27 June 2026

Primo semestre Covivio trainato dalle performance alberghiere

L’amministratore delegato di Covivio Italia Alexei Dal Pastro

Che l’ospitalità goda oggi di ottima salute lo confermano anche i dati della semestrale di un operatore real estate di respiro europeo come Covivio. “La ripresa dell’attività alberghiera e la forte crescita dei ricavi a perimetro costante hanno compensato i minori margini sullo sviluppo immobiliare, l’impatto delle vendite e l’aumento degli oneri finanziari”, si legge infatti nella nota di accompagnamento al bilancio gennaio-giugno 2024.

“Dato l’attuale contesto dei tassi di interesse e dell’andamento del mercato degli investimenti – prosegue il documento – il valore del portafoglio del gruppo (valutato ogni sei mesi da esperti indipendenti) segna una diminuzione del 5,5% a perimetro costante (per l’Italia -1,5%), attestandosi a 24,8 miliardi di euro (16,4 mld di euro la quota di competenza del gruppo). L’aumento dei tassi di capitalizzazione (nell’ordine di +36 punti base su sei mesi a perimetro costante) è stato inoltre parzialmente compensato dalla forte dinamica dei canoni su tutte le attività.  L’EPRA Earnings rettificato (i risultati sulle attività operative, ndr) è stato di 223,4 milioni di euro e di 2,36 euro/azione, stabile rispetto all’anno precedente. In un contesto finanziario e di mercato difficile per gli investimenti immobiliari, Covivio sta raccogliendo i frutti della sua strategia rafforzando il bilancio e sfruttando l’andamento favorevole dei mercati dei canoni. I ricavi del settore alberghiero sono andati meglio del previsto, così come il contributo dell’indicizzazione degli uffici. Covivio ha quindi alzato il suo obiettivo di Epra Earnings rettificato per il 2023 a 420 milioni di euro, rispetto ai 410 mln di euro iniziali (4,3 euro/azione)”.

Per quanto riguarda poi il settore alberghiero nello specifico, “nella prima metà del 2023 la performance alberghiera ha continuato a crescere, trainata da forti aumenti dei prezzi medi, ma anche a partire da maggio da un ritorno a tassi di occupazione vicini o superiori ai livelli del 2019 (-1,9 pt in Europa e +1,2 pt in Francia). Gli ottimi risultati ottenuti dal mercato dell’ospitalità nella prima metà dell’anno hanno portato perciò a una crescita dei ricavi del +20,3% a perimetro costante. I ricavi variabili, che beneficiano di un effetto base favorevole, sono cresciuti del +42%: i canoni variabili del portafoglio AccorInvest sono aumentati del +32% a perimetro costante, beneficiando della forte performance degli immobili parigini, mentre i margini operativi lordi (ebitda) degli hotel detenuti e gestiti è aumentato del 54%. Anche i canoni fissi hanno registrato un forte aumento, pari al +10% a perimetro costante, favorito dall’indicizzazione (4,7 pt), dall’attivazione di canoni variabili aggiuntivi (4,6 pt) in virtù delle ottime performance e da operazioni di asset management (0,4 pt). Nel settore alberghiero, infine, anche i valori del portafoglio immobiliare mostrano maggiore resistenza (-0,8% a perimetro costante), beneficiando di un rendimento iniziale più elevato e della continua ripresa dell’attività. Il valore degli immobili a reddito variabile è diminuito del 0,5% mentre quello degli immobili a reddito fisso dell’1,1%”.

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