27 March 2026

De Crescenzo, Planetaria: contro il caro energia serve una energy surcharge

Un supplemento energia, flessibile e temporaneo, da scorporare rispetto alla tariffa camere, un po’ come già si fa per la tassa di soggiorno. E’ la proposta di Damiano De Crescenzo per affrontare il problema dell’aumento dei costi energetici: non servirebbe a calmierare i prezzi, ma almeno li renderebbe trasparenti e confrontabili, permettendo al mercato di capire quale componente dell’offerta è determinata dall’andamento della domanda e quale invece dipende da fattori esogeni, racconta a Pambianco Hotellerie il direttore generale di Planetaria Hotels e presidente sezione hospitality gruppo turismo Assolombarda.

Il problema è grave perché l’energia rappresenta per la maggior parte delle strutture ricettive la seconda voce di costo dopo quella delle risorse umane e gli aumenti al momento sono esponenziali, fino anche a sei volte i prezzi di poche settimane fa. Il rischio è che le marginalità scompaiano. Il tutto, dopo due anni già molto difficili a causa della pandemia. La proposta è stata quindi subito condivisa da alcuni rappresentanti dell’ospitalità italiana, tra cui il general manager di ToFlorence Hotels e vicepresidente di Confindustria Firenze, Giancarlo Carniani, che ha sottolineato come tale soluzione sia stata già adottata per esempio da alcune strutture del segmento degli affitti brevi. Sulla medesima linea anche il ceo di Italian Hotel Company, Gianluca Capone. Più defilata, invece, la posizione dei grandi gruppi internazionali, che al momento non ritengono la loro offerta italiana meno competitiva di quella presente in altre destinazioni.

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Alla fine di febbraio, però, lo scenario internazionale è stato segnato da un rapido deterioramento della situazione geopolitica in Medio Oriente, con l'apertura di un nuovo fronte di conflitto e conseguenze immediate sulla connettività aerea, con chiusura degli spazi aerei e sospensione delle attività negli hub della regione, tra cui Dubai, Abu Dhabi e Doha.\r\n\r\n«Tale situazione sta incidendo sulla connettività intercontinentale e sull’operatività dei vettori, con possibili riflessi anche sul traffico di Malpensa. Nel 2025, i mercati coinvolti hanno rappresentato circa il 6% del traffico passeggeri complessivo del sistema aeroportuale».\r\nPiù precisamente, gli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate hanno gestito rispettivamente 31,2 milioni di passeggeri (+9% vs 2024) e 11,1 milioni di passeggeri (+5% vs 2024).\r\nL’aviazione generale, attraverso gli scali di Linate Prime e Malpensa Prime, ha gestito complessivamente 35,9 mila movimenti nel 2025, in crescita del 4% rispetto al 2024.\r\nGli investimenti realizzati nel 2025 ammontano a 152,4 milioni di euro (107,4 milioni di euro nel 2024). Gli interventi si sono concentrati sullo scalo di Milano Malpensa, in particolare sul Terminal 1, grazie alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. I lavori hanno incluso manutenzioni straordinarie di alcune parti del terminal, adeguamenti sismici, miglioramenti del sistema di drenaggio delle acque meteoriche e la riqualifica dei pontili di imbarco, oltre alle aree dedicate al trasporto pubblico locale.\r\n A Milano Linate sono proseguiti l’ampliamento del terminal di aviazione generale e del parcheggio per gli operatori aeroportuali, insieme alle opere propedeutiche al progetto Linate Airport District (Lad). Sul fronte della sostenibilità, sono stati portati avanti interventi per la riduzione dei consumi e lo sviluppo di energia da fonti rinnovabili, con l’entrata in funzione del nuovo impianto fotovoltaico di Linate nell’ultimo trimestre del 2025. Infine, è stato rinnovato anche il parco mezzi operativi.","post_title":"Sea Aeroporti: passeggeri e utili 2025 volano alto. 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