13 May 2026

InterContinental is back: continua la rivoluzione dell’hotellerie romana

Da sinistra, Eric Viale, Alessandro Onorato, Giuseppe Roscioli e Luca de Stefano

Un palazzo storico neorinascimentale su via Veneto, che porta la firma dell’architetto Carlo Busiri Vici, costruito agli inizi del 1900 per ospitare gli ambasciatori in visita a Roma e diventato poi, nel 1946, la biblioteca dell’Ambasciata americana. E’ l’edificio scelto dal brand InterContinental Hotels & Resorts per il proprio ritorno in grande stile in Italia dopo sette anni di assenza. 
Nei prossimi mesi e nei prossimi anni il turismo di alta gamma nella nostra città vivrà una vera e propria rivoluzione, con i grandi brand dell’hotellerie internazionale che hanno investito sulla Capitale in un clima di rinnovata fiducia con l’amministrazione – ha spiegato in occasione della conferenza stampa di presentazione della nuova struttura, l’assessore ai Grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma, Alessandro Onorato -. Solo nel settore 5 stelle lusso il numero delle stanze aumenterà del 30% entro il 2025 e raddoppierà entro i prossimi cinque anni. Apriranno i principali marchi del lusso che fino a oggi non c’erano, generando nuove opportunità occupazionali e importanti ricadute economiche sull’economia cittadina. Andando a coprire una carenza di strutture di alta gamma che danno una spinta verso l’alto alla qualità del servizio, ma anche all’immagine della destinazione Roma a livello internazionale”.

Per il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, “la riapertura dell’InterContinental Rome Ambasciatori Palace costituisce un tassello fondamentale per il definitivo rilancio di uno dei quadranti più iconici della nostra città, qual è quello di via Veneto. La capacità di attrazione di questa storica struttura, magnificamente rinnovata, concorrerà in maniera decisiva alla rinascita del sogno di un soggiorno a Roma in tutto il mondo”.

L’edificio originale, di proprietà del fondo Star II gestito da Castello sgr, è stato infatti oggetto di una completa ristrutturazione per un investimento di circa 45 milioni di euro e lavori a cura dello studio Ia Interior Architects, che ha seguito il progetto sin dalle sue prime fasi, preservando il carattere glamour di un edificio manifesto della Dolce Vita. Gli interventi, che sono durati circa due anni e mezzo, hanno permesso l’ottimizzazione degli spazi, portando la superficie media delle 160 camere e suite a circa 35 metri quadrati, in linea con gli standard del lusso internazionale. Grazie alla partnership con Ldv Hospitality e al brand Scarpetta, è stato inoltre inaugurato il ristorante Scarpetta Nyc, aperto anche agli ospiti esterni. Charlie’s, all’ultimo piano dell’hotel, presenta un’offerta innovativa di cocktail e mixology, musica live e una vista inedita su Roma. Presente nell’hotel anche una Cameo Events Room, in grado di ospitare fino a cento persone.

“L’ingresso di questa proprietà nel nostro gruppo è un momento da celebrare – ha rimarcato il managing director Southern Europe di Ihg, Eric Viale  -. Portare questo brand nella capitale rafforza la nostra presenza nel segmento luxury e lifestyle in Italia”. “Roma non è solo la capitale italiana, ma anche una delle capitali mondiali del turismo – gli ha infine fatto eco il general manager della struttura, Luca de Stefano -. È significativo che il brand InterContinental abbia scelto di rinascere qui. C’è un grande fermento intorno al turismo di lusso e, con questa apertura, diamo anche noi un contributo importante alla nostra città. L’affluenza di turisti internazionali è in crescita e la primavera è cominciata con una notevole richiesta di camere: un segnale positivo che ci fa partire con entusiasmo in questa nuova avventura”.

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Questo albergo, per esempio, ha una quintessenza milanese fortissima», ha spiegato Roccato riferendosi al The Carlton Milano.\r\nL’individualità riguarda invece il rapporto con il personale e l’esperienza degli ospiti. «Per noi lavorare nell’hotellerie non significa indossare una maschera, ma essere se stessi», ha aggiunto.\r\nDurante l’incontro è intervenuto anche Ezio Indiani, direttore del Principe di Savoia, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza della qualità del servizio e della formazione del personale. «L’ospite deve ricordarsi non tanto della stanza bella, ma dell’attenzione ricevuta», ha affermato, sottolineando come il vero elemento distintivo dell’hotellerie italiana resti la relazione umana e la cura dei dettagli.\r\n(Alessandra Favaro)","post_title":"Rocco Forte Hotels accelera: nuove aperture tra Sardegna, Napoli, Noto e Puglia","post_date":"2026-05-06T12:45:25+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1778071525000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513433","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Genova riscopre il proprio “secolo d’oro” e lo fa attraverso un progetto editoriale che unisce ospitalità e valorizzazione del territorio, rafforzando il posizionamento culturale dell’hôtellerie di fascia alta.\r\n\r\nIn occasione del decimo anniversario della collana “Libri della Buonanotte”, il Gruppo Duetorrihotels ha scelto di accendere i riflettori sulla città tra Cinquecento e Seicento con il volume “L’età d’oro di Genova. La Superba tra Cinquecento e Seicento”, firmato dalla giornalista Roberta Olcese. Un’iniziativa che trova la sua cornice naturale nell’Hotel Bristol Palace, icona dell’ospitalità genovese. \r\nIl progetto editoriale – curato dalla storica dell’arte Beatrice Buscaroli ed edito da Minerva – rappresenta da dieci anni un elemento distintivo dell’offerta del gruppo: un racconto breve lasciato in camera, pensato come gesto di benvenuto ma anche come leva di storytelling territoriale. 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