25 June 2026

Lazzerini, Ita: “Dovremo meritarci di essere la compagnia di bandiera”

Parte oggi la settimana del countdown finale per il decollo di Ita, fissato per venerdì 15 ottobre. Fabio Lazzerini, amministratore delegato e direttore generale, fotografa il passaggio di questi ultimi mesi con l’occhio al prossimo 15 ottobre e ci mette la faccia, ammettendo le numerose “complessità” e “processi tuttora da sistemare”, ribadendo “ora più che mai” il valore della distribuzione intermediata “che ci sta dando fiducia”. E mette a fuoco i tanti fronti e sfide aperti: dalla gara per il brand ‘Alitalia’, all’investimento strategico  su Linate, passando dall’alleanza con un partner forte all’offensiva dichiarata alle low cost. Con un obiettivo: “Conquistare la fiducia dei clienti e meritarci di essere la compagnia di bandiera”.

Sempre felice di questa scelta?Assolutamente sì. Anche dopo questo sei-nove mesi particolarmente complicati e con tanti processi ancora da sistemare. Ma ormai ci siamo. Consapevoli di partire in una stagione – quella invernale – che non è certo la migliore per il decollo di un nuovo vettore e oltretutto post pandemia. Ma è stato inevitabile, il Governo doveva tener presente anche le condizioni della compagnia attuale, in forte difficoltà”.

La gara per il marchio ‘Alitalia’

Alle battute finali la gara per l’aggiudicazione del brand, dopo che la prima fase non ha visto partecipanti. “Questo marchio ha un valore, con una storia gloriosa da una parte ma anche qualche inciampo dall’altra, e nel lancio di un nuovo vettore di tutto ciò bisognerà tenere conto. Non eravamo d’accorso sul prezzo di partenza – e lo abbiamo espresso chiaramente – ma visti i risultati nessuno lo era… Di certo, il 15 ottobre partiremo e lo faremo con un marchio: quale sarà, lo scopriremo venerdì”.

Ita, una vera compagnia di bandiera

“Essere efficienti e dare un servizio di qualità e sostenibile al cliente. Ho sempre sostenuto che dobbiamo meritarci di essere la compagnia di bandiera e non esserlo solo perché c’è un decreto che ci ha costituito. Gli italiani se lo meritano e solo così le persone fuori dall’Italia avranno voglia di utilizzarci per venire nel nostro Paese. Il protezionismo – in generale – ha sempre creato aziende che non guardano alla centralità del cliente ma a soddisfare l’ente che lo protegge centro dei propri ragionamenti invece la concorrenza stimola a stare sul mercato con prodotti competitivi, con un’attenzione maniacale al controllo dei costi”.

Fine del dualismo Fiumicino-Malpensa

“L’Italia ha un mercato domestico piccolo e gestire due hub, soprattutto in questa fase storica, è impossibile. E proprio il dualismo degli hub è uno dei elementi che ha distrutto e fatto fallire la compagnia precedente. Ora cerchiamo di fare bene da Fiumicino e molto bene a Linate”. Quest’ultimoper noi è altamente strategico” ribadisce l’ad ricordando come Ita abbia “lottato con le unghie e con i denti per mantenere il maggior numero di slot possibili. La Lombardia è uno delle regioni con il più alto Pil in Europa, e Linate ha bisogno di essere collegato il più possibile con tanti servizi p2p e multifrequenze soprattutto per clientela business”. Per questo “Linate rappresenta un investimento, che si ripagherà molto velocemente alla ripresa del traffico nella summer 2022. E un asset importante da presentare al nostro futuro partner”.

Un’alleanza con la ‘A’ maiuscola

Ancora massimo riserbo sulla trattativa in corso, ma certo “ci saranno alleanze temporanee per la partenza, che annunceremo venerdì. La trattativa per l’alleanza con la ‘A’ maiuscola inizia ora. Da soli non si riempiono gli aerei, e di fatto stiamo firmando contratti di codeshare, interline”. 

Offensiva low cost

Cristallina la posizione di Ita nei confronti delle low cost: “Come già affermato dal nostro presidente, la concorrenza è bella ma deve valere per tutti. Non si può chiamare un vettore nazionale d’inverno, quando lo scalo non è collegato e poi d’estate riempire di soldi le low cost che poi se ne vanno a fine stagione. Ma, da ottobre a giugno, chi li collega? E gratuitamente?”. Lazzerini incalza: “Si sente dire che i soldi buttati prima (per Alitalia, ndr) e quelli investiti ora e secondo me bene (per Ita, ndr) sono soldi dello stato e quindi dei cittadini. Ebbene lo sono anche quelli dati sotto forma di incentivi aeroportuali e dalle regioni alle low cost….”.

Il trade ci sta dando fiducia

Il rapporto con la distribuzione è saldo: “Anche in questi nove duri mesi abbiamo sempre aggiornato il trade facendo call per condividere il business plan, in parte costruito anche sugli input che ci arrivavano da loro perché sono i più vicini al mercato, oltre alla nostra forza commerciale. E infatti abbiamo firmato numerosi contratti con adv, to, tmc in Italia e all’estero. Le agenzie ci danno fiducia e ci stanno supportando nelle vendite: oggi siamo ad un livello decisamente più alto rispetto a quello dello scorso anno, a fronte di un network molto più piccolo. E sono vendite che arrivano prevalentemente dal trade”. Certo, sul fronte online in effetti è ancora tutto in divenire, “il nuovo sito sarà operativo da venerdì e con nuove funzionalità“.

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