannerizzando il Qr code inviato ai clienti prima della partenza - spiega Lahlou -. Si potrà essere sempre in contatto con la guida e i compagni di viaggio, geolocalizzarsi per capire dove ci si trova e anche comunicare 24/24 con i nostri servizi, segnalando ogni difficoltà. L’Ia interna alla app è stata configurata appositamente per accompagnare gli ospiti nella visita di luoghi e monumenti lungo tutto il percorso. Per rispondere alle esigenze dei clienti ogni anno Kti propone qualcosa di nuovo: escursioni, esperienze, ristoranti.... Per informare gli operatori abbiamo sviluppato la piattaforma Kti Connect, che sarà operativa da settembre/ottobre. Siamo la prima azienda turistica in Marocco ad offrire questo servizio».
Kti Voyages ha un dipartimento che si occupa del Mice: «Lavoriamo molto con il mercato italiano. Gestiamo anche due hotel. Il La Tour Hassan Palace è un hotel iconico 5 stelle con 147 camere, che si trova nel centro storico della capitale Rabat, mentre il Berbere Palace, anch’esso 5 stele, si trova a Ouarzazate, al sud di Marocco. Dispone di 249 sistemazioni tra camere e suite, completamente rinnovate 3 anni fa; è costituito da diverse strutture caratteristiche che ricordano un’antica medina, con terrazze, 4 ristoranti, un hammam, campi da tennis e da golf. Insieme con il fascino imperiale di Marrakech, Ouarzazate è parte del programma Grande Sud marocchino proposto da Kti Voyages: una delle esperienze autentiche, immersive e su misura che consentono di scoprire tutte le sfaccettature del Marocco».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Neanche il ponte del 2 giugno ravviva il turismo organizzato. Ancora 9 agenzie di viaggio su 10 segnalano vendite in calo. “Il danno reale non è la guerra, ma la sua narrazione”. Ma c’è fiducia nella stabilizzazione o recupero nel prossimo trimestre per il 53% degli agenti: la crisi non è finita, ma almeno ha smesso di peggiorare.
La rilevazione di maggio 2026 dell’Osservatorio Aidit su un campione di 274 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale fotografa un settore sotto pressione: il 90% registra ancora vendite in diminuzione rispetto allo scorso anno e quasi la totalità (87,6%) indica nei media il principale fattore che frena la domanda. La fake news che ha fatto più danni? “Il carburante per gli aerei sta finendo. Probabilmente le scorte si esauriranno il 15 maggio.”.
Le agenzie di viaggio italiane lavorano oggi in un clima segnato più dalla percezione del rischio che dal rischio reale. È questo il dato centrale che emerge dalla rilevazione di maggio dell’Osservatorio Aidit, l’indagine continuativa con cui l’Associazione Italiana Distribuzione Turistica raccoglie ogni mese, dall’inizio della guerra in Iran , la voce diretta delle agenzie — oltre 1.300 risposte complessive raccolte nelle diverse rilevazioni.
Business in calo
Il quadro congiunturale è netto. Nelle ultime quattro settimane il 74,7% delle agenzie dichiara un business in calo, e per quasi metà del campione (48%) si tratta di un calo “forte”. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, 9 agenzie su 10 (90%) segnalano vendite in diminuzione. Tra chi è in flessione, la contrazione di fatturato si concentra nella fascia tra il –10% e il –25% (34,1%), ma quasi un terzo (31,8%) stima una perdita superiore al –25%.
A pesare non è la disponibilità di spesa in sé, ma un’incertezza diffusa che modifica i comportamenti di acquisto. Oggi i clienti cercano soprattutto sicurezza (77,4%), prezzo (55,5%) e flessibilità (24,1%); il 73% è meno fiducioso nel prenotare rispetto a un mese fa; servono più preventivi per chiudere una vendita (per il 75% delle agenzie il numero è aumentato) e si prenota molto più sotto data (il 78% rileva un accorciamento dell’anticipo). In altre parole: la domanda non è sparita, ma è diventata più lenta, più prudente e più difficile da convertire.
Il vero moltiplicatore della crisi: l’informazione allarmistica.
Il punto su cui le agenzie sono più compatte riguarda il ruolo dei media. L’87,6% indica che i media stanno influenzando “moltissimo” e in modo negativo la domanda (il 98,9% almeno “abbastanza”). E il lavoro di rassicurazione è ormai quotidiano: il 94,5% degli agenti si trova “sempre” (58,8%) o “spesso” (35,7%) a dover smentire informazioni non corrette ai propri clienti.
