29 giugno 2023 12:33
Nasce con la sua prima proprietà a Milano il gruppo alberghiero Kleos Hotel. Alla base di questa nuova iniziativa dell’hotellerie Uturn Investments, che ne ha acquisito il 48,5%: il family office indipendente fondato a Verona da Gianpiero Peron, Luca Mongodi e Alberto Nicoli agirà in qualità di lead investor di un club deal, volto alla creazione di una realtà inedita del mondo dell’ospitalità italiana (i club deal sono sostanzialmente gruppi di investitori privati, che si riuniscono per investire in un’azienda, coordinati da un operatore finanziario, ndr).
L’hotel di debutto del gruppo si trova in zona piazzale Susa, a pochi metri dalla
metropolitana Blu che connette la struttura all’aeroporto di Linate e, una volta terminata, al centro città. Offre 55 camere da poco ristrutturate dall’orientamento business, ma con lo sguardo rivolto anche al turismo leisure con un’attenzione particolare alle famiglie. Il tutto arricchito da una palestra con attrezzi Technogym, un’area business aperta a tutti gli ospiti e una lounge.
Il club deal è stato fondato da importanti famiglie di imprenditori veneti (Giuriati, Camuffo, Pittarello, Lazzarini e Sabattini) e coordinato da Filippo Fornasiero dello studio Baracco Fornasiero. Kleos Hotel Group mira ad aprire nuove strutture anche in altre città chiave del turismo leisure, come Venezia, Cortina e Verona. “Siamo felici di poter entrare con questa operazione nell’hotellerie, settore strategico per l’economia italiana che presenta grandi potenzialità di sviluppo – sottolinea Peron -. È una conferma della nostra filosofia di investimento, fin dall’inizio incentrata sull’utilizzo di un capitale paziente che non rincorre ossessivamente i rendimenti. Con Kleos Hotel Group abbiamo intenzione di creare un nuovo punto di riferimento per il turismo italiano di alto livello, attraverso un percorso di crescita che possa consolidare la posizione del gruppo nel nostro Paese”.
“Un’esperienza ricca e appagante, che va oltre il semplice pernottamento in una camera. La cura dell’ospite e del wellbeing, passione per l’ospitalità, cucina gourmet, attenzione al benessere sono alla base della nostra mission” spiega invece Andrea Andreani: il chief operation officer di Kleos è stato direttore operativo di Salute Hospitality Group (Shg) e ha collaborato con diverse catene alberghiere e con il gruppo Marcegaglia presso l’isola di Albarella (Ro), in qualità di general manager dell’hotel Capo Nord e contemporaneamente della Club House.
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[post_content] => L'aeroporto di Palermo apre le porte alla stagione estiva 2026 con 105 destinazioni che collegheranno 28 paesi: nel dettaglio, 25 rotte domestiche, 78 internazionali e 2 intercontinentali. Sono 37 le compagnie aeree attive sul Falcone e Borsellino, 10 le nuove destinazioni che esordiranno proprio in estate e 3 le nuove compagnie che toccheranno le piste dello scalo, Jet2, Wizz Air e Km Malta Airlines.
L'offerta estiva da Palermo vede un +12% di voli totali (47.914), +26% internazionali (19.485) e +5,8% domestici (28.429). La capacità totale dei posti in vendita cresce del 14% (8.682.744). L’offerta nei voli domestici aumenta del 9,5% (oltre 5 milioni di posti), mentre quella internazionale sale del +22% (3.625.766).
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“L’aeroporto di Palermo non è più soltanto un punto di transito, ma una vera piattaforma strategica per lo sviluppo economico e turistico della Sicilia - dice Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap, società di gestione dello scalo aereo palermitano - Stiamo costruendo un hub sempre più competitivo a livello europeo, con una forte vocazione internazionale e una crescita equilibrata tra traffico domestico e globale. Il nostro obiettivo è superare nel 2026 la soglia dei 10 milioni di passeggeri, generando valore concreto per il territorio e rafforzando il ruolo della Sicilia nel Mediterraneo”.
