16 novembre 2021 10:17

Il ministro del turismo Massimo Garavaglia
Su ItaliaOggi leggiamo, stupefatti, alcune dichiarazioni del ministro del turismo Garavaglia in merito ai lavoratori del turismo che non si trovano. Inizia così: «Al comparto turistico mancano tra le 200mila e le 300mila figure lavorative. Un paradosso se si pensa che il Paese paga un tasso di disoccupazione al 9%. In questi giorni siamo surclassati da richieste per far partire il prima possibile il decreto flussi; la stagione invernale è alle porte e manca il personale».
Quindi siamo al paradosso che per trovare lavoratori nel turismo dobbiamo prenderli dagli stranieri e non dagli italiani, ma perché? Ve lo dico subito: così possiamo continuare impunemente a pagarli poco. Questo “pagare poco” somiglia molto allo sfruttamento, e quindi invece di incidere su questo elemento si preferisce aspettare il decreto flussi. (Un’annotazione: ma gli stranieri non erano quelli che ci rubavano il lavoro? Adesso sono diventati la nostra speranza?). Il punto è che i lavoratori devono essere pagati dignitosamente, secondo le regole europee, secondo gli standard europei e non altro. D’altra parte che formazione possono avere i flussi?
Poi prosegue: «Sul mercato non si trova personale italiano, dobbiamo ricorrere a quello straniero. Altro paradosso». No, non ci siamo Garavaglia. Un politico si chiede e indaga sulla causa del problema, non va a ramengo a cercare soluzioni estemporanee. Il problema è: bassa o bassissima retribuzione, orario di lavoro che si sa quando si inizia e non si sa quando finisce, alloggi non particolarmente funzionali, orari per il pranzo e la cena ridotti all’osso. Lavoriamo su questo. Date paghe migliori, fate in modo che chi lavora per voi abbia anche una dignità e non sia solo manodopera da sfruttare.
Giuseppe Aloe
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[post_content] => L’ Umbria non vuole più raccontarsi "solo" come una destinazione da visitare, ma come un territorio da vivere, attraversare, abitare. È questo il senso del nuovo piano di comunicazione presentato ieri a Milano dalla Regione Umbria, alla presenza della presidente Stefania Proietti, dell’assessore regionale al Turismo Simona Meloni e di Federico Sistico per la Camera di Commercio dell’Umbria.
Il messaggio è chiaro: uscire dalla logica della cartolina e dare più personalità al racconto del “cuore verde d’Italia”, puntando su qualità della vita, arte, cultura, paesaggio, aree verdi e autenticità. Non solo per conquistare turisti, ma anche per intercettare aspiranti residenti, nomadi digitali e lavoratori in smart working. Una linea sintetizzata bene dall’idea, emersa durante l’incontro, di un’Umbria in cui «si arriva e si vorrebbe restare a vivere».
La strategia
Tra i cardini della strategia c’è il turismo lento. L’assessore Meloni ha richiamato il valore della lentezza come esperienza capace di rigenerare corpo e mente, anche in vista degli 800 anni dalla morte di San Francesco, occasione che rafforza il posizionamento spirituale e culturale della regione.Tra gli appuntamenti dei prossimi mesi figurano le iniziative dedicate allo speciale anniversario, con un programma diffuso tra Assisi, Gubbio, Perugia e l’area ternana; la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia fino al 14 giugno; e la mostra “Michelangelo Pistoletto. Franciscus. Fratello in arte” alla Rocca Maggiore di Assisi.
A questi si aggiungono i grandi festival culturali e musicali dell’estate, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto a Umbria Jazz, fino a Umbria che Spacca, Suoni Controvento, Moon in June e Todi Festival. In Valnerina, accanto alla riapertura del centro storico di Norcia e della Basilica di San Benedetto, resta centrale la fioritura di Castelluccio, mentre nell’area di Terni il racconto passa anche dalla Cascata delle Marmore e dal nuovo Borgo Muse Festival di Collescipoli, in programma a settembre. Un calendario che conferma la volontà della regione di legare natura, cultura, spiritualità e contemporaneità in un’unica proposta di viaggio. Magari condotto a ritmo lento, a piedi o in bicicletta.
