3 ottobre 2022 10:19

Luigi Deli
“Il brand ha aperto le vendite a inizio di giugno. Troppo presto per stilare un bilancio ad hoc. Ma un primo risultato importante Teorema Vacanza l’ha già ottenuto: mettere ordine nell’offerta tour operating del nostro gruppo“. Così il ceo di Volonline, Luigi Deli, a commento della prima estate di attività successiva all’acquisizione del marchio Teorema, ufficializzata lo scorso aprile: “Il primo a godere di tale effetto è stato il nostro to online Volonclick, che ha sostanzialmente quadruplicato i risultati del 2019. Identificare partenze speciali-pacchetti con il marchio Teorema Vacanze ha infatti sostanzialmente permesso alle agenzie di posizionare meglio il core business del dynamic packaging e dell’offerta dei singoli servizi di Volonclick. Molto bene è andata anche la vendita di biglietteria e flight consolidation: un’attività, che stiamo gestendo con il freno tirato per questioni di controllo di gestione, ma che è cresciuta di ben il 30%. Il tailor made, infine, trainato da oceano Indiano e Africa, ma penalizzato dall’Oriente, ha invece registrato sostanzialmente gli stessi risultati del 2019″.
Sulle performance specifiche di Teorema Vacanza, prosegue Deli, “possiamo dirci comunque sostanzialmente soddisfatti, in quanto a inizio luglio avevamo già venduto tutto il prodotto in vuoto-pieno che avevamo budgettizzato per la business unit originale di Volonclick. Ad agosto abbiamo poi registrato un volume importante di vendite anticipate sulle partenze di Natale/Capodanno e da inizio settembre le prenotazioni Teorema Vacanze sono ripartite molto bene, tanto che a oggi l’unità vanta volumi superiori del 50% rispetto al 2019″.
Ma le sfide certo non mancano: “Sono veramente molte le incognite macro-economiche che stiamo vivendo (inflazione, finanza, cambio euro-dollaro, problematiche dell’aviazione civile…) – conclude Deli -. Siamo molto preoccupati e stiamo sostanzialmente navigando a vista. La realtà è che, a parte Teorema Vacanze, stiamo registrando ottimi risultati di vendita sotto data, ma al contempo un ritardo molto forte sulle partenze di Natale – Capodanno”.
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Una «notizia positiva in uno scenario complicato». Parte da qui l'analisi della situazione attuale messa a punto dal ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, che ha recentemente annunciato l'acquisizione dello storico marchio Cts Viaggi. «Un'operazione dettata più dal cuore che dal business - ha spiegato il manager a Milano -, voluta per mettere il marchio in sicurezza». Il futuro del brand Cts è ancora da scrivere, ma potrebbe portare alla creazione di una linea di prodotto ad hoc, che vada a intercettare quella fascia di viaggiatori che ha vissuto "l'effetto Cts" nel periodo del suo massimo splendore, a cavallo degli anni Ottanta.
L'analisi di Curzi
Cts Viaggi a parte, Idee per Viaggiare si trova come tutti i player del turismo organizzato a fare i conti con gli effetti di una crisi internazionale che si fatica a contenere. «Nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto abbiamo istituito una task force per rimpatriare e fornire assistenza ai nostri clienti in giro per il mondo. Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».
Inoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».
Al momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».
Tutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro
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[post_content] => Tra il 2019 e il 2025 i settori del commercio e del turismo hanno perso oltre 177.000 addetti autonomi, un calo del 14,1%: in media circa 81 piccoli imprenditori e altre partite Iva in meno ogni giorno.
E' quanto emerge da una ricerca della Confesercenti sui dati camerali relativi al commercio e alla filiera turistica - alloggio, ristorazione e agenzie di viaggio. È una controtendenza netta. L'occupazione complessiva nei due settori cresce di 351.000 unità (+8,4%), ma il saldo positivo è interamente trainato dal lavoro dipendente, che aumenta di 528.000 addetti (+18%), mentre quello autonomo arretra del 14,1%.