Tra i canali percepiti come più responsabili dell’allarmismo svettano i telegiornali nazionali (86,9%), seguiti dai social network (52,9%) e dai quotidiani online (29,2%). La disinformazione più frequente da smentire è stata, in modo nettissimo, la notizia secondo cui “il carburante per gli aerei sta finendo” (71,2%), davanti al generico “è pericoloso viaggiare a causa della guerra” (14,6%).
Prospettive e richieste al sistema
Lo sguardo sui prossimi tre mesi resta cauto: il 47,3% prevede prenotazioni in calo, il 31,9% stabili ma il 20,9% in crescita. Di fronte a questo scenario la richiesta delle agenzie è chiara: il 60,1% chiede prima di tutto supporto e riconoscimento dalle Istituzioni, il 24% linee guida ufficiali da condividere con i clienti, a conferma che la principale emergenza percepita è oggi quella comunicativa e reputazionale, prima ancora che operativa.
Gli italiani vogliono ancora partire
“I nostri agenti non stanno raccontando una crisi della voglia di viaggiare: gli italiani vogliono ancora partire. Stanno raccontando una crisi di fiducia, alimentata da una narrazione spesso allarmistica e non verificata. Quando il 95% delle agenzie passa le giornate a smentire notizie false — dal carburante che finisce alle destinazioni ‘off limits’ — il danno economico è reale e misurabile. Chiediamo alle Istituzioni e ai media un’informazione responsabile e dati certi: è il modo più efficace per proteggere imprese, lavoro e il diritto delle persone a viaggiare in sicurezza.” ha dichiarato Domenico Pellegrino, presidente di Aidit
La fotografia di maggio va letta dentro una traiettoria. L’Osservatorio misura il sentiment delle vendite su una scala da −2 (forte calo) a +2 (forte crescita). L’indice, positivo in autunno (+0,20 a ottobre 2025), è scivolato in territorio negativo in inverno (−0,35 a dicembre) e ha toccato il minimo storico ad aprile 2026 (−1,65), in coincidenza con l’acuirsi della crisi mediorientale e dell’ondata di notizie allarmistiche. A maggio si registra un primo, parziale assestamento (−1,10): il clima resta fortemente negativo, ma la curva interna risale di oltre mezzo punto rispetto al punto più basso, segnale di una possibile stabilizzazione ancora tutta da consolidare.
L’indice “andamento vendite” (la dinamica corrente) migliora ad maggio rispetto ad aprile (da −1,65 a −1,10), mentre l’indice “vendite rispetto all’anno precedente” resta sostanzialmente ancorato sul fondo (da −1,33 a −1,28). Tradotto: la ripartenza congiunturale di brevissimo periodo non ha ancora colmato il divario accumulato su base annua. La crisi, insomma, non è finita; al massimo ha smesso di peggiorare.
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Ma c’è fiducia nella stabilizzazione o recupero nel prossimo trimestre per il 53% degli agenti: la crisi non è finita, ma almeno ha smesso di peggiorare.\r\nLa rilevazione di maggio 2026 dell’Osservatorio Aidit su un campione di 274 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale fotografa un settore sotto pressione: il 90% registra ancora vendite in diminuzione rispetto allo scorso anno e quasi la totalità (87,6%) indica nei media il principale fattore che frena la domanda. La fake news che ha fatto più danni? “Il carburante per gli aerei sta finendo. Probabilmente le scorte si esauriranno il 15 maggio.”.\r\nLe agenzie di viaggio italiane lavorano oggi in un clima segnato più dalla percezione del rischio che dal rischio reale. È questo il dato centrale che emerge dalla rilevazione di maggio dell’Osservatorio Aidit, l’indagine continuativa con cui l’Associazione Italiana Distribuzione Turistica raccoglie ogni mese, dall’inizio della guerra in Iran , la voce diretta delle agenzie — oltre 1.300 risposte complessive raccolte nelle diverse rilevazioni.\r\n\r\nBusiness in calo\r\nIl quadro congiunturale è netto. Nelle ultime quattro settimane il 74,7% delle agenzie dichiara un business in calo, e per quasi metà del campione (48%) si tratta di un calo “forte”. