4 maggio 2022 09:30
E’ stata inaugurata lo scorso 20 aprile al Louvre Abu Dhabi, Stories of Paper, la seconda mostra internazionale dell’anno del museo, aperta al pubblico fino al 24 luglio 2022.E’ stata inaugurata lo scorso 20 aprile al Louvre Abu Dhabi, Stories of Paper, la seconda mostra internazionale dell’anno del museo, aperta al pubblico fino al 24 luglio 2022. Organizzata dal Louvre Abu Dhabi in collaborazione con il Musée du Louvre e France Muséums, la mostra svela l’ampia varietà di espressioni artistiche della carta, con lo scopo di favorire una più ricca conoscenza di un materiale familiare e sempre più versatile.
Circa 100 opere d’arte e oggetti provenienti da 16 musei, istituzioni culturali e collezioni private sono in mostra, tra cui libri, manoscritti, disegni, una riproduzione di una casa e 13 opere d’arte contemporanea e installazioni fatte di carta. La mostra conduce i visitatori in un viaggio nel tempo per scoprire i vari modi in cui la carta è stata utilizzata attraverso le culture. I visitatori potranno anche godere di un ricco programma di attività culturali di ampio respiro.
ha detto: “Con l’emergere della trasformazione digitale e la progressiva scomparsa delle nostre esperienze tattili, ha senso che il Louvre Abu Dhabi, un museo universale, celebri la carta come un bene comune prezioso – ha dichiarato Manuel Rabaté, direttore del Louvre Abu Dhabi -. Da libri, manoscritti e disegni a opere d’arte contemporanea o installazioni fatte di carta, Stories of Paper ripercorre una storia cronologica di questo mezzo universale, considerando le caratteristiche chiave della carta come la trasparenza e la robustezza per fornirne una prospettiva originale sull’uso nel tempo e nelle diverse regioni”.
Louvre Abu Dhabi è aperto dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 18:30; chiuso il lunedì. Per visitare il museo è necessario acquistare i biglietti in anticipo; quelli elettronici possono essere prenotati tramite il sito web del museo.
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Il "Borgo dei Gatti" cresce ancora. Grazie all'attività di Luigi Brega, deciso a far crescere turisticamente il borgo di Golferenzo, dopo la ristrutturazione totale de La Bütega e de La Corte terminate nel 2025 anche la parte wellness e ospitalità è oggetto di un nuovo slancio.
Il progetto di riqualificazione in fase di completamento entro il 2026 è affidato all’architetto Sabrina Cherubin, che da anni accompagna il Borgo dei Gatti nelle sue evoluzioni. Il primo albergo diffuso certificato della Regione Lombardia si conferma un sistema in continua evoluzione che punta a diventare un riferimento nel panorama dell’ospitalità dell’Oltrepò e non solo.
La storia del Borgo dei Gatti
La storia del Borgo dei Gatti è iniziata come un piccolo sogno di campagna, ma oggi sta assumendo i contorni di una grande realtà imprenditoriale dalle potenzialità in costante evoluzione. Gli elementi per raccontare una perfetta storia italiana c’erano tutti già nel 2020 quando il Borgo ha mosso i primi passi, e ci sono ancora oggi: Luigi Brega, figlio di Golferenzo, lascia in giovane età la sua provincia natale, per poi tornarci molti anni dopo. Così inizia a recuperare un piccolo edificio, a ripristinare un ristorante, a riaccendere le luci de La Bütega, ad acquisire immobili abbandonati riportandoli al loro splendore rurale.
[caption id="attachment_509269" align="alignright" width="120"] Vie del borgo (Ph credits: Chiara Schiaratura)[/caption]
L'intervento di riqualificazione delle nuove suites iniziato nel 2024 vedrà la luce entro il 2026, e si concentra sul recupero di tre edifici che costituivano la vecchia casa padronale, situata lungo via Garibaldi, la via principale che taglia il Borgo. Non si tratta di una classica architettura rurale, come nel caso delle altre dimore che fanno parte dell’albergo diffuso, ma di una soluzione di prestigio, come testimoniano alcuni dipinti ritrovati. I tre edifici sono stati accorpati a costituire un unico impianto architettonico, e l’intero layout di questo isolato è stato ridisegnato in favore di una migliore fruizione dei passaggi interni al Borgo e di nuovi spazi comuni.