L'indagine mostra come a pesare di più sul saldo negativo sia il commercio al dettaglio, che in sei anni perde 135.762 tra imprenditori, collaboratori e altri professionisti (-16,6%). In contrazione anche la ristorazione, con 45.523 autonomi in meno (-11,9%); stabili le agenzie di viaggio (-0,4%), mentre cresce l'alloggio: +3.766 indipendenti (+7,4%), un aumento - spiega l'associazione - legato all'affermarsi di forme di ospitalità diffusa, dalle case vacanza ai b&b.
Il calo degli indipendenti, spiega la Confesercenti, interessa tutto il territorio. In valore assoluto le riduzioni più consistenti si registrano in Lombardia (-25.098), Lazio (-22.963), Veneto (-17.792), Emilia-Romagna (-16.037) e Toscana (-15.309) mentre n termini percentuali, le flessioni più marcate sono nelle Marche (-25%), nel Lazio (-20,4%), in Veneto (-18%), Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna (entrambe intorno al -17%).
«Il dato segnala una tendenza che va contrastata - commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi -, un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell'offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito. Il lavoro autonomo - spiega - si sta riducendo per l'effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici, esplosi dopo la pandemia, locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un'attività».
L'associazione chiede «interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche - conclude - sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. Solo così tornare a mettersi in proprio potrà essere di nuovo una prospettiva sostenibile».
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[caption id="attachment_513427" align="alignleft" width="259"] Italo Folonari[/caption]
Il noleggio veicoli si conferma un asset strategico per il turismo: il 25° Rapporto Aniasa descrive un settore in piena salute e sempre più centrale per la mobilità dei viaggiatori, ma non privo di nubi all’orizzonte legate soprattutto alle sfide legislative e a obblighi europei sull'elettrificazione ritenuti troppo rigidi. Da qui si leva un monito sul "futuro sbagliato" della mobilità.
Il dato più significativo riguarda il noleggio a breve termine (rent-a-car), con un fatturato di 1,6 miliardi di euro (+6,4%) nel 2025 che vede negli aeroporti il suo vero traino: il 60% dei contratti viene infatti siglato negli scali aeroportuali, con una crescita dell'11%. Un segnale chiaro per chi gestisce flussi internazionali: il 51% dei clienti del noleggio sono stranieri.
Le sfide: fiscalità e transizione energetica
Se da un lato la flotta sfiora gli 1,5 milioni di veicoli, dall'altro pesa l'incognita dei costi e delle normative europee. Aniasa ha lanciato l'allarme sul target UE che impone il 45% di auto elettriche nei parchi aziendali entro il 2030: un vincolo che rischia l'aumento dei prezzi del noleggio, riduzione dell'offerta e un invecchiamento del parco circolante.
Mentre il rent-a-car regge, il car sharing vive una crisi profonda, con noleggi crollati da 13 a meno di 4 milioni a causa di costi operativi alle stelle (furti e vandalismi) e scarso supporto normativo. Parallelamente, si assiste a una rivoluzione nel parco auto: i brand cinesi hanno conquistato il 20% delle immatricolazioni a breve termine. Un'avanzata spinta dal divario tra i prezzi delle auto nuove (saliti del 50% in 10 anni) e i redditi reali, rendendo i marchi orientali l'opzione accessibile per molti operatori e privati.
Il presidente di Aniasa, Italo Folonari, ha ribadito la necessità di un supporto istituzionale che riconosca il valore del noleggio: «Auspichiamo che possa essere adottata l'IVA agevolata del 10% per i noleggi di veicoli a breve termine. Il contesto fiscale continua a penalizzare le aziende del settore, frenando lo sviluppo e gli investimenti». Folonari ha poi sottolineato il ruolo del noleggio nel rinnovo del parco circolante italiano (4 anni di vita media contro i 13 della media nazionale), definendolo un motore di innovazione.
