13 May 2026

Hvs: investimenti alberghieri europei in calo del 69% nel 2020

La top 10 dei paesi europei per investimenti alberghieri nel 2020 secondo Hvs

Sono calati del 69% i volumi degli investimenti alberghieri in Europa nel 2020, fermandosi a quota 8,5 miliardi di euro, contro i 27,1 miliardi dell’anno record 2019. Lo rivela l’ultimo rapporto European Hotel Transactions 2020, realizzato da Hvs. In tale contesto gli accordi relativi a immobili singoli (single asset) hanno riguardato il 65% del valore totale delle transazioni (65%), mentre le acquisizioni di portfolio si sono fermate a 3 miliardi (35%).

A pesare sull’andamento degli investimenti è stato come prevedibile l’avvento della pandemia globale, tanto che i primi due mesi del 2020 stavano in realtà viaggiando su livelli ancora più alti rispetto al medesimo bimestre dell’anno precedente. con investimenti in crescita del 2,5% e prezzi medi per camera in salita dell’1,8% a 170 mila euro. Con il successivo lockdown generalizzato si sono quindi chiusi i rubinetti del credito, tanto che solo una tipologia di buyer, i cosiddetti “high net worth individuals” (hnwi – investitori con elevati patrimoni personali, ndr), ha totalizzato a fine anno volumi d’investimenti superiori a quelli del 2019.

Nel dettaglio, l’anno scorso è passato di mano un totale di 201 strutture del Vecchio continente, per oltre 44 camere. Il Regno Unito ha mantenuto la sua storica posizione di leadership degli investimenti alberghieri, raccogliendone un totale di 2,1 miliardi di euro, di cui ben 1,6 miliardi concentrati nella sola Londra. A seguire la Germania, con un valore complessivo delle transazioni pari a 1,7 miliardi, di cui 501 milioni relativi a Monaco di Baviera. In tale contesto, l’Italia è risultata essere il quinto mercato del continente, dopo anche Spagna e Francia, con investimenti totali per 562 milioni, in calo del 68% rispetto al 2019. La nostra Penisola è stata però la destinazione a registrare il più alto valore medio per camera transata (423 mila euro) dopo la Svizzera (803 mila), dei dieci principali mercati real estate del Vecchio continente.

Guardando al futuro, Hvs si aspetta che segnali di recupero nei volumi delle transazioni si possano cominciare a notare a partire dalla seconda metà dell’anno, quando inizieranno a venir meno alcuni dei programmi di supporto pubblici al settore e si avrà a che fare con le prime scadenze di rifinanziamento. “Gli effetti complessivi della pandemia sugli investimenti – commenta l’autore del rapporto, Shaffer Patrick – si cominceranno a far sentire più avanti quest’anno, quando si assisterà a una crescita dei crediti deteriorati sul mercato e al conseguente incremento delle opportunità per investimenti opportunistici. Tuttavia, il recupero pieno dei volumi delle transazioni avverrà solo nel 2022, una volta che il completamento delle campagne vaccinali permetterà al turismo sia leisure, sia corporate, di ripartire definitivamente”.

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