Le 6 suites offrono un’ampia metratura e dotazioni pensate per chi è alla ricerca di relax nella massima privacy. Partendo dall’ultimo piano, che ospita la master suite, accessibile direttamente tramite ascensore. Un unico ambiente open space di 60 metri quadrati mansardato con soffitto in legno a vista, un’area wellness privata con sauna e vasca idromassaggio per due persone. Al piano inferiore si trovano due suites con vasca in stanza e vista privilegiata sulla vita lenta del paese; più una terza soluzione, composta da un’ampia camera con studio e una private Spa dotata di sauna e di bagno turco. Al piano terra c’è posto ancora per una camera standard ed una family suite composta da zona giorno e camera padronale con angolo studio.
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All’ingresso del nuovo edificio ci saranno la reception ed una lounge con camino per il ricevimento degli ospiti. Ad accoglierli, la direttrice Paola Calonghi, co-fondatrice del progetto Borgo dei Gatti e da sempre figura chiave nella gestione della ricettività. Al centro di tutto, gli spazi comuni: una grande sala colazioni da 25 coperti, vetrata, concepita come una veranda a contatto con la natura, che si affaccia su una delle corti interne; scendendo tramite un'ampia scalinata – o ascensore –, si accede al livello inferiore (che porta a via Garibaldi), dove è stata ricavata una seconda lounge e una sala degustazioni con cantina scavata nella roccia. Qui sorgerà la "Library del Borgo", una biblioteca dove gli ospiti potranno dedicarsi alla lettura sorseggiando un tè o un calice di Oltrepò.
Uno degli aspetti funzionali più importanti del progetto di Brega è proprio il collegamento tra i livelli, che facilita la vita all’intero Borgo. L'obiettivo è offrire un'esperienza di benessere completa, permettendo agli ospiti di muoversi liberamente tra le suite e la Spa in totale privacy, raggiungendo velocemente ogni angolo di Golferenzo e tutti i suoi servizi.
L'ampliamento della spa
L’ampliamento dell’Adàsi Spa prevede un raddoppio degli spazi destinati al benessere, arrivando a coprire nella configurazione finale di progetto circa mille metri quadrati tra interni, esterni e piscine. Il layout dell’attuale ampliamento ruota attorno a una corte a cielo aperto, che sarà idealmente il fulcro di tutto l’intervento. Qui è prevista una piscina idromassaggio particolare: una vasca simile a una vecchia fontana, dotata di tecnologie moderne. Sopra la corte si sviluppa un giardino pensile e un corridoio vetrato che collega gli spazi interni. La nuova area benessere comprenderà sale massaggi (singole e di coppia), una grande sauna, bagno turco e docce emozionali. Fiore all'occhiello sarà il recupero della vecchia ghiacciaia, che verrà trasformata in una doccia emozionale molto scenografica di 3 metri di diametro, con giochi di vapore, essenze e luci che filtrano da 6 metri di altezza.
Il progetto
L'approccio architettonico è di profondo rispetto per il "genius loci". Sono stati recuperati i materiali originali: la pietra, i cotti tipici per le pavimentazioni e le travi a vista sono state trattate e restaurate. Gli elementi nuovi non cercano mai di imitare l'antico (quello che in gergo si definisce falso storico), ma si inseriscono con un linguaggio contemporaneo e rispettoso. L'obiettivo finale di questo intervento non è l'ostentazione, ma offrire il vero lusso contemporaneo: il tempo per sé stessi, il silenzio e la cura della persona in un contesto rurale autentico e raffinato. Un lusso democratico, per tutti, è questa la volontà che dal principio lega tutte le scelte fatte da Luigi Brega: «Voglio restituire il Borgo a chi vive queste zone, riportare la vita, nuovo lustro, nuovi servizi, farlo conoscere al mondo intero… è un progetto ambizioso, ma sono certo di avere con me la squadra perfetta per questa grande impresa».