Un'Umbria meno ovvia
Cammini, percorsi bike e itinerari nascosti diventano così strumenti per scoprire un’Umbria meno ovvia, fatta di borghi, paesaggi e comunità.In questa direzione va anche il lavoro sulle cinque aree interne umbre, che coinvolgono 59 comuni, e il potenziamento della rete ciclopedonale. Il Trasimeno, con la sua ciclovia e il sistema museale integrato accessibile con biglietto unico, rappresenta uno degli esempi più concreti di questa visione. Ma la regione guarda con decisione anche a mountain bike, e-bike e cicloturismo, oggi resi più accessibili dalla diffusione della pedalata assistita. Come ricordato da Ludovica Casellati (Ladybici), la bicicletta è diventata uno strumento alla portata di molti e l’Umbria ha caratteristiche ideali per valorizzarla.
Il 22 maggio, inoltre, grazie al progetto “Bici in Comune” promosso da Sport e Salute e con il supporto della Camera di Commercio dell’Umbria, alla Sala delle Colonne di Palazzo Graziani a Perugia si terrà un momento di approfondimento dedicato a mobilità sostenibile, cicloturismo e nuove opportunità per i territori.
Accanto allo sport, cresce il racconto integrato di gusto, cinema e cultura. L’Umbria sarà protagonista a Identità Golose, dal 7 al 9 giugno, con una presenza che valorizzerà la filiera dall’agricoltura all’ospitalità. «Non c’è miglior ambasciatore di un grande cuoco del proprio territorio e dei suoi prodotti», è stato sottolineato da Claudio Ceroni, imprenditore e fondatore di Identità Golose.
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(Alessandra Favaro)
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[post_content] => Caldana Europe Travel, in collaborazione con VisitBritain, presenta “Missione UK: Operazione Sales Booster”, una nuova campagna B2B dedicata al trade, pensata per incentivare le vendite dei tour nel Regno Unito attraverso un format coinvolgente ispirato all’immaginario iconico di James Bond.
L’iniziativa si distingue per un concept creativo forte e riconoscibile, che trasforma gli agenti di viaggio in veri e propri “agenti speciali”, chiamati a portare a termine una missione chiara: incrementare le vendite della destinazione UK e scalare la classifica nazionale delle migliori performance.
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La campagna sarà attiva dal 1° maggio al 30 settembre 2026 e non prevede alcuna iscrizione formale: tutte le prenotazioni relative ai tour UK nel periodo indicato parteciperanno automaticamente all’iniziativa. Un approccio pensato per facilitare la partecipazione e massimizzare il coinvolgimento del trade.
A rendere ancora più attrattiva la campagna è il sistema di premi, costruito in coerenza con il concept esperienziale e la destinazione. In palio per le tre migliori agenzie: un soggiorno a Liverpool con visita al Beatles Museum, un pacchetto su Birmingham e Stratford-upon-Avon sulle tracce di Shakespeare e un buono viaggio Caldana Europe Travel da 500 euro.
La campagna si inserisce in una strategia di comunicazione multicanale che prevede newsletter dedicate, aggiornamenti periodici sulla classifica, contenuti social e visibilità sulle principali testate trade, con il supporto dei network agenziali.
“Con ‘Missione UK’ abbiamo voluto creare qualcosa di diverso rispetto ai tradizionali incentivi vendita, puntando su un’idea creativa forte e su una meccanica semplice ma efficace”, commenta Arianna Pradella, direttore commerciale gruppo Caldana-Utat. “L’obiettivo è supportare concretamente le agenzie, dando loro strumenti e motivazioni per spingere una destinazione che continua a essere tra le più richieste dal mercato italiano”.