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Nonostante i numeri positivi, il settore esprime forti dubbi sulla velocità della transizione ecologica imposta da Bruxelles. La ricerca condotta con Bain & Company evidenzia uno scollamento tra gli annunci normativi e la realtà del mercato. Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company, ha commentato duramente le previsioni mancate degli ultimi anni: «La promessa di una “nuova mobilità”, fatta di 100% elettrico e sharing al posto dell’auto privata, si scontra con una realtà più lenta e meno accessibile. Per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere “il cliente al volante”, con una transizione energetica meno ideologica e più pragmatica. Una mobilità fatta solo di sharing ed elettrico si scontra con una realtà di redditi stagnanti e accessibilità economica».
La sfida è chiara: riequilibrare la transizione ecologica e ripensare prodotti e prezzi per non "uscire di strada”, garantendo che l'auto non torni a essere, come suggerisce il rapporto, un lusso per pochi.
(Anna Morrone)
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[post_content] => In questo 2026, nel complesso, saranno 7,4 milioni gli italiani che si muoveranno per il ponte del primo maggio. Di essi, 2,4 milioni di minori, per un totale di 22 milioni di pernottamenti e un giro d’affari pari a 3,8 miliardi di euro. il 92% dei nostri concittadini, inoltre, sceglierà di rimanere in Italia, mentre solo un 8% opterà per l'estero. Sono questi i primi risultati dell'indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi riguardo il movimento degli italiani per la festa dei lavoratori.
La durata media della vacanza si attesterà sui 3 giorni, mentre la spesa media pro-capite raggiungerà i 512 euro, con una spesa giornaliera di circa 170 euro a persona. Ciò che si evidenzia è la contrazione della durata media del soggiorno, che si basa sui 3 giorni. Il che va letto come effetto diretto del calendario: lo scorso anno, infatti, il ponte del primo maggio cadeva di giovedì, offrendo un’ottima opportunità di collegarsi alla festività del 25 aprile e dunque di programmare un "ponte lungo". Ma la riduzione del tempo disponibile non porterà a una rinuncia da parte degli italiani, quanto piuttosto ad una rimodulazione del viaggio.
Il picco principale delle partenze si registrerà nella giornata di giovedì 30 aprile, con 4,7 milioni di italiani in viaggio, mentre il mercoledì 29 aprile e il venerdì 1° maggio registreranno 1,2 milioni di partenze ciascuno.
Il turismo italiano tiene
"Anche in una fase non semplice, il turismo italiano dimostra di tenere e di sapersi adattare. - ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commentando a caldo l'indagine - I dati del ponte del 1° maggio descrivono milioni di italiani in viaggio e un giro d’affari importante, il che conferma quanto questo settore resti centrale per la nostra economia".
“È chiaro - ha aggiunto Bocca - che il calendario di quest’anno offre meno possibilità di allungare la vacanza rispetto al 2025, e questo si è tradotto in soggiorni più brevi. Ma non è venuta meno la voglia di partire: gli italiani hanno semplicemente scelto vacanze più concentrate, puntando sulla qualità del tempo e delle esperienze. Inoltre, la gran parte di essi resterà in Italia. scegliendo destinazioni di prossimità e di facile raggiungibilità".
"Il turismo - ha concluso Bocca - si conferma un pilastro della nostra economia, cosa che merita di essere sottolineata proprio nella fase in cui famiglie e operatori devono fare i conti con costi elevati e con le preoccupazioni legate alla situazione geopolitica attuale".
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[post_content] => Dopo il successo ai PA Awards 2026, i premi dedicati agli eventi di carattere turistico-culturale realizzati dalle pubbliche amministrazioni italiane, la città di Livorno e Fondazione LEM – Livorno Euro Mediterranea tornano a lavorare all’impegnativo calendario dell’estate 2026.
