27 April 2026

British: riprendono le trattative con i sindacati per la low cost a Gatwick

I piloti di British Airways, che qualche settimana fa si erano rifiutati di negoziare condizioni che consentissero la creazione di un low cost con base all’aeroporto londinese di Gatwick, sono tornati al tavolo, su loro stessa richiesta. 

Si impegnano a studiare una nuova proposta che non sappiamo se provenga dal loro sindacato o dalla direzione aziendale. Quel che è certo è che la chiusura completa della base a corto raggio di Gatwick non può ancora essere data per scontata dopo questo cambiamento dell’ultimo minuto.

British Airways da anni perde soldi con i suoi aerei a corto raggio con base all’aeroporto di Gatwick e aveva deciso di convertire questa flotta in una compagnia aerea low cost, con una diversa struttura salariale, ovviamente più al ribasso. Il sindacato dei piloti ha rifiutato l’ipotesi di low cost due settimane fa. Per questo motivo il management della British Airways aveva replicato che stava accantonando il progetto, chiudendo la base e abbandonando quasi del tutto quell’aeroporto.

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Se questa logica potrebbe avere una sua spiegazione nel caso di bagaglio addizionale, che fa aumentare il consumo di jet fuel, altrettanto non si può dire per la semplice scelta della poltrona.\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nQuel che è certo è che, in base alle analisi effettuate dal Corriere della Sera su dati forniti dalle piattaforme specializzate, la tariffa media su scala globale (considerando i voli interni, internazionali e intercontinentali) è superiore del 24% di quella di un anno fa.  Il tema è però anche quello dei servizi ancillari. Nei giorni scorsi Lufthansa ha annunciato l’introduzione della tariffa che non prevede il bagaglio a mano, ma solo uno zainetto.\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nIl peso delle ancillary\r\nTracciare l’andamento delle \"ancillary\" non è immediato. A differenza delle tariffe base che si possono trovare anche sulle piattaforme specializzate, gli ancillary vengono acquistati solo su richiesta del cliente, spesso in un secondo momento. Non solo: come per le tariffe anche nel caso di questi servizi extra il loro costo varia nel tempo.\r\n\r\n\r\n\r\nLa simulazione effettuata dal Corriere della Sera, che copre voli low cost su circa 200 rotte intra-europee, restituisce un quadro allarmante. Questa primavera l’imbarco prioritario risulta più caro del 17% rispetto a un anno fa (e a parità di rotta), facendo una media tra Ryanair, easyJet, Wizz Air, Volotea e Vueling. Sono rincarate in modo più deciso le voci relative al bagaglio in stiva: quello piccolo del 24%, quello grande del 21%. Ma è in particolare la selezione del posto - opzione che non ha impatti sul consumo di cherosene - a mostrare i rincari maggiori, tra il 33 e il 40%.\r\n\r\n\r\nLe low cost ribattono che questi servizi aggiuntivi non sono obbligatori. Certo è che aiutano le casse dei vettori: secondo una stima di IdeaWorksCompany «rappresentano ora il 15,7% del fatturato totale delle compagnie».\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n","post_title":"Tariffe aeree: il conflitto fa lievitare anche il costo dei servizi ancillary","post_date":"2026-04-27T09:49:16+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1777283356000]}]}}