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[post_content] => Olbia si consolida come porto strategico nel Mediterraneo con una programmazione in crescita rispetto al 2025. Come riporta La Nuova Sardegna, secondo il calendario dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, nel 2026 sono previsti 85 scali, 13 in più rispetto ai 72 programmati per il 2025. Un incremento significativo che conferma l’interesse delle grandi compagnie internazionali verso Olbia e la Costa Smeralda e la volontà di rafforzare la presenza sulla città e tutta la Gallura, ampliando anche il periodo operativo.
Destagionalizzazione
Tra le novità più rilevanti c’è la destagionalizzazione. Se nel 2025 il picco si era registrato a maggio, con 23 approdi, nel 2026 la distribuzione sarà più equilibrata e continuativa, con settembre destinato a diventare il mese record con 18 arrivi, superando di fatto il cuore dell’estate.
La stagione inizierà ad aprile con tre navi e si protrarrà fino a dicembre inoltrato, segno di una strategia sempre più orientata a portare flussi turistici anche nei mesi autunnali e invernali. Il 2025 ha confermato la solidità del trend: traffico in crescita, calendario fitto tra primavera e autunno e presenza di navi di medie e grandi dimensioni.
Olbia si è affermata sia come scalo tecnico sia come destinazione turistica, grazie alla vicinanza con la Costa Smeralda, l’arcipelago della Maddalena e l’entroterra gallurese. Le escursioni spaziano tra natura, archeologia ed enogastronomia, ampliando l’esperienza dei crocieristi oltre il turismo balneare. Le ricadute economiche sono chiare: ogni attracco genera indotto per servizi portuali, trasporti, guide, ristorazione e commercio. Il centro storico beneficia di flussi sempre più internazionali, mentre cresce l’attenzione all’organizzazione della mobilità urbana nei giorni di maggiore affluenza.
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[post_content] => I dati diffusi da Istat confermano la piena ripresa del settore crocieristico in Italia. Nel 2024, come indica Quifinanza, i porti dell'Italia hanno accolto quasi 5 milioni di crocieristi, superando di fatto i numeri del pre Covid.
Il dato, che non tiene conto dei transiti, ma solo imbarchi e sbarchi, assume ancora più rilevanza se inserito nel contesto europeo. Il mar Mediterraneo rappresenta una delle aree più competitive al mondo per il turismo crocieristico, con player come Spagna, Grecia e Francia in costante crescita. Eppure, l’Italia è riuscita a mantenere il primato grazie a una combinazione unica di fattori, tra cui la posizione geografica, la densità di porti attrezzati, il patrimonio culturale diffuso e la capacità di attrarre i grandi operatori internazionali.
I principali scali – da Civitavecchia a Genova, da Napoli a Venezia – hanno investito in ammodernamento, digitalizzazione e sostenibilità ambientale. L’intermodalità, la gestione dei flussi e la capacità di accogliere navi di ultima generazione sono oggi fattori decisivi nella scelta delle rotte da parte delle compagnie.
Benefici economici da distribuire sul territorio
La sfida per il futuro non è soltanto gestire numeri crescenti, ma distribuire meglio i benefici economici. Il turismo crocieristico in Italia concentra il passaggio di migliaia di visitatori in poche ore. Se non ben governato, questo fenomeno può generare pressione sui centri storici e limitare l’impatto economico reale sul territorio. Per questo motivo il ministero del turismo ha annunciato un impegno mirato a integrare nei pacchetti crocieristici informazioni e proposte legate alle bellezze locali meno conosciute. Nei prossimi mesi dovrebbero quindi essere promossi accordi con operatori turistici per la creazione di itinerari tematici verso borghi e aree interne, ma anche per la valorizzazione di prodotti tipici e di artigianato locale.