Attraverso questa iniziativa, Caldana Europe Travel conferma il proprio impegno nel rafforzare il rapporto con il trade e nel valorizzare, insieme a VisitBritain, il potenziale della destinazione Regno Unito, puntando su contenuti di qualità, supporto alla vendita e iniziative ad alto impatto commerciale.
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[post_content] => Tra il 2019 e il 2025 i settori del commercio e del turismo hanno perso oltre 177.000 addetti autonomi, un calo del 14,1%: in media circa 81 piccoli imprenditori e altre partite Iva in meno ogni giorno.
E' quanto emerge da una ricerca della Confesercenti sui dati camerali relativi al commercio e alla filiera turistica - alloggio, ristorazione e agenzie di viaggio. È una controtendenza netta. L'occupazione complessiva nei due settori cresce di 351.000 unità (+8,4%), ma il saldo positivo è interamente trainato dal lavoro dipendente, che aumenta di 528.000 addetti (+18%), mentre quello autonomo arretra del 14,1%.
L'indagine mostra come a pesare di più sul saldo negativo sia il commercio al dettaglio, che in sei anni perde 135.762 tra imprenditori, collaboratori e altri professionisti (-16,6%). In contrazione anche la ristorazione, con 45.523 autonomi in meno (-11,9%); stabili le agenzie di viaggio (-0,4%), mentre cresce l'alloggio: +3.766 indipendenti (+7,4%), un aumento - spiega l'associazione - legato all'affermarsi di forme di ospitalità diffusa, dalle case vacanza ai b&b.
Il calo degli indipendenti, spiega la Confesercenti, interessa tutto il territorio. In valore assoluto le riduzioni più consistenti si registrano in Lombardia (-25.098), Lazio (-22.963), Veneto (-17.792), Emilia-Romagna (-16.037) e Toscana (-15.309) mentre n termini percentuali, le flessioni più marcate sono nelle Marche (-25%), nel Lazio (-20,4%), in Veneto (-18%), Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna (entrambe intorno al -17%).
«Il dato segnala una tendenza che va contrastata - commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi -, un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell'offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito. Il lavoro autonomo - spiega - si sta riducendo per l'effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici, esplosi dopo la pandemia, locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un'attività».
L'associazione chiede «interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche - conclude - sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. Solo così tornare a mettersi in proprio potrà essere di nuovo una prospettiva sostenibile».
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[post_content] => Lunedì critico per chi viaggia in aereo, oggi 11 maggio: la giornata è segnata in particolare dallo sciopero nazionale di easyJet, al quale si sommano altre proteste e mobilitazioni di piloti, assistenti di volo, servizi di terra e aeroportuali.
I voli, come riferisce Adnkronos, saranno regolari nelle fasce garantite dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21. Sul sito dell'Enac è disponibile l’elenco dei voli garantiti, nelle fasce indicate, i voli devono essere comunque effettuati, in aggiunta ai voli di Stato, militari, emergenza, sanitari, umanitari e di soccorso
Come anticipato, lo sciopero nazionale per i piloti e gli assistenti di volo di easyJet prevede una mobilitazione dalle ore 10 alle 18. La protesta è stata proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta, Anpac che denunciano lo "stallo nella trattativa per il rinnovo contrattuale" e "il deterioramento delle relazioni industriali e criticità operative". Una decisione che arriva dopo il primo sciopero di 4 ore del 31 gennaio, un secondo di 24 ore del 26 febbraio e la constatazione della "assenza di avanzamenti risolutivi nella trattativa".
Le ulteriori iniziative di sciopero per il comparto del trasporto aereo interessano tutto il Paese: dalle 12 alle 16 è previsto lo sciopero dei lavoratori dei servizi di handling di Palermo, in particolare di Asc Handling, Aviapartner, Gh Palermo. Alla base della protesta, spiegano le organizzazioni sindacali, le condizioni di lavoro del personale di terra, ritenute non più sostenibili.