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[post_content] => Un 2025 connotato da significativi «programmi di sviluppo infrastrutturale e tecnologico dei servizi ai passeggeri», che viene archiviato con 16.937.976 passeggeri e 24.531 tonnellate di merci (+6.8%), consolidano la competitività dell’aeroporto di Milano Bergamo, sia a livello nazionale - stabilmente al terzo posto dopo Fiumicino e Malpensa – sia a livello europeo, dove occupa la 41esima posizione nella classifica di Aci Europe.
Sono alcuni dei dati che emergono dal bilancio di esercizio approvato da Sacbo Spa, società di gestione dello scalo orobico, per il 2025. Anno in cui, in linea con il cronoprogramma dei lavori pianificati, e approvati da Enac, sono stati conclusi i lavori di ampliamento delle sale check-in già da maggio e aperta a fine novembre la nuova area partenze, che ha raddoppiato complessivamente la superficie, rilocando e potenziando i controlli di sicurezza con apparecchiature di controllo radiogeno di ultima generazione.
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[post_content] => Il ritorno di Air Seychelles sul mercato europeo passa anche dall’Italia. A spiegarlo è il cco, Charles Johnson, in occasione dell'incontro che ha riunito a Roma Tourism Seychelles, Air Seychelles e Tal Aviation Group, nuovo gsa per l’Italia del vettore. Il manager sottolinea peraltro come fino a poche settimane fa un’operazione di questo tipo fosse difficilmente ipotizzabile, dopo otto anni di assenza dai collegamenti diretti con l’Europa.
Alla base della decisione vi è la necessità di sostenere il turismo, pilastro dell’economia dell’arcipelago. La riduzione dei collegamenti via hub internazionali ha inciso sui flussi verso la destinazione, portando il governo (azionista della compagnia) a richiedere un rapido ripristino delle rotte europee.
Da qui il lancio dei nuovi voli per Parigi (3 frequenze settimanali fino al 31 maggio) e del collegamento con Roma, operativo da questo sabato fino al 30 aprile con 10 rotazioni complessive.
Il mercato italiano si conferma particolarmente dinamico, sostenuto anche dalla domanda legata alle festività pasquali: «In appena una settimana abbiamo venduto circa 1.200 posti», evidenzia Johnson, con un coefficiente di riempimento superiore al 70% sul primo volo.
L’operazione è attualmente temporanea ed è realizzata con Airbus A320. Tuttavia, la compagnia guarda già oltre: allo studio l’introduzione dell’A321Xlr, che consentirebbe voli diretti a lungo raggio verso l’Italia e un possibile ritorno stabile sul mercato europeo.
Italia mercato chiave per le Seychelles
«È sempre un grande piacere tornare in Italia e incontrare partner e professionisti con cui abbiamo costruito relazioni solide nel tempo», afferma Bernadette Willemin, direttrice generale marketing di Tourism Seychelles.
L’Italia rappresenta oggi uno dei mercati più rilevanti per l’arcipelago: «A fine 2025 si è posizionata come 4° mercato internazionale, con 22.524 arrivi e una crescita del +18% rispetto al 2024».
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Secondo Willemin, il turista italiano si distingue per un approccio sempre più consapevole: «È un pubblico curioso, attento alla qualità e alla ricerca di esperienze autentiche. Apprezza la bellezza naturale, la cultura locale e la possibilità di costruire itinerari combinati».
In questo scenario, il ruolo del trade resta centrale: «Operatori, media e partner contribuiscono a trasformare l’interesse in domanda concreta».
Le Seychelles puntano su un’offerta in evoluzione che valorizza autenticità, natura e identità culturale. «Non si tratta solo di una vacanza, ma di un’esperienza immersiva: è il momento giusto per rafforzare le partnership e costruire un futuro solido per il turismo verso le Seychelles», conclude Willemin.