Ogni euro speso da un crocierista a terra può generare un effetto moltiplicatore, soprattutto se intercetta filiere locali. Spostare anche una parte dei flussi verso l’entroterra significa sostenere economie marginali, contrastare il fenomeno dello spopolamento e rendere il turismo uno strumento di coesione territoriale.
Secondo l'Istat, le prenotazioni per il Mediterraneo restano solide e l’Italia continua a essere inserita come tappa centrale nei principali itinerari, anche internazionali. Secondo i dati più recenti di Clia e Risposte Turismo, aggiornati al 2025-2026, il ricavo medio che le compagnie ottengono da ogni passeggero, inclusi biglietto e spese a bordo, varia dai 1.750 o 1.850 euro, fino a superare i 2.950 euro.
Durante il viaggio, i croceristi spendono tra i 185 e i 275 euro in media al giorno, mentre l’impatto economico sui territori visitati cresce proporzionalmente alla qualità dei servizi offerti dai porti. In destinazioni ad alto valore, la spesa media per passeggero è stata di 107 euro nel 2024, concentrata in ristorazione, shopping e tour guidati.
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[post_content] => Ita Airways e Trenitalia hanno firmato un Memorandum of understanding che punta allo sviluppo di un «ecosistema di intermobilità intelligente, sostenibile e sempre più integrata, fondato sull’adozione dell’Intelligenza artificiale e di soluzioni digitali avanzate per rimuovere gli ostacoli per i viaggiatori»
Nel mirino c'è quindi una mobilità multimodale efficiente, capace di integrare in modo fluido treno, gomma e aereo, migliorando l’esperienza di viaggio door-to-door dei passeggeri e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale.
Prevista anche la costituzione di un AI Intermodality and Sustainability Lab congiunto, un laboratorio dedicato alla progettazione, sviluppo e sperimentazione di casi d’uso prioritari basati sull’Intelligenza Artificiale e sui dati, con particolare riferimento all’intermodalità, all’ottimizzazione dei flussi di viaggio, alla gestione predittiva della domanda e alla riduzione delle emissioni di CO₂.
«Questo è un ulteriore passo in un percorso avviato nel 2023 sullo sviluppo del biglietto integrato Air–Rail, prodotto sempre più in crescita, a conferma di quanto i passeggeri apprezzino soluzioni di viaggio sempre più interconnesse - commentaha Joerg Eberhart, ad e direttore generale di Ita Airways -. Oggi vogliamo compiere un salto di qualità: grazie all’utilizzo sapiente dell’intelligenza artificiale, potremo intervenire in modo strutturale sugli ostacoli operativi dell’esperienza intermodale, semplificando i processi, anticipando le esigenze dei clienti e rendendo gli spostamenti più efficienti e sostenibili. Ita condivide con il gruppo Ferrovie dello Stato l’ambizione e la missione di connettere i territori italiani, contribuendo inoltre a collegare l’Italia con il mondo. Per farlo è necessario integrare visione industriale, innovazione tecnologica e alleanze strategiche. Con la firma di questo Memorandum costruiamo un ecosistema di mobilità realmente integrato e orientato al futuro».
«Il Memorandum rafforza un’idea di mobilità che va oltre il singolo mezzo di trasporto e che va incontro a un sistema integrato, digitale e sostenibile al servizio del Paese. La collaborazione con Ita Airways ci permette di unire competenze per rendere l’esperienza di viaggio più semplice, continua ed efficiente, favorendo un’integrazione sempre più fluida tra treno, gomma e aereo - sottolinea Gianpiero Strisciuglio, ad e direttore generale di Trenitalia -. Valorizziamo l’intelligenza artificiale e le soluzioni digitali avanzate come leve strategiche per rimuovere gli ostacoli ai progetti di intermodalità, ottimizzare i flussi, gestire in modo predittivo la domanda e contribuire alla riduzione delle emissioni. In questa direzione, la costituzione dell’AI Intermodality and Sustainability Lab rappresenta un passo concreto per sviluppare e sperimentare insieme casi d’uso prioritari e accelerare la trasformazione del sistema dei trasporti».