«Ottenere un riscontro così gratificante ai PA Awards è motivo di profondo orgoglio per tutta la nostra comunità – commenta il sindaco di Livorno, Luca Salvetti - Questo successo è il coronamento di sette anni di lavoro intenso, durante i quali gli eventi hanno rappresentato il vero motore del rilancio turistico e culturale di Livorno. Un plauso speciale va alla Fondazione LEM, il cui lavoro di coordinamento e progettazione è stato fondamentale per raggiungere questi livelli qualitativi».
Il successo ai PA Awards consacra un modello organizzativo e strategico che il sindaco ha ribattezzato “L'Estate più lunga del mondo”: la grande sfilata di eventi, ideata e realizzata principalmente dalla Fondazione LEM per il comune di Livorno, che da sette anni trasforma la città in un palcoscenico di vitalità e attrazione turistica che si prolunga ben oltre i confini della stagione estiva.
A Straborgo è andato il premio per la "Miglior iniziativa di valorizzazione del territorio". L’edizione 2026, che avrà luogo dal 29 maggio al 1° giugno, sarà inaugurata dalla rock band pisana The Zen Circus, che animerà il palco di piazza Mazzini la sera del 29 maggio.
Il 31 maggio, invece sarà la volta della Coppa Risi’atori, una delle “grandi classiche” della tradizione remiera livornese.
La Notte Bianca dello Sport ha ottenuto il premio di categoria come “Miglior evento di strada”, venendo riconosciuta come la miglior kermesse di piazza.
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Il massimo riconoscimento della manifestazione, il premio “Best of the Best”, è andato a Effetto Venezia, giudicato il miglior progetto in assoluto tra tutte le categorie in concorso. Il premio celebra l’impatto innovativo sul territorio dimostrato nelle sue quarantuno edizioni, le ultime due delle quali hanno visto la direzione artistica della cantautrice Grazia Di Michele riconfermata alla guida della kermesse anche per il 2026. Giunto alla quarantunesima edizione, Effetto Venezia è oggi uno degli appuntamenti estivi di riferimento del Mediterraneo: si svolge nel caratteristico quartiere della Venezia livornese, animando canali, ponti e vicoli con musica, spettacoli e cultura per cinque giorni che hanno portato in città, nel 2025, 145.000 presenze.
Superospite dell’edizione 2026 (29 luglio - 2 agosto), il cui tema centrale sarà “Futuro Prossimo”, sarà la cantautrice Ditonellapiaga, terza classificata a Sanremo 2026 con il brano “Che Fastidio!”, nonché vincitrice della serata cover insieme a Tony Pitony con “The Lady is a Tramp”.
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[post_content] => Il sindacato dei piloti portoghesi è contrario al potenziale ingresso di Lufthansa nel capitale di Tap Air Portugal, la cui privatizzazione sta entrando nel vivo.
A preoccupare lo Spac, come riporta Air Journal, sarebbe la «cultura del lavoro» del gruppo Lufthansa, candidato all'acquisizione di una partecipazione di minoranza nella compagnia.
In una lettera indirizzata al governo, i piloti denunciano pratiche ritenute «antisindacali» all’interno del gruppo tedesco, già alle prese con un’ondata di scioperi e con la chiusura anticipata della divisione regionale CityLine, e avvertono che l’ingresso di Lufthansa nel capitale di Tap potrebbe compromettere la pace sociale e l’efficienza dell’hub di Lisbona.
L'iter di privatizzazione avviato dal governo lusitano prevede la vendita di una quota fino al 49,9% del capitale Tap, di cui il 5% sarebbe riservato in via prioritaria ai dipendenti, mentre il partner industriale potrebbe detenere solo il 44,9%. In cambio, Lisbona esige il mantenimento dell’hub della compagnia nella capitale, nonché la salvaguardia e lo sviluppo di una rete di collegamenti ritenuti strategici per l’economia e la connettività del Paese.