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, 9 agenzie su 10 (90%) segnalano vendite in diminuzione. Tra chi è in flessione, la contrazione di fatturato si concentra nella fascia tra il –10% e il –25% (34,1%), ma quasi un terzo (31,8%) stima una perdita superiore al –25%.\r\nA pesare non è la disponibilità di spesa in sé, ma un’incertezza diffusa che modifica i comportamenti di acquisto. Oggi i clienti cercano soprattutto sicurezza (77,4%), prezzo (55,5%) e flessibilità (24,1%); il 73% è meno fiducioso nel prenotare rispetto a un mese fa; servono più preventivi per chiudere una vendita (per il 75% delle agenzie il numero è aumentato) e si prenota molto più sotto data (il 78% rileva un accorciamento dell’anticipo). In altre parole: la domanda non è sparita, ma è diventata più lenta, più prudente e più difficile da convertire.\r\n\r\nIl vero moltiplicatore della crisi: l’informazione allarmistica.\r\n\r\nIl punto su cui le agenzie sono più compatte riguarda il ruolo dei media. L’87,6% indica che i media stanno influenzando “moltissimo” e in modo negativo la domanda (il 98,9% almeno “abbastanza”). E il lavoro di rassicurazione è ormai quotidiano: il 94,5% degli agenti si trova “sempre” (58,8%) o “spesso” (35,7%) a dover smentire informazioni non corrette ai propri clienti.\r\nTra i canali percepiti come più responsabili dell’allarmismo svettano i telegiornali nazionali (86,9%), seguiti dai social network (52,9%) e dai quotidiani online (29,2%). La disinformazione più frequente da smentire è stata, in modo nettissimo, la notizia secondo cui “il carburante per gli aerei sta finendo” (71,2%), davanti al generico “è pericoloso viaggiare a causa della guerra” (14,6%).\r\n\r\nProspettive e richieste al sistema\r\nLo sguardo sui prossimi tre mesi resta cauto: il 47,3% prevede prenotazioni in calo, il 31,9% stabili ma il 20,9% in crescita. Di fronte a questo scenario la richiesta delle agenzie è chiara: il 60,1% chiede prima di tutto supporto e riconoscimento dalle Istituzioni, il 24% linee guida ufficiali da condividere con i clienti, a conferma che la principale emergenza percepita è oggi quella comunicativa e reputazionale, prima ancora che operativa.\r\n\r\nGli italiani vogliono ancora partire\r\n“I nostri agenti non stanno raccontando una crisi della voglia di viaggiare: gli italiani vogliono ancora partire. Stanno raccontando una crisi di fiducia, alimentata da una narrazione spesso allarmistica e non verificata. Quando il 95% delle agenzie passa le giornate a smentire notizie false — dal carburante che finisce alle destinazioni ‘off limits’ — il danno economico è reale e misurabile. Chiediamo alle Istituzioni e ai media un’informazione responsabile e dati certi: è il modo più efficace per proteggere imprese, lavoro e il diritto delle persone a viaggiare in sicurezza.” ha dichiarato Domenico Pellegrino, presidente di Aidit\r\nLa fotografia di maggio va letta dentro una traiettoria. L’Osservatorio misura il sentiment delle vendite su una scala da −2 (forte calo) a +2 (forte crescita). L’indice, positivo in autunno (+0,20 a ottobre 2025), è scivolato in territorio negativo in inverno (−0,35 a dicembre) e ha toccato il minimo storico ad aprile 2026 (−1,65), in coincidenza con l’acuirsi della crisi mediorientale e dell’ondata di notizie allarmistiche. A maggio si registra un primo, parziale assestamento (−1,10): il clima resta fortemente negativo, ma la curva interna risale di oltre mezzo punto rispetto al punto più basso, segnale di una possibile stabilizzazione ancora tutta da consolidare.\r\nL’indice “andamento vendite” (la dinamica corrente) migliora ad maggio rispetto ad aprile (da −1,65 a −1,10), mentre l’indice “vendite rispetto all’anno precedente” resta sostanzialmente ancorato sul fondo (da −1,33 a −1,28). Tradotto: la ripartenza congiunturale di brevissimo periodo non ha ancora colmato il divario accumulato su base annua. La crisi, insomma, non è finita; al massimo ha smesso di peggiorare.\r\n ","post_title":"Osservatorio Aidit: in 9 agenzie su 10 vendite ancora in calo","post_date":"2026-06-05T10:44:53+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1780656293000]}]}}
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