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[post_content] => Il Corinthia Rome segna il debutto italiano del gruppo Corinthia Hotels. La filosofia di grand-boutique del brand si esprime attraverso il restauro del palazzo che ha ospitato la sede di rappresentanza della Banca d'Italia.
Rinnovato con cura e trasformato in hotel, il progetto preserva l'integrità architettonica, dalla struttura monumentale agli affreschi originali degli anni '20. L'hotel da 60 camere segna il primo indirizzo romano di Carlo Cracco e comprende suite panoramiche e una spa sotterranea ispirata agli antichi rituali termali, ricavata dal caveu originale della banca.
Situata nel quartiere di Campo Marzio, a pochi passi dal Pantheon, dai Fori Imperiali e da Piazza di Spagna, la struttura è di proprietà della Reuben Brothers ed è il loro secondo hotel gestito da Corinthia Hotels. Progettato da Pio e Marcello Piacentini, il palazzo è stato costruito tra il 1913 e il 1921. Il restauro che ha dato origine al Corinthia Rome è stato concepito non semplicemente come una ristrutturazione, ma come un attento recupero del patrimonio architettonico e culturale dell'edificio. La struttura è tornata alle sue proporzioni originali, spogliata degli interventi successivi e reinterpretata attraverso una rigorosa ricerca storica e filologica, che ha portato alla luce mosaici, stucchi, cornici, soffitti dipinti e dettagli in marmo.
Un punto di riferimento sul territorio
«Corinthia Rome nasce per essere vissuto - racconta Danilo Zucchetti, managing director -. Invitiamo la città a frequentare e rendere ogni giorno più vivace questo palazzo ritrovato. La connessione autentica con Roma e con chi la abita è ciò che più ci sta a cuore ed è ciò che rende l’esperienza davvero memorabile, per i nostri ospiti, da tutto il mondo, come per i romani.».
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Nel livello più raccolto del palazzo, dove un tempo si trovava il caveau della banca, prende forma la proposta wellness di Corinthia Rome. Ispirata alla tradizione dei bagni romani, Corinthia Spa è concepita come un piccolo tempio di benessere riservato, fatto di acqua, luce soffusa e materiali minerali, in cui il tempo sembra rallentare naturalmente. La selezione di trattamenti, sviluppata in collaborazione con Seed to Skin e 111Skin London, unisce approcci botanici e scientifici in rituali pensati per una rigenerazione profonda. Con trattamenti esclusivi come The Chrysalis e Reverse Signature Facial, la partnership con Seed to Skin offre agli ospiti internazionali un approccio al benessere tipicamente italiano, che unisce i prodotti botanici toscani a prestazioni avanzate.
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[post_content] => La Spagna del turismo slow e della bici presenta la sua offerta alla prossima Fiera del Cicloturismo, che per la prima volta si svolgerà a Padova, dal 27 al 29 marzo 2026.
All’evento parteciperà l’Ente Spagnolo del Turismo insieme ad alcune regioni particolarmente attive nello sviluppo del cicloturismo, come Asturie e Comunità Valenciana, che presenteranno le loro proposte per ciclisti di ogni livello.
Presso lo stand spagnolo i visitatori potranno scoprire un’ampia offerta di itinerari cicloturistici, dalle grandi ciclovie ai percorsi meno conosciuti, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla mobilità dolce. Il cicloturismo rappresenta infatti uno dei segmenti strategici nella promozione turistica della Spagna, capace di distribuire i flussi lungo tutto il territorio e durante tutto l’anno, valorizzando aree naturali, piccoli borghi e patrimonio culturale.
