24 April 2026

Lo scatto di Aeromexico sulla Roma-Mexico City

Da sinistra, Federico Scriboni e Giancarlo Mulinelli

Aeromexico dà ufficialmente il via al conto alla rovescia verso il 26 marzo, data di apertura della nuova rotta diretta tra Roma Fiumicino e Mexico City. E lo fa dal cuore di Milano, nell’esclusiva location del Bulgari Hotel, a sottolineare una volta di più quanto il collegamento rappresenterà un’opportunità per tutta l’Italia non soltanto per lo scalo romano.

Quattro frequenze alla settimana, che saliranno a cinque dal 1° giugno per poi diventare giornaliere dal 15 giugno e fino al 15 settembre – una vera e propria escalation di capacità quella immessa sulla rotta, considerata “l’elevatissima domanda, confermata dal booking appena partite le vendite – dichiara Giancarlo Mulinelli, svp global sales di Aeromexico -, addirittura già al 60% senza ancora il point of sale italiano, aperto successivamente”. E gli orari, partenza dall’Italia alle 23.15 come pure l’arrivo in Messico alle 15.15, garantiscono la possibilità di connessione da una parte con gli aeroporti nel nostro Paese “grazie all’accordo commerciale con Ita Airways, e anche con alcuni scali europei”, dall’altra i proseguimenti verso il network domestico di Aeromexico (42 destinazioni) nonché verso mete in Nord, Centro e Sud America.

Elevate dunque le attese di traffico dal mercato italiano dove il vettore stima un “corretto mix di segmenti di clientela, in primis quello business considerato l’elevato numero di aziende italiane che operano in Messico, oltre a quello Vfr e naturalmente alla componente leisure”. Su questo fronte il manager sottolinea l’importanza del trade con cui il vettore “ha un rapporto win-win: in Italia come anche a livello globale la percentuale di vendite transate dalle agenzie è significativa, oltre il 50% del totale. Abbiamo inoltre già instaurato contatti con tutti i principali tour operator che programmano la destinazione Messico. Importante, in questa fase così come lo è stato nei mesi scorsi, l’ascolto reciproco per comprendere al meglio in quale direzione muoverci”. Inoltre, “da non sottovalutare il traffico crocieristico con il vicino porto di Civitavecchia – osserva Pasquale Speranza, sales director Europe & Asia -, che costituirà un richiamo importante per i flussi incoming dal Messico”.

Sulla rotta sarà impiegato un Boeing 787-8 Dreamliner, così come sulle altre rotte europee servite dalla compagnia: “I collegamenti Messico-Europa (oltre a Roma ci sono Madrid, Amsterdam, Londra e Parigi) saranno 56 alla settimana, per un aumento di oltre il +20% rispetto all’estate del 2022”.

Georgina Rosaura Marina Robles

A tracciare i contorni del traffico Italia-Messico è Federico Scriboni, head of aviation business development di Aeroporti di Roma: “Nel 2019 il traffico Italia-Messico totalizzava oltre 220.000 passeggeri, immaginiamo ora con il collegamento diretto a quanto si potrà arrivare!”. Complessivamente, tra gennaio e novembre 2022 “gli arrivi italiani in Messico sono stati circa 106.400 – aggiunge Georgina Rosaura Marina Roble, console aggiunta al Consolato Generale del Messico a Milano -, dato che posiziona l’Italia al 14° posto per numero di visitatori in Messico. Ora, il nuovo volo è un’opportunità per stringere ulteriormente il legame tra i due paesi – molto affini per cultura, gastronomia e popolazione -, un invito a scoprire nuove destinazioni, oltre Cancun”.

 

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Non si tratta necessariamente di extra spettacolari, ma di una diversa qualità della progettazione.\r\n\r\nUno dei cambiamenti più chiari riguarda la ricerca di itinerari che alleggeriscano il viaggio.\r\n\r\nIl cliente di fascia alta tende a premiare soluzioni che riducano l’attrito: meno attese, meno affollamento, più qualità nelle soste e maggiore controllo sull’esperienza.\r\n\r\nNegli Usa questa esigenza trova una risposta molto forte perché il territorio consente alternative e micro-scelte di grande impatto: visitare una zona in una fascia oraria diversa, scegliere accessi meno battuti, costruire una tappa urbana in modo più selettivo, soggiornare in lodge o hotel che migliorano davvero l’esperienza.\r\n\r\nÈ una forma di lusso più discreta, ma molto concreta, che si traduce in un viaggio percepito come più leggero, personale e intelligente.\r\nIl ruolo di Viaggiare in USA nel nuovo posizionamento del prodotto Stati Uniti\r\nIn un contesto in cui il prodotto Usa diventa più complesso e meno standardizzabile, la specializzazione torna a essere un vantaggio competitivo chiaro.\r\n\r\nÈ qui che il posizionamento di Viaggiare in USA assume rilievo: non solo come operatore dedicato a una singola destinazione, ma come player in grado di leggere l’evoluzione della domanda e tradurla in itinerari coerenti.\r\n\r\nQuando il viaggio richiede equilibrio tra città, parchi, road trip, esperienze premium e logistica, la competenza verticale non è un valore accessorio, ma parte integrante del prodotto.\r\n\r\nGli Stati Uniti richiedono infatti una conoscenza profonda del territorio, dei ritmi, delle stagionalità e delle combinazioni che funzionano davvero.\r\n\r\nLa specializzazione consente di costruire itinerari più precisi, più realistici e più vicini alle aspettative del cliente e di evitare gli errori più comuni: tappe troppo compresse, eccesso di chilometri, scelta poco efficace delle basi, costruzione di itinerari che “sulla carta” sembrano completi ma nella pratica diventano dispersivi.\r\n\r\nNel nuovo scenario del lungo raggio premium, quindi, il ruolo dell’operatore si sposta dalla distribuzione alla regia. 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