Sciopero Enav a Napoli
I dipendenti Enav si fermano a Napoli, dalle ore 10 alle 18, e a Roma nella stessa fascia oraria, per la protesta proclamata da Uiltrasporti). Le mobilitazioni dell'11 maggio coinvolgono anche l'attività aeroportuale di Cagliari, nella fascia oraria compresa tra le 13 e le 17 quando le principali società operanti nello scalo (Sogaer, Sogaerdyn e Sogaersecurity) si fermeranno per lo sciopero indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti che chiedono il rinnovo dei contratti, oltre a denunciare condizioni di lavoro critiche. Una protesta che provocherà ritardi e cancellazioni.
Coinvolto anche l'aeroporto di Roma Fiumicino dove sciopereranno i dipendenti di Adr Security dalle 12 alle 16 (Fast Confsal), mentre a Varese si fermano gli operatori air cargo di Alha e Mle-Bcube, dalle 13 alle 17.
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[post_content] => Orientamenti SailOr prende il largo dal porto di Genova. La nave dell’orientamento ai mestieri e alle professioni del mare farà rientro sempre a Genova lunedì 11 maggio. Significativi i numeri di questa 13° edizione: 230 studenti, 3 enti di formazione e 19 istituti scolastici, 30 docenti che verranno formati sul cluster marittimo portuale e sul tema dell’orientamento, 27 laboratori specifici per preparare gli studenti alle professioni del mare.
«Provare, imparare, formarsi sul campo: è questo l’obiettivo di Orientamenti-SailOr – dichiarano gli assessori di Regione Liguria alla formazione Simona Ferro e alla programmazione del fondo sociale europeo Marco Scajola –. Offrire ai giovani un contatto diretto con professionisti, laboratori e attività concrete significa aiutarli a comprendere davvero le proprie attitudini e le opportunità offerte da un settore strategico come quello del mare. Orientamenti continua così a rafforzare il legame tra formazione e lavoro attraverso esperienze distribuite durante tutto l’anno”.
Il progetto, unico nel suo genere a livello nazionale, avviato nel 2013 nell’ambito di ‘Orientamenti’, è promosso da Regione Liguria insieme a Ufficio Scolastico Regionale, Accademia Marina Mercantile, Istituto Nautico San Giorgio, Capitaneria di Porto e Gnv e mira ad avvicinare gli studenti delle classi quarte superiori al mondo marittimo.
Il progetto
A bordo della Rhapsody di Gnv gli studenti, provenienti da tre diversi indirizzi, alberghiero, nautico e turistico, nei giorni di navigazione previsti sulla tratta Genova - Olbia - Genova potranno cimentarsi nel mondo del lavoro di bordo attraverso, 12 laboratori per macchina e coperta, 9 laboratori per cucina, sala e bar, 3 laboratori per gli indirizzi turistici, 3 laboratori comuni (uno di orientamento per scoprire attitudini e sogni, uno dedicato ai percorsi di istruzione e formazione legati al mondo del mare, un’esercitazione di emergenza generale per abbandono nave). Il progetto si rivolge anche alla formazione professionale, accogliendo a bordo per il secondo anno anche 9 studenti di enti di IeFP del corso operatore della ristorazione, evidenziando ulteriormente la ricchezza e il valore che anche questi corsi offrono ai giovani.
«Siamo felici di ospitare anche quest’anno il progetto SailOr a bordo di una nostra nave, con una partecipazione da parte dei ragazzi che si conferma numerosa, a testimonianza del forte interesse dei giovani per il mondo marittimo – dichiara Antonio Cecere Palazzo, comandante di armamento Gnv -. Si tratta di un’esperienza unica nel suo genere: durante la navigazione i ragazzi possono vivere da vicino la vita di bordo, conoscere tutte le attività e le mansioni presenti su una nave e avvicinarsi anche alle competenze tecniche che ne regolano il funzionamento, dalla sicurezza alla gestione operativa. Per Gnv sostenere iniziative come questa significa investire nel futuro e offrire ai giovani un’opportunità di orientamento permettendo loro di avvicinarsi al nostro lavoro e contribuendo concretamente a diffondere la cultura del mare anche tra le generazioni più giovani».
