27 June 2026

Destinazioni lusso: il Covid rivoluziona la top 20. Cortina la più resiliente

I dati risalgono al 2020 ma ben testimoniano di quanto la pandemia stia sconvolgendo i normali equilibri del mercato turistico italiano. Li ha elaborati la società di consulenza Thrends (gruppo Teamwork) all’interno del proprio Luxury Hotels Database 2021 e, come suggerisce il titolo della stessa indagine, si riferiscono esclusivamente al segmento lusso dell’hotellerie: il comparto peraltro più colpito dalla pandemia, che ha registrato tra 2020 e 2019 un calo delle presenze pari al 65%.

Una scossa di tali dimensioni da aver generato una vera rivoluzione nella classifica delle 20 destinazioni italiane più performanti del segmento. Se infatti nel 2019 la top 5 vedeva Ravello in testa (con  309.500 euro di ricavi per camera medi annui), seguita da Portofino (307 mila), Gargnano (219 mila), Positano (217.300) e Merano (213.100), l’anno scorso la parte alta della classifica, determinata quasi esclusivamente dalla domanda domestica, era completamente diversa. In cima al podio si trovava infatti Gargnano (107.800 euro di ricavi medi per camera) e poi Fasano (93.200) e Capri (87 mila). Appena dopo, Forte dei Marmi (84.300) e Cortina (72.800).

Al di là dei valori assoluti, quello che appare forse ancora più interessante è l’analisi della capacità di resilienza delle varie destinazioni. Si scopre così che, in uno scenario comunque fortemente negativo per tutti, è stata Cortina, probabilmente trainata anche dall’effetto Olimpiadi, a reggere meglio l’urto. Gli hotel lusso della località ampezzana hanno infatti registrato il calo meno accentuato del segmento, con una diminuzione tra 2020 e 2019 del 28% dei propri ricavi medi per camera. Le strutture di Gardone Riviera hanno subito invece un decremento del 35% e quelle di Fasano del 38%. Giusto per un rapido confronto, basti qui dire che Portofino ha visto il proprio comparto alberghiero del lusso perdere nello stesso tempo ben l’88% dei propri ricavi per camera, mentre a Ravello e Firenze le performance sono crollate dell’82%.

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