(Quirino Falessi)
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Ag Boutique Journey fa il punto sui trend dell'incoming. La dmc e t.o. incoming rileva un quadro complessivamente positivo per i flussi turistici stranieriverso l’Italia nel segmento high-end. In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e scenari di conflitto, e tenendo conto di un 2025 che aveva beneficiato della spinta del Giubileo, la domanda si mantiene solida e conferma la capacità del Paese di attrarre una clientela internazionale a elevato potere di acquisto, orientata verso viaggi su misura, servizi esclusivi e soggiorni di fascia alta.
Salvatore Gioiosa, chief commercial officer di Ag Boutique Journe, spiega: «Il dato che riteniamo più significativo riguarda la tenuta della domanda nel segmento high-end, che continua a mostrarsi consistente anche in una fase internazionale segnata da tensioni geopolitiche. Nel dialogo con clienti e partner emerge come, accanto alla necessaria attenzione al contesto internazionale, continui a prevalere una percezione molto forte dell’Italia quale meta sicura, stabile e sempre desiderabile. Si tratta di un elemento che oggi contribuisce in modo concreto a sostenere i flussi turistici e conferma la capacità del Paese di restare un punto di riferimento per il turismo di alta gamma».
Il confronto con il 2025 richiede una lettura attenta. Lo scorso anno, infatti, il Giubileo aveva generato volumi eccezionali proprio nel periodo pasquale, innalzando in modo significativo la base comparativa. In questo contesto, il 2026 si colloca su livelli più fisiologici, ma resta comunque positivo, soprattutto alla luce dello scenario internazionale attuale. Un elemento evidente riguarda, inoltre, la distribuzione della domanda, oggi meno concentrata esclusivamente nei giorni della festività e più spesso estesa ai periodi immediatamente precedenti e successivi alla Pasqua, soprattutto da parte dei mercati oltreoceano.
Il continente americano si conferma di gran lunga il principale mercato di riferimento per Ag Boutique Journey, rappresentando circa il 65% delle prenotazioni complessive. In questo scenario, il Canada pesa intorno al 30% e si conferma un mercato consolidato e stabile. Stati Uniti e Messico stanno registrando le dinamiche di crescita più interessanti, con incrementi stimati tra 10 e 20%, e oggi rappresentano insieme una quota sempre più rilevante del business. Positivo anche l’andamento delle prenotazioni dell'America Latina, in crescita intorno al 15%, con performance particolarmente significative registrate da Brasile e Argentina e segnali incoraggianti sull’intera area. Europa e Asia si attestano entrambe intorno al 15%: la prima si mantiene più stabile, mentre la seconda mostra segnali di ripresa graduale, soprattutto in alcuni mercati chiave.
Nel segmento high-end si conferma una clientela resiliente, poco influenzata dal contesto globale e caratterizzata da una capacità di spesa elevata. Le prenotazioni si distribuiscono tra programmazione anticipata e una componente sempre più rilevante di richieste sotto data, in particolare nel luxury. Il cliente americano e latinoamericano si distingue per maggiore flessibilità e rapidità decisionale rispetto a quello europeo.
Il prodotto
Dal punto di vista del prodotto, il grande classico continua a funzionare molto bene. Il Grand Tour Italia in chiave luxury, con itinerari di 12-14 giorni tra Roma, Firenze e Venezia, spesso completati dalla Toscana o dalla Costiera amalfitana, resta una delle richieste più forti, accompagnata da accessi privati ed esperienze esclusive. Allo stesso tempo cresce anche il filone della “deep Italy”, con itinerari che da Roma si sviluppano verso il Sud, alla scoperta dell’Italia borghi, oltre alle tanto amate Puglia e Matera, e alle destinazioni meno battute. Si tratta di viaggi fortemente personalizzati, costruiti con grande attenzione ai dettagli e con un’idea di autenticità sempre più ricercata. Nel complesso, i soggiorni mantengono una durata media di 12-14 giorni e sono spesso multi-destinazione; cresce inoltre la richiesta di proposte con una permanenza media intorno ai nove giorni.
