5 February 2026

Nicolaus: 135 milioni. Preoccupa un po’ l’Egitto

Nicolaus a quota 135 milioni. Preoccupa un po’ l’Egitto ma per il 2024 si punta ai 160 mln.

Chiuderà attorno ai 135 milioni di euro il fatturato tour operator Nicolaus del 2023 (la holding, che include tra l’altro gestioni alberghiere e divisione real estate, arriverà a 160 mln). Un risultato in linea con le ambiziose previsioni di budget, che stimavano una crescita di circa il 35% rispetto all’anno precedente. “Forse rimarremo sotto di 3-4 milioni per la situazione che si sta creando in Egitto, a seguito dei fatti di Israele – ammette l’amministratore delegato, Giuseppe Pagliara -. Sulla destinazione al momento registriamo infatti prenotazioni al 75%-80% rispetto al solito, ma in ogni caso dovremmo riuscire a mantenerci in linea sostanziale con le previsioni iniziali”.

Anche i dati sulle marginalità rimangono decisamente positivi, con un ebitda margin che si attesterà per la parte tour operating (comprensiva pure delle fee dei contratti di affiliazione alberghiera) attorno al 5%. “Per il 2024 non abbiamo ancora fatto il budget – prosegue Pagliara – ma contiamo senz’altro di crescere ancora, con un obiettivo stimato sui 155-160 milioni sempre per la parte tour operating. Certo, molto dipenderà della prossime evoluzioni geo-politiche che come sempre hanno ricadute importanti sulla nostra industria. A questo proposito stiamo rivalutando alcune situazioni in Italia e in altre mete mediterranee che avevamo un po’ lasciato da parte, per ovviare a un’eventuale protrarsi delle difficoltà dell’Egitto”.

C’è invece consapevolezza ma non eccessiva preoccupazione relativamente all’attuale contesto macro-economico di tassi d’interesse e inflazione elevate. “Le nostre attività real estate – spiega Pagliara. -ci hanno portato nel tempo a collaborare con numerosi partner finanziari. Non che il tema dei mutui e degli interessi passivi non ci riguardi, viste le acquisizioni che abbiamo effettuato negli ultimi anni. Ma abbiamo agito con accortezza, tanto che l’80% dei nostri finanziamenti è protetto. Sono solamente due le operazioni per cui stiamo scontando l’innalzamento dei tassi”.

Il momento complicato del real estate potrebbe piuttosto paradossalmente aprire delle nuove opportunità: “Grazie alla nostra gestione oculata abbiamo capitali a disposizione – rivela Pagliara -. Anche solo perché non abbiamo mai chiuso un bilancio in passivo, con l’unica eccezione dell’anno nero del turismo 2020 in cui siamo però andati in rosso di appena 1 milione di euro. In un contesto di mercato un po’ depresso, i prezzi degli immobili dovrebbero calare e si potrebbero perciò presentare delle occasioni interessanti”.

Sul fronte della domanda, persino la questione inflazione non spaventa più di tanto. Da una parte perché il viaggio è ormai diventato un elemento prioritario del paniere di acquisti del consumatore. Da un altro canto perché sulla componente dei servizi a terra, la crescita delle tariffe è tutto sommato sotto controllo: “Parliamo di incrementi del 5%-6%, al di sotto dell’inflazione media – conclude Pagliara -. Diverso invece il discorso del volato. Ci sono destinazioni oggi inavvicinabili, come per esempio la Thailandia che vede i collegamenti dall’Italia in economy superare anche i 2 mila euro in alta stagione. Al contempo però ne giova in parte la domanda Italia su Italia, grazie al fatto che le mete domestiche sono pur sempre facilmente raggiungibili in auto”.

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