13 May 2026

Burgio, Alpitour: il cambio di priorità dei consumi salverà il turismo

Il prossimo per il turismo sarà un anno dal doppio volto. Non mancheranno infatti come sempre le sfide. Allo stesso tempo, però, si apriranno prospettive inedite, persino inaspettate. Il mondo sta cambiando, le incertezze geopolitiche ed economiche aumentano. Ma paradossalmente proprio il contesto incerto che ci si para davanti potrebbe aprire nuove opportunità per l’industria dei viaggi. Stanno infatti cambiando le priorità di consumo: sempre più persone decidono di cogliere l’occasione di un viaggio subito, piuttosto che rimandarlo e rischiare di non avere più la possibilità di farlo.

Lo racconta Gabriele Burgio, a margine di un convegno sulle risorse umane organizzato dal gruppo Allegrini durante la fiera di Rimini. “Per il prossimo anno credo che l’inflazione si attesterà su livelli del 4%-5% – spiega il presidente e amministratore delegato di Alpitour World -. E’ una percentuale elevata? Si, certo ma ci sono stati periodi relativamente recenti in cui si è stati anche sopra la doppia cifra. Piuttosto preoccupa di più il caro petrolio, che sui viaggi incide direttamente. La questione, semmai, è quella che gli americani definiscono il disposable income delle famiglie. E a questo punto entrano in gioco le nuove priorità di consumo. Sono in molti infatti quelli che oggi non vogliono perdere l’opportunità di partire finché ne hanno la possibilità. Lo abbiamo visto noi stessi con la frenesia che ha contraddistinto le prenotazioni per il Natale a Zanzibar e alle Maldive. Il clima di incertezza, in altre parole, spinge a investire sul leisure, sul divertimento. Allo stesso tempo il crescere dei tassi di interesse legato all’inflazione contribuisce a dilazionare decisioni finanziariamente impegnative, come per esempio l’acquisto di una casa. E tutto ciò libera ulteriori risorse per i viaggi”.

Ma l’inflazione è naturalmente una sfida anche per le imprese: “Se aumentano i costi c’è il rischio di un restringimento dei margini – ammette Burgio -. Per quanto ci riguarda, però, il 2023 è stato un ottimo anno. Tanto che dovremmo chiudere il bilancio consolidato con marginalità al 6%, se non persino qualcosa di più. Se si pensa che appena una decina di anni fa eravamo all’1%, direi che abbiamo fatto un buon lavoro. Anzi, posso dire che quest’anno saremo sicuramente nella top 3 europea dei grandi gruppi turistici per livelli di marginalità”.

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