Al termine della fase di prequalificazione, Parpública, la holding pubblica che guida l’operazione, ha invitato diversi gruppi europei a presentare offerte non vincolanti. Il termine, fissato al 2 aprile, ha visto la presentazione di due proposte dettagliate da parte di Air France-Klm e Lufthansa, mentre Iag ha rinunciato, ritenendo che una partecipazione di minoranza non fosse in linea con la sua strategia di acquisizione di una quota di controllo maggioritari.
Lo Spac non si oppone al principio della privatizzazione di Tap, ma pone chiari limiti. «Siamo favorevoli alla riprivatizzazione, a condizione che i potenziali acquirenti dimostrino una solida idoneità su tre pilastri fondamentali: tecnico, finanziario e lavorativo», afferma il sindacato nella sua lettera al governo portoghese.
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Ad un mese dalla prima rilevazione, il mercato del turismo organizzato italiano registra un deciso peggioramento, con un passaggio da fase di difficoltà a fase di contrazione diffusa e strutturata.
È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato il 21 aprile 2026 su un campione di 336 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale. Ricordiamo che le agenzia in Italia sono 8000, quindi 336 sono un campione abbastanza residuale sul quale fare dichiarazioni così forti.
I dati evidenziano deterioramento rapido e generalizzato rispetto alla precedente rilevazione: il 94,3% degli operatori segnala un calo del business (era l’83,5%); il 70,3% registra un calo marcato, contro l’11,5% rilevato poche settimane prima nessun operatore (0%) prevede una crescita nel 2026
Un’evoluzione che, come evidenziato nell’analisi dell’Osservatorio, segna il passaggio da una fase di incertezza a una condizione di difficoltà consolidata del mercato .
Oltre alle vendite in contrazione, all’aumento di richieste di sicurezza e garanzie (26,4%), emerge il fenomeno del rallentamento delle decisioni da parte dei clienti. Il posticipo delle decisioni di acquisto è stato riscontrato dal ben il 61% delle agenzie. Non si tratta quindi di una crisi della domanda, ma di una crisi di fiducia, che coinvolge il 67,5% dei clienti.
Il cliente continua a desiderare il viaggio, ma lo affronta con una logica difensiva, valutando ogni scelta in termini di rischio.
Uno degli elementi più critici emersi nell’aggiornamento riguarda l’impatto dell’informazione, in particolare sul tema del carburante aereo. La disinformazione e l’allarme jet fuel hanno esercitato un tragico effetto amplificatore.
Il 53% dei clienti manifesta preoccupazioni legate al jet fuel, più che per il conflitto in se (30,4%) e per l’aumento dei costi (15,7%).
Nel complesso, i clienti appaiono più confusi (63,7%), più prudenti (15,4%) e con una accresciuta esigenza di consulenza generale (14,5%).
L'informazione
Il 100% degli operatori segnala un impatto significativo dei media sulla domanda (il 77% gli attribuisce un ruolo determinante nel calo delle vendite), il 93% dichiara di dover correggere informazioni errate o distorte.
Si evidenzia quindi un fenomeno nuovo: il cliente arriva già informato, ma spesso su basi non corrette, con un effetto diretto sulla propensione all’acquisto.
Relativamente alla nuova geografia turistica, oltre all’annullamento pressoché totla del Medioriente, soffrono in particolare l’Egitto (45%) e la Turchia (37,8%). Non recupera posizioni neanche il Nord America, la destinazione USA resta molto sottotono (10,5%), contrariamente a quello che ha da sempre rappresentato per il turista italiano.
Pur non riuscendo a compensare i cali sulle destinazioni penalizzate, risultano in crescita soprattutto: Italia (57,7%), Europa - short break – 18,1%, crociere 12,9%.
Si consolida quindi una scelta orientata a prossimità e stabilità percepita. In questo contesto, emerge con forza il ruolo della distribuzione organizzata: cresce la richiesta di supporto e accompagnamento il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione
«I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale - dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria - In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato.»