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La presenza della Spagna alla Fiera del Cicloturismo di Padova rappresenta così un’occasione per raccontare un Paese che punta sulla bicicletta come strumento privilegiato per scoprire il territorio in modo lento, sostenibile e autentico.
In questa strategia si inserisce anche il portale Rutas ciclistas por España lanciato dal Ministero spagnolo dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, che raccoglie oltre 300 itinerari cicloturistici per più di 11.500 km, includendo percorsi per mountain bike, grandi itinerari e passi di montagna.
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In una fase molto delicata a causa dei conflitti in atto, il turismo outgoing serra le fila e prosegue lungo la strada di nuove proposte in grado di intercettare le esigenze del viaggiatore.
Anche Alpitour World, attraverso il brand Turisanda1924, non fa eccezione e sostiene la mostra “100 fotografie per ereditare il mondo” in corso al Mudec di Milano, stabilendo un nuovo ponte fra viaggio e cultura.
«Da oltre un secolo – spiega il brand manager di Made by Turisanda1924, Stefano Sogne – Turisanda comunica e promuove la conoscenza del mondo nei suoi molteplici aspetti e in questo il ponte con la fotografia, che dà voce alle personali visioni del mondo, è evidente».
La filosofia del brand
Turisanda1924 è portatore di un modo di viaggiare che non ricerca tanto il lusso a 5 stelle quanto le esperienze autentiche, che generino ricordi da portare con sè e raccontare al ritorno. In questo senso è la messa a punto di servizi tailor made a fare la differenza: «Il pro medio delle pratiche si alza ma il viaggiatore è più consapevole, disposto a pagare di più a patto che il viaggio sia unico».
Anche in un momento difficile come quello attuale, e forse a maggior ragione proprio in questo momento, il fatto di appartenere a un grande gruppo integrato verticalmente come Alpitour giova anche a Turisanda1924, che a oggi procura il 10% circa del fatturato globale tour operating.
«La macchina non si ferma. Abbiamo affrontato tante difficoltà e le abbiamo superate brillantemente. Il gruppo Alpitour ha la possibilità di operare con la massima flessibilità grazie al presidio di moltissime aree del mondo. A ciò di aggiunge anche la collaborazione con Neos, che può modulare l’operatività aerea in base alle necessità».
I trend del 2025
Nel 2025 i trend che hanno guidato le prenotazioni dei viaggi si sono concentrati su sostenibilità ed esperienze, con particolare focus sui safari in Africa e sulle esperienze a contatto con le tribù locali, ma anche sui fenomeni naturali da osservare nel Nord europeo. «Successo riscuotono sempre anche i grandi eventi, come la Semana Santa in Guatemala o i Dia de Los Muertos in Messico. Gli appuntamenti sportivi, che siano i tornei di tennis o l’Nba, costituiscono poi straordinari catalizzatori di viaggio, anche se in questo caso le prenotazioni sono un po’ più sotto data rispetto all’andamento generale».
Nel 2026 l’obiettivo di Turisanda1924 è quello di incrementare il fatturato di un ulteriore 20%: «Un risultato possibile, grazie anche ad alcune novità di prodotto». In primo luogo, Sogne fa riferimento all’introduzione dei tour Voyager Family come naturale evoluzione del concept “Voyager” declinato però sulle esigenze del target famiglie.
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[post_content] => Il 28 marzo San Casciano dei Bagni si racconta con la prima edizione di ‘Fonti di Vino – Tra calici e acque termali’, in programma nella suggestiva Casina delle Rose di Fonteverde Resort & Spa. L'evento nasce da un'idea del comune di San Casciano dei Bagni, in collaborazione con le nove cantine del territorio, le associazioni e gli operatori locali.
Nove cantine, nove approcci diversi al vino e alla vigna, accomunati da un radicamento autentico in questa terra di confine tra Val d'Orcia e Valdichiana.
