13 May 2026

Polinesia Francese: viaggio attraverso la terra incantata di un popolo gioioso

Le Isole della Società sono uno degli arcipelaghi che compongono la Polinesia Francese: luoghi incantevoli, ciascuno con proprie caratteristiche. Tahiti è il cuore dell’arcipelago, con montagne, cascate e spiagge di sabbia nera, un’isola dove incontrare la natura con escursioni nella vegetazione primordiale, bagnata da brevi piogge improvvise. Quelle che i locali chiamano “blessing”: benedizioni. Nelle acque dei fiumi vengono celebrati i riti di bellezza con prodotti naturali.

Nella vivace Papeete si potrà scoprire la tipica danza Ori – celebrata in tutto l’arcipelago con spettacoli meravigliosi e colorati come il festival di danza “Heiva i Tahiti”. Oppure acquistare le splendide perle nere locali e i pareo colorati presso Le Grand Marché. E, ancora, farsi fare un tatuaggio i cui simboli raccontano la vita.

Mo’orea è il piccolo paradiso in terra di cui parlarono i primi esploratori: il sorriso accogliente dei locali, montagne che svettano nel cielo coperte di una vegetazione lussureggiante, lagune e acque turchesi dove nuotare a fianco di piccoli squali, accarezzare mante e scorgere tartarughe. Il luogo ideale per incontrare la cucina locale, dove la tradizione, fatta di ingredienti semplici e gustosi, si è arricchita dell’elegante tocco francese e di quello asiatico, più speziato.

Bora Bora è la meraviglia delle bianche spiagge e dei bungalow sospesi sulle acque cristalline. Raccontano una storia di accoglienza e furono realizzati negli anni ’60 da due imprenditori californiani proprio nella Polinesia Francese, sull’isola di Raiatea. Rispondevano alla necessità di costruire sul mare in mancanza di ampie spiagge e hanno rivoluzionato l’industria alberghiera incantando – ogni giorno – i visitatori. L’arcipelago può essere scoperto dal cielo, con i frequenti e brevi voli di Air Tahiti Nui, o dal mare, a bordo di un catamarano.

La storia più antica dice che proprio dall’oceano arrivarono i primi abitanti, a bordo di imponenti va’a: le tipiche imbarcazioni a bilanciere. Provenivano dall’Asia Orientale e, giunti a terra, per ringraziare gli dei della loro benevolenza, costruirono i Marae: terrazze pavimentate per le celebrazioni dove il mondo terreno degli uomini (te ‘ao) incontrava quello degli dei e degli antenati (te po). Erano realizzati in pietre, anche vulcaniche, prese dalla barriera corallina e dai fiumi e se ne trovano numerosi in tutto l’arcipelago. Vennero realizzati tra il XIV e il XVIII secolo. Il più ampio e suggestivo è quello di Taputapuātea, sull’isola di Raiatea.

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