10 March 2026

Alitalia: la rigidità dell’Ue a questo punto non è più spiegabile

Margrethe Vestager Commissaria europea per la concorrenza.

La rigidità con la quale l’Europa sta portando avanti le trattative per la nuova Alitalia, secondo il mio modesto parere, non ha ragione di esistere. E’ di ieri la notizia che dopo i 13 miliardi che lo Stato francese ha versato nelle casse di Air France, il ceo della compagnia, il canadese Ben Smith, ha affermato che serviranno altre e ingenti risorse. Quindi, per ricapitolare: Air France attinge alle casse dello Stato francese cifre che servirebbero a rilanciare non una Alitalia ma almeno tre, mentre la nostra compagnia è sempre sotto la spada di Damocle di prese di posizioni inspiegabili, almeno in questo momento di crisi mondiale.

La tesi che le situazioni siano diverse non sta in piedi. L’ho già scritto, Alitalia negli ultimi anni (almeno dieci) ha ricevuto più o meno 10 miliardi di euro dallo Stato. Air France ne ha ricevuto 13 in due tranche nel giro di pochi mesi e ne otterrà altri. La commissaria Vestager chiede discontinuità fra Alitalia e Ita. La chiedesse anche ad Air France e a Lufthansa. Il motivo è presto detto: evidentemente queste compagnie, pur portando risultati positivi, non avevano proprio i conti perfetti se appena è scoppiata la pandemia hanno dovuto ricorrere immediatamente agli aiuti statali. Aiuti di miliardi di euro.

Probabilmente il peso politico di Francia e Germania in Europa è così preponderante che a loro è permesso tutto, e a noi quasi niente. A me, come credo a molti, questa situazione non piace.

Ryanair, di cui si può dire tutto quello che si vuole, essendo una compagnia sana, non ha chiesto aiuto a nessuno e continua a lavorare. Se qualcuno mi spiega questa disparità di trattamento ne sarò felice. Ma non credo che ci riuscirà.

Giuseppe Aloe

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Cosima capitò per caso a Bayreuth e vide una città ricca di cultura, che aveva un'importante traduzione culturale e teatrale anche grazie a Wilhelmine, la figlia di Federico Guglielmo I che, nata nel 1709, sposò il principe ereditario Federico di Bayreuth e plasmò la città secondo la sua visione personale, facendone un centro culturale barocco internazionale.\r\n\r\nWilhelmine risvegliò la predisposizione della città realizzando palazzi, giardini, castelli, musei e teatri e ideò la costruzione dell’Opera dei Margravi, il più grande teatro di corte del XIX secolo. Fu proprio la presenza del fastoso teatro, patrimonio Unesco dal 2012, a mostrare a Wagner che Bayreuth era il posto giusto per realizzare il proprio Festival. Ma il teatro doveva avere delle precise caratteristiche: venne costruito su una collina, in legno e senza decorazioni, e la musica era protagonista. Era una perfetta cassa armonica dall’acustica eccezionale. Wagner l’aveva pensato provvisorio, invece il Festspielhaus di Bayreuth è ancora in uso e l’esperienza di ascolto è unica, sembra di essere nel cuore di uno strumento musicale. Queste caratteristiche vengono preservate grazie a delle regole precise: il Festival si tiene solo in estate e non c’è il riscaldamento, che potrebbe alterare il legno.\r\n\r\nQuest’anno il Festival di Bayreuth si aprirà sabato 25 luglio con l’esecuzione della IX Sinfonia di Beethoven - l’opera che lo stesso Wagner diresse nel 1872 per celebrare la posa della prima pietra - quindi il 26 luglio, per la prima volta nella storia, si potrà ascoltare il Rienzi oltre alle 10 principali opere del compositore. Le esecuzioni musicali proseguiranno fino al 26 agosto. In questo 2026 le 6 settimane del festival si ampliano in un anno di celebrazioni: concerti, conferenze, performance e workshop. Bayreuth si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto; dalla verde collina dove si trova il teatro prenderà il via il Richard Wagner Street Festival, un percorso di musica, arte e cultura che arriverà fino in centro città e proprio per questo il New York Times ha inserito Bayreuth nei “52 places to go” per il 2026.\r\n\r\nQuest’anno ricorrono anche i 50 anni del Museo di Wagner: allestito all’interno di Villa Wahnfried, già residenza della famiglia Wagner e ultima dimora del compositore e della moglie Cosima, che sono qui sepolti. L'edificio è un centro di ricerca internazionale: ospita l'archivio nazionale della Fondazione Richard Wagner, la più grande collezione al mondo di manoscritti, partiture e lettere dell’artista. Anche la villa diventerà un palcoscenico per esperienze musicali di altissimo livello, offrendo l'occasione di ascoltare la musica proprio dove Wagner la scrisse. Il museo è collegato alla Festspielhaus dalla Walk of Wagner: un percorso scandito da 20 sculture dorate realizzate dall'artista Ottman Hörl. La storia della presenza di Wagner collega i luoghi più importanti del centro storico di una destinazione dove si intrecciano storia, arte e cultura. L’ultima W è proprio quella legata al cibo e alla birra. - conclude von Chamier - Bayreuth è nell’Alta Franconia, una regione dove si trovano più di 200 birrifici che producono 2.000 tipi diversi di birra; per questo la cultura della birra riveste un'importanza fondamentale, dal punto di vista commerciale, ma anche storico e sociale».\r\nChiara Ambrosioni\r\n\r\n[gallery ids=\"509065,509061,509066\"]","post_title":"Germania: Bayreuth e le tre 'W' che indicano musica, cultura e tradizione","post_date":"2026-03-09T11:31:13+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1773055873000]}]}}