Podernuovo a Palazzone interpreta la Toscana più autentica con uno stile contemporaneo ed elegante, in una cantina sostenibile che include al suo interno Godiluva Wine Resort. Il Poggio è una realtà familiare biologica a tutto tondo – viticoltura, allevamento, ristorante, agriturismo – con un'antica cantina scavata nel tufo destinata all'invecchiamento dei vini.
Cantine Ravazzi ha radici nel 1956, quando fu piantato il primo vigneto di Sangiovese: oggi la terza generazione guida un progetto che spazia dalle etichette storiche ai Supertuscan, fino al progetto artistico P64, dove il vino diventa espressione visiva e culturale.
Sassopra lavora quattro ettari in biologico con approccio biodinamico, su marne blu e argille, con fermentazioni spontanee, pochissime bottiglie ed etichette d'artista.
L’Azienda Agricola Gianni Barzi è un progetto biologico avviato nel 2001 al Podere Bulgherino, dove vigneti, oliveti, cereali e legumi convivono in un'agricoltura a tutto tondo che include anche la produzione di tartufi.
Sancaba nasce dall’intuizione di Carlo Franchetti che nel 2011 scopre un vigneto di Pinot Nero e decide di scommettere sull’eleganza di questo vitigno piantato su suoli galestrosi e calcarei, gestiti a conduzione biologica certificata per esprimere la freschezza e mineralità di un territorio ad alta quota.
Cantina Giacomo Mori è la memoria lunga del vino locale, con radici che risalgono alla fine dell'Ottocento e una produzione che oggi si concentra su Chianti e Castelrotto, vini che portano nel nome e nel carattere la storia della famiglia.
Giacomo Baraldo Vigneron è il volto più giovane e internazionale della scena: dopo esperienze in giro per il mondo del vino, Giacomo è tornato a San Casciano per produrre vini artigianali che rispecchiano in ogni annata i vitigni ed il territorio.
Tenuta Le Forconate, nata nel 2008 dalla famiglia Barbanera, è la realtà più estesa del territorio con oltre 26 ettari tra Sangiovese, Merlot, Cabernet Franc e Vermentino, con degustazioni disponibili in una sala immersa nel paesaggio toscano.
Durante la giornata il pubblico potrà incontrare direttamente i produttori ai banchi d'assaggio, degustare le loro etichette e ascoltare le storie che si intrecciano tra vigne, tradizione e innovazione.
Spazio anche ai sapori locali: l'Azienda Agricola Il Poggio propone degustazioni dei propri prodotti tipici, mentre Filo & Fibra e la Comunità Slow Food con la Cassetta di Cottura di San Casciano dei Bagni portano in tavola i piatti realizzati con questo antico metodo di cottura lenta, presidio di una tradizione gastronomica che merita di essere conosciuta ben oltre i confini del borgo. Durante l'intero weekend, i vini protagonisti dell'evento saranno proposti anche nei ristoranti del comune di San Casciano dei Bagni, rafforzando il legame tra produzione vitivinicola e proposta gastronomica del territorio.
Su prenotazione sarà possibile visitare le cantine protagoniste e incontrare i produttori nelle loro vigne. Per chi vuole allargare lo sguardo, le visite guidate allo scavo del "Santuario Ritrovato" (sabato alle ore 11 e 15 mentre domenica alle ore 11) – il sito che tra il 2021 e il 2023 ha restituito oltre 5.000 manufatti bronzei etruschi e romani, salutato come una delle scoperte più importanti degli ultimi decenni in Europa – offrono un ulteriore livello di profondità alla visita. Le terme di Fonteverde offrono una tariffa speciale a tutti coloro che parteciperanno all’evento e le passeggiate a cavallo nel paesaggio circostante completano un'offerta che difficilmente trova equivalenti in Toscana (su prenotazione sabato e domenica alle ore 9.30 e 16).
