13 May 2026

Massa, Msc: flotta quasi tutta operativa già per il prossimo inverno

Oltre 200 mila italiani movimentati con dieci navi sulle 19 totali della flotta operative non solo nel Mediterraneo, ma anche in Nord Europa, Regno Unito compreso, nonché ad agosto nei Caraibi. Sono i numeri dell’estate di Msc: «Ci stiamo lasciando alle spalle un anno molto importante, mentre se ne approssima uno nuovo ricco di opportunità – racconta il managing director della compagnia, Leonardo Massa -. Certamente le preoccupazioni rimangono, ma prevale l’ottimismo di una situazione in progressivo miglioramento a livello globale, nella consapevolezza di aver esercitato in questi mesi un ruolo importante, creando tra l’altro un protocollo di salute e sicurezza che è diventato vero punto di riferimento per tutta l’industria dell’ospitalità».

Per il prossimo inverno proseguono quindi i piani di incremento dell’offerta di Msc. L’idea è quella di avere la flotta operativa quasi al completo, rivela Mass, «con le nostre unità che incroceranno al largo delle coste del Golfo Persico, del Mediterraneo, delle Antille e più in generale dei Caraibi, nonché speriamo in Sud Africa e in Sud America. Stiamo inoltre lavorando sui protocolli per riuscire ad aumentare la capienza delle navi, che a oggi è ancora ferma al 70%. Non pensiamo invece per il momento a introdurre l’obbligo vaccinale, visto che le nostre misure di sicurezza, con il doppio tampone e il monitoraggio costante della salute dei passeggeri, hanno dimostrato di funzionare egregiamente».

E anche i piani industriali della compagnia non si fermano. Per la fine del 2022 è infatti previsto l’arrivo della Seascape e dell’Europa (con quest’ultima che sarà la nave più grande mai ordinata da una compagnia crocieristica del Vecchio continente). Certo, di marginalità ancora non si può parlare, «stiamo continuando a investire per essere il fulcro di questa ripartenza», sottolinea Massa, ma la strada è già tracciata con l’obiettivo di un ritorno alla completa operatività della flotta fissato già per la prossima primavera. «Anche se per la piena normalità bisognerà forse attendere il 2023».

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