24 April 2026

Iata esorta i governi dell’area Asia-Pacifico ad alleggerire le restrizioni Covid

Willie Walsh

Appello della Iata ai governi degli stati dell’area Asia-Pacifico ad alleggerire ulteriormente le restrizioni Covid alle frontiere così da accelerare la ripresa dei viaggi.

“La richiesta di viaggiare è chiara. Non appena le misure vengono allentate, c’è un’immediata reazione positiva da parte dei viaggiatori – ha dichiarato Willie Walsh, direttore generale della Iata, nel suo discorso al Changi Aviation Summit -. È quindi fondamentale che tutte le parti interessate, compresi i governi, siano ben preparate per la ripresa dei viaggi. Non possiamo rimandare. Sono in gioco posti di lavoro e la gente vuole viaggiare”.

La domanda di passeggeri internazionali della regione Asia-Pacifico ha raggiunto a marzo il 17% dei livelli pre-Covid, dopo aver oscillato sotto il 10% per la maggior parte degli ultimi due anni. “Questo dato è di gran lunga inferiore alla tendenza globale, in cui i mercati hanno recuperato il 60% dei livelli pre-crisi. Il ritardo è dovuto alle restrizioni governative. Quanto prima saranno abolite, tanto prima assisteremo a una ripresa del settore dei viaggi e del turismo della regione, con tutti i benefici economici che ne deriveranno”.

Nel mirino di Walsh, in particolare, i due grandi protagonisti del mercato asiatico, Cina e Giappone. “Finché il governo cinese continuerà a mantenere l’approccio zero-Covid, è difficile che le frontiere del Paese si riaprano. Questo ostacolerà la piena ripresa della regione”.

Sebbene il Giappone “abbia adottato misure per consentire i viaggi, non esiste un piano chiaro per la riapertura del paese a tutti i visitatori o turisti in entrata. È necessario fare di più per alleggerire ulteriormente le restrizioni ai viaggi, a cominciare dall’abolizione della quarantena per tutti i viaggiatori vaccinati e dall’eliminazione dei test all’arrivo in aeroporto e del tetto massimo di arrivi giornalieri. Esorto il governo giapponese a compiere passi più coraggiosi verso la ripresa e l’apertura delle frontiere del Paese”.

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