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Rhc Group riapre le sue strutture in tutta Italia, che si affiancano alla presenza continuativa nella capitale con Palazzo Montemartini. Il calendario segna l’inizio della stagione 2026, che prende ufficialmente il via con Paradiso Relais, che apre il 15 marzo fino al 18 novembre 2026. Immerso nella quiete della Costiera Amalfitana, a Vietri sul Mare, il boutique hotel rappresenta un rifugio per chi desidera vivere un’esperienza intima e panoramica.
Le altre riaperture
Segue la riapertura de La Plage Resort Taormina, pronto ad accogliere gli ospiti dal 1° aprile al 1° novembre 2026, realtà unica nel suo genere situata sulla spiaggia direttamente all’interno della riserva naturale dell’Isola Bella.
Il 3 aprile 2026 riapre poi l’hotel Raito, operativo fino al 1° novembre 2026, storico hotel panoramico situato a Vietri sul Mare, porta d’ingresso della Costiera Amalfitana.
Accanto alle destinazioni stagionali, Rhc Group continua a valorizzare la propria presenza nella capitale con Palazzo Montemartini Rome, punto di riferimento dell’ospitalità del gruppo a Roma e aperto tutto l’anno.
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Il Poggio è una realtà familiare biologica a tutto tondo – viticoltura, allevamento, ristorante, agriturismo – con un'antica cantina scavata nel tufo destinata all'invecchiamento dei vini. \r\n\r\nCantine Ravazzi ha radici nel 1956, quando fu piantato il primo vigneto di Sangiovese: oggi la terza generazione guida un progetto che spazia dalle etichette storiche ai Supertuscan, fino al progetto artistico P64, dove il vino diventa espressione visiva e culturale. \r\n\r\nSassopra lavora quattro ettari in biologico con approccio biodinamico, su marne blu e argille, con fermentazioni spontanee, pochissime bottiglie ed etichette d'artista.\r\n\r\nL’Azienda Agricola Gianni Barzi è un progetto biologico avviato nel 2001 al Podere Bulgherino, dove vigneti, oliveti, cereali e legumi convivono in un'agricoltura a tutto tondo che include anche la produzione di tartufi. \r\n\r\nSancaba nasce dall’intuizione di Carlo Franchetti che nel 2011 scopre un vigneto di Pinot Nero e decide di scommettere sull’eleganza di questo vitigno piantato su suoli galestrosi e calcarei, gestiti a conduzione biologica certificata per esprimere la freschezza e mineralità di un territorio ad alta quota.\r\n\r\nCantina Giacomo Mori è la memoria lunga del vino locale, con radici che risalgono alla fine dell'Ottocento e una produzione che oggi si concentra su Chianti e Castelrotto, vini che portano nel nome e nel carattere la storia della famiglia. \r\n\r\nGiacomo Baraldo Vigneron è il volto più giovane e internazionale della scena: dopo esperienze in giro per il mondo del vino, Giacomo è tornato a San Casciano per produrre vini artigianali che rispecchiano in ogni annata i vitigni ed il territorio. \r\n\r\nTenuta Le Forconate, nata nel 2008 dalla famiglia Barbanera, è la realtà più estesa del territorio con oltre 26 ettari tra Sangiovese, Merlot, Cabernet Franc e Vermentino, con degustazioni disponibili in una sala immersa nel paesaggio toscano.\r\n\r\nDurante la giornata il pubblico potrà incontrare direttamente i produttori ai banchi d'assaggio, degustare le loro etichette e ascoltare le storie che si intrecciano tra vigne, tradizione e innovazione.\r\n\r\nSpazio anche ai sapori locali: l'Azienda Agricola Il Poggio propone degustazioni dei propri prodotti tipici, mentre Filo & Fibra e la Comunità Slow Food con la Cassetta di Cottura di San Casciano dei Bagni portano in tavola i piatti realizzati con questo antico metodo di cottura lenta, presidio di una tradizione gastronomica che merita di essere conosciuta ben oltre i confini del borgo. 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