Resta costante e trasversale l’interesse per il Vaticano e per i Musei Vaticani, richiesti durante tutto l’anno attraverso formule private. In generale, la domanda si orienta sempre più verso esperienze uniche e non replicabili, capaci di coniugare esclusività, privacy e valore emozionale. Tra gli esempi più rappresentativi rientrano aperture private di palazzi storici con cene cucinate da chef stellati, visite fuori orario in cantine iconiche insieme ai proprietari, spostamenti in elicottero tra più destinazioni o giornate in yacht privato: proposte costruite integralmente su misura, in linea con le aspettative di questa tipologia di clientela.
Per i prossimi mesi. si confermano il peso crescente dei mercati oltreoceano e una domanda internazionale che continua a guardare all’Italia con interesse. In questa prospettiva, Ag Boutique Journey continuerà a investire nel continente americano, asiatico e in Oceania, mantenendo al tempo stesso le attività commerciali programmate in Medio Oriente, all’interno di una strategia di presenza costante sui mercati internazionali.
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[post_content] => Sea Aeroporti archivia l'esercizio 2025 con il segno più: 42,3 milioni i passeggeri movimentati, +8% rispetto al 2024, ricavi per 876,8 milioni di euro, +6,5% e un utile netto di 190,6 milioni di euro, +11,7% sui 170,6 milioni di euro dell'anno precedente.
La società di gestione degli scali di Milano Malpensa e Linate sottolinea che il trend positivo del sistema aeroportuale è proseguito anche nel 2026, con una crescita del 7% dei passeggeri nei primi due mesi dell'anno e del 3% delle merci. Alla fine di febbraio, però, lo scenario internazionale è stato segnato da un rapido deterioramento della situazione geopolitica in Medio Oriente, con l'apertura di un nuovo fronte di conflitto e conseguenze immediate sulla connettività aerea, con chiusura degli spazi aerei e sospensione delle attività negli hub della regione, tra cui Dubai, Abu Dhabi e Doha.
«Tale situazione sta incidendo sulla connettività intercontinentale e sull’operatività dei vettori, con possibili riflessi anche sul traffico di Malpensa. Nel 2025, i mercati coinvolti hanno rappresentato circa il 6% del traffico passeggeri complessivo del sistema aeroportuale».
Più precisamente, gli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate hanno gestito rispettivamente 31,2 milioni di passeggeri (+9% vs 2024) e 11,1 milioni di passeggeri (+5% vs 2024).
L’aviazione generale, attraverso gli scali di Linate Prime e Malpensa Prime, ha gestito complessivamente 35,9 mila movimenti nel 2025, in crescita del 4% rispetto al 2024.
Gli investimenti realizzati nel 2025 ammontano a 152,4 milioni di euro (107,4 milioni di euro nel 2024). Gli interventi si sono concentrati sullo scalo di Milano Malpensa, in particolare sul Terminal 1, grazie alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. I lavori hanno incluso manutenzioni straordinarie di alcune parti del terminal, adeguamenti sismici, miglioramenti del sistema di drenaggio delle acque meteoriche e la riqualifica dei pontili di imbarco, oltre alle aree dedicate al trasporto pubblico locale.
A Milano Linate sono proseguiti l’ampliamento del terminal di aviazione generale e del parcheggio per gli operatori aeroportuali, insieme alle opere propedeutiche al progetto Linate Airport District (Lad). Sul fronte della sostenibilità, sono stati portati avanti interventi per la riduzione dei consumi e lo sviluppo di energia da fonti rinnovabili, con l’entrata in funzione del nuovo impianto fotovoltaico di Linate nell’ultimo trimestre del 2025. Infine, è stato rinnovato anche il parco mezzi operativi.
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RateHawk ingrana una marcia in più. L'occasione per mettere a fuoco strategie e sviluppi della piattaforma è stata offerta dall'incontro organizzato a Roma con agenti di viaggio e tour operator.
E' Gabriele Graziani, head of business development Italy di RateHawk, a portare l’attenzione degli operatori oltre il semplice utilizzo dello strumento, accompagnandoli “dietro le quinte” di un’azienda in forte crescita sul mercato italiano. L’obiettivo non era infatti spiegare il funzionamento della piattaforma – volutamente semplice e accessibile – ma raccontarne il valore e l’evoluzione. «La piattaforma è molto semplice, chiunque può accedere e capirne il funzionamento, ma vogliamo raccontarvi cosa c’è dietro e dove stiamo andando».
