13 May 2026

Ducrot, Viaggi dell’Elefante: ripartite quasi tutte le destinazioni storiche

Il mercato conferma il momento d’oro per il prodotto di alta gamma, come dimostrato dalle richieste delle agenzie di viaggi, sempre più orientate all’attenzione al cliente alto spendente. “Stiamo riscontrando una ripartenza su quasi tutte le destinazioni storiche – spiega il ceo dei Viaggi dell’Elefante, Enrico Ducrot -: molto bene il Giappone, il Medio Oriente, l’Egitto con le crociere sul Nilo, ma anche la Tanzania, l’Africa Australe, il Nord Europa e l’India. Quest’ultima destinazione si arricchisce in particolare di nuovi itinerari, con oltre 40 proposte”.

Ma ancora l’offerta del to non è completa come nel passato: “Lenti il Perù, quest’ultimo per i noti problemi legati all’instabilità del paese, così come l’Iran – aggiunge Ducrot -. Siamo in attesa dei voli Thai Airways dall’Italia per la normalizzazione sul Sud Est Asiatico. E dopo tanto tempo, ci aspettiamo, con l’apertura della Cina, la ripartenza di questa importante destinazione. I viaggi di nozze tornano quindi fortemente con richieste di prodotti più itineranti, esperienziali, costruiti con grande attenzione alle personalizzazioni, per poi terminare con alcuni giorni di relax al mare. La Polinesia è molto desiderata. Sempre più evidente, infine, anche il desiderio per viaggi Ecoluxury, ben rappresentato dalla nostra collezione di lodges Ecoluxury Retreats of The World, dove il lusso si unisce alla sostenibilità e ai viaggi esperienziali ”.

Dal 1° febbraio 2023, l’operatore romano ha reintrodotto l’opzione Protezione Elefante: una formula per il viaggiatore in caso di annullamento del viaggio, operativa anche in caso di infezione da Covid-19.

 

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Lo evidenzia una recente analisi della Iata, secondo la quale circa 6.500 collegamenti esistenti l'anno precedente sono stati soppressi nel 2025, la stragrande maggioranza dei quali relativi a rotte con una bassa capacità di posti a sedere.\r\n\r\nIl rapporto indica che le rotte con meno di 20.000 posti all'anno rappresentano il 41,8% della rete globale, ma sono responsabili del 91,8% delle cancellazioni. All'interno di questo gruppo, anche i collegamenti più piccoli (meno di 10.000 posti all'anno) rappresentano oltre i tre quarti delle cancellazioni, pur raggiungendo a malapena poco più del 20% del numero totale di rotte esistenti.\r\nTutte le regioni del mondo\r\nIl fenomeno interessa tutte le regioni senza eccezioni. In Nord America, dove quasi la metà delle rotte è a basso volume di traffico, il 97% delle cancellazioni si è verificato in questo segmento. In Europa, queste rotte rappresentano il 45% del totale, ma sono responsabili del 92% delle chiusure. Situazioni simili si registrano in America Latina, Africa, Asia-Pacifico e Medio Oriente, con tassi di cancellazione molto elevati anche su queste tipologie di rotte.\r\n\r\nLa Iata riconosce che, dal punto di vista operativo, queste tipologie di rotte registrano una domanda più debole e meno stabile, risultando quindi meno redditizie. A ciò si aggiungono fattori quali l'aumento dei costi operativi e le fluttuazioni della domanda. Di fatto, le compagnie aeree spesso operano con frequenze ridotte, su rotte regionali con aeromobili più piccoli o con collegamenti occasionali utilizzando aerei più grandi.\r\n\r\nTuttavia avverte che molti di questi collegamenti sono essenziali per le regioni remote, dove rappresentano un anello fondamentale per l'accesso ai servizi di base e all'attività economica. Pertanto, esorta i paesi a valutare questo equilibrio e ad attuare misure di protezione per evitare che la perdita di rotte riduca ulteriormente la connettività e ostacoli lo sviluppo di queste comunità.","post_title":"Iata, le rotte a basso volume passeggeri vengono cancellate","post_date":"2026-05-07T10:51:33+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1778151093000]}]}}