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[post_content] => La Svizzera archivia un 2025 da record con quasi 44 milioni di pernottamenti. La risposta al sovraffollamento delle rotte classiche è una nuova strategia che punta su itinerari insoliti, sostenibilità e destagionalizzazione. Non solo mete iconiche: con il "Travel Better", Svizzera Turismo ridefinisce il concetto di turismo di prossimità, invitando a scoprire una destinazione più intima e "slow". L’obiettivo è chiaro, dirottare i flussi verso i mesi di bassa stagione valorizzando territori d'alta gamma, lontani dal turismo di massa per un’esperienza di viaggio più autentica.
Una mappa di scoperte: dalle vette alle vigne
Le proposte dei partner locali delineano una Svizzera segreta, dove la mobilità integrata dello Swiss Travel Pass diventa il filo conduttore del viaggio. L'esplorazione diventa fluida grazie a vettori che sono essi stessi destinazione. L'esperienza si snoda tra eccellenze ferroviarie che trasformano il trasporto in pura scoperta.
Ferrovie panoramiche: Accanto ai grandi classici, i riflettori si accendono sul Trenino Verde delle Alpi, che connette i panorami alpini all'incanto del lago di Thun, e sulla Ferrovia Retica. Quest’ultima, patrimonio Unesco, svela il fascino ingegneristico della linea dell’Albula, invitando a soste nei borghi di Filisur e Bergün. Tratte ferroviarie, che come il Gotthard Panorama Express trasformano il viaggio stesso in una destinazione da gustare a ritmo lento.
Regione di Berna ed Emmental: hub d’elezione per il cicloturismo con itinerari in e-bike tra pascoli e castelli. Qui l'ospitalità si fa storia, con l'opportunità unica di soggiornare nell'ala medievale del Castello di Burgdorf.
Canton Vaud e Ginevra: un connubio tra enogastronomia e cultura. Dalle vigne biologiche de La Côte alle acque termali di Yverdon-les-Bains, fino al borgo medievale di Hermance. A Ginevra, il lusso si scopre nei laboratori artigianali di alta orologeria nel quartiere di Carouge.
Canton Vallese: Il regno delle grandi altezze offre scenari spettacolari e rigenerazione attraverso l'acqua, dalle escursioni attorno alla diga di Mattmark a Saas-Almagell fino al benessere alpino nelle celebri terme di Leukerbad.
Il valore della scelta consapevole attraverso "Travel Better" non è solo una risposta logistica, ma una vera filosofia commerciale. Puntando su "gemme" meno note, si garantisce disponibilità costante e un’alta qualità del prodotto, lontano dal sold-out delle stagioni tradizionali. Per il viaggiatore contemporaneo, la Svizzera si conferma così una terra da "intenditori", un luogo dove il lusso risiede nel tempo e nello spazio ritrovati.
(Anna Morrone)
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[post_content] => Il 22, 23 e 24 maggio alla Spezia torna l’appuntamento con il primo festival italiano dell’ostrica: l’Italian Oyster Fest che, giunto quest’anno alla quarta edizione, punta a diffondere la conoscenza e il consumo dell’ostrica italiana ponendo l’accento su gusto, sostenibilità, salute e prospettive di sviluppo della filiera.
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[post_content] => Ne è passata tanta di acqua sotto i ponti da quando “i ragazzi di Ostia”, come ama definirli il ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, hanno cominciato la propria avventura nel mondo del turismo. Da allora i tre soci – insieme a Curzi anche Roberto Maccari e Stefania Fusacchia – hanno costruito un piccolo impero nel mondo del turismo organizzato, forte di una squadra di 170 dipendenti e di un giro d’affari 2025 pari a 160 milioni.
Ma il cuore, almeno qualche volta, richiama alle origini. Ed è proprio questa strategia, «non solo basata sul valore del business, ma su una visione forse un po’ romantica» che ha portato l’azienda a «mettere in sicurezza il marchio Cts Viaggi» come commenta a caldo dopo l’acquisizione del brand lo stesso Curzi.
