27 March 2026

Mele: la Shiruq di Mappamondo? Nel segno della continuità

Da sinistra, Elena Valdata, Andrea Mele e Francesca Lorusso

Andrea Mele lo ha già dichiarato con chiarezza in occasione della conferenza con cui è stata annunciata l’acquisizione del to milanese: la Shiruq targata Mappamondo sarà nel segno della continuità. E non solo dal punto di vista del team, che si trasferirà presto negli uffici meneghini dell’operatore romano, ma anche da quello del prodotto. D’altronde l’intera chiave dell’operazione sta nella parola diversificazione. “E per me diversificare non ha mai significato semplicemente aggiungere una nuova destinazione – ha spiegato il ceo di Mappamondo -. Vuol dire invece muoversi verso nuovi orizzonti di mercato, rivolgersi a un segmento di clientela diverso. Ed è proprio quello che faremo con Shiruq”.

Il brand fondato da Elena Valdata conserverà insomma la propria identità specifica: “Non ci saranno doppioni – ha rimarcato Mele – Piuttosto, cercheremo della sinergie. Ci sforzeremo di sfruttare al massimo la forza di Mappamondo anche dal lato prodotto, inserendo tra le altre cose destinazioni che Shiruq faceva di meno o non faceva. Pensiamo per esempio all’Africa Australe ma certamente rafforzeremo pure il Sud-Est asiatico dove il nostro prodotto è già molto conosciuto sul mercato”. La strategia è sufficientemente delineata: “Immaginiamo già le agenzie potenzialmente più adatte al prodotto Shiruq: sono quelle che vendono di più Mappamondo. Oltre alla nostra presenza alla prossima Bit di Milano, abbiamo peraltro già in programma due eventi ad hoc in Sicilia. Poi sarà il mercato a fornirci stimoli e risposte”.

Il prodotto

Lato programmazione, Shiruq manterrà dunque sicuramente le destinazioni su cui era già forte la propria presenza: “Parliamo tra gli altri del Marocco con tour guidati e self drive – ha aggiunto la direttrice Francesca Lorusso -. Ma anche dell’Algeria con tre itinerari che diventeranno presto quattro, dedicati a deserto e archeologia. Non mancherà inoltre l’Egitto con due navigazioni: in dahabeya sul Nilo, da Luxor ad Assuan, e su una imbarcazione da quattro cabine sul lago Nasser”.

Continuerà inoltre la programmazione sull’Arabia Saudita, così come sulla Cina, “che ci è mancata moltissimo e che avevamo già riproposto quest’anno con un tour dal sapore classico arricchito da alcune chicche in esclusiva”. Focus anche sull’Europa, tra paesi Baltici, Bulgaria, Malta e Albania. Non verrà tralasciato neppure il Medio Oriente, così come l’Africa Occidentale e l’America Centro-Meridionale. In Asia, come già accennato, si punterà su Sud-Est ed Estremo Oriente. “La loro conoscenza – ha proseguito Francesca Lorusso – ci aiuterà a perfezionare l’offerta su Thailandia e Vietnam, nonché a sviluppare Laos, Cambogia, Indonesia e Giappone“.

Proseguiranno inoltre le collaborazioni già avviate, come quella con il cantautore Jack Jaselli per il prodotto Mindfullness e con l’Istituto italiano di fotografia per i viaggi dedicati appunto alla fotografia. “In queste settimane abbiamo avuto già modo di confrontarci a lungo con Mappamondo – ha concluso Francesca Lorusso -. E abbiamo avvertito un’apertura senza resistenza. Per di più loro hanno già una linea, la Unique Trails, per viaggi fuori dalle rotte più turistiche: un accenno di Shiruq in Mappamondo prima del nostro arrivo”.

 

 

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Lentamente qualcosa l'ha imparato, ma naturalmente non ha potuto colmare le lacune che aveva ab origine. Ricordo che in una sala di 1600 agenti outgoing chiese di far arrivare in massa turisti in Italia. Ho ancora impressi nella testa gli sguardi sconcertati degli agenti di viaggio. Di queste situazioni ce ne sono state parecchie e questo giornale ha cercato di riportarle sempre con una certa precisione.\r\n\r\nUna cosa bisogna riconoscergliela. Nel momento il cui l'Europa si stava convincendo ad approvare la nuova direttiva pacchetti, l'unico ministro ad opporsi è stata la Santanchè. E meno male, perché quella direttiva, per come era scritta avrebbe fatto più danni del Covid.\r\n\r\nPer il resto troppa visibilità con il suo tagliare nastri ad ogni evento, che si trattasse del Ttg di Rimini, o della fiera delle biciclette. E quando prendeva il microfono iniziava la fiera delle banalità: siamo italiani, dobbiamo essere ottimisti ecc, ecc.\r\n\r\nInsomma questo è il quadro in sintesi. 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