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Allianz Partners annuncia due nomine strategiche all'interno del proprio board of management. Dopo quasi vent'anni di carriera all'interno del Gruppo Allianz, Phil Hoffman è stato nominato chief officer travel e membro del board of management di Allianz Partners, con effetto dal 15 aprile 2026. Nel suo nuovo ruolo, riporterà direttamente a Tomas Kunzmann, ceo di Allianz Partners, e guiderà lo sviluppo e l'espansione del business Travel.
Phil Hoffman succede ad Anna Kofoed, nominata chief officer global strategic partnerships e membro del board of management di Allianz Partners nel gennaio 2026, riportando anch'essa a Tomas Kunzmann.
Anna Kofoed succede a Jean‑Marc Pailhol, che ha assunto un nuovo incarico dedicato allo sviluppo di un'offerta assicurativa e di assistenza specializzata per individui ad alto patrimonio netto.
Tomas Kunzmann, ceo di Allianz Partners, ha commentato: "Sono entusiasta di dare il benvenuto a Phil nel nostro Board of Management. Sono altrettanto entusiasta che Anna abbia assunto la guida della funzione global strategic partnerships. Anna è una leader ispiratrice e visionaria, con una straordinaria capacità di anticipare i trend di settore e trasformarli in soluzioni di grande impatto per i nostri clienti".
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[post_content] => Campeggi e villaggi turistici in Toscana, prosegue la crescita delle presenze anche nel 2025: un segmento che registra il superamento della soglia dei 10 milioni di presenze totali. Con il traino principale rappresentato dalla domanda straniera. E con buone prospettive anche per l’anno in corso. Sono stati presentati i dati della ricerca curata da Faita FederCamping Toscana, l’Associazione regionale complessi turistico-ricettivi open air in Toscana tra i soggetti fondatori di Confturismo e aderente alla Confcommercio, prendendo come base i dati forniti dal Centro Studi Turistici di Firenze.
«La Toscana crede molto in questo segmento turistico – spiega il presidente della regione Eugenio Giani -. Lo dimostrano i dati, con più di 10 milioni di presenze nel 2025. Un elemento vitale del comparto che merita di essere sostenuto e questo è avvenuto anche grazie al nuovo Testo unico. La costa resta il punto di forza, ma si sta ritagliando una dimensione sempre più interessante il turismo open air nelle aree della Toscana diffusa, una visione che si integra perfettamente proprio per le caratteristiche dei piccoli borghi e delle aree meno affollate».
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Sono stati presentati i dati della ricerca curata da Faita FederCamping Toscana, l’Associazione regionale complessi turistico-ricettivi open air in Toscana tra i soggetti fondatori di Confturismo e aderente alla Confcommercio, prendendo come base i dati forniti dal Centro Studi Turistici di Firenze.\r\n\r\n«La Toscana crede molto in questo segmento turistico – spiega il presidente della regione Eugenio Giani -. Lo dimostrano i dati, con più di 10 milioni di presenze nel 2025. Un elemento vitale del comparto che merita di essere sostenuto e questo è avvenuto anche grazie al nuovo Testo unico. La costa resta il punto di forza, ma si sta ritagliando una dimensione sempre più interessante il turismo open air nelle aree della Toscana diffusa, una visione che si integra perfettamente proprio per le caratteristiche dei piccoli borghi e delle aree meno affollate».\r\n\r\nL’assessore al turismo Leonardo Marras ha aggiunto che si tratta di «un settore molto dinamico in termini di crescita di flussi, di capacità di investimento, di modifica e di evoluzione. Quello che negli ultimi decenni è stato capace di mutare nel modo più profondo e costante. Con una forte propensione internazionale, per la capacità di intercettare, lungo tutto il corso dell’anno, turisti provenienti da ogni dove. E questo nonostante i periodi difficili già affrontati, o quelli che dovremo affrontare. 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