Un brand che ha fatto la storia del turismo organizzato. «Si tratta di un’operazione differente rispetto a quelle relative all’acquisizione di Marcelletti prima e di Chinasia poi. In questo caso, abbiamo voluto preservare un marchio storico (Curzi ha lavorato in Cts dal 1984 al 1986, ndr) e onorare la memoria di Luigi Vedovato, che ne ha guidato la nascita e il successo. Un progetto geniale, precursore dei tempi, che fin dagli anni Settanta parlava di network di agenzie, di turismo giovanile e di mercato b2c. Un progetto che purtroppo non ha saputo poi adeguarsi a un mercato che ha vissuto cambiamenti profondi».
Operazione nostalgia
“Operazione nostalgia”? «Può darsi – replica Curzi-. Quel che è certo è che per un rilancio futuro del brand non penso tanto al mercato dei giovani quanto a una linea di prodotto che vada a intercettare quanti avevano conosciuto e apprezzato il marchio proprio negli anni Ottanta e Novanta».
L’intuizione nasce da una constatazione importante: «I viaggi di gruppo vanno molto forte e il turismo organizzato, al di là degli eventi contingenti, sta prendendo quota in maniera decisa. E anche se a oggi registriamo in generale un calo sensibile, sono certo che alla fine verremo premiati con un aumento sul 2025, in particolare proprio nel segmento gruppi».
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Una struttura nel cuore di Cotignac, borgo che ha ottenuto il titolo di “uno dei più bei villaggi di Francia", 4 ettari di giardini e 36 camere, laboratori nella natura. Lou Calen è un eco resort in Provenza, uno spazio dove è possibile riconnettersi con la natura.
Tra gli obiettivi, crescere sul mercato italiano, ma anche sul mercato canadese ed in generale su tutta l’Europa. Attualmente gli ospiti provengono principalmente da Francia, Usa, Regno Unito e Germania.
«Puntiamo ad avere un supporto per la vendita negli Usa – spiega Aurore Chainet, marketing & sales director hotel LouCalen – ed anche ad un collaboratore sul Regno Unito. Intendiamo rafforzare la nostra partecipazione alle fiere di settore e ripensare al nostro sito web con un approccio B2B. Non solo, ma vogliamo sviluppare l’offerta per le famiglie, per adattarci meglio a questo target».
Tra campi di lavanda, uliveti e vigneti, l’eco resort, che dista un’ora e mezza da Nizza, affascina per il contesto unico, da una parte la natura e dall’altra la cultura: Cotignac infatti attira moltissimi pellegrini grazie all’apparizione della Sacra Famiglia e ai tantissimi santuari della zona.
Nella primavera del 2020, il ristorante Jardin Secret ha aperto le sue porte: una residenza storica costruita più di due secoli fa, immersa nel cuore di un uliveto. Nel marzo 2023 è stato premiato con la stella verde nella guida Michelin, che distingue i ristoranti che combinano eccellenza gastronomica e rispetto per l'ambiente.
Nel luglio 2021, la tenuta Lou Calen ha inaugurato la zona Mico, segnando il ritorno degli alloggi all'interno dell'area. Questo nuovo spazio offre 12 stanze lussuose.
Nel 2023 il complesso inaugura due nuove sedi abitative: il Trianon e la Villa Font Vieille, arricchendo l'offerta con 12 camere aggiuntive.
Nel giugno 2024 viene aperto un secondo ristorante e il pastis bar "O' Fadoli" sul Cours du village. E vengono aggiunte 10 nuove stanze nell'edificio storico di Lou Calen.