Una riflessione che parte da una domanda chiave: come definire oggi RateHawk? Se spesso viene etichettata come una “banca letti”, per Graziani si tratta di una visione ormai limitante. «Mi piace presentarci più come un partner tecnologico che come una semplice piattaforma di prenotazione», ha sottolineato, evidenziando il ruolo sempre più centrale nel supporto agli operatori.
La storia
Per comprendere questa evoluzione, è utile guardare al percorso dell’azienda. RateHawk nasce nel 2016 all’interno di Emerging Travel Group, mentre l’ingresso nel mercato italiano risale al 2019, con un team iniziale di 5 persone. «All’inizio eravamo in pochi, con un nome difficile anche solo da pronunciare - ha ricordato - oggi invece possiamo contare su una presenza strutturata e riconosciuta».
Il passaggio chiave è arrivato nel 2025, con la trasformazione in società italiana e l’apertura della sede operativa a Milano. Una scelta che rappresenta un segnale forte di investimento sul territorio. «In un momento in cui molte multinazionali riducono la presenza locale, noi abbiamo compiuto il percorso inverso - ha evidenziato Graziani -, una dimostrazione concreta della fiducia che vogliamo dare ai nostri partner».
I vantaggi per gli operatori sono immediati: fatturazione elettronica nel cassetto fiscale, pagamenti su conti italiani e maggiore tutela legale. «Oggi lavoriamo come una vera società italiana, e questo si traduce in semplificazione operativa e maggiore sicurezza». Parallelamente è cresciuto anche il team, con oltre 30 persone sul territorio. «Per noi è fondamentale che ogni cliente abbia un punto di riferimento umano, perché siamo una realtà tecnologica, ma il rapporto diretto resta centrale».
Verso il futuro
Guardando al futuro, l’azienda punta a rafforzare ulteriormente la propria presenza e ad ampliare i servizi, con particolare attenzione al business travel. «Stiamo investendo molto su questo segmento, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti come la fatturazione per gli hotel domestici e l’integrazione delle tariffe corporate».
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L'offerta
Dal punto di vista dell’offerta, RateHawk mette a disposizione oltre 2,9 milioni di strutture nel mondo, tra hotel, appartamenti, b&b, ostelli e soluzioni alternative come il glamping. L’inventory deriva da contratti diretti, partnership con grandi player internazionali e collaborazioni con fornitori locali. «Valorizziamo anche realtà più piccole, che spesso offrono un prodotto molto competitivo».
Il core business resta l’hotellerie, con grande attenzione alla qualità e alla profondità dell’offerta. In questo ambito, i contratti diretti hanno registrato una crescita significativa: da circa 15.000 strutture nel 2020 a oltre 250.000 a livello globale (più di 2.500 in Italia). «Il prodotto diretto è per noi sempre più centrale», ha evidenziato Graziani, anche grazie agli accordi con catene alberghiere e alle integrazioni tramite provider tecnologici, che rafforzano ulteriormente la competitività sul mercato italiano.
Sul tema prezzi, Graziani ha voluto essere chiaro: «Non siamo sempre i più economici in assoluto, ed è normale». Il valore aggiunto sta nella capacità di analizzare ogni combinazione di prodotto e proporre la migliore opzione disponibile. «Valutiamo ogni singola caratteristica della camera e restituiamo l’offerta più competitiva, offrendo più scelta e trasparenza». I numeri confermano la portata della piattaforma: ogni giorno vengono elaborate oltre 35 milioni di tariffe alberghiere, intercettando una quota significativa del mercato globale. «Questo significa avere una visione estremamente ampia, e poter offrire un prodotto davvero completo».
