6 February 2026

Msc: dalla holding arrivano 222,5 mln di euro. Acquisito il 100% di Bluvacanze

Virtuosa, la nuova arrivata di casa Msc

Numeri in profondo rosso per il 2020 di Msc Crociere. D’altronde, non sarebbe potuto essere altrimenti dato il contesto pandemico che ha caratterizzato lo scorso anno. La compagnia, rivela Shipping Italy, ha infatti chiuso con ricavi pari a 705 milioni di euro (erano 3,2 miliardi nel 2019), risultati operativi in negativo per 797 milioni (contro i +543 milioni dell’anno precedente) e perdite nette complessive per 939 milioni (+405 milioni nell’esercizio precedente).

Dati che sono stati ovviamente pesantemente influenzati dalle misure restrittive messe in atto per contenere il contagio. Nel corso del 2020 le navi Msc hanno infatti imbarcato un totale di 685 mila passeggeri, pari al 75% in meno rispetto all’anno precedente. A fronte di tutto ciò, il gruppo a cui fa capo la compagnia, la Msc Mediterranean Shipping Company Holding, ha quindi garantito un’iniezione di liquidità per 222,5 milioni di euro. Di questi, 172,5 milioni sono parte di un prestito non rimborsabile fino ad aprile 2027, mentre i restanti 50 milioni rientrano nell’ambito dell’acquisizione completa di Bluvacanze da parte di un’altra società della famiglia Msc, che già peraltro controllava il network al 95%. “Al fine di rafforzare la posizione nel mercato italiano, che rimane uno dei nostri bacini d’utenza principali, e considerando le difficoltà che hanno incontrato le agenzie di viaggio”, si legge nel report annuale, la stessa holding ha deciso di “integrare verticalmente il canale distributivo dell’offerta crocieristica prendendo il controllo diretto di Bluvacanze Group, che già era uno dei partner chiave sul mercato locale”.

Nel prossimo futuro, Msc intende quindi proseguire le proprie strategie volte a preservare liquidità e a rafforzare la propria posizione finanziaria. Per l’estate 2021, in particolare, quando la compagnia rimetterà progressivamente in servizio dieci navi nel Mediterraneo e in Nord Europa, le previsioni sono di ricevere molte prenotazioni last minute: “I persistenti effetti del Covid-19 sulle nostre operazioni e sulle prenotazioni a livello globali hanno avuto, e continueranno ad avere, un impatto significativo sui nostri risultati finanziari e sulla nostra liquidità. Effetti che potranno estendersi oltre il contenimento della pandemia. La piena portata dell’impatto sarà determinata dal nostro graduale ritorno alla piena operatività e dalla durata di tempo fino a quando il Covid-19 influenzerà le decisioni di viaggio”. Ciononostante, la compagnia assicura che la domanda di lungo periodo rimane sostenuta.

Proseguono quindi i programmi di espansione di Msc, che specifica di avere in ordine da Fincantieri due nuove navi Seaside Evo in consegna nel 2021 e 2022 (prezzo totale 1,78 miliardi di euro), a cui si aggiungono quattro unità di lusso in arrivo a partire dal 2023 (prezzo totale 1,96 miliardi di euro), più opzioni per ulteriori due navi per il 2026-2027 (494 milioni di euro ciascuna). Presso i cantieri francesi Chantiers del’Atlantique sono invece in fase di realizzazione due navi classe Meraviglia-plus con arrivi calendarizzati nel 2021 e 2023, più altre due unità World-class in consegna nel 2022 e 2025 (per complessivi 3,912 miliardi di euro).

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Un modello che rispecchia il modo di viaggiare di oggi, fatto di partenze brevi e ripetute, spesso decise all’ultimo momento talvolta senza pensare all’assicurazione.\r\nL’obiettivo è accompagnare il viaggiatore ovunque vada, in Italia o all’estero, offrendo un supporto concreto in caso di imprevisti legati alla salute, al bagaglio o alla responsabilità verso terzi.\r\nUno degli elementi che caratterizza Nobis Più Viaggi è l’attenzione a chi parte con il proprio animale domestico, non solo in auto. Dal 2025 infatti le regole Enac in Italia permettono a cani e gatti di viaggiare in cabina con trasportino, superando i vecchi limiti di peso e favorendo una tendenza già in forte crescita.\r\n\r\nAnimali domestici\r\nPer questo Nobis ha previsto Travel Pet, un servizio che copre eventuali spese veterinarie sostenute durante il soggiorno. 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Un'architettura che ricorda le strategie dei grandi gruppi internazionali dell'hospitality, applicata con caratteristiche distintive al mercato italiano.\r\n«Non è una semplice riorganizzazione interna. È una risposta strutturale ai cambiamenti del settore: la trasformazione dei comportamenti di viaggio, la necessità di presidiare l'intera filiera, la competizione sempre più sofisticata»  spiega Stefano Maria Simei, direttore generale di Futura Vacanze.\r\nL’organizzazione delinea direttrici di crescita ambiziose: evoluzione del target di clientela, ampliamento del portafoglio strutture in Italia e all'estero, nuove linee di prodotto. Una strategia che intercetta tendenze significative: la difficoltà degli albergatori indipendenti nel competere con i gruppi consolidati, l'esigenza di standard qualitativi omogenei, il valore crescente del real estate turistico come investimento di lungo periodo.\r\n\r\nUn Manifesto valoriale\r\nL'aspetto più innovativo riguarda la metodologia partecipativa adottata. Con il supporto di Wyde Connective School, nel corso di We Make Futura, l'intero gruppo ha lavorato alla definizione di un Manifesto valoriale, destinato a tradursi in \"Golden Rules\" operative. In un settore ad alta intensità di capitale umano come il turismo, la coesione organizzativa diventa fattore critico di successo.\r\n«We Make Futura è stato un momento importante per leggere l’evoluzione che l’azienda sta vivendo e per riconoscere che solo una visione realmente condivisa può trasformarla in realtà. Insieme abbiamo messo chiaramente a fuoco che il futuro, per noi, è una responsabilità consapevole, ma anche un’ambizione collettiva, che richiede lucidità strategica e la capacità di interpretare scenari in continuo cambiamento» aggiunge Beatrice Nano, hr manager del gruppo.\r\nL'operazione si inserisce in un contesto di consolidamento dove gli operatori di medie dimensioni affrontano scelte decisive: crescere verticalmente integrando la filiera, specializzarsi su nicchie, o rischiare la marginalizzazione. La scelta dell'integrazione verticale rappresenta una scommessa sulla capacità di presidiare qualità ed esperienza in ogni touchpoint del viaggio, garantendo economie di scala e controllo sui margini.\r\nNei prossimi mesi arriverà un passaggio cruciale: la presentazione del piano industriale 2026-2030. 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