«Cotignac è conosciuto come “il piccolo Saint Tropez dell’alto Vara" – aggiunge Chainet – grazie alle personalità famose che negli anni hanno frequentato la zona. La nostra struttura offre servizi a 5 stelle: negli anni il proprietario ha investito 40 milioni di euro per acquisire i terreni e ristrutturare. Vogliamo rafforzare la nostra presenza sul mercato italiano, per questo stiamo collaborando con i t.o. e lanceremo una pagina in italiano sul nostro sito web. Contemporaneamente potenzieremo ancora l’offerta con 10 nuove camere. Non solo, apriremo nuove aree eventi, ristruttureremo il nostro brewpub, creeremo uno stagno e svilupperemo il lato “retreat” di Lou Calen».
Maria Carniglia
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Un progetto geniale, precursore dei tempi, che fin dagli anni Settanta parlava di network di agenzie, di turismo giovanile e di mercato b2c. Un progetto che purtroppo non ha saputo poi adeguarsi a un mercato che ha vissuto cambiamenti profondi».\r\nOperazione nostalgia\r\n“Operazione nostalgia”? «Può darsi – replica Curzi-. Quel che è certo è che per un rilancio futuro del brand non penso tanto al mercato dei giovani quanto a una linea di prodotto che vada a intercettare quanti avevano conosciuto e apprezzato il marchio proprio negli anni Ottanta e Novanta».\r\n\r\nL’intuizione nasce da una constatazione importante: «I viaggi di gruppo vanno molto forte e il turismo organizzato, al di là degli eventi contingenti, sta prendendo quota in maniera decisa. 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Per realizzare un nuovo sogno nel cassetto.","post_title":"Curzi, Idee per Viaggiare: «Con Cts un'operazione che va oltre il business»","post_date":"2026-05-06T14:24:15+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1778077455000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513434","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_513442\" align=\"alignright\" width=\"450\"] Foto Herve Fabre[/caption]\r\n\r\nUna struttura nel cuore di Cotignac, borgo che ha ottenuto il titolo di “uno dei più bei villaggi di Francia\", 4 ettari di giardini e 36 camere, laboratori nella natura. Lou Calen è un eco resort in Provenza, uno spazio dove è possibile riconnettersi con la natura.\r\n\r\nTra gli obiettivi, crescere sul mercato italiano, ma anche sul mercato canadese ed in generale su tutta l’Europa. Attualmente gli ospiti provengono principalmente da Francia, Usa, Regno Unito e Germania.\r\n\r\n«Puntiamo ad avere un supporto per la vendita negli Usa – spiega Aurore Chainet, marketing & sales director hotel LouCalen – ed anche ad un collaboratore sul Regno Unito. Intendiamo rafforzare la nostra partecipazione alle fiere di settore e ripensare al nostro sito web con un approccio B2B. Non solo, ma vogliamo sviluppare l’offerta per le famiglie, per adattarci meglio a questo target».\r\n\r\nTra campi di lavanda, uliveti e vigneti, l’eco resort, che dista un’ora e mezza da Nizza, affascina per il contesto unico, da una parte la natura e dall’altra la cultura: Cotignac infatti attira moltissimi pellegrini grazie all’apparizione della Sacra Famiglia e ai tantissimi santuari della zona.\r\n\r\n \r\n\r\nNella primavera del 2020, il ristorante Jardin Secret ha aperto le sue porte: una residenza storica costruita più di due secoli fa, immersa nel cuore di un uliveto. Nel marzo 2023 è stato premiato con la stella verde nella guida Michelin, che distingue i ristoranti che combinano eccellenza gastronomica e rispetto per l'ambiente.\r\n\r\nNel luglio 2021, la tenuta Lou Calen ha inaugurato la zona Mico, segnando il ritorno degli alloggi all'interno dell'area. Questo nuovo spazio offre 12 stanze lussuose.\r\n\r\nNel 2023 il complesso inaugura due nuove sedi abitative: il Trianon e la Villa Font Vieille, arricchendo l'offerta con 12 camere aggiuntive.\r\n\r\nNel giugno 2024 viene aperto un secondo ristorante e il pastis bar \"O' Fadoli\" sul Cours du village. E vengono aggiunte 10 nuove stanze nell'edificio storico di Lou Calen.\r\n\r\n«Cotignac è conosciuto come “il piccolo Saint Tropez dell’alto Vara\" – aggiunge Chainet – grazie alle personalità famose che negli anni hanno frequentato la zona. La nostra struttura offre servizi a 5 stelle: negli anni il proprietario ha investito 40 milioni di euro per acquisire i terreni e ristrutturare. Vogliamo rafforzare la nostra presenza sul mercato italiano, per questo stiamo collaborando con i t.o. e lanceremo una pagina in italiano sul nostro sito web. Contemporaneamente potenzieremo ancora l’offerta con 10 nuove camere. Non solo, apriremo nuove aree eventi, ristruttureremo il nostro brewpub, creeremo uno stagno e svilupperemo il lato “retreat” di Lou Calen».\r\n\r\n \r\n\r\nMaria Carniglia\r\n\r\n ","post_title":"Lou Calen Eco Resort, la Provenza più autentica tra cultura, natura ed enogastronomia","post_date":"2026-05-06T11:46:49+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1778068009000]}]}}
GIUSTISSIMO! tutto quello che avete scritto è corretto. Meno male che almeno qualcuno ha il coraggio di dire come stanno le cose. BRAVI!
