5 February 2026

Uniontour, il primo viaggio dopo un lungo stop: “Troppe norme e pochi controlli”

I viaggi sono ripartiti però i tour operator e i viaggiatori stessi continuano a navigare in un limbo. Non c’è chiarezza, non c’è coerenza ed organizzazione: manca l’armonia in Europa ed ogni paese è libero di lanciare le proprie misure. La Francia richiederà dal 1° agosto il passaporto vaccinale per accedere ai ristoranti, bar, treni e bus per lunga percorrenza. Grecia e altri paesi probabilmente seguiranno presto la Francia. Ma se è vero che ci sono regole diverse da paese a paese, è altrettanto vero che quando sei su un territorio non ci sono controlli ad hoc.

Il tour operator Uniontour ha organizzato dall’8 all11 luglio un tour in Alta Provenza, il primo viaggio dopo quasi due anni di stop. Un itinerario organizzato nei minimi dettagli. Il programma prevedeva le visite per ammirare i campi di lavanda fiorita, le magnifiche gole del Verdon e i paesi produttori di ceramica e le ocre, compresa tutta la natura dell’Alta Provenza. Le giornate ovviamente comprendevano soste nei ristoranti, nei paesi con il soggiorno in hotel.

«Preparare un pacchetto in periodo Covid  – commenta Mireille Duchamp, titolare del tour operator ligure  – ha richiesto molta attenzione per la scelta delle strutture ricettive, dei ristoranti e dei luoghi da visitare. Pur essendo tutti vaccinati abbiamo usato sempre le mascherine e gli auricolari per le spiegazioni durante il tour. Abbiamo dormito in un Villaggio hotel immerso in un parco di 30 mila mq.».

Quello che ha stupito l’operatore Uniontour però è stata l’assoluta mancanza di controlli anti Covid, a cominciare dalla frontiera, sia in Italia che in Francia. «Sopra al Principato di Monaco – aggiunge Duchamp – la polizia francese è salita a bordo del nostro bus per controllare solo le carte di identità dei viaggiatori. Nelle varie località e negli hotel nessun controllo dei “green pass».

E’ demandato esclusivamente al buon senso delle persone il mantenimento delle distanze e l’attenzione alla sanificazione. «Sarebbe bene che oltre al bersagliamento di regole e controlli – conclude la titolare di Uniontour – questi controlli vengano fatti effettivamente sul territorio, almeno nei punti nevralgici e a spot. Se non seguiamo le regole, non ripartiamo».

 

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