27 March 2026

Palazzo Imperiale, a Genova un contenitore prezioso ed originale per eventi dove l’arte incontra l’enogastronomia

Un contenitore originale per eventi dove l’arte incontra l’enogastronomia: Palazzo Imperiale – Saloni delle Feste è a Genova lo spazio ideale dove fare un’immersione nella storia della Superba ma anche un’incontro con la tradizione enogastronomica locale.

Chi è riuscito a ridare vita a Palazzo Imperiale,  è Raoul Bollani, gemmologo e imprenditore.

Il palazzo, tutt’ora di proprietà  della famiglia Imperiale di Sant’Angelo dei Lombardi,  fu edificato intorno al 1560 per volere dell’intraprendente Vincenzo Imperiale, su progetto di Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, che si occupò della struttura architettonica e di parte degli affreschi interni. Allora la costruzione dell’edificio costò un milione di lire genovesi (una nave ne costava mille)

L’edificio fu in parte danneggiato durante il seicentesco bombardamento navale della flotta di Luigi XIV, e poi ancora durante la Seconda Guerra Mondiale fino all’attuale restuaro. Al secondo piano nobile si possono ammirare i fregi con le Parche, gli affreschi raffiguranti la vittoria di Cimone l’Ateniese, realizzati da Luca Cambiaso e la rappresentazione della Conquista di Gerusalemme, opera di Bernardo Castello.

«E’ uno degli edifici più prestigiosi della città – sottolinea Raoul Bollani, responsabile Palazzo Imperiale – Saloni delle Feste – uno dei pochi che appare così come era nel Rinascimento. Fa parte del circuito dei Palazzi dei Rolli, all’interno dei quali tra ‘500 e ‘600 vennero ospitati regnanti e ambasciatori delle più importanti monarchie europee in visita ufficiale al Doge. L’antesignano dell’Albergo Diffuso, oggi a disposizione di quanti vogliano visitarlo».

Nel 2000 Raoul Bollani decise di prenderlo in affitto e ristrutturarlo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. «Inizialmente fu una gioielleria-museo – aggiunge Bollani – Poi la vocazione si è concretizzata nel progetto Liguria Style, un’esperienza che riuniva tutti i prodotti dell’eccellenza dell’artigianato ligure, fino ad arrivare agli eventi». 

Nel tempo l’intraprendenza di Bollani ha dato vita ad esperienze enogastronomiche da far vivere ai visitatori. Il Palazzo è in pieno centro storico, ad un passo dal Porto, ideale per ospitare crocieristi, gruppi e turisti individuali. «Abbiamo avviato collaborazioni con compagnie di crociera – conclude Bollani – Le nostre esperienze comprendono un’immersione nella storia del Palazzo e la degustazione di un piatto».

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Un palinsesto che si inserisce in una strategia più ampia di destagionalizzazione e di rafforzamento dell’identità della destinazione, tra percorsi nei meleti in fiore, mobilità slow e iniziative diffuse sul territorio.\r\n\r\nSu andamento dei flussi, mercati esteri e prospettive per la stagione primavera-estate interviene Roberta Agosti, direttrice dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano.\r\nQual è il bilancio turistico in questo avvio di 2026, e quali trend state osservando rispetto a presenze e tipologia di visitatori?\r\n[caption id=\"attachment_510243\" align=\"alignleft\" width=\"338\"] Roberta Agosti, direttrice dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano[/caption]\r\n\r\nIl 2026 è partito con un lieve incremento riconducibile ad una ricaduta delle Olimpiadi invernali. Un pubblico internazionale che normalmente in questo periodo a Bolzano non si trova. In generale siamo molto soddisfatti dell’ampliamento dai mercati tradizionali a nuovi ospiti che apprezzano moltissimo la città.\r\nSul fronte dei mercati esteri, quali sono oggi i più dinamici e quali strategie state adottando per rafforzare la presenza internazionale?\r\nFra i più dinamici registriamo sicuramente il mercato statunitense e quello sudamericano. Bolzano è una piccola città delle alpi, già definita dalla Frankfurter Allgemeine \"la più cool dell’arco alpino\": lingue diverse, culture quotidiane che si affiancano e maturano nella loro identità, la vitalità del commercio, i musei, i castelli, le vigne sono testimoni di una città da vivere a 360 gradi e in ogni periodo dell'anno.\r\nGuardando alla stagione primavera-estate 2026, su quali novità e prodotti turistici punta la città per attrarre nuovi flussi e favorire la destagionalizzazione?\r\nCi siamo orientati già da diversi anni su un calendario di eventi all'inizio della primavera per destagionalizzare e, per il momento, i numeri ci danno ragione. Eventi profilati sulle caratteristiche della città come la tradizionale Weinkost oppure concerti sulle piazze e il mercato dei Fiori ci aiutano a proporre Bolzano anche nei mesi che, tradizionalmente, non registrano una grande occupazione. Allo stesso modo la destagionalizzazione è uno dei criteri fondamentali per la sponsorizzazione di eventi sportivi.\r\nIn un contesto sempre più competitivo tra destinazioni alpine e città d'arte, quale posizionamento vuole rafforzare Bolzano e su quali esperienze state investendo?\r\nBolzano è una piccola città con una straordinaria combinazione di prodotti alla porta delle Dolomiti, punto centrale ideale per partire e conoscere l’Alto Adige. Questo è il fulcro del nostro messaggio, una realtà nella quale possiamo essere competitivi.\r\nQuanto conta oggi il lavoro di rete con operatori, albergatori e istituzioni per la competitività della destinazione?\r\nSolo insieme si diventa competitivi nella comunicazione e nella creazione del prodotto, quindi lavorare in rete oggi conta ancora più che in passato. 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