(Quirino Falessi)
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Otto regioni coinvolte, oltre 600 ville nel portfolio e più di 200 proprietari attesi nei primi sei mesi del 2026. ll tour, iniziato con la prima tappa a Grottammare (AP), vedrà successivamente la delegazione a Roma il 10 aprile, per poi spostarsi a maggio verso il Sud Italia, tra Puglia e Sicilia, icone dell'ospitalità mediterranea. Nel corso dell'anno, gli incontri torneranno a toccare anche alta Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia, con tappe previste in Versilia, a Rimini e a Milano.
La vacanza in villa in Italia si conferma una soluzione maggiormente scelta da una clientela internazionale che desidera privacy e comfort e la possibilità di vivere il territorio in modo esclusivo.
Il mercato del vacation rental di ville di pregio continua, infatti, a essere trainato dalla domanda internazionale: nel 2025, l'85% delle prenotazioni è arrivato dall'estero, mentre la clientela italiana ha rappresentato circa il 15% del totale. Dai dati aggiornati al 2026 emerge che la Germania (17,2%), gli Stati Uniti (15,6%) e il Regno Unito (13,8%) guidano la classifica delle prenotazioni, seguiti da Italia (9,2%) e Paesi Bassi (8,3%).
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«Il roadshow 2026 ha un significato profondo perché cade nell'anno del nostro ventesimo anniversario: abbiamo scelto di festeggiare questo traguardo sul territorio, confrontandoci direttamente con chi ha reso possibile la nostra storia. È un momento fondamentale per parlare di business in vista di una stagione estiva ormai alle porte, ma anche per offrire una visione solida e rassicurante in un contesto geopolitico globale così complesso e incerto – afferma Giammarco Bisogno, ad e ceo di Emma Villas - In questi vent'anni, il nostro modello di business si è evoluto anticipando i cambiamenti del mercato e rimanendo al tempo stesso fedele al proprio dna originario. Per garantire che questo approccio unico continui a generare valore, abbiamo introdotto la figura dei Key Account: professionisti che formiamo noi stessi all'interno della nostra Emma Villas Academy. Si tratta di un investimento strategico per garantire che i valori, la cura del dettaglio e il modello di gestione che hanno portato i nostri clienti a sceglierci ogni anno vengano trasferiti con assoluta coerenza nel rapporto quotidiano con i proprietari e ospiti. Il nostro obiettivo resta quello di fornire un supporto sempre più strutturato grazie ai nostri professionisti, garantendo un'ospitalità d'eccellenza che sappia rispondere alle altissime aspettative della clientela internazionale».
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[post_content] => Travel & Hospitality accelerano sull’intelligenza artificiale, con risultati già tangibili in termini di automazione ed engagement. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Covisian insieme a Frost & Sullivan, che evidenzia come la customer experience basata su AI abbia già raggiunto un tasso di automazione del 50% e un incremento dell’engagement del 31% .
Lo studio conferma una trasformazione in atto: il 66% degli operatori considera ormai cruciale l’adozione dell’intelligenza artificiale per migliorare sia la customer experience sia quella degli operatori, mentre il 70% continua a indicare come priorità fiducia, sicurezza e fidelizzazione. In questo scenario, l’AI viene sempre più utilizzata per velocizzare i processi decisionali, ridurre i tempi di risposta e offrire interazioni personalizzate lungo tutti i touchpoint.
Cambia anche il focus tecnologico. Accanto a strumenti ormai consolidati – come traduzione automatica (57%), AI conversazionale (53%) e trascrizione (53%) – cresce l’interesse verso soluzioni più evolute, in particolare speech analytics, sentiment analysis ed emotion recognition, con tassi di adozione programmata tra il 42% e il 47% .
Non mancano tuttavia le criticità. Gli agenti virtuali di prima generazione mostrano limiti operativi: il 37% degli utenti segnala problemi tecnici, mentre il 35% evidenzia difficoltà nella gestione di richieste complesse. Anche l’integrazione tra canali resta un nodo aperto, con impatti su circa il 28% delle implementazioni . Proprio queste debolezze stanno però accelerando gli investimenti nella GenAI, che secondo i responsabili tecnologici potrà migliorare le performance degli operatori del 58% e ridurre i tempi medi di gestione del 56%
Nel case study analizzato, l’adozione della piattaforma Smile.CX ha permesso a un operatore internazionale del Travel & Hospitality di gestire in modo più efficiente un elevato volume di richieste post-vendita, in precedenza concentrate sul canale telefonico e caratterizzate da costi elevati e lunghi tempi di attesa.