Con il massimo rispetto di chi scrive, c’è chi rispetta e supera i parametri europei, e offre ottime condizioni e prospettive ai lavoratori. Ma anche così mancano le professionalità. Fare turismo non è una cosa estemporanea, ci vogliono competenze e disponibilità, che devono e sono adeguatamente pagate. E sul lato formativo siamo molto carenti purtroppo…
Se poi vi sono delle zone che non operano come sopra… siamo specifici e non generalisti e indichiamo chiaramente dove sono i problemi.
Basta massimi sistemi siamo imprenditori!
Caro Lanci, lei dice professionalità. bene sa cosa è il decreto flussi dal quale il ministro vuole prendere gli stagionali? Hanno formazione questi? non credo, servono solo a risparmiare sui costi del personale.Le persone sono stanche di essere sfruttate, bisogna equiparare in qualche modo.
Caro Aloe,
C’è chi vive sui confini, e il mondo estero, da cui tanti ricavano lavoratori, lo conosce bene. Il problema alla radice è la nostra capacità di generare formazione nei nostri giovani in primis, a partire dal sistema scolastico, non solo formazione, ma anche motivazione. Il comparto è dolorosamente assente dall’intera filiera, e pur essendo demandato al sistema centrale, sarebbe anche responsabilità del comparto turistico, pretendere di entrare nel sistema per motivare e formare realmente i giovani. Con relae formazione, conoscenza e motivazione i giovani potremmo trovarli già in Italia, pagandoli quanto è dovuto con le corrette possibilità. Dall’altra parte un ragazzetto che arriva a 18-20 anni senza avere alcuna formazione nel settore, non può pensare di arrivare non doversi preparare e prendere paga piena: delle due l’una o si forma prima (e gli dobbiamo dare la possibilità di farlo con garanzie poi di assunzione) o accetta un percorso a scaglioni
Dall’estero, con i programmi di formazione e interscambio, si possono formare prima di portarli in Italia, ed eventualmente finire qui il lavoro prima dell’inizio delle stagioni, ma anche qui bisogna mettersi in gioco pubblico e privato assieme. Complesso? si decisamente, un altro impegno per noi, ma se vogliamo avere lavoratori, dobbiamo modificare il sistema di approccio. Non protestiamo e basta chiediamo che ci siano dati gli strumenti anche economici e pratici per risolvere il problema, ma ci dobbiamo mettere del nostro.
Non si sopportano più i luoghi comuni del comparto che non paga, che tratta male e fa stra lavorare… vero in certe zone, assolutamente falso in altre. Cominciamo a distinguere, quest’immagine danneggia tutti.
Per esperienza personale (di osservatore): ragazzi 18/20 anni: 14 ore di lavoro, alloggi fatiscenti, 30 minuti per mangiare, 800 euro al mese. per 3 o 4 mesi.
questo è sfruttamento.