Grazie a un modello scalabile e multilingue, la soluzione ha aumentato del 31% l’utilizzo della chat e automatizzato il 50% delle richieste, riducendo la pressione sugli operatori e consentendo loro di concentrarsi sulle interazioni a maggior valore.
Smile.CX è una soluzione di customer care di Covisian che ottimizza le interazioni su tutti i canali (telefono, email, chat, WhatsApp, SMS), garantendo un’esperienza uniforme e di qualità. Integra automazione e AI per gestire processi come prenotazioni, richieste e preventivi, migliorando efficienza e tempi di risposta.
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“Il futuro della customer experience nel Travel & Hospitality non sarà definito dalla tecnologia in sé, ma dalla capacità di integrarla in modo empatico e intelligente”, sottolinea Stefano Dessì, group Chief operations officer di Covisian. “La GenAI può essere uno strumento straordinario per creare esperienze più umane. È questo il vero salto di qualità: unire la potenza dell’AI alla sensibilità delle persone” .
Parallelamente, nuove tendenze stanno ridefinendo le aspettative dei viaggiatori: dalla crescente attenzione ai temi ESG all’espansione del bleisure e dei viaggi di lusso, fino alla richiesta di esperienze sempre più personalizzate e coerenti su tutti i canali .
“Oggi il settore Travel & Hospitality richiede reattività e personalizzazione senza precedenti. Con Smile.CX miglioriamo l’interazione con i viaggiatori e rafforziamo il nostro impegno nel turismo, come dimostrato alle recenti Olimpiadi invernali a Cortina, offrendo esperienze su misura. Innovazione e qualità del servizio restano centrali per il futuro della customer experience”, dichiara Gabriele Moretti, fondatore e presidente di Covisian Group.
In questo contesto, la combinazione tra intelligenza artificiale avanzata e competenze umane si conferma il vero fattore competitivo per il settore, chiamato a coniugare efficienza operativa e qualità della relazione con il cliente.
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L’obiettivo non era infatti spiegare il funzionamento della piattaforma – volutamente semplice e accessibile – ma raccontarne il valore e l’evoluzione. «La piattaforma è molto semplice, chiunque può accedere e capirne il funzionamento, ma vogliamo raccontarvi cosa c’è dietro e dove stiamo andando».\r\nUna riflessione che parte da una domanda chiave: come definire oggi RateHawk? Se spesso viene etichettata come una “banca letti”, per Graziani si tratta di una visione ormai limitante. «Mi piace presentarci più come un partner tecnologico che come una semplice piattaforma di prenotazione», ha sottolineato, evidenziando il ruolo sempre più centrale nel supporto agli operatori.\r\n\r\nLa storia\r\nPer comprendere questa evoluzione, è utile guardare al percorso dell’azienda. 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In questo scenario, l’AI viene sempre più utilizzata per velocizzare i processi decisionali, ridurre i tempi di risposta e offrire interazioni personalizzate lungo tutti i touchpoint.\r\nCambia anche il focus tecnologico. Accanto a strumenti ormai consolidati – come traduzione automatica (57%), AI conversazionale (53%) e trascrizione (53%) – cresce l’interesse verso soluzioni più evolute, in particolare speech analytics, sentiment analysis ed emotion recognition, con tassi di adozione programmata tra il 42% e il 47% .\r\n\r\nNon mancano tuttavia le criticità. Gli agenti virtuali di prima generazione mostrano limiti operativi: il 37% degli utenti segnala problemi tecnici, mentre il 35% evidenzia difficoltà nella gestione di richieste complesse. Anche l’integrazione tra canali resta un nodo aperto, con impatti su circa il 28% delle implementazioni . 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